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giovedì 20 settembre 2018

Sacrifici umani e pedofilia nel nome del Signore


 
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Carissimo fratello Tancredi,
nel momento in cui Santa Madre Chiesa è sconvolta da tanti presunti scandali di pedofilia, ad opera di tanti bravi sacerdoti e l’animo cristiano ne resta profondamente turbato, ci si rende conto che oltre al perdono e alla preghiera sarebbero necessarie chiare precisazioni che orientino un franco e cristiano dibattito su questo blog.
È per questo che mi rivolgo a te, caro fratello Tancredi, non solo affinché le tue sagge esegesi portino questi fatti sotto la giusta luce e la parola del Signore sia correttamente interpretata, ma anche per riscattare Santa Madre Chiesa dalle odiose calunnie che Le vengono malignamente e troppo spesso rivolte.
Diciamo innanzitutto che le presunte vittime di inesistenti violenze sono i seminaristi e i chierichetti.
E diciamo anche che la decisione di ammettere i primi allo studio della teologia e i secondi al servizio dell’altare di Cristo riveste una responsabilità enorme agli occhi della società e soprattutto agli occhi di Dio.
Chi assume questa responsabilità dovrebbe guardare come un padre in fondo agli occhi del suo figliolo, scorgervi l’innocenza di Gesù fanciullo e guardarsi bene dal corromperla.
Ma si può affermate che le tenere chiappe, fresche e rotondette di un fanciullo, non siano un elemento utile e sufficiente a capire la sua idoneità al servizio divino?
E chi potrà mai affermare che l’amore che può spontaneamente sbocciare fra un sacerdote e un suo discepolo non sia da considerare un dono del Signore?
Si può affermare che la manifestazione fisica di questo amore non sia un modo per onorare il Signore?