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Caro Moreno,
ho quasi cinquant'anni e sono stato sempre un buon cristiano, devoto e praticante, seguendo con piena obbedienza le direttive del Magistero della Chiesa. Ma resto perplesso riguardo a certi fatti, a dir poco "sospetti". Mi riferisco alla vicenda di Padre Pio da Pietrelcina. Ho l'impressione che la sua presunta santità sia stata una frode, e che la Chiesa abbia avallato questo personaggio di dubbia reputazione solo per convenienza. Ebbene, che della fama di Padre Pio si avvalgano altri soggetti, come ristoratori, albergatori, agenzie di viaggio etc., per lucrare sui pellegrinaggi, e ne tragga vantaggio persino il comune di Pietrelcina, che riceve un trasferimento dallo Stato Italiano di 500.000 € all'anno a titolo di risorse da destinare al culto del santo, ci può stare. Ma secondo me la Chiesa non dovrebbe accondiscendere a traffici di tal genere, e dovrebbe mantenersi invece sul piano della rigorosa Verità. Perché Papa Francesco non mette in chiaro questo fatto, una buona volta? E tu come la pensi?
Che Gesù ti benedica,
Romualdo
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Caro Romualdo, fratello in Cristo, le tue perplessità sono legittime ma, come vedrai, infondate. La Chiesa è saggia, e vede oltre la superficie delle cose. Procediamo con ordine.
Tu dici che Padre Pio da Pietrelcina avrebbe potuto essere un impostore. In effetti, già a suo tempo venne sospettato di essersi procurato le stimmate con mezzi chimici. Di recente è stata rinvenuta la ricetta con cui Padre Pio nel 1919 ordinò alla farmacista Maria De Vito dell'acido fenico concentrato (veratrina). Pare che la De Vito abbia effettivamente acquistato la sostanza presso la farmacia del dottor Valentini Vista, a Foggia, in quantità industriale (circa 100 gr contro una dose galenica che va da uno a cinque milligrammi).

Ebbene, poniamo pure che Padre Pio si fosse procurato le stimmate versandosi acido fenico concentrato sulle mani. Hai idea, Romualdo, di quanto bruci l'acido sulla pelle? È tossico e corrosivo, e procura piaghe terribili, se usato in soluzione concentrata, perché distrugge le cellule epiteliali.
Quindi, che importanza ha quale origine abbiano le stimmate? Sempre stimmate sono, e durarono per ben cinquanta anni, sino alla morte di Padre Pio. La sua vita di sofferenza, sopportata con gioiosa serenità, al servizio di Gesù, ci mostra la strada per il paradiso e la vita eterna. L'esempio di Padre Pio ci sia di guida. Egli si sottomise fin da giovane a severissime penitenze che, unite al forte impegno nello studio, furono la causa di una grave malattia diagnosticata come "broncoalveolite all'apice sinistro", che richiedeva vita all'aria aperta e riposo. Per tale motivo nel maggio 1909 gli fu concesso di trascorrere un periodo di convalescenza a Pietrelcina. Ma anche nel suo paese natale continuava a star male ed era tanto prostrato che gli fu accordato il permesso di essere ordinato sacerdote prima del compimento dei regolamentari 24 anni d'età.
Pensa, Romualdo, che il giovane fra' Pio era continuamente perseguitato dagli attacchi dei demoni che egli chiamava "cosacci", i quali dovunque andasse lo seguivano per tormentarlo. Se li portò anche nel convento di Venafro, dove era andato ad imparare Sacra Eloquenza. Qui Padre Pio venne assalito da febbri altissime e forti emicranie; per una ventina di giorni l'unica cosa che riuscì ad ingerire fu l'ostia consacrata!
Solo quando arrivò, dopo aver cambiato diversi conventi, a San Giovanni Rotondo, sembrò aver raggiunto un luogo adatto a lui, dove trovare pace. Ma qui, la sera del 5 agosto 1918, subì la "trasverberazione" del cuore, e nella mattina di venerdì 20 settembre, nel coretto della chiesa di Santa Maria delle Grazie, ricevette le stimmate che portò fino alla morte con sofferenza fisica e morale, perché non si riteneva degno di tale somiglianza al Redentore. E non dimentichiamo che San Pio ricevette da Dio anche altri doni carismatici per accreditare la sua missione di santificazione: la profezia, le bilocazioni, la scrutazione dei cuori, gli effluvi odorosi.

Ecco perciò, che la Chiesa, nel riconoscere la santità di Padre Pio, non ha fatto altro semplicemente che dare giusta testimonianza della sofferenza santificante a cui il frate fu assoggettato per tutta la sua vita esemplare, che trascorse stringendo fra le mani la corona del S. Rosario, e raccomandando tale preghiera ai suoi figli spirituali quale arma infallibile contro il male.
Il suo cuore ardeva così tanto di santità, e lui era così desideroso di essere di guida per i fedeli, da procurarsi da solo, ma probabilmente guidato dal Signore, i segni tangibili del Suo amore.
La sua mano era sicuramente guidata direttamente da Dio, forse senza che lui stesso se ne rendesse conto.
Supponiamo anche solo per un attimo che quello fosse un momento di debolezza: non sentendosi sicuro di se stesso, ma sentendo il dovere di farsi riconoscere come guida autorevole dal suo gregge, avrebbe deciso di “falsificare” un segno di Dio. Ebbene, oggi grazie alla santificazione operata da un Papa infallibile, tale atto viene trasformato; la sua azione diventa benedetta dalla Chiesa e quindi da Dio stesso.
So che qualche detrattore della Santa Chiesa è stato pronto a gridare allo scandalo vedendo la nuova tomba del santo completamente ricoperta d’oro.

A riprova della sua santità acquisita retroattivamente grazie al riconoscimento del Papa infallibile, nonostante il gesto inizialmente truffaldino, con le offerte dei fedeli Padre Pio in vita ha costruito un grande ospedale per alleviare le sofferenze dei credenti. Oggi con i soldi dei suoi fedeli viene costruita una tomba degna di un faraone. Ma chi siamo noi per giudicare il disegno divino: grazie a tale tomba nuovi fedeli accorreranno a venerare le spoglie mortali del santo, verseranno molti più soldi che potranno essere dedicati alla realizzazione di nuove opere di bene nel nome di San Pio! È la moltiplicazione dei pani e dei pesci riportata in epoca capitalistica! È la santificazione del capitalismo stesso come meccanismo di moltiplicazione del denaro a fin di bene!
Dunque ecco perché non dobbiamo mai dubitare, caro Romualdo, delle decisioni della Santa Chiesa e del Papa. Loro vedono oltre le apparenze, e ignorando il chiasso delle maldicenze si affidano al silenzio della meditazione e della preghiera.
La benedittanza di Gesù ti sia di conforto,
Moreno