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sabato 23 novembre 2013

L'eliocentrismo: un'ipotesi sul viale del tramonto


«Gentile Joseph,
ho seguito con interesse la recente scoperta da parte dell'Istituto per l'Astronomia dell'Università delle Hawaii di un pianeta extrasolare a circa 80 anni luce dalla Terra che non ha nelle vicinanze nessuna stella. Studio Astronomia e Astrofisica alla Sapienza di Roma, ma sono prima di tutto un fedele cristiano, e sono sempre rimasto basito dalla parzialità che mostra il sistema scolastico italiano, non solo in campo scientifico. Fin da bambini, veniamo tutti indottrinati a credere che i nostri sensi ci ingannano, e che la terra non è ferma sotto i nostri piedi ma descrive un'orbita ellittica della durata di un anno, e non viene fatto minimo cenno nelle nostre scuole alle difficoltà che la teoria eliocentrica incontra. Anche nelle università, l'ortodossia richiede di pensare che i sistemi planetari abbiano al loro centro una stella, e perfino di fronte a clamorose falsificazioni come questa i più non si smuovono di un dito dalle loro convinzioni. Eppure, provando a chiedere a qualcuno per quale motivo supporti il modello eliocentrico piuttosto che una qualsiasi delle teorie concorrenti, la stragrande maggioranza delle volte si riceveranno risposte circolari od appelli ad autorità. Ritengo che dovrebbe essere doveroso, per l'istruzione pubblica, rendere chiaro che il sistema copernicano non è nient'altro che una teoria, come tutte le teorie provvisorio, e nel contempo presentare teorie alternative in maniera imparziale. Negli articoli e nei programmi televisivi veicolati al grande pubblico dalla maggior parte dei mass media, non emerge in alcun modo che quella copernicana è una teoria che, all'interno della comunità scientifica, ha sia i suoi sostenitori che i suoi detrattori (sebbene abbia il forte sospetto che, nella fattispecie, se quella di Copernico fosse stata una teoria "come tutte le altre", e certi ambienti liberali e/o neopositivisti non ne avessero fatto il loro vessillo, sarebbe già da tempo una tesi morta e sepolta), col risultato che chiunque si azzardi a metterla in discussione corre il serio rischio di essere tacciato come retrogrado e medievale(!). Anche i media cristiani come il vostro blog, che dovrebbero essere una voce critica nei confronti di qualunque superbia intellettuale, dedicano spesso poco o nullo spazio all'informazione in merito a queste tematiche (cosa comprensibile, per carità; la meccanica celeste non è certo al primi posto nelle preoccupazioni quotidiane della vita di un cristiano). Sono però del parere che dare la possibilità alle teste pensanti di prendere una decisione informata, anziché accettare l'unica teoria presentata sui libri di scuola, possa aprire la mente anche su altre tematiche, e togliere i veli dagli occhi che anche molti cristiani di mia conoscenza hanno, purtroppo, nei confronti delle presunte Verità della cultura laicista. Mi piacerebbe quindi che, se lo ritiene opportuno, questa tematica trovi spazio sul vostro sempre rigoroso e affidabile blog. Saluti,
Matteo»

Carissimo Matteo, l'avvistamento del pianeta cosiddetto "extrasolare" PSO J318.5-22, avvenuto circa due mesi fa ad opera dell'Università delle Hawaii a Manoa, non è che l'ennesima tegola che si abbatte sul Sistema eliocentrico. In effetti, ci sono pochi dubbi sul fatto che il paradigma copernicano stia andando incontro, specie alla luce delle ultime scoperte in campo astronomico, a contraddizioni logoranti se non autodistruttive. Ricevere la tua domanda mi ha fatto ancora più piacere del solito, perché mi dà l'occasione di mettere in luce l'arroganza di molti, troppi scienziati contemporanei, desiderosi di applicare le loro varie discipline specialistiche in ambiti che non sono loro proprie, facendole velleitatamente debordare nei territori della teologia e della filosofia naturale. Prima di tutto, è sempre bene ricordare che ogni teoria scientifica è, proprio in quanto teoria, un prodotto del fallibile intelletto umano, utile tuttalpiù come strumento pratico per la risoluzione di problemi, e non può certo ritorcersi contro Colui che ci ha donato il nostro intelletto e ci ha dato la possibilità di elaborare modelli scientifici della Sua creazione. A riproporre questa semplice osservazione c'è anche, con ferrea lucidità, San Tommaso D'Aquino:
Ci sono due modi diversi di render conto di una cosa. Il primo consiste nello stabilire con una dimostrazione sufficiente l'esattezza di un principio da cui questa cosa deriva; così, in filosofia naturale, si dà una ragione sufficiente a provare l'uniformità dei moti del cielo. Un secondo modo di render ragione di una cosa consiste non nel dimostrare il suo principio con una prova sufficiente, ma nel far vedere come gli effetti si accordino a un principio precedentemente posto; così, in astronomia si rende conto degli eccentrici e degli epicicli per il fatto che, per mezzo di quest'ipotesi, si possono salvare le apparenze sensibili relative ai moti celesti; ma non è, questo, un motivo sufficientemente probante, perché questi moti apparenti si potrebbero salvare per mezzo di un'altra ipotesi.
(Summa theologica, parte I, questione XXXII, art. I)

Per secoli, la linea di demarcazione è stata chiarissima: le scienze si propongono di elaborare ipotesi sul mondo che, se assunte come valide, riescano a spiegare una classe di fenomeni ed eventualmente a progettare della tecnologia ad essi relativa, il tutto senza nessuna pretesa di verità; la filosofia e soprattutto la teologia, invece, si occupano di spiegare come veramente funziona il cosmo. Le ipotesi scientifiche possono essere più di una, e si può passare dall'una all'altra a seconda della convenienza; la realtà è invece una sola, e la fede e la ragione unite ci portano a comprenderla.

