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giovedì 1 marzo 2018

Come fanno i musulmani a conquistare le donne cristiane?

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Caro Moreno,
mia sorella, Federica, ha sposato un musulmano! Adesso lei si fa chiamare Aisha, e non esce più di casa, se non raramente, e quando la vediamo è sempre intabarrata come un fagotto. Non sono neanche sicuro che sia mia sorella, non la riconosco più. Ma come è possibile che succedano cose del genere? Noi in famiglia avevamo cercato di dissuaderla dal frequentare uno straniero così rozzo e primitivo, ma lei non ha sentito ragioni. Era completamente impazzita per lui! Non riuscivo a capire cosa possano trovarci le donne in tipi simili, finché un amico mi ha rivelato che gli arabi musulmani sono dotati di un sesso enorme e di conformazione particolare, grazie al quale riescono a mandare in estasi le donne. Ecco perché molte donne occidentali rinunciano alla civiltà e si lasciano irretire da questi selvaggi, arrivando a rinnegare la loro cultura e a convertirsi a quella religione brutale.
Purtroppo di fronte a questi mezzi, temo che la conversione in massa di moltissime donne occidentali proseguirà fino al punto da estinguere sia la nostra civiltà, che la nostra santa e vera religione Cristiana. Poi con un papa così smidollato per gli islamici sarà un gioco da ragazzi annientarci. Non dovranno nemmeno sbudellarci, ci faranno fuori a colpi di cazzo!!!
Mi domando però come facciano questi maschi ad essere così dotati. È una caratteristica della loro razza?
Tu che hai l'illuminazione direttamente dal Signore Gesù, puoi spiegare questo fenomeno?
Dio ti benedica, sant'uomo.
Riccardo
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Carissimo Riccardo, devoto fratello in Cristo, tu mi confondi, addirittura "sant'uomo" è un appellativo che non mi sento di meritare. Ma grazie, comunque, sei gentilissimo.

Vengo subito al tuo quesito. È giusta la teoria che le donne occidentali sono conquistate dagli arabi musulmani a causa delle straordinarie virtù sessuali di questi. Ma come fanno i musulmani ad avere membri equini? Ed in realtà, possiedono davvero membri così sviluppati?

La spiegazione si trova in una pratica tramandata da ancor prima dei tempi di Maometto. Ai maschi musulmani, non appena raggiungono la pubertà, viene insegnata una tecnica, sviluppata ed affinata nel corso dei secoli, che determina sia l'ingrandimento che la modellazione del pene. In pratica, con questa tecnica applicata in modo costante e diligente i maschi si ritrovano da adulti ad avere un'attrezzatura virile conformata in modo tale da far impazzire le donne.

Andiamo con ordine.

La tecnica si chiama "Jelq". I padri la tramandano ai figli per tradizione orale. Se ne rinviene un cenno anche nella Bibbia - la Bibbia in effetti contiene tutto ciò che è necessario sapere: Si infiammò per i suoi amanti, la cui carne è come la carne degli asini e la cui emissione è come quella dei cavalli. (Ez 23,20).

Vediamo più in dettaglio in cosa consiste il Jelq. Questa lezione interessa anche i giovani occidentali, i quali così avranno la possibilità di mettersi alla pari dei maschi musulmani.

Il Jelq è un esercizio che ha lo scopo di forzare grandi quantità di sangue nel pene, aumentando la pressione interna e creando una quantità controllata di micro-lesioni nelle strutture del pene. Queste micro-lesioni dovrebbero essere in gran parte riparate durante la notte, ma un eccesso di lavoro o la mancanza di riposo diminuirà l'efficacia dell'esercizio. Il Jelq può essere efficace per aumentare la lunghezza, lo spessore o entrambi.

L'esercizio consiste nell'applicare una presa "OK" con pollice ed indice alla base del pene lubrificato e parzialmente eretto, riducendo la circolazione sanguigna, e nello spingere la presa in avanti verso il glande. Una volta che la presa ha raggiunto il glande, la stessa presa è applicata con l'altra mano e lo stesso movimento è effettuato con questa. Il processo è ripetuto in modo continuo per un certo numero di "spremute". Ogni "spremuta" dovrebbe richiedere almeno tre secondi.

