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venerdì 2 maggio 2014

Via la forfora dal pelo pubico con l'aiuto di Dio



Venerabile fratello Tancredi,
vorrei girarti un quesito rivoltomi da una dolce sorella in Cristo, Giovenca è il suo nome, e a cui non so proprio come rispondere. Sono certo che la tua grande competenza e saggezza saprà soddisfare la sua domanda. Ella mi chiede come fare a eliminare il fastidioso problema della forfora sul pelo pubico, che tanti disagi le provoca. Confidando nella tua illuminazione, a suo nome già ora ti ringrazio.
Lector 

Caro fratello in Cristo Lector,
quale triste e terribile destino rischierebbe la tua amica Giovenca se Cristo non si fosse sacrificato per noi! La Legge, fortunatamente superata dal sacrificio di Cristo che ci pone sotto la grazia, dice  (Deuteronomio 21): quando si trova un uomo ucciso, disteso in un campo, e non si sa chi l'abbia ucciso, … gli anziani ... prenderanno una giovenca … e ... spezzeranno il collo alla giovenca. Poi si avvicineranno i sacerdoti, … Allora tutti gli anziani della città, … si laveranno le mani … e, … diranno: "Le nostre mani non hanno sparso questo sangue, né i nostri occhi hanno visto. O Eterno, perdona al tuo popolo …” E quel sangue sarà loro perdonato. 
Si tratta di riti che venivano effettivamente compiuti ed erano richiesti agli Ebrei per prepararsi alla venuta di Cristo, infatti, loro ne erano ignari, ma l'uccisione rappresentava il peccato della collettività di cui la causa ricade nella notte dei tempi (il peccato originale), la rottura del collo della Giovenca era il sacrificio (l'anticipazione della crocifissione di Cristo) di cui gli anziani (esattamente come poi Pilato) se ne lavavano le mani, ma grazie a tale sacrificio (la Giovenca prima, la Crocifissione poi) l'omicidio di assassino ignoto (il peccato originale) era perdonato! 
Per sua fortuna, avvenuto ormai il sacrificio con la S maiuscola, quello di Cristo, oggi non ha più senso continuare ad effettuarne il rito anticipatorio sacrificando Giovenche, ma prima di Cristo capisci che sacerdoti ed anziani del villaggio, costretti magari dalle circostanze ad eliminare qualche nemico politico o semplicemente un membro importante di una famiglia ostile (ai tempi le faide erano all'ordine del giorno), una volta consumato il delitto, avrebbero potuto fingere con stupore di trovarne il cadavere e, se la tua amica fosse vissuta lì a quei tempi, arrivarle silenziosamente alle spalle, spezzarle l'osso del collo con una veloce rotazione, proprio come vedi fare nei film d'azione, e cancellare così definitivamente la propria colpa! 
Se ti chiami Giovenca, attenta quando ti prendono per il collo alle spalle: 
si sa come si comincia, ma non si sa come dove si va a finire!
Visto che la tua amica ha salvato l'osso del collo e non lo rischia più grazie a Cristo, veniamo al suo annoso problema, la forfora: questa è evidentemente sintomo di impurità, ma non è poca cosa, ché, come ci insegnano le Scritture, può ricadere dal corpo sull'anima. Ciò che dall'antico ebraico si traduce oggi con impurità infatti può essere impurità corporale, ma ricadere facilmente in impurità rituale (se sei sporco non puoi toccare cose sacre, ma non per forza sei immorale), da lì però il passo a diventare impurità morale è molto breve (come mai non puoi toccare cose sacre? sei certo colpevole di qualcosa!).
Serve a poco allora, anche se magari non ti dispiacerebbe, tentare un paliativo come inumidire frequentemente la zona in modo da evitare la secchezza della cute sotto il pelo: nasconderesti solo il problema e l’impurità fisica occultata ricadrebbe sulla povera anima della tua amica rendendola immorale e facendole perdere la grazia di Nostro Signore.
Se però la tua amica ha i capelli rossi (se non li ha può sempre tingerli, Nostro Signore non se ne avrà a male), ci viene ancora in soccorso la Legge che, é vero, non siamo più costretti ad applicare rigidamente, ma proprio per questo, possiamo ancora seguire, introducendo opportune mitigazioni che ci vengono concesse oggi per via della grazia che riceviamo in cambio di una semplice professione di fede; nella Bibbia leggiamo infatti che la Giovenca Rossa è un grande dono di Dio perché ha, appunto, la facoltà di eliminare l'impurità. 
Nei tempi antichi la usavano soprattutto per sconfiggere l'impurità conseguenza del contatto con cadaveri o, parimenti, con donne mestruate.
Facciamo un inciso su questo importante tema dell'impurità delle donne durante il ciclo; Dio Padre non ha mai spiegato ai profeti, nè il suo Figliuolo agli apostoli, l'affinità fra cadaveri e donne mestruate; Capiamolo approfondendo il messaggio non sempre evidente nella Scrittura: la Legge dice che (Lev 17,11) il sangue espia ... in quanto è la vita, per cui se le donne sanguinano per una settimana tutti i mesi, devono avere per forza qualcosa da espiare, ma non ne muoiono, per cui alla fine restano in qualche modo purificate; come avviene questa purificazione? Levitico 20, per una lunga serie di colpe, ci dice che la colpa sarà espiata quando il loro sangue ricadrà su di loro ed in effetti è proprio ciò che avviene alla donna durante il ciclo! Come l'albero perde le rosse foglie d'autunno sui marciapiedi, così la donna perde il suo sangue di vita nell'assobente; ma allora per entrambi la colpa deve essere la stessa, e l'unica colpa comune è aver fallito nel dare il proprio frutto! (Gen 9,1) Crescete, moltiplicatevi e riempite la terra è scritto, ma la fecondità è andata sprecata ancora una volta! è quindi come se la donna morisse ogni mese per espiare la colpa di non essere rimasta incinta (infatti quando è incinta non sanguina!), per poi tornare feconda a nuova vita riconquistando la purezza necessaria a portare in sé la vita (le femmine degli altri mammiferi non sanguinano mai: non è necessario, non avendo peccato originale, a riprova del fatto che Nostro Signore non sbaglia mai nel progettare le sue creature!). Per tale motivo Dio ha dato indicazione di considerare la donna mestruata un po' come un morto vivente e di trattata di conseguenza. 
 