Lo stesso Tolomeo, sebbene pagano, mostra di essere ben consapevole di ciò:
Inoltre alcuni, nonostante non abbiano niente da opporre a questi argomenti, sostengano qualcosa di, loro pensano, più plausibile. E sembra loro che non ci sia nulla contro il loro supporre, per esempio, i cieli immobili e la terra che gira sullo stesso asse da ovest a est [compiendo] circa una rivoluzione al giorno; oppure che entrambi potrebbero muoversi in una certa misura, ma solo sullo stesso asse che abbiamo detto, e conformemente al superamento dell'una da parte degli altri.
Ma è sfuggito loro che, effiettvamente, per quanto riguarda le apparenze delle stelle, nulla impedirebbe forse alle cose di essere in accordo con la loro più semplice congettura, ma che alla luce di quanto succede intorno a noi, nell'aria, una tale nozione sembrerebbe del tutto assurda. [...]
(Almagesto, I, 7, 15-17)
 
Il movimento di stelle e pianeti che osserviamo potrebbe essere spiegato anche ipotizzando che la Terra si muova, o che sia la Terra che le stelle si muovano in senso contrario contribuendo ciascuno per metà al risultato osservabile, o con infinite altre bizzarre combinazioni di moti; ma ciò non basta ovviamente per concludere che le cose stiano effettivamente così. L'astronomo continua dimostrando con argomenti filosofici che il nostro pianeta non compie alcun movimento, e questo giustifica la sua scelta di costruire una teoria planetaria che oltre a prevedere accuratamente il movimento dei corpi celesti nei Cieli sia anche, almeno in parte, in accordo col vero. Non viene detto spesso, ma quando si tratta di compiere previsioni su ciò che sarà possibile osservare in cielo in un determinato istante futuro (cioè di usare un sistema planetario per quello che dovrebbe essere, cioè una teoria scientifica predittiva), è il modello di Tolomeo quello che ancora oggi va per la maggiore: i calcolatori che prevedono in modo sempre più accurato la posizione di pianeti e stelle sulla sfera celeste non fanno altro che aggiungere epicicli a decine e a decine, solo che per pudicizia o convenienza vengono chiamati "termini dello sviluppo in serie di Fourier".

Quando si fa presente a dei propugnatori dell'eliocentrismo che la loro non è l'unica teoria in grado di spiegare il moto apparente dei pianeti, la gran parte delle volte essi se ne verranno fuori con la storia delle fasi di Venere. Ingrandendo con strumenti ottici la volta celeste, il pianeta Venere non appare più come puntiforme, e guardando quanta parte della faccia che l'astro della sera ci rivolge è illuminata dal Sole si può risalire all'angolo tra la Terra, Venere ed il Sole. Potendo altresì misurare direttamente l'angolo tra il Sole, la Terra e Venere, e presupponendo costante la distanza Sole-Terra, si può tracciare la traiettoria rispetto al sole dell'astro del mattino, e risulta che effettivamente Venere percorre un'orbita grossomodo circolare intorno al Sole. Questo, secondo gli eliocentristi, sarebbe una prova della validità della loro teoria preferita. A questo punto, sarebbe lecito chiedersi se il modello planetario attualmente più in voga riesce a rendere conto accuratamente delle fasi di Venere. La risposta è no: le previsioni teoriche sono in disaccordo con le osservazioni. Tuttavia, invece di adoperarsi per trovare una teoria migliore, si preferisce invocare un non meglio precisato "effetto Schröter", agente su Venere ma non sulla Luna, che tautologicamente metterebbe le cose a posto. La seconda domanda che viene spontaneo porsi è: la rivoluzione di Venere intorno al Sole falsifica il geocentrismo? Gli epigoni di Copernico sostengono generalmente di sì, ma per farlo essi confondono uno specifico modello geocentrico, quello tolemaico, col geocentrismo tout court. È vero che l'osservazione delle fasi veneree è incompatibile con il sistema tolemaico; nondimeno, il fatto che Venere giri intorno al Sole, oltre a non contraddire minimamente le Sacre Scritture, non implica in alcun modo che la Terra faccia altrettanto. La soluzione è stata trovata, nel 1588, da Thycho Brahe, brillante astronomo di corte danese:


Nel sistema ticonico, la Luna ed il Sole sono, come la comune esperienza insegna, in moto circolare intorno alla Terra; gli altri pianeti (i 5 conosciuti ai tempi della formulazione originaria della teoria, più gli altri successivamente scoperti) compiono la loro rivoluzione intorno al Sole. Questo sistema è cinematicamente quasi indistinguibile da quello quello copernicano, ed ha rispetto ad esso il pregio di accordarsi molto meglio sia con l'esperienza sensibile che con la verità teologica e filosofica. La Compagnia di Gesù, all'epoca l'unica organizzazione che si occupava di fornire una diffusa istruzione ai popoli cristiani, adottò questo modello nei propri programmi didattici, per adeguare quanto insegnato alle osservazioni sperimentali. Così non fece, come sappiamo, Galileo Galilei, Che nel Saggiatore rifiuta tale modello non considerandolo un vero sistema planetario (a differenza degli altri due disponibili al tempo, che tratterà nel Dialogo sopra i due massimi sistemi): restringendo così artificialmente il campo dei contendenti, ha facile gioco a dimostrare la migliore adeguatezza delle ipotesi copernicane. Ipotesi che possono avere una loro utilità e che nessuno si è mai sognato di vietare in quanto ipotesi; ma farle diventare qualcosa di più che teorie scientifiche, e pretendere che corrispondano alla realtà, è tutta un'altra faccenda, come cercò di spiegargli San Roberto Bellarmino in una celebre lettera:
Dico che mi pare che V.P. et il signor Galileo facciano prudentemente a contentarsi di parlare “ex suppositione” e non assolutamente [...]. Perché il dire che, supposto che la terra si muova et il sole stia fermo, si salvano tutte le apparenze meglio che con porre gli eccentrici et epicicli, è benissimo detto, e non ha pericolo nessuno; e questo basta al mathematico: ma volere affermare che realmente il sole stia nel centro del mondo e solo si rivolti in sé stesso senza correre dall’oriente all’occidente, e che la terra stia nel terzo cielo e giri con somma velocità intorno al sole, è cosa molto pericolosa non solo d’irritare tutti i filosofi e theologi scholastici, ma anco di nuocere alla Santa Fede con rendere false le Scritture Sante.
(Ed. Naz., Volume XII, pp. 171-172)

Purtroppo per lui e per noi, Galilei non prese in considerazione le sagge parole del santo Cardinale, e andò incontro a quel processo che un ateo ti citerà, con probabilità tendente a 1 e a prescindere da qualunque considerazione di pertinenza, nei primi minuti di un qualunque tentativo di confronto delle reciproche idee; omettendo, tuttavia, di ricordare che Galileo fu processato non per essersi servito dell'eliocentrismo come ipotesi scientifica, bensì per il sospetto che la ritenesse anche una verità filosofica (cosa che come è noto smentì, non si sa con quanta sincerità), sospetto scaturito dalla sua teoria delle maree, che oggi nessuno più contesta essere una sesquipedale boiata. Negli ultimi anni ho visto sempre più diffondersi il mito di una Chiesa ottusamente ancorata alle idee aristoteliche, al punto da negare anche l'evidenza pur di non contraddire le dottrine sino ad allora assunte come valide: una tale grottesca caricatura, in parte risalente allo stesso Galileo, è facilmente smentita dai fatti. A titolo di esempio, basti ricordare che il gesuita Cristoforo Clavio, uno dei principali voci critiche nei confronti delle tesi galileiane, fu tra i primi ad osservare e commentare le macchie solari, cioè un fenomeno in esplicita contraddizione con quanto sostenuto dal pur eccelso filosofo stagirita. Il Sant'Uffizio non condannò le teorie di Galilei per via di qualche pregiudizio o perché non le avesse comprese; bensì perché erano, e sono oggi come allora, bislacche ed improponibili. Così come oggi qualunque commissione di biologi competenti e assennati, chiamata a pronunciarsi sul metodo Stamina, ne respingerebbe il suo insegnamento nelle facoltà di Medicina italiane, così al tempo la Santa Inquisizione agì per evitare che tesi pseudoscientifiche venissero elevate ad onori accademici, non potendo di certo immaginare che sarebbe stata proprio tale condanna a fare la fortuna del sistema eliocentrico.

