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domenica 5 febbraio 2017

Carnevale cristiano

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Caro Moreno,
ciao, sono Giuditta. Nella mia famiglia ci stiamo preparando al carnevale, che vogliamo festeggiare nel modo più adatto ad una famiglia cristiana. Io e il mio sposo, Antonio, siamo molto devoti a San Pio da Pietrelcina, così abbiamo pensato di mascherare Samuele, il nostro primogenito, da San Pio.
Ti invio la foto di Samuele con il costume da San Pio, come vedi abbiamo pensato a tutto, anche le stimmate alle mani.
Ecco, in effetti non ho una domanda da farti, ma ti chiederei di pubblicare questo appello sul tuo blog Risposte Cristiane, affinché tutti i buoni cristiani evitino di far indossare ai propri figli quelle orribili maschere sataniche di mostri che si vedono oggi, e invece santifichino anche questa festa pagana con costumi sobri e ispirati a personaggi santi e devoti.
Ti ringrazio, che Gesù ti benedica.
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Cara sorella in Cristo Giuditta,
è bellissimo il costume da San Pio che hai fatto per il tuo figliolo, rivela grande abilità sartoriale, ingegno ed inventiva, complimenti! Immagino che per riprodurre le stimmate abbiate versato acido fenico sulle mani di Samuele, in modo da replicare il più fedelmente possibile il modello originale. Così Samuele ha condiviso le sofferenze di San Pio! Bene! Il sangue espia! Poiché la vita della carne è nel sangue. Perciò vi ho concesso di porlo sull'altare in espiazione per le vostre vite; perché il sangue espia, in quanto è la vita. (Levitico 17,11)

Pubblico molto volentieri il tuo appello a vivere il carnevale in modo cristiano, e aggiungo solo qualche considerazione.

Fra le varie ricorrenze e festività celebrate nel corso dell'anno, il carnevale occupa sicuramente un posto importante, perché è un avvenimento che coinvolge la gente in un tempo di follie collettive e trova posto in ogni sfera sociale. Il motto maggiormente conosciuto in questo periodo è: "A carnevale ogni scherzo vale".
Purtroppo, come ogni altra festa idolatrica, cerca di penetrare con prepotenza anche tra i credenti e di attirare l'interesse dei nostri figli sfruttando il loro desiderio di giocare.

Trattare questo argomento per individuare i pericoli che vi si nascondono, per qualcuno può sembrare fuori luogo. Infatti, sono tanti coloro che non vedono nulla di male in questa festa, anzi molti la considerano come una bella occasione per far svagare e divertire i propri figli.
In realtà, dietro questa manifestazione così apparentemente innocua, si nasconde il peccato dell'idolatria e della mondanità.

Gesù non ha nulla in contrario alla vera allegria: Dio non vuole essere un guastafeste! Egli è Colui che ci ha dato un'anima. Ci ha anche dato il dono del ridere e vuole che proviamo gioia. Dio vuole che noi siamo allegri! Egli vuole donarci gioia, ma una gioia che riempia davvero il cuore e una pace che duri anche nei giorni tristi, fino all'eternità. Non si tratta di una gioia artificiale, ma della gioia che proviene da Dio. Questa gioia può ottenerla chiunque crede in Gesù Cristo. Chi Lo accetta nella propria vita, secondo le Sue parole, ottiene gioia completa: Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa. (Giovanni 15,11).

Quindi, permetteremo forse ai nostri ragazzi di travestirsi da mostri o da depravati, ed esibirsi con gesti laidi nelle strade e nelle piazze? Certo che non lo permetteremo. Sono comportamenti satanici.