Non toccatele! (Levitico 19) "Quando una donna avrà perdite di sangue ... 
chiunque la toccherà sarà impuro fino a sera."
Per chi volesse fare il furbo ricordiamo che solo Cristo è puro anche se quando muore il Suo sangue ricade su di lui, perché la colpa espiata, nel Suo caso, è quella originaria, ovvero la nostra non la Sua: quindi a Pasqua, niente disegnini stupidi con Happy Zombie Jesus Day, zombies da non toccare sono solo le ragazze col ciclo! 
Gesù era puro quindi per lui niente battute sugli zombie!
Tornando a noi, confidiamo che, trattandosi in ogni caso di impurità sicuramente più lieve anche se continuativa (che quindi non si estingue da sola), il rituale biblico della Giovenca Rossa di cui proponiamo l'esegesi, possa funzionare anche contro la forfora.
È scritto, ed è parola di Dio (Numeri 19): Dì ai figli d'Israele che ti portino una giovenca rossa, senza macchia, senza difetti, e su cui non è mai stato posto alcun giogo. 
Ovviamente questa perfezione non è più necessaria, quindi anche se la tua amica non è proprio una fotomodella andrà bene lo stesso, d'altra parte ormai le macchie della pelle con un po' di fard o fondotinta possono essere nascoste anche all'occhio di Dio (avendo già accettato che vengano tinti i capelli di rosso, non è il caso che Nostro Signore sottilizzi troppo); la verginità però (non le è mai stato posto alcun giogo) sarebbe invece necessaria, infatti Numeri 19 continua dicendo: ... il sacerdote ... la condurrà fuori dell'accampamento e la farà scannare in sua presenza. I più grandi esegeti concordano nell'affermare che il termine scannare deve oggi essere usato per indicare appunto la perdita della verginità: occorrerà quindi che tu (o un altro amico se tu preferisci la parte dello scannante) ti faccia officiante e sacerdote e conduca la tua amica Giovenca in camporella dove pianterete una tenda; la tenda (tenda del convegno, il termine convegno, sottendendo amoroso, non lascia dubbi su ciò che vi deve avvenire ...) è espressamente richiesta subito dopo dalle stesse Scritture ed è proprio per questo che oggi, grazie a tale profondo insegnamento, la tenda viene considerata dai giovani religiosi uno scannatoio portatile: dentro la tenda infatti un da lei prescelto provvederà a rimuoverla definitivamente dallo stato virginale come succede quotidianamente in tutti i campi scout dove la tenda assume quel ruolo centrale che nella vita cittadina del vero cristiano dovrebbe assumere la Parrocchia. 
Giovani scout sostenuti dalla fede sopportano allegramente il peso 
dei loro scannatoi portatili pregustando le gioie della serata in tenda
Andiamo avanti e vediamo che Il sacerdote prenderà col dito un po' del suo sangue e lo spruzzerà sette volte sul davanti della tenda di convegno. È bene quindi che chi vi ha prestato la tenda di convegno non sia troppo pignolo e non si infastidisca per le macchie di sangue con cui la restituirete.
 
