Cerca le Santissime Risposte

sabato 31 dicembre 2016

Pompino di capodanno



Cari fratelli di Risposte Cristiane,
è finito un altro anno, e ancora una volta io e il mio ragazzo, Giovanni, passeremo l’ultimo col nostro “rito”, o meglio il suo… sì, perché il mio ragazzo ci ha la fissa – come lo chiama lui – del “pompino di capodanno”; perché lui dice che a capodanno non vuol far esplodere i botti, ma i suoi fiotti, e lo vuole fare dentro la mia bocca.

Sono ormai 7 anni che avviene. Il primo (il primo anno che abbiamo passato insieme) è nato tutto per scherzo: lui era ammalato, così siamo stati nel suo appartamentino, tutta la sera sul divano a guardare il veglione in tv, quando a 10 minuti dalla mezzanotte, ormai ubriachi, lo tira fuori e mi dice: “Perché non facciamo esplodere anche noi i nostri botti?”, e io inizio; a 30 secondi del count-down mi dice: “Succhiamelo!”, e io lo accontento, finché è venuto gridando mentre in tv stappavano lo champagne. Poi, non ci ha voluto più rinunciare! i primi tre anni, abbiamo passato la mezzanotte chiusi nel bagno dei nostri amici, mentre ci cercavano o bussavano alla porta per il brindisi. Il quarto, abbiamo quasi rischiato di essere beccati nella camera di suo fratello. Ora, invece, non ci muoviamo praticamente più di casa per evitare figure di merda! Lui si piazza sul divano e dopo aver bevuto mi chiama uscendo la minchia, io mi inginocchio, e dopo essere venuto, rigorosamente dopo mezzanotte, stappa la bottiglia e me la versa in bocca, mescendo il vino che poi io mando giù assieme al suo sperma. E il bello è che il signorino è pure pretenzioso! una volta per sbaglio ho accelerato i tempi ed è venuto alle 11:58 e si è pure incazzato, facendomi continuare a succhiare fin dopo le 12.
Intendiamoci, non sono una bigotta e mi piace fare i pompini al mio fidanzato, ma dopo la messa della vigilia passata con i suoi, la messa di Natale con sua nonna, quella della sera con i miei, e anche la mattina di Santo Stefano con gli zii, almeno l’ultimo dell’anno mi piacerebbe passarlo a festeggiare coi nostri amici.
Luisanna

Cara sorella in Cristo Luisanna,
il tuo fidanzato vuole passare l’ultimo dell’anno in un momento di intimità con te, e tu invece preferiresti passarlo con amici a mangiare, a trombettare imparruccata e a fare ignominiosi trenini? Ma dovresti anzi ringraziarlo, ché così facendo ti sta salvando l’anima da riti pagani e da baccanali che finirebbero dritti dritti sulle tue cosce, rischiando di renderti meno graziosa ai suoi occhi (con quanto ne può conseguire [Dt 24:1])!
Segui invece i suoi voleri, e ricordati che cosa disse san Paolo agli Efesini: «Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie» (Ef 5:23), dove per “capo”, nell’originale greco kefalè, non è da intendersi il ‘padrone’, ma la ‘testa’: l’uomo è cioè la testa della donna, perché solo attraverso di lui essa può sperare di ricevere, di riverbero, la Luce del Signore che ne illumini i ragionamenti (non a caso fu Eva a commettere il Peccato originale, quando “ragionò” di testa propria!). Anche perché, da quel che hai scritto, ci sono chiari segni che le sue richieste siano barlumi di un piano divino disvelato alla sua mente, resa più ricettiva dallo spirito di cui, a fine anno, il tuo fidanzato sembra essere particolarmente empio.
Già il fatto che sembri un tantino fissato, pare obbedire a un volere divino, in quanto dice la Bibbia: «il paziente sopporta fino al momento giusto, ma alla fine sgorgherà la sua gioia» (Sir 1.23); e il tuo fidanzato, molto pazientemente, sopporta fino al momento giusto, ma quando arriva (e solo allora) egli deve “sgorgare” la sua “gioia”, ed altro non può farlo che dentro la tua bocca, così com’è scritto: «Allora la nostra bocca si riempì di sorriso, la nostra lingua di gioia» (Sal 126,2), seguendo il disegno del Signore. E anche il fatto che lui ti tiri fuori la mina in faccia, cosa che a prima vista può sembrare alquanto irriguardosa, non fa che rivelare un Suo disegno: «è feroce e terribile, da lui sgorgano il suo diritto e la sua grandezza» (Ab 1,7) dove «il [di lui] suo diritto» questa volta, ammetto, in un linguaggio figurato più arduo del precedente non è altro che il suo diritto membro, e «la [di lui] sua grandezza» altro non è che la sua gloriosa cappella.
Inoltre, dando ascolto al tuo fidanzato, ti preservi dai pericoli e dalle insidie demoniache che rischierebbero di minare la tua salvezza, poiché la maggior parte delle usanze di fine d’anno ha origini pagane. L’usanza di festeggiare l’inizio dell’anno il 1° gennaio (prima era il 1° marzo), prima di tutto, è nata solo nel 49 a.C., con l’introduzione del calendario giuliano, probabilmente allo scopo di offuscare, già allora, le future ricorrenze cristiane della prima venuta del Signore. Secondariamente, perché si tratta di festeggiamenti mutuati da tradizioni in onore del dio Giano, che come tutti i culti non-cristiani ha in sé il germe del demonio. Guarda cosa scrisse già Sant’Eligio nel VII sec. d.C.: «A Capodanno nessuno faccia empie ridicolaggini quali l'andare mascherati da giovenche o da cervi, o fare scherzi e giochi, e non stia a tavola tutta la notte né segua l'usanza di doni augurali o di libagioni eccessive. Nessun cristiano creda in quelle donne che fanno i sortilegi con il fuoco, né sieda in un canto, perché è opera diabolica». Per questo anche solo sedersi a tavola con degli altri a festeggiare il capodanno significa invischiarsi in qualcosa di empio e malefico. Per non parlare dei botti, versione moderna dei «sortilegi con il fuoco», tratti da popolari riti apotropaici per lo scacciamento degli spiriti maligni; ma noi non crediamo agli spiriti maligni, bensì al Signore, per questo ben fa il tuo fidanzato a non voler esplodere dei botti ma i suoi fiotti, per altro simbolo di vita, e quindi di scintilla divina. Inoltre i botti provocano spavento, e talvolta crepacuore, anche a tanti cani e gatti domestici, che invece noi siamo chiamati a trattare con rispetto in quanto anch’essi pur sempre creature del Signore.

