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domenica 5 gennaio 2014

Il Signore mi protegge se mio marito mi tradisce?

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Cari fratelli,
sono una fervente cristiana sposata da alcuni anni ad un giovane che credevo un bravo ragazzo.
Ho invece scoperto, da scontrini, estratti della carta di credito e biglietti da visita appallottolati nelle tasche dei pantaloni, che nei suoi frequenti viaggi di lavoro ama indugiare con donne di malaffare mentre a me nega da mesi i piaceri del talamo lasciandomi sola e rattristata anche quando è a casa. 
Ho pregato tanto il Signore di riavvicinarlo a me, ho cercato di attirarlo indossando indumenti più lascivi come la camicia da notte della  prima notte di nozze di mia nonna che lascia scoperte le caviglie, ma niente da fare.
A ciò si aggiunge il fatto che i pochi rapporti avuti dal giorno del matrimonio non mi hanno consentito di coronare il sogno di dare un figlio a nostro Signore.
Ho quindi scoperto che la Chiesa e le sue Leggi pensano solo agli interessi del maschio, San Paolo dice che la donna deve tacere ed obbedire comunque all’uomo ed il divorzio non è concesso.
Presa da sconforto ho chiesto ad un vecchio amico fattosi frate di venire a pregare con me, ci siamo inginocchiati e abbiamo recitato il rosario più e più volte fintanto che, travolta dalla stanchezza e dall’estasi della fede mi sono lasciata andare fra le sue braccia ad un pianto liberatorio. Lui ha cominciato a consolarmi ed è lì che è accaduto l’indicibile: ora sono incinta e senza avere avuto ultimamente rapporti col mio amato marito.
Vi prego aiutatemi con la vostra saggia parola!
Maria Catena Addolorata

 »

Cara sorella in Cristo Maria Catena Addolorata,
come sempre le scritture ci aiutano a capire la volontà del Signore e ci guidano in ogni momento della nostra vita quotidiana.
Devo subito redarguirti per avere pensato che nostro Signore ami le sue figlie meno dei suoi figli: questa è una falsa interpretazione delle scritture dovuta alla caratteristica prettamente patriarcale della comunità a cui sono state consegnate.
 
Bisogna subito notare che Nostro Signore è sempre stato benevolo con il suo popolo prediletto: essi erano poveri pastori nomadi, la struttura sociale era profondamente patriarcale; il Deuteronomio (24,1) ci racconta le regole di convivenza che Dio aveva insegnato a Mosè: Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, se poi avviene che ella non trovi grazia ai suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualche cosa di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa. È il famoso libello di ripudio di cui abbiamo già trattato sulle nostre pagine. 
Non si poteva pensare che un popolo rozzo e primitivo concepisse parità dei sessi, il massimo che Dio si è sentito di imporre a pastori maschi, è stato di formalizzare un atto scritto: non era possibile prendere la donna e cacciarla via, occorreva rivolgersi ad un’autorità in grado di leggere e scrivere e raccontarle i fatti propri in modo che questa compilasse per il poveretto il libello! Di tale pubblicità probabilmente il povero pastore avrebbe fatto volentieri a meno, per cui, se proprio non era sicuro, subiva le cornificazioni in silenzio: Nostro Signore proteggeva già allora i diritti della donna!
Anche in caso di ipotizzato tradimento, ovviamente non maschile, visto che comunque ai tempi Dio aveva concesso ai maschi del suo popolo anche la poligamia, il Signore ha indicato a Mosè come verificare senza dubbi la fedeltà della propria donna: anche in questo caso Nostro Signore voleva proteggere le sue devote figlie da vendette violente dovute a gelosie più o meno immotivate.