Una canadese in tessuto rosso potrebbe eliminare 
il fastidioso problema delle macchie di sangue virginale 
Se Giovenca non gradisse prendere in vagina il dito del sacerdote officiante dopo la deflorazione, può fare da sola e passare il sangue al sacerdote da dito a dito: speriamo Nostro Signore non se ne abbia a male. Se poi, malauguratamente, la tua amica non fosse più vergine, visto che abbiamo abituato ormai Nostro Signore a non sottilizzare, sarà sufficiente che si procuri, al momento opportuno, con una lametta, un piccolo taglio nella zona pubica e fornisca al sacerdote il sangue necessario per il rituale (attenzione a non fare la furba, il sangue del pene del prescelto non va assolutamente bene, deve essere unicamente sangue di Giovenca, per cui è bene che lui si allontani un attimo per non rischiare: i corpi cavernosi, peraltro, potrebbero essere eccessivamente generosi con danni irreparabili alla tenda!). 
Il rituale continua, cosicché si brucerà la giovenca sotto i suoi occhi; la sua pelle, la sua carne, il suo sangue e i suoi escrementi saranno bruciati; qui per bruciare si intende ovviamente l’ardore dell’estasi erotica, solo un elevatissimo livello estatico può avvicinare Giovenca al Signore così tanto da consentire la sincera realizzazione del rito: il da lei prescelto dovrà darci dentro alla grande per produrre la necessaria Benedittanza e, possibilmente, una visione della Nostra Signora d'azzurro vestita, inginocchiata e piangente sotto la Croce; il fatto che occorra bruciare gli escrementi, vuol dire che per la completezza del rito è richiesto non solo un potentissimo orgasmo, ma anche un rapporto anale (possibilmente avendo evitato di evacuare dalla sera prima) e, dovendo bruciare, non troppo lubrificato; capiamo che entrambi i vincoli possano essere un problema per la tua amica, ma sottrarsi a tale opzione potrebbe inficiare il rituale e quindi la soluzione del suo problema. Infine notiamo dal versetto precedente che, è scritto, il sacerdote officiante dovrà stare a guardare (sotto i suoi occhi): nulla è detto sulla possibilità che partecipi al gioioso rito con coinvolgimento diretto o standosene da parte offrendo al Signore la sua estasi in modo solitario, diciamo che la decisione ultima sta a cosa preferisce fare e/o veder fare la tua amica Giovenca durante la sua deflorazione (reale o simulata con lametta che sia); certo è che, come detto più volte, il seme, da chiunque provenga, non va disperso e tale sacro compito sta sicuramente a Giovenca. 
Il sacerdote prenderà quindi del legno di cedro, dell'issopo, del panno scarlatto, e li getterà in mezzo al fuoco che consuma la giovenca. Lanciare rami di cedro contro due persone che copulano teneramente non ci sembra si addica ad un rispettabile officiante, per cui colui che ha preso tale ruolo dovrà preventivamente aver comprato un profumo a base di cedro e issopo e un lenzuolo rosso (evidentemente Nostro Signore ha pensato bene di mimetizzare le macchie del sangue virginale), data l'occasione, direi di raso; al momento opportuno dovrà spruzzare loro il profumo e coprirli col lenzuolo con particolare riguardo al pene del prescelto (che è appunto il tizzone di fuoco che consuma la tua amica Giovenca).
Quando i due avranno finito un uomo puro raccoglierà le ceneri della giovenca le quali ... saranno conservate … come acqua di purificazione … . Acqua come ceneri? un attenta esegesi ci fa capire che, se si tratta di liquido (acqua di purificazione), il termine ceneri ci indica non la consistenza, ma l'effetto del fuoco ovvero del bruciore e, visto che in questa situazione il bruciore è dovuto allo sfregamento durante il rapporto (occorrerà quindi che il prescelto sia stato ben dotato da Nostro Signore), il liquido in questione non può essere che urina! La tua amica Giovenca sentirà infatti a fine rapporto l’evidente e impellente bisogno di orinare: un amico puro (occorre che portiate con voi un amico ancora vergine che, fino a questo momento, potrà aspettare fuori dalla tenda) dovrà attendere che Giovenca esca, raccoglierne l’urina e conservarla; affinché la luce possa esaltare le caratteristiche del santo fluido, vi consiglio un ampolla di alabastro, oggetto caro a Nostro Signore (come mai? per chi capisce l'inglese, ascoltate quest'inno e vi ricorderete cosa Gli accadde la sera prima della crocifissione: guardate le sorelle americane che riescono trovare occasione per cantare il Vangelo in TV anche in prima serata Alabaster box).
Ma andiamo al dunque: e la forfora? Il giovane puro avrà raccolto l’urina di Giovenca come acqua di purificazione e, visto che a lui compete conservarla, non avrà difficoltà a prenderne alcune gocce sulle dita e frizionare 10 minuti tutti i giorni per almeno un mese il pelo fulvo e forforoso della tua amica Giovenca.
Sicuramente l’acqua di purificazione sconfiggerà definitivamente la forfora e, forse, se Dio vorrà, anche la verginità del vostro giovane amico.
Appurato l'effetto benefico sulla forfora, Giovenca potrà conservare tutta per se stessa l'acqua di purificazione prodotta durante il rituale o, generosamente, diluirla con acqua distillata, per evitare contaminazioni, e metterla in vendita su ebay in piccoli flaconcini a forma di madonnina.
 