Storicamente, il modello eliocentrico (nella versione di Keplero) vide la sua temporanea consacrazione in seguito alla pubblicazione, avvenuta nel 1687, del terzo libro dei Principia mathematica di Newton, un eretico che negava la realtà della Trinità ed era convinto che la Chiesa Cattolica fosse l'Anticristo. Quest'opera è costituita da due importanti settori: una teoria delle maree di gran lunga migliore di quella prima accennata di Galilei, e praticamente copiata in blocco da quella dell'arcivescovo di Spalato Marco Antonio de Dominis; e una dimostrazione della correttezza del modello di Keplero, sotto l'ipotesi che i moti planatari siano dovuti interamente alla da lui postulata e definita "forza gravitazionale". Vorrei, incidentalmente, riportare uno stralcio della prefazione che Roger Cotes, curatore della seconda edizione dei Principia, appose al testo di Newton: 
[...] Coloro che ricavano dalle ipotesi il fondamento delle proprie speculazioni, anche se, poi, procedessero rigidamente secondo leggi meccaniche, raccontano, forse, una storia elegante e bella, ma sempre una storia.
Resta, così, la terza specie, quella di coloro che professano la filosofia sperimentale. [...] Non immaginano ipotesi, né le accettano nella fisica se non come problemi la cui verità è oggetto di discussione. Procedono, perciò, secondo un duplice metodo, l’analitico e il sintetico. [...] Questo è quel modo di filosofare, senz’altro il migliore, che a preferenza di altri il nostro celeberrimo autore stabilì di abbracciare. 

Da questo momento, inizia il sistematico tentativo da parte di alcuni cultori di materie scientifiche di far sconfinare le loro discipline in ambiti che non sono loro proprie. Nell'"Hypotheses non fingo" di Newton è condensata tutta l'arroganza dello scienziato che vuole farsi filosofo o teologo, senza possedere nè la formazione né le competenze adatte. Rigurgiti di questa volontà impotente rimbombano ancora oggi, nelle nostre università e nei nostri talk show televisivi. 

I moderni paladini dell'eliocentrismo sostengono dunque che la dinamica di Newton costituisca il motivo definitivo per accettare che tutti i pianeti, Terra compresa, compiano una traiettoria ellittica attorno ad una stella, nella nostra fattispecie il Sole. Inserendo nel modello di Newton le masse del Sole e dei pianeti, si ottengono predizioni astronomiche in eccellente accordo coi dati empirici; e perciò, a loro dire, non c'è motivo di rifiutare la teoria newtoniana della gravità e le sue conseguenze. Come fanno, però, a conoscere queste masse? La massa del nostro pianeta è stata calcolata nel 1774 da una spedizione guidata da Nevil Maskelyne e Charles Hutton, che misurarono l'angolo di deflessione del filo a piombo rispetto alle stelle nelle vicinanze della montagna scozzese di Schiehallion, e confrontandolo col valore teorico che avrebbero dovuto ottenere nel caso la montagna avesse avuto la stessa densità della Terra. Stimando poi il volume di Schiehallion con circa un migliaio di rilevamenti altimetrici, e supponendola costituita da roccia di densità costante e nota, hanno ricavato un valore per la densità media del pianeta Terra, e quindi per la sua massa. Chi ha qualche minima cognizione di orografia non potrà fare a meno di sorridere dinanzi all'assunzione di Makelyne e Hutton sull'omogeneità della roccia che costituirebbe la montagna, ma il vero punto è un'altro: come avrete notato, il computo della massa si basa sulla presupposizione che le leggi della "Gravitazione universale" siano corrette. La massa del Sole e degli altri pianeti è stata poi desunta a partire da quella della Terra, conoscendone i parametri orbitali e applicando il modello di Newton. Tutto ciò non vi sembra leggermente troppo circolare? Per sapere se davvero è predittivamente utile ipotizzare che la gravità funzioni in questo modo, tanto da spingerci a cercare in questa teoria una descrizione del moto dei pianeti e del Sole, dovremmo avere dei corpi di massa (gravitazionale) conosciuta, interagenti in un contesto dove tutte le forse diverse da quella gravitazionale siano postulate come di intensità conosciuta, oppure -meglio ancora- siano assenti. La buona notizia è il Signore, nella infinita preveggenza, ha creato per noi qualcosa del genere: le galassie esterne alla Via Lattea. Non abbiamo infatti motivo di ritenere che la massa di una stella dipenda della sua posizione rispetto ad altre stelle, e in galassie dove sono presenti astri in gran numero è quindi possibile assumere che la massa presente in una data regione della galassia dipenda dal numero delle stelle ivi presenti, che possiamo osservare. Non è difficile vedere che, accettando la concezione newtoniana della gravità, dovremmo aspettarci che la velocità orbitale di ognuna delle stelle rispetto al centro della galassia dipenda dall'inverso della radice quadrata del rapporto tra la distanza della stella dal centro della galassia, e la massa totale di tutte le stelle che si trovano a una distanza minore. Scegliendo per comodità, dal ventaglio di alternative di cui il Padre Eterno ci ha fornito, una galassia dotata di simmetria sferica, quest'ultimo valore dipenderà unicamente dalla distanza dal centro galattico. Si potrà quindi verificare l'accordo delle velocità stellari osservate con quelle predette dal modello. La cattiva notizia (per i fan di Isaac Newton) è questa:

La curva A mostra le velocità orbitali predette dalla teoria della Gravitazione Universale, in funzione della distanza dal nucleo galattico; la curva B riporta le velocità osservate.

A larghe distanze, la velocità di rotazione delle galassie tende ad assumere come vediamo un valore costante. Questo dovrebbe costituire per i lettori di questo blog una ragione sufficiente per mettere in discussione la fiducia (nel caso ne abbiano mai avuta) nelle idee dell'ariano Newton; ma non lo è per la stirpe di cattedratici che per difenderla in tutti i possibili ambiti hanno concepito in successione il calorico, il flogisto e l'etere: se chiedete ad uno di loro, vi risponderà che gran parte della massa delle galassie non è nelle stelle, bensì in una misteriosa ed impalpabile "materia oscura" disposta ad alone intorno ad ogni galassia, in modo tale da rendere le velocità delle stelle pressoché indipendente dalla loro distanza dal centro. Perdipiù, visto che così facendo non ci troviamo nemmeno con l'espansione dell'universo, pur di salvare la loro dinamica congetturano anche un'ancora più improbabile "energia oscura", che per definizione fa tornare i conti. Va da sè che nessuno abbia mai visto, né trovato conferma diretta, di questa materia oscura. Qualche mese fa mi trovavo da voi in Italia, con lo scopo di condurre studi sul modo in cui la Sacra Sindone di Torino impressiona le lastre fotografiche in bromuro d'argento (in particolare, dovevo misurare con precisione la variazione dell'energia di attivazione per la produzione di un eccitone di Frenkel nel cristallo di AgBr, e verificare che fosse la stessa per un fotone non direttamente proveniente dalla Sindone, ma in entanglement con un fotone originato dal venerabile lenzuolo). 