Nei Numeri (5, 14-31) leggiamo: qualora uno spirito di gelosia si impadronisca del marito, il marito condurrà sua moglie al sacerdote … il sacerdote prenderà acqua santa in un vaso di terra; prenderà anche un po' della polvere che è sul pavimento della Dimora e la metterà nell'acqua. … e dirà alla donna: Se nessun altro uomo si è coricato con te e se non ti sei traviata rendendoti impura ... sii tu dimostrata innocente da quest'acqua di amarezza … farà bere alla donna quell'acqua di amarezza.  … se lei si è contaminata e ha commesso un'infedeltà contro suo marito, l'acqua che porta maledizione entrerà in lei per produrre amarezza; il ventre le si gonfierà e i suoi fianchi avvizziranno e quella donna diventerà un oggetto d'imprecazione all'interno del suo popolo. Ma se la donna non si è resa impura ed è quindi pura, sarà dimostrata innocente e sarà feconda.
Prima di tale legge i maschi uccidevano o scacciavano la poveretta lasciandola senza fonte alcuna di sostentamento e senza possibilità di replica; nella sua immensa bontà, Dio protegge la donna anche in questo caso: i sacerdoti offriva alla donna sospettata acqua infettata (con polvere del pavimento del tempio); se la donna era sinceramente devota, Dio le donava anticorpi abbastanza forti da cavarsela; la cosa ai tempi non era improbabile anche perché, oltre sull’aiuto del Signore, le donne potevano contare anche su fisici sicuramente più forti di oggi anche grazie alla buona abitudine a non spargere e quindi a ingoiare il seme di più amanti, sana e santa pratica che rafforzava il corpo e lo spirito, specie delle adultere sicuramente più frequentemente soggette a questo rito! 
Probabilmente Nostro Signore si divertiva allo spettacolo di una bella schiera di devote fedifraghe che ingoiando sperma a fiumi cornificavano i poveri pastori lontani durante la transumanza: d’altra parte Egli avrà ritenuto nel suo imperscrutabile disegno che, altrimenti, il suo popolo eletto avrebbe potuto andare a rischio di estinzione! gli stessi sacerdoti, sicuramente gente più colta e intelligente dei poveri pastori venivano illuminati dal Signore che li induceva a fecondare le povere donne sole e abbandonate per mesi dai mariti in modo da migliorare il livello genetico del Suo popolo eletto, ed ecco che il sacerdote stesso spesso fingeva di infettare l’acqua di amarezza per favorire la nascita dalla propria prole, la salute della loro futura madre ed il loro mantenimento a cui certo lui stesso non avrebbe potuto provvedere personalmente. Troviamo infatti che sarà dimostrata innocente e sarà feconda: quindi dopo la prova dell’acqua di amarezza, se la donna si dimostrava incinta pur in assenza di rapporti col marito, quel figlio avrebbe dovuto essere considerato da parte del povero pastore quale un dono del Signore.

Tale procedura di verifica si è evoluta nel corso dei secoli: essendo i pavimenti dei luoghi di culto sempre più lucidi e puliti, i sacerdoti, in base all’appellativo di acqua di amarezza hanno pensato che la cosa più semplice fosse adottare l’uso di fare bere alla donna abbondante urina: il sacerdote chiamava il marito ed i suoi amici al centro del tempio, dovevano disporsi in cerchio mentre la moglie si inginocchiava in mezzo a loro con il volto rivolto al cielo in segno di devozione al Signore, la bocca aperta e gli occhi chiusi in segno di raccoglimento: allora, ad un cenno del sacerdote, gli uomini iniziavano ad urinare cercando di centrare la bocca della donna che doveva berne avidamente il più possibile.
 
Fanciulla innocente si sottopone al giudizio dell'acqua di amarezza

Se il ventre non si gonfiava e la pelle non avvizziva il marito poteva restare tranquillo che il figlio in arrivo era certo suo in quanto dono del Signore anche se somigliava vistosamente al sacerdote.

In realtà anche questa era un’idea molto intelligente dei sacerdoti illuminati anche in questo caso da Nostro Signore, infatti l’urina contiene ammoniaca ed altre sostanze disinfettanti e nutritive, per cui non solo non arrecava alcun danno alla salute delle loro amanti, ma aiutava lo sviluppo della loro futura prole. Tale pratica viene adottata ancora oggi: è infatti facile trovare in internet siti religiosi dove molte giovani ed innocenti fanciulle, di cui si è ingiustamente dubitato, condividono con orgoglio il video che prova senza dubbio alcuno la loro innocenza; l’ultima ripresa è sempre successiva al rito e mostra sempre la donna felice e sorridente seduta fra tutti gli officianti senza segni di dolore alcuno.
Andando avanti nei secoli il Signore ha ritenuto che il suo popolo fosse maturato abbastanza facendoci riferire dal profeta Malachia (2,16) un nuovo insegnamento: Custodite dunque il vostro soffio vitale e nessuno tradisca la donna della sua giovinezza. Perché io detesto il ripudio, dice il Signore. Evidentemente i pastorelli avevano preso la brutta abitudine di ripudiare le mogli anziane prendendone in cambio di più giovani, abitudine in realtà mai abbandonata da ampie schiere di fedeli (torrei le donne giovani e leggiadre, vecchie e laide lasserei altrui è stato scritto molti secoli dopo). Il Signore, non nega al suo popolo di prendere nuove mogli più giovani, ma impone di non ripudiare le vecchie e di continuare a mantenerle. Altra grande intervento femminista del nostro Signore!
Arriva poi il figliolo del Nostro Signore, Gesù. Ci racconta Matteo (19, 3-9): Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e di ripudiarla?». Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all'inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un'altra, commette adulterio».
Gesù riconferma ciò che suo padre aveva fatto anticipare a Malachia, contemporaneamente però, ed è qui che esegeti meno attenti cadono, istituisce per la prima volta i fondamenti legali del divorzio: è possibile nel caso di “unione illegittima”. Occorre quindi che sia verificata la legittimità, ovvero la conformità ad una legge di tale unione. Quale sia le legge su cui basarsi, nella versione più diffusa del Sacro Testo, non viene chiarito. Questo perché la parola di Gesù vuole essere definitiva, al di là delle consuetudini del tempo. L’errore in cui cade Santa Romana Chiesa, e il suo tribunale Sacra Rota, è di considerare la legittimità formale del sacramento: che non siano stati rispettati gli scopi del matrimonio (avere figli, quindi impotenza, ignoranza sullo scopo del matrimonio, etc.). Invece, secondo tale versione del Vangelo, Nostro Signore ha deliberatamente lasciato spazio all’evoluzione dei costumi per cui una concezione più ampia di legittimità deve essere considerata in modo da includere tutti i comportamenti illegittimi di uno dei due coniugi anche durante il matrimonio: tutti i comportamenti che vanno contro la legge del Signore, dall’adulterio a qualunque altra colpa più grave o meno grave all’occhio dell’uomo moderno, ma elencata nei 10 comandamenti.
In particolare i comandamenti richiedono di “non commettere adulterio”. Il termine "Porneia" usato nelle scritture indica i rapporti fra persone non sposate fra loro, ma sposate ad altri e quindi di rapporti non santificabili. Tali rapporti rendono colpevole anche il maschio, se la donna con cui si intrattiene è sposata ad altri, ed è in questo momento che comincia a farsi strada nelle scritture una maggiore parità fra i sessi (peraltro si può dedurre anche il fatto che i rapporti fra giovani fidanzati non siano da ascrivere a tale peccato in quanto il loro rapporto è successivamente santificabile col matrimonio).