Madonnine con acqua di purificazione di Giumenta Rossa
Dovrà però inserire nella confezione copia della pagina delle Sacre Scritture che contiene Numeri 19 insieme al testo della corretta esegesi fin qui discussa, a certificazione del corretto ciclo di produzione e della qualità del prodotto: è in effetti questa l'unica forma di garanzia valida a tutela contro eventuali ritorsioni di tipo legale nel caso in cui per altre donne l'acqua di purificazione non desse i risultati sperati (in realtà solo perchè miscredenti o peccatrici, ma purtroppo sono tante!); guarda come vendono bene e legalmente le madonnine piene di acqua della sorgente di Lourdes (Eau de Lourdes)! Al contrario, due meritevoli e sante donne come le Marchi, madre e figlia, sono finite in galera per aver venduto del sale santo e benedetto, avendo però fatto l'errore di occultarne, per sciocche valutazioni legate ad indagini di mercato, il vero aspetto sacro a favore di un inesistente aspetto magico (combattere il malocchio!), cosa giustamente punita dalla legge degli uomini, ma anche da quella di Dio che infatti dice Devi far morire la donna che pratica la magia (Esodo 22,17): direi che è andata loro ancora bene, se fossimo all'epoca della Santa Inquisizione, non sarebbero certo ancora qui a raccontare la loro disavventura! (per inciso, il sale pur occultamente sacro, non faceva effetto proprio perchè le donne che l'accquistavano erano blasfeme adoratrici di satana che aspettavano una magia, mentre se avessero avuto fede in Cristo avrebbero avuto, compreso nel modico prezzo, il miracolo richiesto).