Ragazzini mascherati da bestie: la depravazione del carnevale

Il genitore cristiano è chiamato sempre ad onorare il Signore e a coinvolgere in questo anche i propri figli: E se vi par mal fatto servire all'Eterno, scegliete oggi a chi volete servire: o agli dei ai quali i vostri padri servirono di là dal fiume, o agli dei degli Amorei, nel paese dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo all'Eterno. (Giosuè 24,15).
Inoltre, è scritto: Inculca al fanciullo la condotta che deve tenere; anche quando sarà vecchio non se ne dipartirà. (Proverbi 22,6). Questo significa insegnare ai propri figli i valori che la Parola di Dio presenta per il nostro progresso spirituale e perché il nome del Signore venga glorificato: Ogni cosa è lecita ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita ma non ogni cosa edifica. (1 Corinzi 10,23).
Naturalmente come genitori cristiani siamo chiamati ad istruire i nostri figli nella volontà di Dio, anche se veniamo considerati delle persone antiquate e incapaci di rimanere al passo con i tempi, poiché la nostra preoccupazione non è quella di rimanere indietro con la società, ma di seguire Gesù Cristo il Signore in ogni cosa. E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; anzi, piuttosto riprendetele... (Efesini 5,11).

Quindi, cari fratelli e sorelle in Cristo, siate devoti e seguite i dettami della Chiesa. Per la Chiesa Cattolica il Tempo di Carnevale è detto Tempo di Settuagesima. La Chiesa considera la Settuagesima come un momento per riflettere e riconciliarsi con Dio. Si celebrano le Sante Quarantore, che si concludono la sera dell'ultima domenica di carnevale. Preghiera e penitenza!

In caso di dubbi vi invito a consultare le "risposte alle domande più frequenti sul carnevale" (FAQ) proposte dall'amico Sacerdote Don Tullio Rotondo:

Don Tullio è più forte del ranger Walker

D. Cosa deve fare un buon cristiano durante il carnevale?
R. In modo particolare queste sei pratiche:

  1. Vivere più sobriamente degli altri periodi dell'anno.
  2. Allontanarsi sempre più dalle compagnie.
  3. Annullare completamente la frequentazione delle persone cattive.
  4. Rinunciare alle feste.
  5. Evitare, con orrore, non solo di prendere parte a feste danzanti o in maschera, ma anche di assistervi o di sentirne parlare.
  6. Dedicare più tempo alla preghiera, alle visite in Chiesa, sostandovi più a lungo soprattutto dinanzi al SS. sacramento.
D. Perché i buoni cristiani trascorrono il carnevale nel ritiro e nella preghiera?
R. Per due motivi:

  1. Per gemere e piangere davanti a Dio dei disordini che, durante questi giorni, avvengono nel mondo.
  2. Per riuscire, per quanto è in loro potere, a farne un'adeguata riparazione.
D. Come potrebbe definirsi il carnevale?
R. Come la quaresima del diavolo; perché come i buoni cristiani trascorrono questo periodo facendo penitenza e opere di bene in onore di Dio e di Gesù Cristo, così i cristiani libertini trascorrono quasi lo stesso tempo nella dissolutezza e sregolatezza per onorare il demonio, che è il dio dei cattivi.

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Che la benedittanza di Gesù vi ricopra densa e cremosa,
Moreno

20 commenti:

  1. Da dove viene il Carnevale? Alcuni dicono erroneamente che è stata la Chiesa cattolica a inventarlo: niente di più assurdo.
    Vari autori fanno derivare il termine Carnevale dal latino “carne vale”, ovvero “addio carne” o “congedo dalla carne”; il che significa che a Carnevale il consumo di carne era considerato lecito per l'ultima volta prima dei giorni di digiuno quaresimale.

    Tutto ciò avveniva con l'uso di maschere, cortei, atti teatrali, ecc. Le religioni dette “misteriche”, provenienti dall'Oriente e molto diffuse nell'Impero Romano, hanno avuto un ruolo in queste festività carnevalesche. Queste hanno preso il nome di “pompe baccanali” o “saturnali” o “lupercali”. Visto che queste feste turbavano l'ordine pubblico, nel II secolo a. C. il Senato romano decise di combattere i baccanali e i loro adepti, accusati di gravi offese alla moralità e allo Stato.

    Queste festività popolari potevano verificarsi il 25 dicembre (giorno in cui i pagani celebravano Mitra – o Sole Invicto) o il 1° gennaio (inizio dell'anno nuovo), o in altre date religiose pagane.
    Quando è sorto il cristianesimo, ha trovato questi costumi pagani. I missionari hanno allora cercato di cristianizzarli, come insegnava San Gregorio Magno, nel senso di sostituire queste pratiche superstiziose e mitologiche con altre cristiane (Natale, Epifania del Signore o Purificazione di Maria, detta “Festa della Candelora”, anziché i miti pagani celebrati il 25 dicembre, il 6 gennaio o il 2 febbraio). Alla fine, queste attività pagane del Carnevale sono rimaste confinate solo ai tre giorni che precedono il Mercoledì delle Ceneri.

