Cerca le Santissime Risposte

sabato 28 settembre 2013

Il denaro è lo sterco del demonio?


«
Illustrissimo Sig. Moreno,
sono un devoto credente e praticante cattolico, ma sono anche, per professione, un trader, ossia uno che vive di speculazione finanziaria.
Recentemente ho sentito che Papa Francesco, questo nuovo Papa semplice e buono, ha pronunciato severe parole di condanna nei confronti del denaro.
"Dall'idolatria del denaro nascono mali come la vanità e l'orgoglio, che fanno male alla società", ha detto il Papa. Il Santo Padre ha inoltre riferito che Gesù ha detto: "l'avidità del denaro è la radice di tutti i mali". Il desiderio del denaro porta a deviare dalla fede e procura molti tormenti, secondo il Papa. Ancora, il Pontefice ha detto: "Il denaro ti offre un certo benessere all'inizio. Va bene, poi ti senti un po' importante e viene la vanità. Lo abbiamo letto nel Salmo che viene questa vanità. Questa vanità che non serve, ma tu ti senti una persona importante: quella è la vanità. E dalla vanità alla superbia, all'orgoglio. Sono tre scalini: la ricchezza, la vanità e l'orgoglio. Nessuno può salvarsi col denaro! Il diavolo prende sempre questa strada di tentazioni: la ricchezza, per sentirti sufficiente; la vanità, per sentirti importante; e, alla fine, l'orgoglio, la superbia: è proprio il suo linguaggio la superbia".

Quindi, Sig. Moreno, mi trovo ora con uno spaventoso dubbio. La mia professione legata al denaro mi sta portando verso l'inferno? Io non mi sento particolarmente vanaglorioso, ma è vero che essere un trader porta a ragionare sempre in termini di denaro. Passo tutta la giornata davanti ai terminali dei computer osservando le quotazioni delle borse valori, e mi entusiasmo quando riesco a guadagnare con un contratto "future" o un derivato. Le chiedo gentilmente di chiarirmi questo atroce dilemma e di indicarmi cosa devo fare per evitare la perdizione.

La ringrazio della sua cortese attenzione, distinti saluti,
Augusto

»

Caro Augusto, buon fratello in Cristo, la tua domanda sicuramente ha rilievo per moltissime persone che, per ragioni di lavoro, sono a contatto con il denaro: chi lavora in banca, per esempio. Le banche prosperano offrendo il denaro in prestito a tassi elevati, mentre pagano una miserabile elemosina ai risparmiatori che lo depositano. Ma sono soprattutto gli speculatori finanziari che, approfittando delle oscillazioni del mercato, spesso indotte in modo fraudolento, realizzano enormi guadagni senza svolgere alcun lavoro utile alla società. Il buon Papa Francesco ha voluto indirizzare a queste categorie la sua pia ammonizione, sulla traccia di quanto hanno sempre saputo i nostri saggi vecchi, che dicevano: "il denaro è lo sterco del demonio".

Vediamo dunque cosa ci dicono le Scritture al riguardo: perché solo la Parola di Dio ci può guidare sulla retta via.

Prima di tutto, osserviamo che la Bibbia dice: Infatti l'amore del denaro è radice di ogni specie di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori. (1 Timoteo 6,10). Attenzione! Non dice "il denaro è la radice di tutti i mali", ma bensì "l'amore del denaro è radice di ogni specie di mali". Si tratta di una differenza sottile ma importante, ed è necessaria un'esperienza esegetica fuori dal comune per rilevarla: lo dico senza falsa modestia.

Le implicazioni della sottile distinzione fatta sopra sono cruciali. In effetti, il denaro, in sé, non è né buono, né cattivo: è solo un mezzo di scambio che permette alla gente di concludere i loro affari. In realtà, Dio concede ad alcuni di avere molto denaro, e questa è senz'altro una benedizione divina. Ma è l'amore per il denaro che porta a conflitti, guerre e disastri per l'umanità. Dunque il punto essenziale è quello di non avere amore per il denaro, e tutto va a posto.

In effetti la povertà, la mancanza di denaro, è un male peggiore che l'abbondanza: la mancanza di denaro provoca perdita di salute, e un sacco di altri dispiaceri. La Bibbia conferma largamente questo punto di vista. Accumulare denaro può essere etico e conforme alla dottrina cristiana, se fatto con le corrette strategie.

Re Salomone possedeva ricchezze immense. Impariamo da lui come vanno gestite le ricchezze: L'ingenuo crede quanto gli dici, l'accorto controlla i propri passi. (Proverbi 14,15). Questo è ciò si deve fare nel campo degli investimenti finanziari.