Benedittanza a te fratello Lector e alla tua amica Giovenca

quanta i grani di forfora sulle vagine delle sante
quanta i riccioli fulvi che incorniciano sante vagine
quanta le polluzioni nascoste dei giovani frizionatori

Tancredi

12 commenti:

  1. Quanta saggezza nelle tue parole, fratello Tancredi. Non potrò mai ringraziarti abbastanza.
    Io, nella mia superbia e dimentico del timor di Dio che sempre deve accompagnarsi ai nostri pensieri, parole, opere e omissioni, avevo suggerito alla nostra dolce sorella Giovenca di provare con il Napalm.
    Penitenziagite.

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  2. Cari Illuminati,
    sono un giovane seminarista e vi scrivo per sapere che cosa sapere di questo antico rituale di purificazione, che Signore avrebbe compiuto coi suoi Discepoli, prima dell’Ultima Cena, per tenderli degni di portare il Sacro Verbo, e che il nostro amatissimo don Michele praticava con noi chierichetti, prima della santa messa.
    Ci ritiravamo tutti dentro la cappelletta della canonica, ma prima ci svestivamo completamente delle nostre vesti mondane, coprendoci solamente dei soli paramenti liturgici, quindi don Michele chiudeva la porta per evitare che il Demonio potesse interrompere il nostro sacro antico rituale di purificazione. Poi iniziavamo a pregare per 40 minuti consecutivi, inginocchiati davanti ad un altarino, lui al centro e noi ai lati. Ogni tanto, don Michele si alzava e cominciava ad asperge intorno e a benedire, poi per rafforzare la nostra rettitudine infilava l’aspersorio dentro di noi, certe volte era duro e freddo, certe altre turgido e caldo; e in certe occasioni la benedittanza scendeva su di lui così travolgente, mentre compiva la nostra purificazione, che lo sentivamo entrare in estasi e gridarla con voce alta e tonante.
    Cari illuminati, non sono riuscito a rintracciare nelle Sacre Scritture le traccie di questo antico e oggi sconosciuto rituale, chiedo quindi un aiuto a voi fini esegeti per chiedere conferme in merito, anche perché i miei confratelli non mi credono e sono piuttosto scettici all’idea di compiere assieme a me questo supremo atto di purificazione.
    Giorgio (Firenze)

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    1. Fratello Giorgio,
      come puoi leggere in fondo è tema soggetto a moderazione.
      chiudiamo un occhio perchè sei un seminarista evidentemente non troppo studioso, ma non si ripeta.
      Puoi comunque studiare:
      (Lev 4,3-10) se e chi ha peccato è il sacerdote consacrato … presenterà in onore del Signore, per il peccato da lui commesso, un giovenco … . Condurrà il giovenco davanti al Signore, all'ingresso della tenda del convegno; poserà la mano sulla testa del giovenco e lo scannerà davanti al Signore ,,, Poi, dal giovenco del sacrificio per il peccato toglierà tutto il grasso
      (Lev 17,6) ... e farà bruciare il grasso come profumo gradito in onore del Signore
      Applica da solo la corretta esegesi in analogia all'articolo tenendo conto che:
      - il significato di scannare è ormai noto
      - mangiare è interpretabile in modo affine
      - il grasso brucia anche con l'esercizio fisico non solo ginnico (negli anni 60 era uscita anche una famosa dieta punti)
      - ovviamente maggiore è il numero dei peccati del sacerdote, maggiore è il numero dei sacrifici
      - l'odore di sudore del grasso che brucia può essere gradito al Signore se chi riprende così la giusta forma fisica lo fa consapevolmente per onorare il corpo che è il tempio dell'anima
      - la cappelletta è sicuramente assimilabile all'ingresso della tenda del convegno (chiesa vera e propria)
      - l'errore nell'applicazione di suddetto rituale, sta nella scorretta individuazione dell'età adatta per i giovenchi che devono essere maggiorenni e consenzienti, la Bibbia infatti richiede giovenchi e quindi non è corretto che il sacerdote espii con giovani vitelli.
      Per tale motivo Don Michele aggiungeva peccato su peccato come fanno tutti coloro, e la cronaca ne riporta, che non studiano le corrette esegesi su Risposte Cristiane.
      Benedittanza quanta i preti incolti
      quanta le corrette esegesi su Risposte Cristiane
      quanta i vitelli da salvare dai preti incolti