Altre versioni del passo di Matteo comunque riportano esplicitamente se non in caso di concubinato oppure direttamente se non in caso di fornicazione, quindi si può affermare che nostro Signore Gesù aveva fatto riferimento specifico al tradimento di tipo sessuale, causa principale di divorzio.
Peraltro è opinione anche del grande esegeta Schweizer che per aversi porneia non si debba verificare semplicemente un caso singolo di adulterio, ma occorra perpetrare un'infedeltà perdurante e quindi è in questi casi che il divorzio diventa lecito per Nostro Signore Gesù.
È comunque San Paolo, ingiustamente additato come misogino, il primo ad aprire esplicitamente alla parità dei sessi.
Nella prima lettera ai Corinzi (10-11) ci dice infatti: Agli sposati ordino, non io, ma il Signore: la moglie non si separi dal marito - e qualora si separi, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito - e il marito non ripudi la moglie. Egli introduce per la prima volta il concetto di separazione scelta dalla donna; in alcune trascrizioni di tali passi troviamo addirittura la parola divorzio per entrambi i sessi! 
Grande e femminista è quindi Nostro Signore che, per mano di San Paolo, ci guida alla corretta interpretazione della Sua volontà sul divorzio e sulla parità dei sessi!
Ed è proprio da tale apertura da parte di San Paolo che tu, cara sorella Maria Catena Addolorata, devi trarre il giusto insegnamento e la chiave per aprire la porta oltre la quale trovare, sempre nella parola del Signore, la soluzione al tuo dilemma.
Ciò che le Scritture hanno introdotto primariamente solo per il maschio o solo per la donna, si estende, grazie al'illuminazione di San Paolo, ad entrambi i sessi: è quindi possibile oggi applicare la procedura di verifica tramite acqua di amarezza anche al maschio, nel caso in cui sia lui il sospettato di tradimento. In tale caso, sarà lui a inginocchiarsi di fronte alla moglie e alle sue amiche per bere vogliosamente l’urina dalle loro vagine. 

 Maschio colpevole si sottopone al giudizio dell'acqua di amarezza

Nostro Signore, che come abbiamo visto è sempre stato dalla parte delle donne, manderà sicuramente al traditore un bel malessere di stomaco, specie nel tuo caso personale in cui lui si è reso colpevole di infedeltà perdurante e quindi di porneia come Schweizer ci insegna (colpa che al tuo occasionale rapporto non può essere additata!).
Per aiutare il signore in tale compito, si suggerisce alle donne officianti di effettuare, prima del rito, una cena propiziatoria durante la quale mangeranno abbondanti asparagi appositamente benedetti sotto l’effigie della Madonna con l’invocazione pronunciata tre volte in coro “Madre di Dio proteggi le tue sorelle!” dalle officianti stesse.
Il primo conato di vomito del tuo amato marito, sicuramente sopraffatto dall’insopportabile olezzo di urina all’asparago, sarà la prova evidente della sua colpevolezza, così potrai ripudiarlo e, pur essendo incinta in assenza di rapporti con l’infingardo traditore, il figlio che nascerà dovrà essere da lui considerato come un dono del Signore: non solo potrai tenerlo, ma il traditore svelato dovrà mantenervi entrambi e sarà da te scacciato di casa consegnandogli una copia debitamente compilata del libello di ripudio ovvero la dichiarazione sostitutiva del libello che puoi trovare in questo sito: Libello di Ripudio (PDF).