Fiotti, no botti! Anche loro ringraziano il Signore
Insomma, il fatto che la Chiesa non celebri il capodanno vorrà ben dire qualcosa, no? È la Notte di San Silvestro, mi dirai tu. Ma solo a sproposito è usato il nome del Santo e XXXIII vescovo di Roma, che cade il 31 dicembre. E se è vero che il giorno dopo si va a Messa, e che è anche festa di precetto (C.D.C. 1246), è anche vero che la ricorrenza celebrata dalla Chiesta Cattolica non è l’inizio del nuovo anno, ma la Circoncisione di Gesù, che fra l’altro ricorda molto quanto fate te e il tuo ragazzo.
Probabilmente sempre nella sua inconsapevolezza, il tuo fidanzato, in comunione col Signore e illuminato dalla Sua luce, ha istituito per voi un rito di fatto molto simile alla Circoncisione di Gesù, che, come da precetto biblico, è avvenuta otto giorni dopo la Sua nascita, e per questo viene festeggiata dalla Chiesa Cattolica (e non sola) il 1° gennaio. Perché dico che ricorda molto l’occasione dell’escissione del Santo Prepuzio di Nostro Signore? Non solo perché in tutti e due c’è di mezzo un membro a glande scoperto (il membro del tuo fidanzato, eventualmente scappellato dalla tua mano, e il Membro del Pargolo Divino escisso del Santo Prepuzio), come molti ingenuamente potranno pensare, ma perché in tutti e due c’è anche una “suzione”. Secondo le Legge talmudica, infatti, per completare la circoncisione rituale, berit milah (בְּרִית מִילָה), il mohel, il circoncisore (מוהל), dopo il milah e il priah (פריעה‎), deve praticare anche il metzitzah, appoggiando le sue labbra al pene neonatale affinché possa suziare una goccia di sangue dalla ferita prepuziale; così anche Nostro Signore, in quanto ebreo, avrà subito la suzione del Santo Pistolino da parte del sacerdote incaricato di circonciderlo.

Questo, ovviamente, non significa che tu stasera, appresso a mezzanotte debba ficcargli le fauci nel solco balano-prepuziale o recidergli il frenulo al fine di farlo sanguinare come Nostro Signore durante la suzione, né tantomeno che ti sia lecito fargli un rigatone, ma semplicemente che dopo aver fatto esplodere i suoi fiotti, invece di aprire il solito spumantino, magari d’Oltralpe, potreste stappare una buona bottiglia di frizzantino rosso, proprio come il sangue di Cristo, da scolarvi assieme, prima di recarvi domattina a messa a ricevere il corpo di Cristo.
Eusebio