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    2. Cari fratelli in Cristo,
      mi duole dissentire dal nostro esimio esegeta Tancredi che intravede nelle parole di Giorgio un esponente della potentissima lobby pedo-omo-giudaico-massonico-pluto-ateo-satanico-comunista in procinto di traviare le giovani menti e di corrompere le giovani carni dei nostri amati chierichetti, ma in esse è chiaramente rinvenibile la testimonianza di un autentico miracolo Pre-Eucaristico (“certe volte era duro e freddo, certe altre turgido e caldo”): la transustanziazione del metallo dell’aspersorio in Vera Carne e in Vero Sangue di nostro Signore, Gesù Cristo (di quale Organo, non è però dato saperlo). Ovviamente, quando ciò non accadeva, cioè quando rimaneva “duro e freddo”, era per colpa dei chierichetti che non pregavano con la giusta contrizione per i loro peccati o di don Michele che non officiava il rito con la dovuta convinzione.
      Rito di antichissima e comprovata attestazione, di cui troviamo le tracce proprio nel narrato evangelico, nella minuziosa narrazione di Giovanni: Prima della festa di Pasqua Gesù ... avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine (Gv 13,1). Cosa vuol dire «li amò fino alla fine», se Gesù amava già tutti «i suoi [figli] che erano nel mondo»? Giovanni ce lo spiega in seguito: [Gesù] si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto (Gv 13,3-5); l’Amore di cui Giovanni ci narra dunque non è un amore solo spirituale, ma biblico (fisico e carnale): altrimenti perché Nostro Signore si sarebbe tolto «le vesti», rimanendo ignudo, poiché si cinse d’un asciugano «attorno alla vita», in senso di pudicizia per il suo Amore superdotato, per poi levarselo una volta aver «lavato i piedi» (chiara sineddoche per indicare un’abluzione completa, come testimoniano le parole di Simon Pietro …«Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!» Gv 13,9) ai suoi discepoli? Se, infatti, come ci insegna Padre Torquemada nella sua meritoria opera d’evangelizzazione feisbucchiana, Gesù beneficò col suo Amore superdotato – da cui l’espressione «fino alla fine», per intendere ‘fino in fondo’ – degli esseri inferiori come le donne, certamente beneficò con Esso anche i sui apostoli, infondendo loro, per quel dotto comune a uomini e donne [e esseri intermedi], donde cui Nostro Signore ci insuffla l’Anima, il suo Spirito, predisponendoli così per la successiva discesa su di loro dello Spirito Santo. E chiaramente ne beneficiò anche l’imberbe Giovanni, suo discepolo prediletto, che in quanto suo favorito certamente ne beneficio più e più volte in quell’occasione (e non solo in quella!); non a caso, proprio lui, ci lascia – unico! -- tale tenera e intensa testimonianza.
      Tale rito, oggi come allora, suscita domande e perplessità (si veda la sorpresa nelle parole di Simon Pietro), ma Gesù si rende ben conto di questo, e infatti ci chiede: ... «Capite quello che ho fatto per voi?» (Gv 13,12), ricordandoci, però, anche di diffidare del nostro sciocco dubitare: Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono (Gv 13,13) [io] vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi (Gv 13,15), perché Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. (Gv 13,17) Così, da allora, tale rito autentico e antico si perpetua nella Storia, da Maestro a discepolo, e di discepolo in discepolo, discretamente tramandato, come un sapere prezioso, nel silenzio dei nostri seminari, delle nostre parrocchie e delle nostre sacrestie.