La regola n°1, caro Augusto, è che il denaro non deve mai prendere il sopravvento, nella tua vita, sulla Fede e la necessaria devozione. Frequenta le funzioni religiose, recandoti ad assistere alla Santa Messa almeno due o tre volte alla settimana. Comunicati spesso. Ma soprattutto, ricordati di destinare una parte dei tuoi profitti alla carità, cioè alla Chiesa, che è l'istituto più idoneo a gestire le opere di beneficenza. Lo so che il capital gain è già pesantemente tassato dallo stato, che ci sono le esose commissioni degli intermediari da pagare, gli interessi di marginazione e altri costi, tasse e bolli; ma comunque, una volta tenuta per te una somma ragionevole, dovrai devolvere il superfluo alla Chiesa, riconoscendo così che è per Grazia di Dio e Sua benevolenza che le tue operazioni speculative sono andate a buon fine. Mi raccomando non essere avido, l'ammonimento di Papa Francesco ti sia sempre ben presente. Anche il celebre trader Joe Ross, che ha elaborato delle straordinarie tecniche vincenti per il trading, afferma che un trader di successo ha l'obbligo di devolvere una parte dei suoi profitti in beneficenza alla Chiesa, per rendere giustamente grazie a Dio del favore con cui Egli ha sostenuto le quotazioni dei titoli scambiati. (Joe Ross, "The Spiritual Side of Trading").

L'amore per il denaro può manifestarsi anche con la smania di depositarlo... questo è da evitare! Ascolta la Parola di Gesù.
Poiché avverrà come a un uomo il quale, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e affidò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità; e partì. Subito, colui che aveva ricevuto i cinque talenti andò a farli fruttare, e ne guadagnò altri cinque. Allo stesso modo, quello dei due talenti ne guadagnò altri due. Ma colui che ne aveva ricevuto uno, andò a fare una buca in terra e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo, il padrone di quei servi ritornò a fare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto i cinque talenti venne e presentò altri cinque talenti, dicendo: "Signore, tu mi affidasti cinque talenti: ecco, ne ho guadagnati altri cinque". Il suo padrone gli disse: "Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore". Poi, si presentò anche quello dei due talenti e disse: "Signore, tu mi affidasti due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due". Il suo padrone gli disse: "Va bene, servo buono e fedele, sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore". Poi si avvicinò anche quello che aveva ricevuto un talento solo, e disse: "Signore, io sapevo che tu sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra; eccoti il tuo". Il suo padrone gli rispose: "Servo malvagio e fannullone, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; dovevi dunque portare il mio denaro dai banchieri; al mio ritorno avrei ritirato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti. Poiché a chiunque ha, sarà dato ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quel servo inutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti". (Matteo 25,14-30).

Il significato della parabola è lampante. Il servo che non ha avuto spirito di iniziativa sufficiente per investire il talento che gli era stato affidato, viene scacciato. Per lui c'è l'inferno! Invece i servi che hanno investito il denaro, raddoppiando il capitale, ricevono il premio. Essi hanno dimostrato intraprendenza e quindi meritato la fiducia del Signore. Ecco perciò che tu fai benissimo ad investire il denaro, ma a patto di avere la diligenza di rendere conto poi al Signore, che è rappresentato qui in Terra dal Papa. È questo che ti sta dicendo Papa Francesco, capisci? Non esitare a mettere a frutto il tuo denaro... Warren Buffet ha detto: "bisogna avere paura quando gli altri sono avidi ed essere avidi quando gli altri hanno paura". (Mary Buffett, David Clark, I segreti di Warren Buffett. Come avere successo negli affari evitando le trappole del mercato. Traduzione di T. Moroni, Lindau).

Ho detto tutto. Che il Signore ti accompagni sempre nelle tue operazioni finanziarie, e riversi su di te tutta la benedittanza necessaria a farti guadagnare milioni di Euro, per maggior Gloria di Dio.

Moreno

9 commenti:

  1. Cari fratelli in Cristo, il Talmud è carico di riferimenti alla minuziosa dottrina del prestito monetario. Le discussioni scaturiscono da un celebre passaggio del Deuteronomio (23, 20-21):
    «Non farai al tuo fratello prestiti a interesse, né di denaro, né di viveri, né di qualunque cosa che si presta a interesse. Allo straniero potrai prestare a interesse, ma non al tuo fratello, perché il Signore tuo Dio ti benedica in tutto ciò a cui metterai mano, nel paese di cui stai per andare a prender possesso».

    RispondiElimina
  2. Aggiungo, fratelli, che nei testi sacri dell'Ebraismo e del Cristianesimo, si può attestare una certa onnipresenza del denaro, la cui rappresentazione cade sia sotto l'ideologia mistico-spirituale della negazione dei piaceri terreni, sia sotto descrizioni che assumono il denaro stesso come simbolo della potenza di Dio concessa agli uomini. Oro e argento, segni incontestati di ricchezza anche nell'epoca contemporanea, in cui il denaro perde sempre più la propria consistenza materiale, compaiono per la prima volta nel libro della Genesi, e precisamente nel passaggio in cui Abramo viene presentato ai lettori (13, 2):
    «Abramo era molto ricco in bestiame, argento e oro».
    Molti secoli più tardi, è un versetto del libro di Giobbe che collega il possesso di denaro alla benevolenza che Dio accorda all'uomo ricco. Questo passaggio sarebbe certo piaciuto a Weber, e avrebbe forse avvalorato la sua concezione dello sviluppo dell'etica del capitalismo (Gb 27, 16-7):
    «[Il malvagio] ammassa argento come la polvere e come fango si prepara vesti: egli le prepara, ma il giusto le indosserà e l'argento lo spartirà l'innocente».
    Meditiamo!