È importante che il Jelq sia preceduto e seguito dal riscaldamento, al fine di rilassare i tessuti e ridurre il rischio di lesioni.

Riepilogando:
  1. Applicare una presa OK alla base con una mano
  2. Spremere dolcemente in avanti verso il glande
  3. Applicare una presa OK con l'altra mano e rilasciare la prima
  4. Spremere dolcemente in avanti verso il glande
  5. Applicare una presa OK alla base con la prima mano e rilasciare la seconda

Ripetere i passi da 2 a 5 più e più volte.

Il Jelq è, a prima vista, semplice, ma per padroneggiare veramente l'esercizio, specie nelle sue diverse varianti, possono essere necessari anche molti mesi. Inizialmente il pene avrà bisogno di adattarsi alla pressione, per cui si dovrebbe tendere ad aumentare gradualmente l'intensità e la durata degli esercizi nel corso del tempo. In questo modo si aumenterà via via l'afflusso di sangue nel pene e si svilupperanno tessuti più resistenti allo stress causato dall'esercizio.

Il livello di erezione è importante. All'inizio della spremuta si avrà poca pressione, mentre alla fine la pressione sarà molto alta. In questo modo si favorisce lo sviluppo del pene "a mazza da baseball".

Il livello minimo di erezione con cui si dovrebbe fare Jelq è del 40-50%. In generale, maggiore il livello di erezione, maggiore l'effetto sullo spessore, e viceversa, più basso il livello di erezione maggiore l'effetto sulla lunghezza. Comunque molto dipende dalle caratteristiche individuali; alcuni guadagnano facilmente in lunghezza, altri in spessore. Non si dovrebbe fare Jelq con livelli di erezione superiori all'80%, soprattutto inizialmente.

La presa può essere applicata in molti modi, ma alcune regole di base vanno sempre rispettate:
  • Forza - Adattare intensità e diametro della presa al livello di erezione durante le tirate (o spremute) in modo di evitare cambiamenti improvvisi di pressione.
  • Continuità - Evitare di aumentare la forza con cui si stringe il pene durante il progredire della spremuta.
  • Partire dalla base - La presa dovrebbe essere applicata quanto più vicino al corpo possibile.

La presa OK standard può essere applicata in due modi, palmo verso l'alto e palmo verso il basso (presa OK inversa). Anche se in genere quando si parla di presa OK ci si riferisce ad una presa in cui pollice ed indice si toccano, questo non è obbligatorio; quel che è importante è che con la presa si riesca a "intrappolare" efficacemente il sangue. Per questo si utilizza anche una presa ad "U" (pollice ed indice non si toccano); quando questo tipo di presa è applicata verticalmente (presa a pizzico) tenderà a lavorare di più sui corpi cavernosi, stimolando aumenti di spessore.

La presa dovrebbe essere applicata dritta. Al fine di correggere una curva del pene, alcuni usano una presa applicata diagonalmente, in modo da applicare più pressione all'interno della curva. Non è chiaro se effettivamente questi tentativi di correzione possano essere efficaci.

Gli effetti del Jelq sono una risultante dello stiramento e dell'aumento di pressione interna che questo movimento provoca. Se si vuole un maggiore stiramento, la presa dovrebbe essere meno stretta ma mantenuta con più forza. Questo fine può essere raggiunto con una rotazione della presa nel punto di applicazione. È anche utile, in questo senso, usare la prima mano che applica la presa per effettuare una specie di stiramento corto mentre si applica la seconda presa.

Bisogna fare attenzione a non provocare danni al nervo dorsale, che percorre la parte alta del pene, situato nel mezzo. C'è un intrico di nervi nella metà alta del pene, appena sotto il glande; quest'area dovrebbe essere evitata o terminando la tirata 2-3 cm prima del glande oppure utilizzando una presa che esercita pressione lateralmente e non al centro dell'asta. Una presa "OK inversa" è più indicata se si vuole portare la tirata (o spremuta) fino al glande, in quanto la pressione è meno elevata nel punto indicato. In ogni caso occorre cautela.

