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mercoledì 20 gennaio 2016

Il burqa funziona: lo usino anche le donne cristiane!

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Caro Moreno,
sono Manlio, un ingegnere petrolifero oramai prossimo alla pensione, dopo tanti anni di lavoro all'estero, tra pozzi di estrazione e raffinerie. Ho passato perciò molti anni in diversi Paesi musulmani, vivendo a contatto con gli usi e i costumi locali. Devo dire che, a dispetto dei lunghi mesi passati, tra un rientro a casa e l'altro, lontano dalla mia cara moglie, Federica, non ho mai subito la tentazione di cercare altre donne per soddisfare le mie pulsioni sessuali. In effetti, la società musulmana è talmente refrattaria a qualsiasi aspetto che riguardi il sesso, da assopire anche gli istinti sessuali.
Ciò è dovuto, evidentemente, al fatto che alle donne musulmane è proibita la sia pur minima esibizione del proprio corpo.

Ora, questo mi ha fatto riflettere, e ho constatato che, nei Paesi musulmani, gli episodi di violenza sessuale sono rarissimi: praticamente nessuna donna viene mai violentata. Non essendoci mai in giro donne non accompagnate, questo è ovvio, dirai tu. Ma noto che anche nei Paesi occidentali, dove invece gli stupri di gruppo e le violenze sessuali di ogni tipo sono estremamente frequenti, sono solo le donne occidentali ad esserne vittima, mai le donne musulmane. Questo si verifica perché, a mio vedere, le donne musulmane si coprono, seguendo i dettami della loro religione, e così evitano di suscitare voglie insane nei maschi.

Quindi, ho pensato, se davvero si volesse mettere un serio freno al dilagare della violenza sulle donne, visto che l'inasprimento delle pene non è un deterrente, e che le campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica lasciano il tempo che trovano, l'unica soluzione è prescrivere alle donne di coprirsi, esattamente come le donne musulmane.

Io credo che almeno le donne cristiane, se vogliono preservare la propria purezza e scongiurare brutte disavventure, dovrebbero quanto meno indossare il burqa, l'abbigliamento delle donne musulmane, ogni volta che escono di casa. Per convincerle, non c'è che da inserire nelle norme della religione cristiana il precetto di indossare il burqa in pubblico, per tutte le donne cristiane. Penso che Papa Francesco potrebbe scrivere un'enciclica apposita, emettendo questa semplice direttiva.

Tu che ne dici? Voi Illuminati avete modo di trasmettere questa proposta al Santo Padre?

Che Dio ti protegga,
Manlio
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Caro Manlio, devoto ed operoso fratello in Cristo, prima di tutto un sentito grazie per tutti gli anni che hai dedicato all'importantissimo lavoro di approvvigionamento degli idrocarburi che ci sono stati e ci sono necessari per sostenere la nostra economia e il nostro stile di vita. Dio te ne renderà merito.

Ora, per venire alla tua interessantissima analisi, devo dire che raramente mi è capitato di ricevere un suggerimento così logico, sensato e appropriato. Quest'idea merita di essere sviluppata perché potrebbe davvero portare enormi benefici alla nostra società, in questi tempi difficili e travagliati anche a causa della violenza che dilaga.

Ma vediamo come si è originata la regola di portare il burqa per le donne musulmane. È scritto nel Corano: E dì alle credenti che abbassino gli sguardi e custodiscano la loro castità e non mostrino troppo le loro parti belle, eccetto quel che di fuori appare, e si coprano i seni d'un velo ("wal-yaḍribna bi-khumūrihinna ʿalā juyūbihinna") e non mostrino le loro parti belle ad altri che ai loro mariti o ai loro padri o ai loro suoceri o ai loro figli, o ai figli dei loro mariti, o ai loro fratelli, o ai figli dei loro fratelli, o ai figli delle loro sorelle, o alle loro donne, o alle loro schiave, o ai loro servi maschi privi di desiderio, o ai fanciulli che non notano le nudità delle donne, e non battano assieme i piedi sì da mostrare le loro bellezze nascoste; volgetevi tutti a Dio, o credenti, che possiate prosperare. (āya 31 della sura 24 al-Nūr, "La luce"). E ancora: O Profeta! Dì alle tue spose e alle tue figlie e alle donne dei credenti che si ricoprano dei loro mantelli ("yudnīna ʿalayhinna min jalābībihinna"); questo sarà più atto a distinguerle dalle altre, e a che non vengano offese. Ma Dio è indulgente e clemente! (āya 59 della sura 33 (al-Aḥzāb, "Le fazioni alleate"). In questo secondo passo, con "altre" donne, ci si riferisce alle prostitute.