    RispondiElimina
  3. Quasi dimenticavo, cari fratelli, che se il denaro gioca un qualche ruolo positivo nella Bibbia, è però più facile incontrarlo in contesti di dispregio del benessere materiale. Innanzitutto, chi adora l'oro e l'argento commette peccato d'idolatria. A parte l'episodio del Vitello d'Oro, che testimonia bene dell'attitudine del Giudeo-cristianesimo verso il prezioso metallo, numerosi altri passaggi sanciscono che apprezzare il denaro è pratica pagana. Possiamo riportare il celebre versetto dell'Esodo (20, 23):
    «Non fate dèi d'argento e dèi d'oro accanto a me: non fatene per voi!».
    Quest'ultima frase si presta anch'essa a interpretazioni diverse, e potrebbe giustificare l'uso di immagini d'oro o d'argento in guisa di offerte votive al Dio supremo. Lo stesso ammonimento si ritrova, formulato in maniera leggermente diversa, nel libro del profeta Isaia (30, 22):
    «Considererai cose immonde le tue immagini ricoperte d'argento; i tuoi idoli rivestiti d'oro getterai via come un oggetto immondo. 'Fuori!' tu dirai loro».
    Tra i proverbi, poi, l'inferiorità del denaro rispetto ad altri doni più spirituali è affermata perentoriamente (Pr 16, 16):
    «È molto meglio possedere la sapienza che l'oro, il possesso dell'intelligenza è preferibile all'argento».
    La storia e i maestri del passato insegnano (il caso di Salomone andrebbe considerato a parte) che potenza dello spirito e potenza del patrimonio sono anzi sovente incompatibili. Questa inconciliabilità meriterebbe più di una riflessione, ma basti citare il grande Erasmo, in un passaggio dell'Elogio della follia:
    «Sed tamen horum asinorum arbitrio maxima minimaque negocia transiguntur. His latifundia crescunt, cum theologus interim excussis totius divinitatis scriniis lupinum arrodit, cum cimicibus ac pediculis assidue bellum gerens».[«Intanto, però, tutti gli affari della più svariata importanza vengono trattati secondo la volontà di questi asini. I loro poderi si accrescono, mentre il teologo, dopo aver dato fondo ai tesori di tutta la scienza della divinità, rosicchia lupini, impegnato in un guerra ad oltranza contro cimici e pidocchi».].
    Tuttavia non sempre, a dire il vero, i teologi hanno disdegnato il potere temporale e, massimamente, il possesso di grandi quantità di denaro. Ciò è in contrasto non solo con alcuni passaggi dell'Antico Testamento (come in Qoelet 5, 9):
    «Chi ama il denaro mai si sazia di denaro e chi ama la ricchezza non ne trae profitto».
    Ma, anche con il Nuovo Testamento, Gesù afferma in maniera secca e categorica l'incompatibilità di religione e denaro. Celebre è la frase, quasi sentenziale nella sua precisione, riportata sia da Matteo (6, 24) che da Luca (16, 13):
    «Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e al denaro [o "mammona"]».
    Questo concetto di una scelta obbligatoria viene ribadito, sebbene in forma meno perentoria, nella lettera di Paolo agli Ebrei (13, 5):
    «Che l'amore del denaro non ispiri la vostra condotta; contentatevi di ciò che avete».
    Con questo mi sembra di aver concluso. Benedittanza a tutti voi, o saggi esegeti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un sentito grazie di cuore al caro fratello in Cristo Raffaele per le coltissime e puntuali precisazioni che ci ha voluto offrire.
      La benedittanza di Gesù si riversi copiosa sul tuo capo, e ti guidi sempre nei tuoi altissimi studi.

      Elimina
  4. Auguro Kili di merda a tutti , con o senza benedittanza , da spalmare sul pane o da ingurgitare come frappè : merda , merda , merda benedetta !

    RispondiElimina
  5. Se e' vero che il denaro e' lo sterco del diavolo e' pur vero che la chiesa ne fa un concime della madonna...!!!

    RispondiElimina
  6. Sono stato ateo per gli ultimi 30 anni della mia vita ma ora.... si ora... ora che leggo (e comprendo) le vere parole del SIGNORE tutto è più chiaro.
    Grazie.. grazie... mille grazie in CRISTO GESU'!!!

    RispondiElimina

Cari fratelli e sorelle in Cristo, i commenti saranno moderati per evitare che eventuali intemperanze possano offendere i nostri lettori più sensibili. Sappiatevi regolare.