Per essere sicuri che tutte le parti del pene siano stimolate la presa dovrebbe essere variata nel corso della sessione. Una serie di spremute con la presa normale, un'altra serie con la presa inversa, un'altra cambiando il senso di rotazione della presa etc.: questa è una buona abitudine da prendere.

È meglio iniziare con una presa poco stretta ed aumentare la forza della presa man mano che si progredisce durante la sessione; ciò, insieme ad un appropriato riscaldamento, può evitare la maggior parte delle "petecchie" (puntini rossi lungo l'asta, causati da rotture di capillari) che il Jelq può causare, soprattutto ai principianti.

Un angolo verso l'alto eserciterà più stress sulla tunica, la quale è più difficile da allungare dei legamenti. L'angolo verso l'alto è usato insieme ad una presa standard. È più difficile spingere la presa molto vicino alla base con questa angolazione.

Un angolo verso il basso eserciterà più stress sui legamenti. In questo caso una presa inversa è più indicata.

Con una presa normale OK, tirando verso sinistra con la mano destra, e verso destra con la mano sinistra, si applicherà più forza sui legamenti di un lato per volta; la lunghezza ne beneficierà. Spingere verso un lato con la mano dello stesso lato, con una presa OK inversa, ha effetti simili.

Alcuni trovano che fare Jelq in piedi aumenta la pressione iniziale del sangue nel pene, e quindi è più efficace. Analogamente, i Jelq fatti da seduti con le gambe tenute più in alto del pene dovrebbe aiutare. Ciò inoltre aiuterà a spingere la presa più vicino al pube e migliorerà l'angolazione verso il basso.

La durata di ogni tirata dovrebbe essere di almeno tre secondi. È molto facile iniziare con la dovuta lentezza ma poi si tende ad aumentare la velocità, fino a giungere quasi alla masturbazione; per evitare ciò, bisogna restare concentrati. Guardare le lancette di una sveglia, oppure contare, o ancora usare un metronomo, è una buona idea per mantenere il giusto ritmo.

Eseguire le tirate con la giusta lentezza è anche utile per aumentare con la dovuta gradualità le pressione esercitata, evitando improvvisi picchi di intensità, potenzialmente dannosi.

La pelle che ricopre il pene è una complicazione aggiuntiva quando si fa Jelq. Si può scegliere di ignorarla e fare Jelq normalmente; in questo modo si avrà però un edema (accumulazione di liquidi) nella pelle, che si gonfierà. Questo può essere considerato un effetto collaterale minore. Un'altra conseguenza possibile è l'effetto a collo di tacchino, dalla forma che il pene transitoriamente assume.

L'alternativa è retrarre la pelle all'inizio di ogni tirata. È necessario imparare e ciò richiede un certo tempo. Si può procedere in due modi; il primo è rilasciare completamente la mano che è arrivata al glande prima di applicare di nuovo la presa; l'altro è di rilasciare la presa solo leggermente alla fine della tirata, in modo che l'altra mano che inizia ad applicare la presa alla base possa tirare indietro quanto basta la pelle in eccesso.

Il principale ed ovvio effetto positivo del Jelq è l'aumento di dimensioni del pene. Nei primi due mesi i cambiamenti sono maggiormente evidenti: la pelle diventa più resistente ed elastica; le vene diventano più pronunciate, segno di una maggiore capacità di irrorazione; la qualità e durezza delle erezioni sarà molto aumentata.

Ci sono anche alcuni modesti effetti collaterali, ai quali però occorre prestare la massima attenzione per non incorrere in problemi che potrebbero determinare addirittura l'allontanamento dalla comunità dei fedeli. Infatti nella Bibbia è scritto: Non entrerà nella comunità del Signore chi ha il membro contuso o mutilato. (Dt 23,2).