    La Chiesa ha anche cercato di incentivare i ritiri spirituali e l'Adorazione delle Quarant'ore nei giorni prima del Mercoledì delle Ceneri.
    Il Carnevale è purtroppo sfociato nella dissoluzione dei costumi; nei balli e nelle scuole di samba predominano il nudismo e ogni tipo di erotismo. Si dimentica che i comandamenti sono la via di liberazione e che il peccato è la schiavitù della persona: non peccare contro la castità e non desiderare la donna d'altri (cfr. Es 20,2-17; Dt 5,6-21).
    In quest'epoca, vale la pena di ricordare quando affermava San Paolo: “Né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio” (l Cor 6,9; Rm 1, 24-27). L'apostolo condanna anche la prostituzione (1 Cor 6,13s, 10,8; 2 Cor 12,21; Cl 3,5) e le passioni della carne tanto vissute durante il Carnevale.

    Il sesso è stato fatto per il matrimonio, e il matrimonio è stato elevato alla sua dignità da Cristo (Mt 5,32). Gesù ha proclamato: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”. San Paolo ha detto che “la moglie non è arbitra del proprio corpo, ma lo è il marito; allo stesso modo anche il marito non è arbitro del proprio corpo, ma lo è la moglie” (1 Cor 7,4). Le conseguenze del sesso vissuto fuori dal matrimonio sono terribili: famiglie distrutte, padri e madri (giovani) single, figli spesso abbandonati, o negli orfanotrofi, e oggi molti bambini sono “orfani di genitori vivi”, come diceva Giovanni Paolo II.

    Per tutto ciò, il cristiano deve approfittare di questi giorni di festa per riposare, pregare, stare con la famiglia e prepararsi all'inizio della Quaresima il Mercoledì delle Ceneri. Il cristiano non ha bisogno della falsa allegria delle feste carnevalesche, perché il piacere è soddisfazione del corpo, ma la vera allegria è la soddisfazione dell'anima, e questa è spirituale.

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  2. Carissimi fratelli in Cristo,
    quando si parla di carnevale non si può omettere di citare il Brasile dove ho vissuto dal 2005 al 2007 e dove in detta circostanza la dissoluzione dei costumi raggiunge l’apogeo.
    Per amor di decenza mi astengo dal descrivere a quali orribili e invereconde scene un malcapitato possa assistere e come queste offendano il comune senso del pudore e creino sofferenza alla sensibilità di un animo cristiano.
    Durante i miei due anni di permanenza in Brasile ho sempre cercato di proteggere la mia vista e il mio udito da tali sataniche manifestazioni e, durante la settimana di carnevale (questa è la durata dei “festeggiamenti”) sfuggivo il tumulto di Rio de Janeiro – dove abitavo – per trovare serenità nella più tranquilla Amazzonia.
    Nella capitale Manaus, unitamente ad un amico – ottimo cristiano – affittavamo un barcone per una minicrociera sul Rio delle Amazzoni di una intera settimana.
    Naturalmente non da soli. Ingaggiavamo un equipaggio costituito da 4 buone cristiane per la preparazione dei pasti, la pulizia del barcone ecc. Naturalmente queste ragazze erano dapprima sottoposte a verifica della loro fede e scrupoloso test attitudinale nell’arte cul-in-aria perché volevamo gustare tutte le specialità del luogo evitando il rischio di dover mangiare sempre la stessa, monotona minestrina.
    Devo riconoscere che sempre – queste sorelle in Cristo – si sono dimostrate molto versatili ai fornelli, dove si alternavano da sole o in coppia (ottimo l’affiatamento) realizzando autentiche ghiottonerie che a onore e lode di nostro Signor Gesù Cristo, oltre ai canonici tre pasti quotidiani, talvolta venivano consumate anche nella merenda pomeridiana.
    Gustose anche le rappresentazioni artistiche a tema di religiosa sorellanza che a sorpresa ci venivano offerte.
    Senza timore di esagerare l’esperienza può dirsi entusiasmante: si trattava ritiri di preghiera e meditazione, più o meno di esercizi spirituali con conseguente indubbio giovamento per lo spirito.
    Ora io non so se in futuro i miei impegni di lavoro mi riporteranno in Brasile, ma so per certo che questo è il miglior modo di sfuggire al peccato e ai tranelli tesi dal Maligno na epoca do carnaval brasileiro.
    Benedetto sempre sia il nome di Gesù di Giuseppe e di Maria.