Necessitando quindi di documentazione sulle proprietà microstrutturali del bromuro d'argento, mi sono rivolto ad alcuni fisici che stavano progettando un rilevatore per particelle di materia oscura (WIMP) da mandare sulla Stazione Spaziale Internazionale. Per forza di cose, non potendo dilapidare il budget energetico dell'Universo in sostanze invisibili ed evanescenti, i modelli prevedono che energia cinetica totale delle WIMP sia piuttosto bassa; ma, per avere un effetto così grande sul comportamento delle galassie, queste particelle devono anche essere tante; per cui devono essere lente. Così lente che, in un'emulsione nucleare di grani di bromuro d'argento in sospensione su gel, percorrerebbero al massimo 3 o 4 decimi di micron. Le lastre comunemente usate per rilevare particelle hanno grani pressappoco di questa dimensione, e una WIMP di passaggio ne impressionerebbe, se si è fortunati, al massimo uno; e un punto è troppo poco per ricostruire una traccia. Per avere una risoluzione sufficiente ad osservare un'ipotetica particella di materia oscura, ovverosia tre punti allineati, si dovrebbe quindi ridurre le dimensioni dei grani di bromuro fino a 100 nanometri o meno. Studiando un modo per ottenere una simile emulsione, quei ricercatori avevano ricavato un livello di competenza in materia di argento bromuro che è stato molto utile per le mie ricerche. Ho avuto occasione di discutere anche dell'esperimento che stavano cercando di realizzare: ho così appreso tralaltro che assumono per le particelle di materia oscura una distribuzione della velocità isotropica rispetto alla direzione, con velocità media netta uguale a 0. Come dire che la Terra è ferma. Singolare.

Astronauti e frutti in assenza di gravità. Nonostante l'evidenza delle mele che non cadono sulla testa di nessuno, sono in molti a sostenere ancora che nello spazio c'è gravità, tanto da tenere tutti i pianeti in orbita intorno al Sole.
La prova più immediata dell'infondatezza del newtonianesimo è però un'altra. Assumiamo per un attimo che tale modello sia vero, e chiediamoci quanto valga la forza gravitazionale che la Luna subisce dalla Terra, e quanto quella proveniente dal sole. È facile: cerchiamo su un'enciclopedia le masse e le distanze che ci servono, e applichiamo la formuletta che ci hanno fatto imparare acriticamente a scuola:
La forza esercitata sulla Luna dalla Terra verrebbe allora
E quella del Sole
Notato niente? Sì, l'attrazione gravitazionale del Sole sarebbe più di una volta e mezza maggiore di quella della Terra. Nel mondo in cui vale la  teoria gravitazionale di Newton, non solo i pianeti, ma anche la Luna gira intorno al Sole, quantunque la sua orbita sia consistentemente perturbata dalla presenza della Terra. Eppure abbiamo fatto andare e tornare dalla Luna degli astronauti, e nel frattempo il nostro satellite ha sempre onorato il suo titolo.

Appurato quindi che la teoria eliocentrica poggia su basi assai meno solide di quanto comunemente si creda, vediamo se c'è qualche osservazione che si potrebbe fare e che potrebbe potenzialmente risolvere la questione. Per quanto sia ancora, nella maggior parte dei casi, impossibile avvistare direttamente un pianeta al di fuori del nostro sistema planetario, i nostri telescopi sono ora abbastanza potenti per cogliere eventuali movimenti che una stella ptrebbe fare intorno al suo pianeta. Se l'eliocentrismo fosse corretto, dovremmo aspettarci di vedere le stelle in cielo ferme, a parte per i loro moti rettilinei oppure intorno al centro della galassia; se invece fosse un sistema geocentrico a corrispondere al vero, osserveremmo le stelle muoversi come se orbitassero attorno ad un punto che, non brillando di luce propria, potremmo soltanto dedurre essere un pianeta, il pianeta che l'Altissimo ha elevato a fulcro di quel sistema planetario. Ebbene, si osserva che tutte le stelle descrivono periodicamente una traiettoria ellittica sulla volta celeste. Questo potrebbe forse insinuare in qualche professore di astronomia il dubbio che le ipotesi di Copernico non siano quelle scientificamente più funzionali. La posizione tuttora maggioritaria nelle comunità scientifica è che questi movimenti siano nient'altro che una specie di illusione ottica, dovuta ad un presunto effetto relativistico che chiamano "aberrazione stellare". Evidenziare le fallacie insite in questa spiegazione allungherebbe troppo questo articolo, e del resto già innumerevoli studiosi migliori di me si sono occupati di evidenziare e disaminare le malvagità del relativismo, per cui in questo post non mi occuperò dell'aberrazione stellare.

La verità, semplice e meravigliosa, è che su queste domande ultime non è la scienza, ma sono la filosofia e la teologia, a doversi pronunciare. Che gli astronomi scelgano pure, in base alla convenienza di calcolo, il modello scientifico che più aggrada loro, e ammucchino bizzarre ipotesi su ipotesi sulle meccaniche dei Cieli; il cosmo continuerà ad andare come è sempre andato dalla notte dei tempi, e come dicono le Scritture,
Il sole sorge e il sole tramonta, si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
(Qoelet 1, 5)

Che l'Onnipotente orbiti incessantemente attorno al tuo cuore, e ti irraggi con 15 kiloJesus per steradiante di benedittanza al dì,

Joseph 

32 commenti:

  1. Mi sembrano sciocchezze. Già Copernico aveva indicato correttamente che i pianeti orbitano attorno al Sole, Terra compresa. Ne scrisse nel libro De revolutionibus orbium coelestium, ben cinque secoli fa!

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  2. Stolti! Tutti sono a conoscenza dell'inconfutabile fatto che la terra sia piatta e che sia stata creata in 6 giorni...