Saggissime norme e prescrizioni ci vengono perciò dal libro sacro di una religione che, evidentemente, è stata favorita da semi di Verità provenienti direttamente da Dio.

Naturalmente anche le Scritture Cristiane contengono utilissime direttive che insegnano alle donne come comportarsi e, nello specifico, come vestirsi.

Similmente che le donne si adornino d'abito convenevole, con verecondia e modestia: non di trecce e d'oro o di perle o di vesti sontuose, ma d'opere buone, come s'addice a donne che fanno professione di pietà. (1 Timoteo 2,9-10). Il vostro ornamento non sia l'esteriore che consiste nell'intrecciatura dei capelli, nel mettersi attorno dei gioielli d'oro, nell'indossar vesti sontuose ma l'essere occulto del cuore fregiato dell'ornamento incorruttibile dello spirito benigno e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran prezzo. E così infatti si adornavano una volta le sante donne speranti in Dio, stando soggette ai loro mariti, come Sara che ubbidiva ad Abramo, chiamandolo signore; della quale voi siete ora figliuole, se fate il bene e non vi lasciate turbare da spavento alcuno. (1 Pietro 3,3-6). Quindi, come prima cosa, sono esclusi gli abiti eleganti, gli ornamenti e i gioielli, per una buona cristiana.

La donna non si vestirà da uomo, né l'uomo si vestirà da donna; poiché chiunque fa tali cose è in abominio all'Eterno, il tuo Dio. (Deuteronomio 22,5). Una buona cristiana inoltre non deve indossare abiti maschili, quindi, fondamentalmente, i pantaloni, che sono il capo d'abbigliamento tipicamente maschile. 

Ma allora cosa dovrebbe indossare?

Lo spiega l'apostolo Paolo: Perciò la donna deve, a motivo degli angeli, aver sul capo un segno dell'autorità da cui dipende. (1 Corinzi 11,10). Ma ogni donna che prega o profetizza senz'avere il capo coperto da un velo, fa disonore al suo capo. (1 Corinzi 11,5). Il velo, dunque, a coprire la testa. E un abito lungo e informe a coprire il corpo. È la descrizione del burqa!

È anche provato che nella Bibbia le donne si coprissero con un velo, che oggi può essere un burqa: E disse al servo: «Chi è quell'uomo che viene attraverso la campagna incontro a noi?». Il servo rispose: «È il mio padrone». Allora ella prese il velo e si coprì. (Gen 24,65 ).

E ancora: Ella vestiva una tunica con le maniche lunghe, perché le figlie del re ancora vergini indossavano tali vesti. (2Sam 13,18).

Qui la conferma che una donna "svelata" istiga i perversi: Aveva il velo e quei perversi ordinarono che le fosse tolto, per godere almeno così della sua bellezza. (Dn 13,32).

Per contro, vediamo spesso donne abbigliate in modo sfrontato, anche tante donne che si professano Cristiane! Esse infatti sono delle ribelli in quanto non vogliono sottomettersi alla Parola di Dio. Non riconoscono infatti l'uomo come il loro capo e difatti per questa ragione non vogliono mettersi il velo; e non vogliono sottomettersi al proprio marito, usano autorità sopra di esso perchè ritengono di avere raggiunta la cosiddetta parità tra uomini e donne. E poi nella Chiesa vogliono insegnare perchè ritengono di avere il diritto di farlo (quando la Parola ordina loro di imparare in silenzio con ogni sottomissione), e poi rifiutano di adornarsi d'abito convenevole, con verecondia e modestia come dice loro di fare la Parola perchè esse si sentono ormai emancipate da tutti i comandamenti di Dio che le riguardano. Sono donne che sono state sedotte dal serpente antico con la sua astuzia, esattamente come lo fu Eva.