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  3. Venerabile Fratello Tancredi,

    Per puro caso sono venuto a conoscenza dell'autentica tragedia che ha colpito questa nostra cara sorella in Cristo (questo il link ). Puoi vedere se riesci in qualche maniera a farle pervenire il tuo prezioso e saggio consiglio, nel santissimo nome di Nostro Signore Gesù Cristo?
    Ti ringrazio infinitamente.

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    1. Fratello Lector,
      i problemi che poni sono semre seri e profondi, il problema della ragazza di cui ci riporti il link è infatti grave: il fatto che il sedere le puzzi nonostante lei dichiari di lavarlo è un evidente segno di maledizione da parte del Nostro Signore.
      Nel secondo libro dei Maccabei infatti leggiamo che (2Mac 9,9) “che nel corpo di quell'empio si formavano i vermi” tanto che “l'esercito era tutto nauseato dal fetore e dal marciume di lui”. Tutto ciò accadeva in effetti per la sua presunzione: (2Mac 9,10) “Colui che poco prima credeva di toccare gli astri del cielo, ora nessuno poteva sopportarlo per l'intollerabile intensità del fetore”. E perciò si ravvedeva: (2Mac 9,12) ”Non potendo più sopportare il suo proprio fetore, disse: «È giusto sottomettersi a Dio e non pretendere di essere uguale a Dio, quando si è mortali!»”.
      Anche il profeta Gioele (2,20) narra della maledizione che Nostro Signore lancia su un potente re che veniva dal Nord per attaccare il Suo popolo; tale re aveva portato a termine grandi imprese ma, volendosi sentire per tale potenza pari a Dio, veniva punito dal Signore col suo stesso fetore: “Allontanerò da voi quello che viene dal settentrione … Esalerà il suo lezzo, salirà il suo fetore, perché ha fatto cose grandi”.
      La puzza non eliminabile dal sapone è quindi sempre una maledizione del Signore per la presunzione ed arroganza: la ragazza quindi deve diventare più umile e sottomessa, obbedire senza discutere al suo futuro marito e pregare chiedendo perdono al Signore inginocchiata sui ceci.
      Sicuramente pratiche come l’autoflagellazione ed il cilicio possono essere utili, ma visto che il problema è nel sedere, se, non ostante il fetore, il fidanzato provvederà a sculacciarla selvaggiamente tutti i giorni, l’olezzo sicuramente svanirà.
      Esiste però un indubbio vantaggio: il profeta Tobia in 8,3 dice infatti che “L'odore del pesce respinse il demonio”. Quindi, fintantoché le puzza il sedere, la ragazza può comunque non temere per la sua anima: il demonio si terrà a debita distanza non tanto per l’odore (anche lui puzza) ma per assenza di tentazioni; in effetti, da quanto leggiamo, pare cosa vera infatti anche il fidanzato non è più così entusiasta di proporle tentazioni carnali!
      Benedittanza

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    2. Quanta saggezza nelle tue parole, o venerabile fratello in Cristo Tancredi.
      Quanta sapienza.
      Spero che la dolce sorella "buenona" (termine veneziano che letteralmente significa "budellona" e viene usato per indicare una donna molto aperta nella parte finale dell'intestino, il "budello" per l'appunto), abbia modo di ascoltare la tua voce e recepire il tuo santo consiglio.
      Penitenziagite.

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    3. errata corrige: "bueona"

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  4. una manica di pazzi blasfemi.

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    1. Attento fratello, ad accusare di pazzia ciò che non capisci, che è scritto: (At 26-24,25) "... a gran voce disse: «Sei pazzo, Paolo; la troppa scienza ti ha dato al cervello!». E Paolo: «Non sono pazzo - disse - ... ma sto dicendo parole vere e sagge." Ma anche; Mt 5,22 "... Chi poi dice al fratello: «Stupido», dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: «Pazzo», sarà destinato al fuoco della Geènna."
      le fiamme attendono che addita il profeta: chi ha orecchie per udire, oda!
      Benedittanza

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  5. Ma di cosa vi fate? Ahaha malati

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    1. Fratello,
      non pensare di sniffare l'incenso,
      non c'è droga più potente della Grazia di Nostro SIgnore!
      Benedittanza!

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