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giovedì 23 novembre 2017

Come fermare la profanazione dei simboli religiosi in vetta?

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Carissimo Moreno,
permettimi di darti del tu come si fa tra alpinisti, infatti so che anche tu sei appassionato di montagna.

Ti scrivo per segnalarti l'ennesima profanazione perpetrata ai danni di un simbolo religioso: nella notte tra il 6 e il 7 ottobre, la croce sulla cima della Grigna Meridionale (2184 m) è stata abbattuta, e la statuetta della Madonna decapitata.

La croce si trovava lì dal 1947, senza che alcuna intemperia naturale l'avesse mai danneggiata, ma ora una mano sacrilega ne ha fatto scempio.

Cosa possiamo fare per mettere un freno a questa scellerata mania di distruggere i simboli religiosi posti sulle vette delle montagne?

Che il tuo angelo custode tenga saldi i tuoi scarponi,
Roberto
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Carissimo Roberto, fratello in Cristo, sì, sono anch'io appassionato di montagna, e conosco bene la Grigna che ho scalato tante volte: sono affranto da questa notizia.

Riepilogo brevemente alcuni episodi recenti di vandalismo sacrilego sulle vette delle montagne.


  • Nel luglio 2007, una simpatica statuina del Buddha che si trovava su di un altarino di granito presso la vetta del Badile (3308 m) è stata frantumata e gettata nel baratro.
  • Nel settembre 2015, la croce luminosa in vetta al monte Bolettone (1320 m) è stata messa in cortocircuito.
  • Il 16 novembre 2015, il Liscafisso Pastafariano posto presso la vetta del monte Dolada (1938 m) è stato asportato da un sedicente "nucleo delle Brigate Verdi per la montagna selvaggia".
  • Il 19 novembre 2015, ancora le Brigate Verdi hanno divelto la croce in acciaio inox posta sulla vetta del Dolada e l'hanno fatta rotolare per diversi metri lungo il versante nord.
  • Nel dicembre 2015, la croce in ferro che svettava sulla cima del Cornet (2180 m) è stata divelta e gettata in un dirupo.
  • Nel luglio di quest'anno, la croce in ferro posta sulla cima del monte Ventasso (1737 m) è stata abbattuta.
  • Nell'agosto di quest'anno, la croce metallica fissata sulla vetta della Dent d'Herens (4171 m) è stata tranciata con una smerigliatrice angolare e gettata lungo la parete nord.
  • E adesso persino la vecchia croce della Grignetta, forgiata a mano col ferro delle fonderie lecchesi, è stata abbattuta. Per colmo di empietà, è stata anche decapitata la statuina della Santissima Vergine Maria.

Questi sono solo alcuni episodi, ma già così è evidente che il vandalismo blasfemo si sta rapidamente intensificando.

Chi può essere così irriverente da colpire senza ritegno i simboli religiosi a cui tante persone sono devote?

Di quale imperdonabile peccato si rendono colpevoli costoro?

Leggiamo cosa dice la Bibbia.

Chi distrugge una croce o un crocifisso nega Cristo, rifiuta la Sua salvezza e bestemmia lo Spirito Santo. "In verità vi dico: ai figli degli uomini saranno perdonati tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha perdono in eterno, ma è reo di un peccato eterno." (Marco 3,28-29).

Quello che possiamo e dobbiamo fare, caro Roberto, è individuare gli autori di questi gesti sacrileghi, affinché si possano pentire e, attraverso il perdono di Gesù, aprire i loro cuori alla salvezza.

Come ha scritto giustamente il Club Alpino di Lecco, "la Grigna ha occhi ed orecchie": perciò non sarà difficile individuare gli autori di questa empietà. Una volta individuati, li si potrà convincere a pentirsi e a rimediare al malfatto. La Chiesa da sempre conosce i metodi adatti.

Non mi resta che auspicare uguale soluzione per chi ha commesso altre simili infamie, come i vandali del Dolada, che hanno dimostrato particolare accanimento contro ogni simbolo religioso.

La benedittanza si sparga come polvere di magnesite sugli appigli levigati dal passaggio di mille climber,
Moreno