Inoltre, vestendosi in modo sgargiante e svergognato, molte donne si mettono nelle condizioni di essere facilmente scambiate per prostitute o donne di facili costumi. Giovanni nella sua visione descrive così la madre delle prostitute: Era vestita di porpora e di scarlatto, adorna d'oro, di pietre preziose e di perle. (Apocalisse 17,4).

Poi si lamentano se vengono assalite da uomini infoiati! Assurdo! Che provino ad indossare il burqa: saranno perfettamente al sicuro. Il burqa è la soluzione ideale al problema della violenza sulle donne: semplice, economico, pratico (quanto tempo risparmiato non essendo più necessario truccarsi!). Inoltre, con la diffusione del burqa si farebbe un bel passo avanti nel favorire l'integrazione degli immigrati musulmani nella nostra società occidentale. Gli immigrati si sentirebbero subito molto più "a casa", e sicuramente non si verificherebbero più episodi incresciosi come quello accaduto lo scorso capodanno a Colonia, dove alcune donne in abiti discinti e scollacciati hanno eccitato la libidine degli immigrati siriani provocandoli sino ad indurli a dar loro delle palpatine!

Ma la tua idea luminosa, caro Manlio, si potrebbe facilmente estendere anche ai bambini. Sì, infatti anche i bambini sono spesso vittime di abusi sessuali, e la ragione è stata recentemente spiegata da un Sacerdote, Don Gino Flaim. Questo anziano, saggio Padre, afferma che molto spesso i bambini risultano provocanti, e capita che qualche religioso - ma anche altri che a causa della loro professione hanno costanti contatti con i bambini - ceda agli insistenti stimoli tattili e visivi che i piccoli lanciano in continuazione, cercando affetto, e così si lasci andare ad atti di libidine sui fanciulli.


Dunque, si coprano bene anche i bambini, anziché lasciarli andare in giro svestiti, in calzoncini corti e maglietta. E i chierichetti, anziché essere vestiti di una tunica bianca e trinoline, indumenti che suscitano libidine, siano coperti da un semplice drappo nero, con due fori per gli occhi.

Speriamo vivamente, caro Manlio, che queste considerazioni raggiungano presto Papa Francesco. Sappiamo che molti esponenti del clero cattolico ci seguono e ci leggono regolarmente, anche se noi esegeti di Risposte Cristiane non siamo in alcun modo legati alla Chiesa Cattolica e non partecipiamo alla distribuzione dell'otto per mille.

Che la benedittanza di Gesù scorra su di te come nafta desolforata,
Moreno

15 commenti:

  1. ancora fermi al medio evo a quanto vedo.
    Grazie al progresso della scienza oggi le donne hanno ben altri strumenti per difendere la loro intimità anteriore e tra i tanti io consiglio nelle mie consulenze questo .
    Per quanto riguarda le intimità posteriori di tutti, bambini, donne uomini basta evitare tutte le abluzioni ed i deodoranti odierni e togliere i bidet nei bagni, lasciando attecchire per anni le materie espulse per scoraggiare qualsiasi velleità anche da parte dei beduini del deserto, che di certo non si farebbero ammosciare dal burccka anche se a portarlo dovesse essere un frocio di un allenatore in gita turistica e pronto alla bisogna, salvo poi lamentarsene sul webbe e sui giornali per dare spazio a voi di propagarne l'eco. E poi è risaputo che l'orifizio posteriore è causa di diffusione di malattie repellenti ed a volte mortali


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    1. Carissimo fratello in Cristo Fracatz, mi spiace deluderti ma le soluzioni che suggerisci tu mi sembrano del tutto inadeguate.
      Come prima cosa, il "preservativo antistupro" in realtà non evita affatto la penetrazione, ma piuttosto dovrebbe - e sottolineo dovrebbe - indurre l'assalitore a ritirarsi in fretta. Ma chi ha ideato questo dispositivo non ha pensato che i violentatori sono gente abituata ad infliggere dolore come pure a subirlo, e l'effetto doloroso del preservativo potrebbe addirittura aumentare il godimento del violentatore.
      Falsissimo poi che l'orifizio posteriore sia causa di diffusione di malattie, a meno che non si sia poco rispettosi dell'igiene, come assurdamente tu istighi a fare!
      Benedittanza.

