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lunedì 3 settembre 2012

Punire per educare nel nome del Signore



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Gentili Fratelli in Cristo,
sono Pierluigi, ho 41 anni e sono padre del piccolo Adolfo (essendo nato il 30 Giugno) di 6 anni, che è sempre stato piuttosto bravo, ma adesso mi sembra che stia prendendo una brutta piega, e non vorrei che di questo passo finisse come un drogato. Domenica mattina, dopo la S.S.Messa, siamo tutti usciti sul sagrato a chiacchierare e a metterci d'accordo sull'attività settimanale, e mentre io parlavo con gli amici del Percorso Ecumenico, Adolfo (mio figlio) ha preso la bicicletta ed è entrato in Chiesa in bici correndo come un matto con la bici su e giù lungo le navate della Chiesa. Inoltre, in questa corsa su e giù, ci siamo accorti dall'odore che ha impestato tutto, che Adolfo ha sporcato tutta la Chiesa con le gomme della bicicletta con cui prima probabilmente aveva schiacciato delle feci canine oppure di un barbone (c'è pieno di barboni), sicché tutta la Chiesa odorava di quella cosa che non voglio nemmeno dire. Io all'inizio non sono riuscito a fermarlo, ma per fortuna Padre Cosimo lo ha colpito con un bello schiaffone in faccia, tanto che Adolfo è caduto dalla bici. Ma io dico, come si può fare una cosa del genere nella Casa del Signore?!?!?! Andare in bici nella Casa dell'Altissimo!!!! Dopo, arrivati a casa, gli ho picchiato le mani perché è con quelle che ha preso la bicicletta e anche i piedi perché è con quelli che pedalava, ma sarà stato sufficiente? Non l'ho picchiato anche sul sedere perché la cacca non l'aveva fatta lui, ma forse avrei dovuto?
Attendo con ansia i vostri consigli su come punirlo ed educarlo, perché non voglio che diventi come tutti quei giovani schifosi che si vestono con impudicizia, siedono per terra, parlano a voce alta, bevono e magari poi urinano nel vicolo. Piuttosto che avere un figlio così, non so cosa faccio.
Scusate ma sono agitato e ho fretta di risolvere la situazione.

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Caro Pierluigi,
capisco perfettamente la tua agitazione: l'educazione dei figli è un compito molto importante e impegnativo che deve essere svolto con la massima attenzione, per garantire che essi crescano secondo la Via del Signore.
Un insuccesso in questo campo non può essere tollerato, dal momento che le conseguenze sarebbero irreparabili. Lo vediamo chiaramente leggendo il Deuteronomio, che indica come unico rimedio per chi si ritrova un figlio ribelle, debosciato e ubriacone, oppure una figlia ancora nubile che abbia perduto la propria verginità, di far lapidare i disgraziati dai propri concittadini.
Oggi la lapidazione non è più in uso, almeno nei Paesi civilizzati, come strumento di correzione (o per meglio dire come deterrente, dal momento che chi viene sottoposto alla lapidazione rimane ucciso), ma la prescrizione della Scrittura ci fa capire che un figlio rovinato è, appunto, irrecuperabile.

Come scongiurare, dunque, di trovarsi in una simile drammatica situazione? Bisogna agire subito, tempestivamente, prima che sia troppo tardi; e questo è ciò che tu stai saggiamente facendo, caro fratello in Cristo.

Leggiamo infatti nelle Scritture: Chi vuol bene a suo figlio spesso dovrà essere severo con lui, ma alla fine potrà essere contento. (Siracide,30,1). Concetto confermato anche qui: La follia è radicata nel cuore dei bambini, ma una severa educazione può strapparla. (Proverbi,22,15). Dunque, che l'educazione sia severa, senza lassismi inopportuni, fin dalla più tenera età: Tienilo alle strette fin da piccolo, se no diventa testardo e non ti ubbidirà più. (Siracide,30,12). E ancora: Chi non usa il bastone non ama suo figlio, ma chi l’ama si affretta a rimproverarlo. (Proverbi,13,24). Perciò: bastone e rimproveri, non bastone e carota! E senza paura di eccedere: Non temere di educare un ragazzo con severità; anche se lo batti con il bastone, non morirà. (Proverbi,23,13). D'altro canto, nel somministrare le punizioni non bisogna mai farsi trasportare dalla rabbia, ma ci si deve attenere ad una razionale applicazione della pena nella misura dovuta: Correggi tuo figlio finché c’è speranza, ma non arrabbiarti fino ad ammazzarlo. (Proverbi,19,18).

Ecco perciò che il castigo corporale non deve essere solo la punizione di uno sbaglio, ma una necessità in sé, per una buona educazione. È così che si previene la ribellione e i più gravi guasti che si possono produrre quando i figli raggiungono l'età della pubertà.

Devo anche metterti in guardia, caro Pierluigi, dall'errore in cui potrebbero indurti esegeti meno esperti e acuti. Infatti, nonostante nel Nuovo Testamento Gesù alle volte prenda a modello i bambini (“Il regno dei cieli assomiglia a loro”, “Se non cambiate e non diventate come bambini, non entrerete nel regno dei cieli”, etc.) e insista sull'amore e il rispetto dovuto ai bambini, chiaramente non intende affatto mettere in discussione i modelli educativi ben consolidati che erano in vigore ai suoi tempi.
Per esserne certi, leggiamo uno dei massimi Dottori della Chiesa, Sant’Agostino. Nel primo capitolo delle sue Confessioni, ricorda le pene corporali che ha subito a scuola e le derisioni dei suoi genitori quando se ne lamentava. Ma egli considera che queste punizioni gli sono state in definitiva benefiche, poiché la scuola gli ha permesso di incontrare Dio! Il Santo si oppone, sempre nello stesso capitolo, all'idea che traspare nei Vangeli: che i bambini possano essere innocenti. Gesù, dice Sant’Agostino, da parte sua, non ha certamente voluto parlare della loro innocenza ma solo della loro umiltà. Ed è proprio a questo punto, infatti, che Sant’Agostino inventa l'idea del peccato originale (“così piccolo e già così grande peccatore!” – dice parlando dei lattanti).

Quindi, caro fratello, hai fatto benissimo a punire a suon di ceffoni il piccolo discolo. Stento ad immaginare l'indignazione e la collera di Padre Cosimo per l'indicibile oltraggio subito dalla Casa del Signore a causa dell'opera perpetrata dal piccolo demonio.
In effetti, ci sarebbe da sospettare che sia stato proprio Satana, ad indurre Adolfo a correre con la bicicletta imbrattata di feci canine lungo le navate della Chiesa. Se così fosse, la bastonatura sarebbe ancora più opportuna, perché potrebbe aiutare a scacciare il Maligno.

In conclusione, caro e devoto fratello, mi rallegro e segnalo la tua condotta esemplare di ottimo genitore, che sia di esempio a tutti in questi tempi in cui sempre più giovani vengono abbandonati allo sbando, e finiscono per allontanarsi dalla Via del Signore e vivere nel peccato.

Che Gesù ti illumini sempre, tuo
Moreno