Benedittanza a iosa a te e a tutte le sorelle tradite,

Mafalda

19 commenti:

  1. La Bibbia dice che Dio ha caratteristiche sia maschili che femminili ma non ha nessun problema ha riferirsi a Dio come se fosse di genere maschile.

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  2. Devo ringraziare questo sito per aver postato immagini di donne e uomini che vengono inondati da "acqua di amarezza" ( urina n.d.f.). Infatti questo mi ha aperto gli occhi e sciolto il dubbio che avevo.
    Questo sito è puramente comico e mira a prendere in giro i bacchettoni cristiani e non è dunque un sito follemente religioso come avevo finora pensato.
    Grazie di nuovo per avermi risolto questo dubbio.
    Quando mi sentirò giù di morale tornerò sempre su questo sito per farmi quattro risate alla faccia dei ferventi cristiani e i loro assurdi problemi religiosi/mistici.

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  3. Avete rotto
    se ve trovo ve faccio carcerà

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    1. Caro Fratello, quanto dolore traspare dalle tue parole.
      se vuoi che il Signore entri dentro di te pentiti!
      dare le spalle al Signore che cerca di penetrare la tua anima è una grave offesa (ed anche pericoloso).
      non credi di dargli le spalle? Ti stai macchiando di ben tre peccati capitali:
      - superbia (ti senti migliore degli altri e in grado di esprimere giudizi sulla morale altrui)
      - ira (mostri un irrefrenabile desiderio di vendicarti violentemente come se avessi subito un torto)
      - invidia (sei triste perchè ti senti incapace di sviluppare un ragionamento esegetico in grado di controbattere una tesi ragionevole che non condividi).
      Ti consiglio di pregare per chiedere perdono al Signore per questi tuoi peccati.
      Nostro Signore è buono, misericordioso e comprensivo: capisce che un maschio burino (come con orgoglio fai capire dal tuo lessico) ancora oggi possa accettare con difficoltà che Dio è dalla parte delle donne e sicuramente accetterà il tuo cuore se saprai aprirti a Lui offendo in tuo dolore in sacrificio.
      Se sei minorenne puoi rivolgerti al tuo parroco che saprà aiutarti ad aprire i reconditi accessi della tua anima e, al tempo stesso, aiutarti a raggiungere il dolore necessario all'espiazione della colpa.
      per quanto ci riguarda noi ti amiamo come un qualunque fratello in Cristo e non ti giudichiamo.
      se vorrai comunque sottoporti ad una prova di amarezza riteniamo che possa essere utilizzata anche per capire se la tua anima è stata veramente purificata dopo gli incontri che avrai avuto col tuo parroco (a volte aiutano anche i maggiorenni se abbastanza giovani).
      Noi, sorelle in Cristo, siamo qui per te e per la tua salvezza e siamo sinceramente preoccupate per la tua anima (gli asparagi sono in frigo).


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    2. A brutta z....ola tanto lo so che siete quelli do pontilex.so dove siete

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    3. Vi ano anch'io.

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  4. Grazie Anonimo fratello in Cristo.
    un sito di notizie interessanti che non conoscevo! che il sginore ti benedica con abbondante pioggia di acqua di amarezza!

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  5. Sandrino vai a cagare

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    1. ma chi ca**o è sandrino?

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  6. Ma bevitelo te che se vengo a Milano te gonfio come na zampogna

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    1. da Roma a Milano: ce l'hai il passaporto?

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  7. Sempre grandi! La saga continua...

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    1. la sega volevi dire ..

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  8. Percio'se scopo con il mio ragazzo e suo fratello non e'peccato?Mi piacciono tutti due......Sandrino quando vieni?

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    1. Cara sorella in Cristo,
      ho pensato di inserire la risposta al tuo interessante quesito nel post relativo alla poligamia sembrandomi più attinente.
      puoi leggere qui
      http://rispostecristiane.blogspot.com/2014/01/poligamia-e-gangbang-cosa-ne-pensa.html?showComment=1389720677987#c9137450560116414220
      E qui
      http://rispostecristiane.blogspot.com/2014/01/poligamia-e-gangbang-cosa-ne-pensa.html?showComment=1389720696588#c2604118694934639410
      la corretta esegesi sulla questione
      benedittanza a iosa

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  9. siete dei fottuti geni

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  10. Rimango come sempre estasiato dalla potenza dei concetti espressi su questo blog!

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