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  2. Caro fratello in Cristo Moreno, illuminato di gioia e di sapere, vorrei sommessamente portare la mia umile esperienza personale come contributo alla discussione e, allo stesso tempo, accogliere il Tuo prezioso parere ed eventualmente la tua benedizione.
    Mia moglie e io viviamo il nostro matrimonio tradizionale ormai da venti anni.
    La mia signora non ha un’avvenenza classica ma ha un fascino molto spiccato. L’altezza non è propriamente cestistica (1,40 coi tacchi). E’ piuttosto in carne (adesso pesa 94 kg) ed ha una particolare infiorescenza di nei sul viso, dai quali partono peli neri e spessi e che io ho sempre trovato particolarmente sensuali (con rispetto parlando). Un tempo rimuoveva i baffi e la peluria sul mento con delle dolorosissime cerette, sottoponendosi a questo strazio allo scopo di risultare più piacente ai miei occhi. Tuttavia io non ho mai trovato sgradevoli i suoi mustacci e da qualche tempo l’ho dispensata da questa pratica.
    Però fin dai primi mesi del nostro matrimonio, seguito da dodici anni di fidanzamento casto e ufficiale, la mia signora subì una mutazione sia nell’aspetto fisico che nell’atteggiamento: l’intima sicurezza derivatale dalla costituzione della nostra famiglia naturale le fiorì sul volto, dandole una luminosità nuova, sui capelli, che iniziò a portare sciolti e vaporosi, sull’abbigliamento, facendole scegliere capi leggeri e succinti soprattutto in estate, e sul carattere, dandole un portamento sbarazzino e inducendola a soventi risate leggere e cristalline.
    Questo suo prorompente fascino maritale ahimè, attirò le attenzioni degli uomini del vicinato. Noi abitiamo in un piccolo centro e il meccanico, il droghiere, il tabaccaio ed altri energumeni locali solevano indirizzarle sguardi morbosi (con rispetto parlando), accompagnati da commenti sussurrati e ghigni che senza bestemmiare descriverei maligni +++.
    Naturalmente ben presto ricondussi l’esuberanza fisica e temperamentale di mia moglie entro le prescrizioni della buona moglie cattolica. In un primo tempo la indussi a coprirsi, legarsi i capelli, abbassare lo sguardo. Questo però non placò la lussuria (con rispetto parlando) dei nostri vicini. Anzi! I loro sguardi si fecero più intensi, i loro chiacchiericci più insistiti, le loro risatine più sguaiate.
    Insomma, dopo qualche mese di matrimonio fui costretto a rinchiudere la mia signora dentro casa, frustrandone viepiù le intemperanze estetiche e caratteriali.
    Oggi mia moglie vive chiusa nella nostra piccola casa accogliente, veste con un saio di canapa cucitole dalle mie stesse mani, non ride mai e non mi rivolge mai lo sguardo. Il Signore ha voluto che vivessimo da soli questa intensa esperienza d’amore negandoci la prole. Sia fatta come sempre la Sua volontà.
    Dunque io sono convinto che dipendano prima di tutto dal buon marito la costumanza e la rettitudine della moglie, la quale sarebbe per sua natura vulnerabile all’azione tentatrice del maligno senza la ferma e inflessibile guida del suo uomo.
    Volevo conoscere un Tuo parere al riguardo, sperando di aver offerto con la mia esperienza personale un esempio alle tante coppie “moderne”, nella quali nessun rispetto più vi è per la decenza.
    Sia Lodato Gesù Cristo
    Tuo fratello Pier Maria Bacconi (Vimercate, MB)

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    1. Bellissima storia coniugale la tua, caro fratello in Cristo Pier Maria. Gesù vi ha cosparsi di benedittanza densa e copiosa.

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  3. Hai ragione fratello Moreno, se anche tutte quelle tedescone dell'ultimo dell'anno, invece di andare in giro tutte scosciate e discinte, come tante Ela Weber, e con le zizze ritte, avessero indossato un bel burqa d'ordinanza non sarebbe successo tutto questo pandemonio.