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    1. Paolo il pentito24 novembre 2013 17:53

      Fratello Joseph, il modo con cui riesci a coniugare la scienza con la parola del signore è sempre affascinante. in cosi breve spazio cotanti punti di riflessione possono solo portarci a convergere verso una mente illuminata.
      mi permetto di aggiungere quindi qualche ulteriore spunto sperando di fare cosa gradita ai fratelli che ci accompagnano.
      ritengo che sia da citare un grande illuminato del nostro secolo che, essendo nato ebreo, pur non abbracciando la nostra fede, si è avvicinato nel suo percorso spirituale e filosofico alla fede in cristo: Albert Einstein.
      riporto qui a riprova alcune sue importanti asserzioni in campo filosofico e religioso:
      "Dio non gioca a dadi" qui il grande scienziato e filosofo ci avverte che la creazione ha uno scopo, e tale scopo è quello che le scritture ci indicano: l'uomo, il figlio prediletto di dio. La meccanica quantistica stessa (ricordo che il nobel gli è stato conferito per le importanti scoperte nel campo della meccanica quantistica e non per le teorie più famose) è dimostrazione del fatto che l'uomo è il motivo di esistenza dell'universo, infatti è la presenza dell'osservatore umano che consente di superare il dualismo onda particella! l'universo senza l'uomo, l'osservatore dell'opera di dio, sarebbe incompiuto. oggi va molto di moda gongolarsi nell'affermare in base a presupporti scientifici che l'uomo non è più al centro dell'universo, che addirittura la nostra galassia è periferica, ma vedremo che questo è falso.
      "Gli atei … non posso sentire la musica delle sfere". infatti è proprio questo ruolo dell'uomo osservatore del creato a rendere l'universo, la più perfetta delle melodie: la teoria delle stringhe riporta tutto il creato ad un infinto numero di stringhe che oscillano ognuna alla sua propria frequenza, ma solo chi ha fede può ascoltarne la musica.
      infine “Nessuno può leggere i Vangeli senza sentire la presenza attuale di Gesù. La sua personalità pulsa ad ogni parola. Nessun mito può mai essere riempito di una tale vita". quindi Einstein, pur non professandosi cristiano aveva riconosciuto la grandezza del cristo uomo ed era quindi sicuramente influenzato dalla sua parola.
      vediamo cosa Einstein ci ha portato sull'argomento del eliocentrismo. Il fulcro del lavoro di Einstein è la teoria della relatività. questo lavoro poggia in realtà su quello che Einstein chiamava esperimenti mentali, ovvero "filosofia" della scienza. la relatività generale in sostanza, dice che se due corpi si muovono rispettivamente l'uno all'altro di moto uniforme, non è possibile dire in assoluto chi è in moto e chi è fermo, ovvero che è possibile porre l'origine degli assi su uno qualunque dei due corpi. quando consideriamo il moto relativo di più corpi, la cosa non cambia. Certo, ma solo al punto di rendere i calcoli più semplici, se esiste un’origine degli assi che consente di trattare uno dei corpi come se fosse fermo rispetto agli altri, quel modello viene preferito. Si dice che quella soluzione è la più semplice e quindi la più bella, quindi non può non essere la più giusta. È il principio esposto anche da Brian Greene per giustificare come si procede nella ricerca della soluzione delle equazioni della teoria delle stringhe nel suo “l’universo elegante”. Ma non è l’universo ad essere elegante! È solo la soluzione più semplice ad un complesso sistema di equazioni. Il libro infatti spiega come alla stessa soluzione si possa pervenire percorrendo strade matematiche agli antipodi l’una dall’altra!
      Utilizzare tali teorie per allontanare l’uomo dal posto che nostro signore gli ha dato è blasfemia!
      È la presenza dell’uomo che dà significato a ciò che osserva: è l’osservazione dell’uomo che glorifica il signore e “attiva” il suo operato grazie ai principi della meccanica quantistica. Perché mai dio avrebbe dovuto creare la meccanica quantistica e fare si che l’onda “collassi” rendendo i fenomeni tangibili solo in presenza dell’osservatore umano se l’uomo non fosse la sua creatura prediletta?

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    2. Paolo il pentito24 novembre 2013 17:54

      È quindi corretto consentire a fine puramente matematico che gli scienziati adottino sistemi non antropocentrici se questo semplifica il loro compito di osservatori grato al signore, ma noi dobbiamo sempre avere a mente che, al di là dei modelli matematici, la terra, e quindi l’uomo, vanno posti non solo al centro del sistema solare, ma al centro dell’universo tutto.
      Come in altri post ho ricordato, se dalle scritture è possibile desumere che l’universo ha solo 6000 anni, le prove scientifiche che ci conducono ad ottenere 14 miliardi di anni sono solo la prova che l’universo è stato creato 6000 anni fa già vecchi di 14 miliardi di anni, ovvero, un meraviglioso sistema di equazioni con infinite condizioni iniziali già assegnate. Questo perché era inutile per la gloria del signore un universo in cui l’uomo non avesse abbastanza coscienza di se per poter glorificare il signore stesso!
      Aggiungo alcune parole per il fratello omonimo Paolo secondo.
      In effetti Giovanni nell’apocalisse al capitolo dedicato alla caduta di satana ci dice “Satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni che stanno ai quattro angoli della terra” da cui molti falsi esegeti del passata hanno dedotto che la terra avendo quattro angoli, dovesse esser per forza piatta: gli stolti non erano edotti di geometria non euclidea. Euclide essendo pagano non poteva essere illuminato per cui si fermo ad una analisi di forme piatte, ma matematici cristiani fin dal ‘800 ci insegnano a calcolare distanze ed equazioni differenziali su superfici di vario tipo: il mappamondo ci mostra i possibili angoli della terra ad ogni intersezione fra paralleli e meridiani. D’altra parte Isaia 40:22 ci dice “Egli è colui che sta assiso sul globo della terra”, quindi ben più esplicitamente di giovanni ci chiarisce la forma della terra.
      Riguardo ai sei giorni, ti ricordi infine che effettivamente le epoche della creazione sono sei: subito dopo il big bang abbiano il primo giorno, l’epoca della gravità quantistica, il secondo giorno è l’epoca della grande unificazione in cui viene superata l’asimmetria (si potrebbe pensare che abbia a che fare anche con la cacciata dei demoni), poi si passa al terzo giorno ovvero l’epoca elettrodebole, quindi il quarto giorno dell’era dominata dalle radiazioni, quindi il quinto giorno dell’era della materia per arrivare al sesto in cui si ha la formazione della galassie e l’esplosione delle prime supernove che “fecondano” l’universo con tutti gli elementi. La durata riportata al tempo umano di tali epoche riportata a tempo umano non deve ingannare, si passa dai 10 alla meno 40 secondi ai milioni di anni umani, ma qui si parla di giorni di dio, non dell’uomo! E la relatività ci insegna che lo spazio tempo, ovvero il nostro universo, vive le durate in modo diverso a seconda della velocità della particella. Dio è luce pura, fotone e quindi puro spirito privo di massa, è infatti egli la luce che ci da la vita, per il fotone il tempo e fermo, attraversa il creato mantenendosi eterno come al primo istante. Ma nel fecondare l’universo, per attraversarne i giorni della creazione fa si che i suoi sei giorni diventino tempo rallentando ma in modo non simmetrico dal nostro punto di vista, non il suo.
      Come in un frattale il ritmo delle sei epoche si riflette anche sull’evoluzione del sistema solare e sullo sviluppo della vita sul pianeta terra. È ovvio che il signore abbia utilizzato un modello matematico di tipo frattale, consentendo la riproduzione di uno schema predefinito, visto che si trattava di produrre un sistema matematico, e non una vera realtà, che consentisse di identificare delle condizioni al contorno valide per inizializzare il modo 6000 anni fa e non fare accadere tutto veramente!
      Benedittanza a iosa a tutti i fratelli nella speranza che abbiano seguito anche queste perle di saggezza del fratello joseph oltre ai chiarimenti pur necessari sulla nostra vita sessuale che tanto seguito ci portano nel mondo del web.
      (nota: tempo fa ho spedito un’email, è stata scartata?)