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    1. Carissimo fratello, anche io sono stato in Brasile per il carnevale ma circa dopo tre giorni di queste orribili rappresentazioni di peccato che tu hai così ben descritto sono caduto in estasi mistica e ho avuto visioni di tutte le Potenze Celesti e dei cori angelici, poi mi sono risvegliato davanti al consolato italiano con un forte bruciore di culo.
      Benedetta tutta la Sacra Famiglia che non manco mai di lodare.

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    2. Carissimo fratello anonimo,
      mi dispiace moltissimo di quanto ti è accaduto.
      Purtroppo quando ci si lascia tentare dal Maligno può succedere di inciampare in qualche disavventura.
      La trasgressione può avere conseguenze gravi. Lo sai.
      Avresti dovuto essere più ligio ai precetti della nostra Santa Fede.
      Non certo per peccare di presunzione ma io, come evidenziato nel mio precedente post, ho esaminato in anticipo e con sufficiente scrupolo se l’equipaggio rispondeva alle esigenze del caso: tolleranza, creatività, competenza, versatilità e soprattutto “accoglienza”. Insomma, tutte quelle virtù che rendono Sante le nostre sorelle in Cristo.
      Sia gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

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    3. Cari Fratelli in Cristo! vi sono barche che, una volta raggiunto l'approdo, si dimostrano pronte ad accogliere il vostro remo, vi sono barche il cui pennone svetta verso il cielo! occorre sceglere quelle penedette dal Signore!
      Benedittanza!

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  3. Nostro Signore annualmente mette alla prova la saldezza della nostra Fede, immaginate lo scenario: ore 16 di un sabato pomeriggio, la casa piena di orridi frugoli urlanti ruttanti ipereccitati di zucchero e bevande gassate che sciamano da una stanza all'altra rincorrendosi con sciabole e tortori di plastica indossando costumi da bimbiminkia, il tutto condito da coriandoli (che continuerai a trovare per anni nei posti più impensati) stelle filanti, fialette puzzolenti e polverina per prurito. Ah dimenticavo, con i tuoi vinili originali dei Led Zeppelin stanno giocando a freesbe e l'impianto hifi viene stuprato con il pulcino pio a palla, nell'acquario tropicale galleggiano allegramente frappe e castagnole, il gatto si è nascosto talmente profondamente che verrà ritrovato mummificato in una intercapedine dal successivo proprietario dell'appartamento. Allora dico, in queste condizioni anche il dalai lama diventa una bestia assetata di sangue e incominci a riconsiderare Erode sotto una luce nettamente diversa e i sacrifici degli infanti a Baal cosa buona e giusta.
    Che la Misericordia e la Grazia del Signore vi accompagni sempre. Pio Bernardo

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    1. Fratello Anonimo in Cristo, Non è al Dimonio che devi appellarti ma a Nostro Signore! Eliseo, suo profeta, si rivolse infatti a Lui e ottenne giustizia: (Re 2-23,24)"Di lì (da Gerico) Eliseo salì a Betel. Mentre egli andava per strada, uscirono dalla città alcuni ragazzetti che si burlarono di lui dicendo: «Sali, calvo! Sali, calvo!».
      Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome di Jahweh. Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei bambini."
      Prega il Signore ed egli manderà sicuramente un paio di orse assatanate a sbranare per te l'orda di piccoli mostri.
      Benedittanza!

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    2. Fratello Pio Berny in Cristo! ho visto adesso il tuo nome in firma! Non maledire il pulcino tuo omonimo (o pio è solo un aggettivo dovuto alla tua religiosità?)!
      Benedittanza!