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  4. Carissimo moreno
    Assodato che di cristiano moderato non hai niente, ma di musulmano integralista hai tutto(il reclutamento nell'isis è sempre aperto).
    Vorrei ricordarti che ai tempi in cui la bibbia fu scritta gli uomini e le donne portavano le tuniche non pantaloni o altro, detto questo ti ricordo anche che in alcune società(attuali) si fa divieto alle donne di denunciare il proprio marito o membro della propria famiglia, e che non possono di certo andare a denunciare niente e nessuno visto che non possono muoversi senza "scorta", che la testimonianza di una donna per legge vale la metà di quella di un uomo(ad un uomo basta dire "mi ha invitato" perchè una qualunque denuncia finisca in niente).
    Quindi, seguendo il tuo pensiero si potrebbe dire che la soluzione migliore sarebbe la segregazione a vita di donne e fanciulli per evitare che questi poveri uomini vengano indotti in tentazione.Perchè insegnare ad un uomo a contenere le proprie tentazioni, come nostro signore ha fatto non 1 ma per ben 40 giorni, sarebbe uno sfrozo troppo grande.
    Ho il dovere di ricordarti che in quei paesi in cui si usa il burka che tu, e il tuo amico, tanto vantate sono i più grandi usufruitori di siti porno(l'ip non mente), che il venerdì nei territori di confine ci sono tanti uomini devoti che vanno da una nazione integralista ad una più moderato per andarsi a divertire.
    Se poi vogliamo ascoltare solo la bibbia, o nel tuo caso il corano, devo pensare che tu sia favorevole oltre che al burka anche alla schiavitù, che ti ricordo essere accettata in quel libro sacro che tu usi per giustificare quello che è semplicemente il forte che si impone sul debole, oltre al fatto che tu sia favorevole a giacerti con le schiave(non vale come adulterio), alla pena di morte, al matrimonio di un 40enne con una bambina di 9 e altre belle cose che la bibbia considera normali.

    Se voi siete i difensori della fede Satana può dormire tranquillo e godersi i vostri risultati.

    amusis

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  5. chi ha scritto il pezzo avrebbe bisogno di un medico.....

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    1. Fratello in Cristo Paolo, come ben sai noi esegeti abbiamo il medico migliore di tutti: Nostro Signore!
      Benedittanza!

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  6. cari fratelli in Cristo,la proposta fatta da fratello Manlio è buona e giusta per evitare lo stupro.Ma non è che in questo modo i mariti si scambiano le mogli con la scusa che non saprebbero riconoscerle con tutti quelle vesti?

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  7. Sono una donna cristiana occidentale e, molto probabilmente, se un uomo m'imporrebbe di indossare un simile castigo non escludo che la possibilità di stupro a mio carico diminuirebbe, ma la mia voglia di sterminare il genere maschile ignorante raggiungerebbe livelli esponenziali! Saluti, filo-orientali (e poco cristiani)

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    1. Cara sorella in Cristo, nessuno vuole imporre alle donne cristiane di indossare il burka, ma è per la loro sicurezza che la Chiesa dovrebbe raccomandare questo accorgimento, che già da sempre le donne musulmane hanno adottato con ottimi risultati.
      Se una cosa funziona, usiamola, no? Un po' di sano pragmatismo, ovvìa!
      Che la benedittanza di Gesù ti ricopra come un burka.

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  8. Io penso, cara Sorella in Cristo, che nel tuo caso le declinazioni costituiscano un deterrente ancora più efficace del burqa.
    Stai tranquilla, dunque.

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    1. Fratello Anonimo in Cristo, reclina il capo e pentiti: le declinazioni le usavano gli antichi romani e quando la Chiesa adotto la loro lingua, anche i cristiani per onorare il Signore durante la santa messa. Noi moderni, più umilmente, ci accontentiamo delle coniugazioni.
      Ma la benedittanza del Signore ti ricopre lo stesso!

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    2. Ovviamente hai ragione, Fratello Moreno. Mi cospargo il capo della benedittanza di Nostro Signore e mi ritiro in preghiera.

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    3. non la cenere, ma la benedittanza ricoprirà la tua santa capoccia!

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