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  3. Quindi anche la relatività speciale cade come un castello di carte! Praticamente tutte le stelle che vediamo ruotano attorno a noi a velocità ben maggiori di quella della luce.
    Esse infatti ruotano 360 gradi al giorno; quindi una stella distante d dalla terra viaggia ad una velocità pari a 2•pigreco•d/giorno. Pertanto, una stella che si trovi ad un sesto di un giorno luce dalla terra già viaggerà più veloce della luce.
    Ottimo post, Dott. Joseph!

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    1. è ovvio che le stelle giacciono fisse sulla sfera celeste, e quindi essendo la sfera... sferica esse si trovano tutte alla medesima distanza dalla Terra.
      Quae sphaera est sphaera caelestis.

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    2. é ovvio che le stelle trovandosi su una sfera con al centro la terra si trovano tutte alla medesima distanza dalla Terra. Sulla velocità della luce trovo il suo discorso abbastanza lacunoso perchè è ovvio che la luce viaggia in modo istantaneo.

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    3. Di istantaneo colgo solo la sua prosopopea, saccente vitox79, e di lacunoso il suo lessico. Nella scienza niente è ovvio; si rilegga il post, si sta parlando di un geocentrismo illuminato.
      Prof. Gerri

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    4. Come ci insegna l’esimio prof. Calman la stelle si muovono intorno a noi a velocità ben superiore a quella della luce. In realtà non sono le stelle a muoversi, è lo spazio-tempo che si dilata a velocità iperluminari. Già negli anni 30 Hubble misurava col suo telescopio red-shift che indicavano allontanamenti a velocità superiori ai 20.000 km/s quindi molto superiori a quella della luce. L’universo è come la superficie di un palloncino che viene gonfiato e le stelle e le galassie puntini di pennarello sul palloncino. Se disegniamo sul palloncino una grata di paralleli e meridiani, e prendiamo come unità di misura la distanza fra due punti ai vertici di uno dei “quadrati” che compongono la grata, al gonfiarsi del palloncino la distanza sarà costante, ma se rapportata alla dimensione della stella, tale distanza aumenterà secondo la velocità con cui i palloncino è gonfiato. L’effetto mirabile di tutto questo è che con l’espansione accelerata che ha oggi l’universo tutte le galassie si allontanano tra loro e le più distanti a velocità superluminare, non solo, la tutti si allontanano da tutti, ovvero non esiste un punto cosmo logicamente privilegiato (per maggiori chiarimenti i fedeli più eruditi posso leggere Lamberti Corrado - Capire l'Universo. L'appassionante avventura della cosmologia).
      E proprio per tale motivo è corretto lasciare che sia Nostro Signore a indicarci quale sia il punto di vista privilegiato da applicare per ogni calcolo cosmologico: ponendo il centro di ogni valutazione sul nostro pianeta, non solo obbediamo alla volontà delle Sacre Scritture, ma non contravveniamo alla moderna cosmologia e alle misure di Hubble.
      Anni luce di benedittanza a tutti i fratelli in Cristo ed al dotto prof Calman

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    5. La luce viaggia a 300000 km/s circa, il red shift è perfettamente al di sotto di tale valore

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  4. Paolo il pentito2 dicembre 2013 19:09

    Caro Fratello in Cristo Joseph,
    scopro e comunico con gioia a tutti i fratelli amanti della scienza questo sito denominato SCIENZA E FEDE - SCIENZIATI CATTOLICI (http://urcconline.wordpress.com/) dove vengono riportate interessantissime notizie riguardo al corretto e unico possibile uso della scienza a servizio della fede.
    purtroppo è solo un sito divulgativo e non all'altezza delle tue approfondite dissertazioni, ma fornisce sicuramente un valido aggiornamento sull'evoluzione del vero progresso scientifico.
    troviamo ad esempio che è stata da tempo dimostrata in laboratori certificati l'autenticità della sindone e del sangue di san gennaro! notizie che la stampa ufficiale atea, massona e antireligiosa si guarda bene dal divulgare.
    a te pioggie di fotoni di luminosa benedittanza!

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  5. Ma che diamine state dicendo? Cercate di abbattere una teoria solidissima tramite uso errato di formule fisiche e con delle righe prese a caso da un libro scritto millenni fa. Il prossimo passo quale sarebbe? Le streghe esistono e devono essere messe al rogo? O per caso il presidente degli Stati Uniti è il demonio? Io boh, qui stiamo dando seriamente di matto...

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    1. Caro fratello in cristo Maronno, le ricordo che anche quello di Newton è un libro scritto secoli fa, e anche se non sapessimo che la Bibbia è parola di Dio, non si capirebbe perché a priori uno dei due libri dovrebbe essere degno di più fiducia dell'altro. Una valutazione critica del suo contenuto non possiamo farla? Mi dice dove avrei fatto uso errato di qualche formula?

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    2. Pietosi:Non è la "forza gravitazionale" ad attirare il sole

      Almeno aggiornarsi da Newton:

      http://www.youtube.com/watch?v=DPxPz9Hmjts

      Blaterando brutalmente.


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  6. E vai!!!!!ci mancava soltanto che questi stravolgevano le leggi della fisica astronomica.Siiii torniamo ai tempi della Santaaaaa Inquisiziione

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  7. I miei conmplimenti fratello Joseph, lei è un grandissimo divulgatore.
    Steasera prima di coricarmi pregherò per ringraziare l'Altissimo di averle concesso questa capacità di spiegare la scienza in maniera chiara e conforme ai Suoi insegnamenti.