Piccoli puntini rossi (petecchie), sia sull'asta che sul glande, sono il risultato di capillari rotti. Tali puntini dovrebbero scomparire nel giro di qualche giorno. Un appropriato riscaldamento e un aumento graduale dell'intensità dovrebbe aiutare a minimizzare questo effetto, che non è comunque da considerare niente di preoccupante.
Se tali punti sono più grandi, allora la rottura dei capillari è più estesa, è può riguardare anche pareti venose. In questo caso è necessario astenersi dai Jelq per qualche giorno.
Puntini neri sull'asta indicano insufficiente lubrificazione. Dovrebbero sparire rapidamente anch'essi.
Lividi scuri alla fine dell'asta e/o alla base sono comuni in chi pratica Jelq. Essi sono causati dal sangue pressato attraverso le membrane ed impossibilitato a defluire. Anche in questo caso, riscaldamento e progressione graduale negli esercizi possono minimizzarne la nascita.
Questo tipo di scurimento può avvenire in una singola sessione se si indeboliscono le pareti di una vena. In questo caso il livido sarà di forma circolare, con un diametro di 3-4 mm più. Qualche volta il punto di rottura può essere percepito come un piccolo grumo (sangue coaugulato). In questo caso continuare gli esercizi può aggravare il problema. È dunque necessaria una sosta di almeno 3 giorni.
Anche se questo scurimento andrà via molto lentamente cessando il Jelq per mesi o anni, si può ridurlo con alcuni metodi:
  • Massaggio caldo - Effettuare il riscaldamento dell'area scurita ed intorno ad essa. Con i polpastrelli effettuare un gentile massaggio nel punto in cui appaiono le macchie verso il basso. Ripetere diverse volte.
  • Bendaggio - Con una striscia di Theraband larga circa 4 cm fasciare l'asta al di sotto delle macchie coprendo circa 5 cm dell'asta. Fissare con del nastro adesivo. La pressione della benda non dovrebbe ridurre l'afflusso di sangue, ma solo ridurre il deflusso senza impedirlo completamente. Se fatto correttamente, la parte del pene al di sopra della fascia sarà ingrandita ma la circolazione sarà quasi normale. Controllare segni di riduzione di circolazione o di abbassamento della temperatura. La benda dovrebbe essere indossata tutto il giorno. Se l'area oltre la fascia accumula una pressione troppo elevata una leggera pressione sul glande dovrebbe ridurla.

Entrambi i metodi menzionati richiedono tempo per funzionare.
Con sessioni lunghe e/o intense di Jelq, fluidi linfatici sono spinti verso la fine dell'asta, dove confluiscono. Ciò può risultare in un rigonfiamento del pene vicino al glande ed un leggero dolore. L'effetto è temporaneo e dovrebbe durare poche ore.
Il Jelq spesso causa la maggior parte dello stress sulla pelle alla base del pene, perciò quando si ha la crescita questo è il punto in cui spesso si verifica lo stiramento della pelle. Se la pelle si stira alla base, la parte inferiore dell'asta non presenta resistenza e lo scroto si stira lungo l'asta (collo di tacchino). Evitare questo effetto può essere difficile. Effettuare una routine di stiramento della pelle verso il basso può aiutare.
Lo stiramento della pelle può causare smagliature; una buona lubrificazione può aiutare ad evitare questo effetto.

