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venerdì 20 luglio 2012

L'erba voglio

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Gentile Dott.Girolamo,
mi chiamo Leonardo e sono un ragazzo di diciotto anni cattolico praticante.
Il mese scorso, nel giardino dell’oratorio che ho scelto di frequentare fin da bambino,  stavo tranquillamente fumando uno spinello di marijuana quando all’improvviso, Don Mario, probabilmente guidato dall’odore acre della skunk, voltò l’angolo e mi scoprì.
Sapevo di non comportarmi in modo esemplare ma non avrei mai immaginato che stessi commettendo quel gravissimo peccato di cui lui mi accusò.
Mi disse di non essere un buon cristiano e di non essere più bene accetto in parrocchia fino a quando non mi fossi confessato, mi minacciò anche di raccontare tutto ai miei.
Sono passate già diverse settimane e dentro di me cresce giorno dopo giorno un bisogno incolmabile di ganja, con il quale sto lottando strenuamente attraverso la preghiera.
Ora un dubbio mi assale. Essendo Don Mario è un po’ burbero nei modi e tendente all’esagerazione, non vorrei che mi stesse privando della mia grande passione senza aver commisurato bene l’entità del peccato.
Confido nel suo prezioso quanto celere consiglio.
Leo
»

Leonardo, figlio mio, quanta pena provo per te.
La tua giovane età ti impedisce di distinguere il bene ed il male, ed in questo momento prezioso della tua vita, che stai seriamente rischiando di sprecare, l’angoscia che percepisco attraverso la tue parole mi ferisce il cuore.
Per fortuna c’è chi si prende cura della tua fragile anima.
Segui gli insegnamenti di Don Mario, rispettalo ed amalo, obbediscigli e abbi fiducia in lui, tenendo comunque sempre conto che si tratta di un uomo, e come tale è suscettibile d’errore, soprattutto se la tua ingenua irruenza di ragazzo, lo porta a compiere passi falsi (ancorché fatti nel nome del bene che ti vuole). Ma di questo, parleremo in seguito.

Ora, c’è una cosa che vorrei capire: possibile che tu, santo ragazzo, dopo svariati anni di catechismo in oratorio, ancora non sappia se l’uso di sostanze stupefacenti costituisce peccato oppure no?  Te lo dirò una volta per tutte, ed è bene che tu lo tenga a mente quando arriveranno i morsi dell’astinenza: drogarsi non è peccato, non lo è stato prima e non lo sarà mai, soprattutto con la marijuana, l’erba del Signore.
Il fatto che tu abbia dubbi, mi rende incredulo e mi suggerisce che tu non abbia molta dimestichezza con la Sacra Bibbia, pur avendo l’ardire di presentarti come cattolico praticante.
Ma corriamo ai ripari, partendo dal Principio.

Poi Dio disse: "Ecco, Io vi dò ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra.. A Tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, Io dò in cibo ogni erba verde." E Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. (Genesi, 1. 29,31)

Fin da subito, si evince l’importanza della bontà dell’erba, sia per l’uomo che ne apprezza la fragranza sia per  le bestie selvatiche, le quali traggono nutrimento da essa.
La pianta è celebrata anche nel Sacro Libro dei Proverbi, contenuti sia nell’ebraico Tanakh, sia nella Bibbia Cristiana. Il termine “Proverbi”, dall’ebraico “Mëshalim”, assume qui il significato di Tradizione, e sono proprio questi precetti a rendere la ganja, l’erba della tradizione Cristiana.

Proverbi 15,17
Meglio un piatto d’erbe, dov’è l’amore, che un bove ingrassato, dov’è l’odio.

Da questo semplice ma significativo passo si evince come, al tempo di Nostro Signore Gesù Cristo, l’erba non venisse venduta in grammi ma in piatti.
Un piatto d’erba, equivaleva più o meno ad una busta odierna, ossia a circa 50 grammi e ciò testimonia l’abbondanza dei canapai nelle fertili terre della Palestina.
Chiaramente, l’intento del messaggio, dal risvolto anche alimentare, è volto al benessere psicofisico dell’uomo, poiché lo mette in guardia dalle carni bovine, assai perniciose per la salute, in favore della sana e naturale maria, portatrice di pace e amore.

E’ un messaggio simile agli odierni, i classici e validi slogan dei pacifisti vegani e spippacchioni, del tipo: MENO CARNE, PIU’ CANNE, e ciò costituisce ancora una prova che la Sacra Bibbia, per il modo in cui abbia precorso i tempi, sia stata scritta direttamente dal Creatore.

Voglio svelarti un segreto, poiché sono sicuro che ti illuminerà e fugherù i tuoi dubbi.
Il suo nome l’avrai invocato migliaia di volte e non ci ha ragionato su. Di chi sto parlando? Della Beata Vergine, madre del Cristo e dell’umanità. Ti ricordi qual era il suo nome?
Esatto. E non è un caso, è soltanto uno dei tanti messaggi su un diverso livello interpretativo che il Padreterno, nella sua benevolenza, ha voluto darci.