    Eugenio Cammelli

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  8. Notizia imbastita bene...se non fosse che, tanto per cominciare, l'orbita dei pianeti è ellittica e non circolare. Se la Terra fosse il fulcro, Sole e Luna ruotassero attorno ad essa e con loro tutti gli altri pianeti, ogni tot numero di anni avverrebbero i "Tamponamenti Cosmici" (un po' come quando sei tranquillo in macchina e un deficiente ti viene addosso senza rispettare lo stop).
    In secondo luogo, ricordo a chi non lo avesse ancora intuito: L'Universo è in continua espansione. I suoi tempi non sono i tempi dell'uomo (ricorda qualcosa?)
    È da incoscienti pensare che l'uomo sia l'unica creatura in tutto l'Universo. Fa paura ammetterlo, ma Terra, Luna; Sole, Galassie e Costellazioni esisterebbero anche senza l'Uomo, poichè l'Uomo nel suo Essere NON È l'unico OSSERVATORE, ma solo UNA PARTE del tutto.
    Vi prego di non offendere l'intelligenza, l'intelletto, lo studio, la scienza e il nome divino.
    GRAZIE.

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    1. paolo il pentito18 dicembre 2013 23:48

      i tamponamenti cosmici avvengono infatti caro fratello, nostro signore nella sua immensa misericordia ha fatto si che uno di questi generasse la luna dalla terra così come la donna dalla costola dell'uomo, cosicchè il nostro che può essere a tutti gli effetti considerato un pianeta doppio che anche grazie a tale aspetto ha potuto mantenere le caratteristiche di stabilità che hanno favorito un periodo abbastanza lungo di tranqullità cosmica tale da favorire la nascita della vità.
      avevi mai pensato che dietro le larole della genesi potesse nascondersi questa ovvia verità che scienziati blasfemi hanno impiegato anni a ricostruire invece di credere alle parole delle sacre scritture. e terra e luna sono unfatti una sola carne perchè da esse pulsa la vita e dalla dissoluzione di tale matrimonio si avrebbe come risultato la fine della vita stessa.
      è per tale motivo che è sul nostro pianeta doppio che vanni poste le origini degli assi per qualunque computazione matematica, così come su qualunque altro pianeta in grado di porrare vita cosciente ovvero vita in gradi di comprendere e glorificare il signore. a seconda di chiè l'osservatore possiamo effettuare una traslazione di assi ma l'universo rimane lo stesso, fratello.
      il fatto di porre il centro degli assi del sistema di riferimento sulla terra consente noi che abbiamo avuto il dono della verità nei libri sacri, di rispettare la volontà di dio, il porre il punto (0,0) in un qualunque altro luogo dell'umiverso può consentire sicuramente equazioni più semplici per l'umano fruitore, ma blasfeme rispetto alla parola dettata da nostro signore. d'altra parte sono proprio l'intelligenza lo studio e la scienza i frutti dell'albero proibito colti dall'umanità che offendono dio padre e fanno piangere gesù! è invece la fede meglio se ottusa nella parola del signore così come riportata dai profeti e dagli apostoli che ci rende santi, specie se posta in antitesi con la logica e la ricerca di risposte sensate alle curiosità sollecitateci dal demonio: la ricerca matematica e scientifica non deve avere lo scopo di scoprire nuove verità, ma solo di rendere grazie alle verità già reseci note da nostro signore per sua divina bontà!
      offendere l'ìintelligenza di colui che spreca tempo da dedicare alla preghiera e allo studio della verità sacra ricercando di scoperte ignoti e diaboliche anzicchè esaltare il verbo è sicuramente una delle vie che si aprono a noi per glorificare il nome di dio
      benedittanza te fratello pentiti e prega con noi

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    2. e quale è il problema, basta usare una dieversa unità di misura sull asse y, il cerchio si schiaccia e diventa un ellisse, ma intimamente cerchio rimane perchè è il cerchio il simbolo divino della perfezione.

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  9. caro Joseph,
    grazie per il tuo interessantissimo articolo. Hai fatto chiarezza su un problema su cui mi batto da ormai molto tempo, ovvero la questione dell'insegnamento della scienza a scuola che viene spiegata, allo stesso livello della dottrina cattolica, mediante l'uso di assiomi/dogmi.

    Sappiamo invece che nella scienza, contrariamente alla religione, ogni teoria va studiata a partire dalla sua dimostrazione, quando ad esempio citi la formula della legge di gravità, mi chiedo quante persone di quelle che gridano allo scandalo sulla strumentalizzazione delle teorie newtoniane si siano effettivamente poste il problema del perché il Sole non strappi la Luna dalla sua orbita attorno alla Terra considerando la formula che tu hai citato.
    Sono sconvolto da chi cerca di respingere le tue asserzioni scomodando la meccanica quantistica come più aggiornata della fisica newtoniana, o da chi tira in ballo la questione dell'universo in espansione e dei tamponamenti cosmici che non c'entrano assolutamente nulla con la rivoluzione dei pianeti attorno al Sole.

    Queste persone non sono migliori di coloro i quali credono ciecamente nelle sacre scritture. Molti detrattori del tuo blog ignorano il fatto che le tue risposte cristiane prevedono uno studio, sia della Bibbia che della scienza, di molto superiore al loro nozionismo parziale e dogmatico ricavato da qualche titolo di giornale.

    Voglio quindi fare un appello a tutti quelli che cercano di sconfessare le tue parole:
    -Studiate la scienza, cercate di sconfiggere il vostro analfabetismo funzionale, è l'unico modo per sapere perché la Luna orbita attorno alla Terra che a sua volta orbita attorno al Sole, e cosa più importante, è anche l'unico modo per riconoscere e godere di un articolo satirico.-

    AMEN!

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  10. Caspita... scoprira alla mia età che il Sole gira attorno alla Terra... Ma allora esitono anche i draghi, gli angeli e i puffi?

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    1. Caro fratello in Cristo, come ben saprai la Bibbia ci narra ampiamente dei draghi: Est 1,1 "Ed ecco: due enormi draghi avanzarono...". ma anche in "Sal 74,13 ..., hai spezzato la testa dei draghi sulle acque." e " Sal 91,13 ...,schiaccerai leoncelli e draghi."
      si tratta in realtà di quelli che oggi chiamiamo dinosauri e della cui esistenza esistono ampie prove grazie a reporti fossili.
      per quanto riguarda gli angeli, anche di questi la Bibbia ci parla ampiamente; questi possono presentarsi con sembianze umane e quindi non essere riconosciuti da persone distratte o non abbastanza sante; esemplare è il caso di Lot che essendo un uomo santo li riconobbe senza difficoltà: "Gen 19,1 I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra."
      Per esempio, molto probabilmente il tuo proctologo è un angelo: non ci avrai fatto caso infatti, ma nell'ultima visita ti ha posto una mano sulla spalla, una sul fianco e con l'indice dell'altra ti esplorava la parte finale dell'intestino (cosa impossibile a un umano).
      sui puffi la Bibbia purtroppo non dice nulla, ma d'altra parte molti esseri viventi creati da Nostro Signore non sono citati nella Bibbia e questo non vuol dire che anche loro non abbiano avuto un posto sulla santa Arca di Noè, altrimenti oggi non sarebbero qui con noi!
      benedittanza a te fratello (e cambia medico)

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  11. Vado subito a ritirarmi dalla facoltà di fisica.