Ci sono molte tecniche per riscaldare il pene prima di una sessione. Il riscaldamento con bendaggio caldo dovrebbe durare almeno cinque minuti, per dare il tempo al calore di penetrare in profondità nei tessuti. Alla fine si dovrebbe sentire il pene molto rilassato e plasmabile.
Tecniche di bendaggio caldo:
  • Panni imbevuti - tessuti non sintetici (cotone, lana, lino) vengono imbevuti in acqua calda e semplicemente mantenuti intorno al pene; una volta intiepiditi, vengono riscaldati di nuovo e riapplicati. La linea guida è che l'impacco dovrebbe essere quanto più caldo è possibile ma non dovrebbe scottare.
  • Calzino riempito di riso crudo - esso viene riscaldato in un forno a microonde per 2-3 minuti. In questo modo il calore viene trasmesso meglio ai tessuti.
  • Tazza con acqua - si riempie una tazza di acqua calda e si inserisce il pene in essa; si spinge poi la tazza contro il corpo.
  • Bottiglia di Aladino - si prende una bottiglia molto larga, lunga almeno dieci centimetri di più del pene flaccido. Riempire per 5-10 cm la bottiglia con acqua calda ed inserire il pene nella bottiglia. Poi spingerla contro il corpo, facendo sigillo con esso. Il pene dovrebbe essere riscaldato dal vapore, non dall'acqua.
  • Presine calde - ci sono varie "presine", o cuscinetti, in commercio; alcuni sono specificamente indicati per il pene, ma anche quelli generici per la terapia fisico-atletica dovrebbero andar bene. Riscaldare il cuscinetto e applicare. Si può anche avvolgere la presina in dei panni imbevuti d'acqua.
Molti lubrificanti possono essere utilizzati per il Jelq. Un buon lubrificante dovrebbe durare a lungo senza essere assorbito, né dovrebbe seccare la pelle. I lubrificanti a base di acqua possono essere "resuscitati" aggiungendo un po' di acqua, per cui è utile tenere sottomano una tazza di acqua.

Lubrificanti comunemente utilizzati:

  • Olio per il seno femminile
  • Gelatina KY
  • Olio di colza
  • Olio per neonati
  • Vaselina
  • Burro di cacao
  • Olio di oliva
  • Olio vegetale
  • Olio di semi
  • Balsamo di tigre
Si può fare un mix dei vari lubrificanti, aggiungendo ad esempio olii essenziali.

Non usate sapone! Il sapone secca la pelle creando irritazioni, e se giunge nell'uretra può irritarla.

I principianti dovrebbero partire da 5 minuti di Jelq, giungendo gradualmente a 15 minuti entro qualche settimana; all'inizio è consigliata una routine a giorni alterni.
Gli esperti possono utilizzare una routine più continuativa, introducendo un giorno di riposo ogni 3-4-5 giorni di allenamento.
Il tempo speso nel Jelq varia. In generale è meglio aumentare l'intensità invece del tempo. Sessioni di Jelq da 30 minuti non sono infrequenti. Sessioni più lunghe, oltre i 45 minuti, dovrebbero essere molto sporadiche (sessioni "shock").

Quale sarà dunque il risultato di questi impegnativi esercizi? Il membro virile si allunga, si inspessisce, e si rafforza, ma soprattutto guadagna un glande più turgido e duro. La "cappella grossa", che nei racconti popolari sentiamo spesso nominare, è sempre stata il contrassegno distintivo di una virilità di qualità superiore. Come mai? C'è una ragione fisiologica precisa. La cappella grossa riempie il lume vaginale, e preme con decisione il "punto G" all'interno della vagina. Questo punto è particolarmente importante per far raggiungere alla donna un orgasmo più intenso. Stantuffando con forza un membro lungo e duro, e munito di una cappella grossa, dentro la vagina, è garantito che la donna avrà multipli orgasmi di straordinaria potenza, anche qualora avesse subito la mutilazione del clitoride. Si spiega così anche il fatto che i musulmani siano soliti praticare la mutilazione genitale alle proprie bambine: esse saranno comunque pienamente soddisfatte, se sposeranno un musulmano, mentre con un occidentale dal pene piccolo e floscio non troverebbero alcuna gratificazione. Si tratta di una semplice misura protezionistica.

Con questo ho detto tutto. Ricordo ancora una volta che ogni consiglio dispensato dalle pagine di Risposte Cristiane è stato prima provato personalmente da noi esegeti, perciò possiamo garantire la bontà e l'efficacia di quanto proponiamo.
Grazie a spiegazioni così precise e dettagliate, sono sicuro che i nostri baldi giovani sapranno recuperare il terreno perduto e mettersi alla pari dei giovani maschi musulmani, anzi superarli: Fratelli in Cristo che se lo misurano con i Fratelli Musulmani!
La benedittanza del Signore Gesù vi ricopra densa e copiosa, mentre vi massaggiate vigorosamente il pene per maggior gloria del Dio Cristiano!

Moreno