Ora, non conoscendo io, la provenienza della tua erba, ma sapendo che acquistandola al dettaglio si può incorrere in spiacevoli situazioni, come ad esempio essere gabbati con una busta piena di rosmarino oppure di erba maschia piena zeppa di ammoniaca, ti consiglio caldamente di iniziare a coltivarla da te, con il benestare del Santo Apostolo Pietro, che nella sua prima lettera al capitolo 1, versetto 24, ci fornisce le istruzioni per una corretta coltura:

Ogni carne è come l'erba, e ogni sua gloria come il fiore dell'erba.
L'erba diventa secca e il fiore cade; ma la parola del Signore rimane in eterno.

Altri preziosi consigli, possiamo trovarli qui:

Esodo 10:12
Allora l’Eterno disse a Mosè: "Stendi la tua mano sul paese d’Egitto per farvi venire le locuste; e salgano esse sul paese d’Egitto e divorino tutta l’erba del paese, tutto quello che la grandine ha lasciato".

Locuste e grandine, ovvero parassiti e freddo: sono questi i principali nemici della Cannabis, da loro ti dovrai ben guardare per non gettare via ore e ore di lavoro.
Accoglila in una serra condizionata, falla risplendere di raggi UV e difendila con anticrittogamici, e nel nome del Signore, il tuo raccolto sarà grande.

Ma veniamo all’argomento più delicato, il dubbio che ti affligge.
Se ho ben compreso le tue ragioni, la tua è paura dell’insorgenza di assuefazione e tolleranza, le cause principali della dipendenza.
Bene, sappi che anche il buon Dio, come il tuo parroco, aveva un dubbio simile, e proprio come lui decise che fosse preferibile dire una piccola bugia a fin di bene.

GENESI 2,16 Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino,  ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti».

Faccio una breve parentesi per evidenziarti (anche se dovresti saperlo) che nella Genesi non si parla di “mela”, ma più genericamente di “frutto”, e che non esistendo ancora il fuoco per bruciare, non vi era altro modo di assumere il tetracannabinolo se non attraverso l’ingestione della maria.
Il frutto dell’albero della conoscenza, è ovviamente la resinosa e aromatica infiorescenza della marijuana, la quale donando serenità e gioia infinita, ci rende simili all’Onnipotente.

Qui, come già visto, il Signore intimorì Adamo, paventandogli addirittura la morte per overdose, quando in realtà, grazie all’onniscienza, già sapeva che il rischio era nullo.
Bada bene che la bugia è a fin di bene, Dio ha il timore che le sue creature cadano preda della dipendenza, manifestando tutta la sua proiettività e benevolenza, proprio come Don Mario.

Purtroppo, subito dopo, assistiamo all’insorgere di una terza figura, che si posizionò esattamente tra il produttore ed il consumatore, pregiudicandone per sempre i rapporti.

Genesi, 3 [1]Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E' vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». [2]Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, [3]ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». [4]Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! [5]Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male».

Per una singolare coincidenza, le uniche parole pronunciate dal demonio in tutta la Bibbia, furono una grande verità. Il perfido Satana, rassicurò i due riguardo i falsi rischi mortali da cannabis e questo fece di lui il primo spacciatore approfittatore della storia, maledetto da Dio nei secoli dei secoli per il suo ingiusto guadagno.

Per concludere, il mio consiglio, per te che sei giovane e pieno di energie è di concentrarti su una sana esistenza in Cristo, in preghiera ed in redenzione, prestando attenzione al vero messaggio della Bibbia e di comportarti semplicemente secondo i suoi precetti, riservando la critica solo agli uomini, unici veri portatori di errore.
In quanto al tuo innocuo passatempo, ed ai dubbi sulle conseguenze, prendi spunto dal comportamento del Profeta Ezechiele:

Ezechiele 15 ..ebbe di misurare l'interno del tempio.. Misurò il lato orientale con la canna per misurare: era cinquecento canne, in canne da misura, all'intorno. Misurò il lato settentrionale: era cinquecento canne, in canne da misura, all'intorno. Misurò il lato meridionale: era cinquecento canne, con la canna da misura. Si volse al lato occidentale: misurò cinquecento canne con la canna da misura. Da quattro lati egli misurò il tempio;

Nel tempo adoperato per il rilievo topografico delle mura del Tempio, Ezechiele si fece un totale di ben duemila canne, senza che questo pregiudicasse in alcun modo l’accuratezza delle sue misure.
Certo, tu non sei un profeta, quindi mi raccomando, vacci piano.
Con amore e fratellanza in Cristo,

Girolamo