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Egregio Sig. Moreno,
mi consenta di presentarmi: sono un ateo convinto, fin dall'età di sette anni, età in cui mi rifiutai di continuare a frequentare il catechismo. Ora ho cinquantanove anni; premetto che io ho sempre vissuto bene così, e in nessun momento ho sentito alcun bisogno di rivolgermi a Dio.
Ieri però ho letto la risposta di Papa Francesco ad una lettera di Eugenio Scalfari, il Direttore de "la Repubblica". Ciò che mi ha colpito e mi ha dato motivo di riflessione è stata questa affermazione: "la misericordia di Dio non ha limiti se ci si rivolge a lui con cuore sincero e contrito, la questione per chi non crede in Dio sta nell'obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c'è quando si va contro la coscienza."
Egregio Sig. Moreno,
mi consenta di presentarmi: sono un ateo convinto, fin dall'età di sette anni, età in cui mi rifiutai di continuare a frequentare il catechismo. Ora ho cinquantanove anni; premetto che io ho sempre vissuto bene così, e in nessun momento ho sentito alcun bisogno di rivolgermi a Dio.
Ieri però ho letto la risposta di Papa Francesco ad una lettera di Eugenio Scalfari, il Direttore de "la Repubblica". Ciò che mi ha colpito e mi ha dato motivo di riflessione è stata questa affermazione: "la misericordia di Dio non ha limiti se ci si rivolge a lui con cuore sincero e contrito, la questione per chi non crede in Dio sta nell'obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c'è quando si va contro la coscienza."