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  12. ...e Biancaneve era la matrigna di Cappuccetto rosso, e i nani erano watussi travestiti da Brunetta...

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  13. E la parallasse stellare? Se la terra fosse ferma perché vediamo le stelle più vicine (anche quelle senza un pianeta attorno a cui orbitare in un'ipotesi geocentrica) muoversi rispetto alle stelle più lontane?

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  14. Gentile Joseph, sono veramente stupito della sua competenza in materia e della sua chiarezza nella divulgazione e me ne congratulo; mi lascia però perplesso un Suo passaggio "Eppure abbiamo fatto andare e tornare dalla Luna degli astronauti". Crede davvero che degli esseri umani siano stati sulla Luna o piuttosto non è una finzione di Satana?

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  15. Se stiamo sulla Terra sono gli altri che girano intorno alla Terra; se stiamo sul Sole sono gli altri che girano intorno al Sole ecc: dunque è questione di sistema di riferimento. La Bibbia ha ragione.
    Essere in orbita vuol dire essere in caduta libera; è giocoforza che le mele non cadano in testa agli astronauti.

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  16. Con tutto il rispetto per i pii e devoti credenti, in tutto questa discussione non vedo come e perché la parola del "signore" sia in alcun modo fonte di conoscenza della realtá fisica.
    La trovo una bella comoditá adagiarsi sulla semplificazione dettata da antiche scritture, senza alcun tipo di analisi critica della loro efficienza nel verificare aspetti della complessitá dell'universo. No la fede (o bibbia che sia) non é una prova scientifica.
    Certo, la scienza presenta presenta delle lacune, poiché come correttamente sottolineato é soggetta all'errore umano. La scienza non é un assoluto, é il modo, fino ad ora ritenuto piú efficiente, di selezionare le idee a valle di un accettazione che nulla é noto a priori. Il non sapere é proprio ció che rende affascinante intraprendere una campagna sperimentale, acquisire i dati, analizzare i risultati, interpretarli e confrontarli con i risultati presenti in letteratura scientifica assieme alle ipotesi fatte previa misura. Maggior parte dei paper scientifici non sono infatti in alcun modo "ground breaking". Una buona critica di un'affermazione scientifica puó esser migliore della scoperta stessa!
    Se volete credere nel geocentrico siete liberi di farlo, ma vi supplico almeno di criticare il vostro punto di vista in ottica scientifica, evitando articoli di giornale o riviste da poltrona che spesso portano solo a confusione.
    Vi consiglierei un buon testo di meccanica orbitale e di seguire passo a passo il ragionamento dietro a certe affermazioni (le orbite presentano un'eccentricitá 'e', e solo in prima approssimazione si possono considerare circolari!!).
    Io, a differenza del tema presentato, mi occupo di meccanica dei fluidi. Le equazioni di governo (i.e. Navier Stokes) non é chiaro se possano essere risolte in forma chiusa, lasciando forti ignoranza nella comprensione di fenomeni molto complessi quali la turbolenza. Vi assicuro che fremerei di gioia se i testi biblici mi aiutassero nelle ore passate in laboratorio, usandole come fonte di conoscenza. Non c'é alcun tipo di informazione utile ai fini sperimentali e teorici per futuri sviluppi. É vergognoso che si possa solo contemplare anche solo qualcosa di simile. Joseph mi ricordi tanto il simpatico gruppo di ricercatori del moto perpetuo, eccitati dal'intuito, ma umiliati dalla realtá.

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    1. fratello Unknown in Cristo, come ci insegna A.Einstain, fra due riferimenti in modo relativo non è possibile affermare se uno dei due sia fermo e l'altro in moto. l'unica verità scientifica è la conoscenza del moto relativo.
      Considerare il sole fermo è una semplificazione come lo è considerare fermo il centro della galassia.
      Si tratta di modelli che, dato per certo il moto relativo dei corpi, sono prababilmente più semplici da risolvere matematicamente, ma nulla osta scegliere un riferimento con la terra posta nell'origine e da tale riferimento potrà scaturire una matematica stupenda, lucente e benedetta dal Signore.
      Un modello eliocentrico (come uno buconero centrico) è farlocco tanto quanto uno geocentrico, ma il secondo è benedetto dal Signore, ma se tu preferisci essere un inutile e misero primate su un patetico pianeta periferico di un sistema stellare periferico di una galassia periferica accomodati pure: il Signore ti vede comunque mentre ti masturbi!
      Benedittanza!

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  17. Chiaro che puoi fissare un bel sistema di riferimento {x1,x2,x3} sulla terra e descrivere il moto degli astri attorno ad esso. Come dici te non c'é diabatria tra un sistema fissato su Terra, Sole, Giove, Ganimede, tazza del caffé sul bancone del bar o corpo che sia. Peró una differenza tra sistemi di riferimento esiste. Il vantaggio di un sistema eliocentrico é dettato dal fatto che esso é inerziale (in prima approssimazione): questo permette di semplificare notevolmente le equazioni del moto per le applicazioni ingegnetistiche in tema spazio (di nuovo, una sfogliata a qualche testo di meccanica orbitale non farebbe male, invece di citare "a random" senza capire). Solo in questo modo le traiettorie diventano ellittiche.
    Fissare un sistema di riferimento terra produrrebbe un bizzarro andamento spiraleggiante delle traiettorie dei pianeti, un pó scomodo no?

    Non mi é davvero chiara questa ossessione con i sistemi di riferimento nel 2017, quando sarebbe davvero utile passare ad altro, invece di contorcersi con certi ragionamenti fine a se stessi supportati da cirazioni cientifiche parziali e prese fuori contesto.
    Di nuovo, non mi é chiaro come siano cosí accurati e precisi i testi biblici in ambito della realtá fisica e come sia possibile verificare la loro efficacia a tal scopo.

    P.S. Il "signore", invece di spiarmi mentre mi masturbo, farebbe meglio a spiegare meglio la fisica nei suoi "testi scientifici", poiché vi vedo francamente un pó persi.

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    1. caro fratello Anonimo in Cristo, le vie della Salvezza a volte sono impervie, non è certo la strata più semplice quella che porta al Signore: sicuramente i nostri astri non si faranno spaventare da un percorso un po' più tortuoso e la forza per seguirlo viene dalla fede!
      il Signore ha lanciato infinite biglie di plasma per osservare l'evoluzione di infiniti multiversi sperando che da qualche parte evolvesse un primate in grado di masturbarsi ed avere rapporti promiscui in modo da poter stare a guardare: facile per noi che possiamo scrivere youporn su google sdraiati sul divano! Lui ha scelto il percorso più arduo: prendiamo esempio da Lui!
      Benedittanza!

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