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mercoledì 27 novembre 2013

Transessualità conforme alla Volontà di Dio

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Cari Fratelli,
sono una transessuale, sento dentro di me una profonda femminilità, adoro essere posseduta dai maschi in tutte le posizioni e mi eccita la visione di un corpo maschile, mi piace farmi chiamare Lola. Mi piace vestire da donna e solo così mi sento a mio agio, mentre se vesto da uomo provo un profondo senso di disagio e vergogna. Anche il mio corpo mi disturba, per cui, grazie alla chirurgia estetica posso adesso mostrare un viso più delicato, un seno prosperoso ed un sedere che fa girare diversi sguardi; non per vantarmi, ma alle gambe, lunghe e affusolate, aveva già provveduto nostro Signore.

Per poter pagare tali operazioni, non avendo fonti di reddito tali da potermele permettere, mi prostituisco ormai da qualche anno, cosa che mi consente anche di permettermi frequenti depilazioni assolutamente necessarie per poter svolgere il mio lavoro.
Essendo però molto devota ho paura di avere peccato in modo irreparabile.
Cosa devo fare?

Vostra devota sorella Lola
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Cara sorella in Cristo Lola,
ricordiamoci che non conta quello che di noi appare, ma ciò che siamo dentro veramente, infatti le scritture ci ricordano che Lampada del Signore è lo spirito dell'uomo: essa scruta dentro, fin nell'intimo. (Proverbi 20,27).

Quello che conta quindi è ciò che siamo dentro: se un fratello in Cristo sente dentro di sé una diversa essenza sessuale, di essere una sorella in Cristo, non pecca; S.Paolo nelle lettere agli Efesini 3,16 ci dice di pregare il signore perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell'uomo interiore mediante il suo Spirito. Ecco, quello che alcuni fratelli sentono come un richiamo interiore ad una diversa sessualità quindi è un rafforzamento inviato dal Signore e questi messaggi non devono sconvolgere i fratelli che li ricevono; sempre S.Paolo nelle lettere ai Corinzi (4,16) ci dice: Per questo non ci scoraggiamo, ma, se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore invece si rinnova di giorno in giorno. La nuova anima interiore si rinnova e conduce quei fratelli verso un nuovo sentimento della propria sessualità mentre la vecchia è quella che il corpo continua a mostrare; il disfacimento del vecchio corpo è quello che inizia con le belle gambe donate a te da Nostro Signore e continua con il seno ed il sedere per i quali tu hai dovuto farti operare; non è un disfacimento in senso negativo, ma un’evoluzione verso un adeguamento alla verità dell’anima.
Solo Nostro Signore infatti può vedere dentro la nostra anima: anche l’antico testamento ci ricorda, nel primo libro di Samuele (16,7): Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto … . Io l'ho scartato, perché non conta quel che vede l'uomo: infatti l'uomo vede l'apparenza, ma il Signore vede il cuore».

La diversa sessualità ha quindi diritto di esplicarsi sia con un abbigliamento consono al proprio sentire, sia con un modo diverso di accoppiarsi e di godere il proprio essere.
Chiediamoci allora come vanno interpretate le parole dell’antico testamento dove in Levitico si legge anche (20,13): Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte: il loro sangue ricadrà su di loro. E ancora (18,22): Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole. Inoltre si ammonisce (22,5): La donna non si metterà un indumento da uomo né l'uomo indosserà una veste da donna, perché chiunque fa tali cose è in abominio al Signore, tuo Dio.

Attenzione: queste parole vanno contro la perversione! Qui si parla di chi si traveste per attuare giochi perversi guidati dal demonio, non per adeguare l’esteriorità alla propria anima così come l’ha voluta il Signore; si parla di chi si accoppia contro natura ovvero contro la natura dell’anima, perché amare come una donna chi donna si sente proprio per volontà di Dio non va contro la volontà del Signore. Dio benedice qualsiasi unione tra le persone, purché parta dal cuore. Al contrario, possedere un uomo come se fosse donna, anche se questi non ha ricevuto dal Signore il dono di sentirsi donna, è abominio.

Lola si chiede se sia peccato intervenire e modificare l’apparenza del proprio corpo per renderlo consono al proprio sentire; ebbene leggiamo in Siracide (22,23): L'apparenza infatti non è sempre da disprezzare … , quindi non temere, anzi ogni azione intesa a rendere il tuo corpo una casa più consona alla tua anima devota è un'azione d’amore verso il Signore che tale corpo ti ha donato!

Infine l’annoso problema della prostituzione: sono qui a consigliarti un metodo che ti consentirà di rispettare la volontà del Signore. In Deuteronomio (24,1) si dice: Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, se poi avviene che ella non trovi grazia ai suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualche cosa di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa. La soluzione al tuo problema è quindi di amare come una moglie devota, tenendo sempre a mente la volontà del Signore, tutti i tuoi clienti e, a fine rapporto, farti consegnare da loro un libello di ripudio, così ti sarai comportata secondo le Scritture e non avrai niente da rimproverarti. Dal momento che oggi il libello di ripudio non è molto diffuso e il tuo compagno occasionale potrebbe avere qualche difficoltà a reperirlo, è opportuno che tu abbia sempre con te un libello di ripudio in bianco, pronto da compilare dopo ogni rapporto. Per maggiore praticità, ti allego il PDF della dichiarazione sostitutiva di libello di ripudio, che potrai utilizzare semplicemente trascrivendo i tuoi dati anagrafici e quelli del cliente.

La benedittanza sia con te, nel corpo e nello spirito, tua
Mafalda