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    3. Un pò lo pio un pò lo do. Benedittanza Pio Bernardo

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  4. Io dico che tutigiorni è carnevale casa mia, io torna sera dopo bevuto millemila birette poi prende mia dona pe capeli e mette cazzo in bocca fino a che fa suono di trombetta menelik, se no vuole e lei rifiuta io prende statua di padre pio e decora lei di tanti lividi beli colorati come costume arlecchino, poi io va a cerca sorella di lei per mettere culo che la famiglia è importante ma prima strappa mutandine e fa coriandoli e tuti ridere di alegria che se no ride io rompe denti co crocefiso de ghisa pesante. Però noi famiglia devota sia lodato Gesù Cristo.

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  5. Ma che problemi avete?

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    1. Rispondo a nome personale.
      L'unico mio problema è lodare il Signore e ringraziarlo con fervore - non solo con la preghiera ma soprattutto con l'azione - dei preziosi doni che ci ha così generosamente elargito: le melanzane alla parmigiana, il gorgonzola, la bossa nova, ma soprattutto la sgnacchera che svetta imperiosa su tutti gli altri.

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    2. fratelli in Criso Zaratù, il Signore ti ama!
      benedittanza!

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    3. Vorrei sommessamente aggiungere al novero le fettine panate caro fratello Zarathustra. Pio Bernardo

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    4. Ama anche te Fratello in Cristo Pio!

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  6. L'anno scorso mi volevo mascherare da Santa Maria Goretti ma poi ho ripiegato su un costume da ragazza hentai, neanche a farlo apposta appena uscita di casa mi si avvinghia un polipone che mi spertusa tutti gli orifizi, poi prendo la metro e come si chiudono le porte un gruppetto di studentelli arrapati me lo mettono in mano e anche in molti altri posti tra l'indifferenza generale lasciandomi a chiappe bagnate; arrivo al lavoro e la segretaria del boss mi attende indossando un gigantesco strapon e dopo avermi messo a 90 sulla scrivania mi fa un servizio completo suscitando l'ilarità dei colleghi. Torno a casa alla sera e la riunione di condominio si trasforma immediatamente in una sessione di bukkake. Ora mi chiederete cosa entra l'hentai con il cristianesimo, ma l'anno prima ancora, quando mi sono vestita da Bernadette me la sono cavata solo con una pippetta ad un tale vestito da Don Bosco. Quindi basta, quest'anno mi vesto da piccola Torquemada con tanto di garrota e perni da impalamento, voglio vedere questi atei miscredenti se non riconoscono la Vera Fede. Sia lodato Gesù Cristo. Sonja Spumoni

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  7. Carissimo fratello Tancredi.
    Se quelli che rubano lo stipendio in italia sono definiti furbetti del cartellino, i preti pedofili dovremmo chiamarli furbetti delle chiappette infantili e gli stupratori furbetti della figa?
    Cosa ne pensa Santa Madre Chiesa?
    Sia lodato Gesù Cristo.

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    1. Fratello in Cristo Zaratù, Nostro Signore sparpaglia i suoi doni sul tappeto del gioco della vita: stà alla mancanza d'amore il trasformare la gioia di un dono in tentazione e peccato mortale. dove non è amore è sempre peccato! se timbri e scappi per accudire la mamma malata è amore, se timbri e vai a giocarti tutto alle slot machines è peccato.
      se nelle chiappete vedi una via dell'amore, beh, allora quello è strabismo!
      Benedittanza!

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    2. Caro fratello Tancredi,
      le nostre radici cristiane ci rendono inclini al perdono ed è per questo, immagino, che i cosiddetti "furbetti del cartellino" sono generalmente reintegrati nella loro funzione.
      E se tale benevolente attitudine è riservata dallo Stato ai suoi servitori, perché Santa Madre Chiesa non dovrebbe non reintegrare nella sua Santa funzione anche il furbetto della figa Don Andrea Contin di Padova, che ebbe come torto solo quello di profondere amore alle pecorelle della sua parroccha?

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    3. Fratello in Cristo Zaratù, ma Don Andrea è da considerare un vero santo! ha coinvolto i suoi colleghi nell'amore delle parrocchiane allontanandoli da innocenti culetti tentatori! Se lo facessero Papa sconfiggerebbe la pedofilia in un batter d'occhio, altro che Papa Ciccio!
      Benedittanza!

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