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martedì 2 ottobre 2012

Bestemmie: peccato o forma d'arte?



«Gentile Joseph,
mi chiamo Elide, ho 47 anni e sono da tempo una vostra assidua lettrice. Apprezzo molto l'ispirazione con la quale fornite consigli a noi credenti su come comportarci in conformità alla volontà di Dio, sulla base della sua Parola. Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia assai devota alla Beata e Santissima Vergine Maria ed ai Santi, e ho sempre cercato di agire in maniera pia e morigerata, in vista della seconda vita di cui questa terrena non è che un pallido riflesso. Per questo, ho scelto di divulgare umilmente tra i fanciulli la Buona Novella di Cristo, insegnando Religione Cattolica nella scuola media statale di [omissis]. Per adempiere meglio al mio compito di educatrice, mi avvalgo spesso delle tecnologie familiari ai miei alunni, ad esempio inviando loro materiale didattico per mezzo della posta elettronica.
Qualche giorno fa, mentre aprivo la mia casella e-mail per spedire un testo agiografico ai miei alunni, ho trovato un messaggio senza oggetto nella posta in arrivo. All'inizio ho pensato che si trattasse di un messaggio pubblicitario di splendart.com o di un altro dei siti in cui sono solita fare acquisti; invece conteneva un collegamento ipertestuale che rimandava ad un filmato ospitato dal sito YouTube, il cui titolo è "CORSO DI BESTEMMIE - IMPARA A BESTEMMIARE CON IL COMPUTER".
Esso conteneva tali e tante ingiurie contro il benedetto nome che non andrebbe pronunziato invano, contro il Nostro Redentore, e contro i Santi che dopo qualche minuto di ascolto mi sono sentita mancare. Stavo componendo il numero della polizia, quando ho sentito un enunciato che mi ha causato - il Signore mi assista, racconterò le cose per come stanno - uno shock talmente intenso, talmente rabbioso che mi ha provocato una reazione di ilarità. Ho pensato di dover investigare meglio questo ricettacolo del demonio, e tra i video correlati ho trovato delle canzoni di un gruppo musicale rock chiamato San Culamo. Sarà stato per il contatto con questa forma musicale (prima d'allora avevo sempre ascoltato unicamente musica classica, s'intende quella sacra da chiesa, come il sublime K231 dell'ottimo compositore Mozart) che il rappresentante del Messia in terra definì a ragione demoniaca; sarà stato per i testi empi e sacrileghi; fatto sta che mi sono sentita mancare. Con la forza della fede, sono riuscita a non svenire e sono corsa in parrocchia a confessarmi. Successivamente, ho recitato per due volte complete il Santo Rosario (una in latino) e mi sono rimessa nelle mani misericordiose della Vergine affinché mi proteggesse dal peccato.
Eppure, la mia anima non si è ancora del tutto calmata. Per quanto cerchi di reprimere l'insana voglia di indagare ulteriormente in questo mondo senza una persona competente ad assistermi e a confortarmi, già un paio di volte mi sono scoperta a lasciare il canale vaticanit di YouTube digitando nella barra di ricerca parole chiave lascive e licenziose. Mi sono così imbattuta in un video ancora più sconvolgente, in cui un giornalista sportivo (sicuramente ora arderà seduto sul sabbione infuocato del settimo girone dell'Inferno, come mirabilmente descritto dal Sommo Poeta) proclamava addirittura in televisione le sue irripetibili ingiurie contro la Divinità. Non riesco a credere, che dei figli di Dio come me, facciano tanto consapevolmente. Sono forse attaccata dal demonio? Devo denunciare questi filmati? Cosa faccio?»


Carissima Elide,
ti ringrazio per le tue bellissime parole di stima nei confronti della mia umile attività esegetica. Le vostre sempre più numerose domande sono come un faro che illumina le mie ricerche, indicandomi di star seguendo la strada giusta per servire il Signore e diffondere il suo verbo.
Ognuno può trovare la sua via per adempiere alle volontà dell'Onnipotente, ciascuno secondo le sue attitudini e capacità.
Questa positività e molteplicità dei sentieri che conducono a servire Dio è proprio il tema su cui si snoderà la mia modesta risposta riguardo un tema solo all'apparenza semplice, ma in realtà insidioso e che si presta agevolmente ad errori interpretativi senza un'adeguata preparazione biblica. Per questo motivo mi sono anche appoggiato alle profonde intuizioni dell'insigne padre carmelitano Roberto Melli, un gigante sulle cui spalle salirò per cercare di vedere più in alto nelle volontà dell'Altissimo.
Occorre innanzitutto ricordare che la parola è uno strumento di comunicazione umano, e in quanto tale limitato e perfettibile. Dio non ha bisogno che noi esprimiamo verbalmente i nostri pensieri: Egli ci ha pensati tutti nel primo istante del tempo, e conosce tutto ciò che alberga nelle nostre menti e nei nostri cuori in real time.
Nondimeno, la parola ci è stata donata da Dio, non certo per ingiuriarlo bensì per glorificarlo e per compiere opere di bene. Lungi dall'essere un orpello esteriore, la comunicazione orale con Dio può in molti casi fare la differenza tra salvezza e redenzione, come ribadito più volte da San Paolo.

Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato. (Lettera ai Romani 10, 13)

Che ne possiamo dedurre per il nostro caso? Sicuramente chi bestemmia cita il benedetto nome del Signore, ma intutitivamente verrebbe da dire che questa non sia un'invocazione, bensì un mero atto di sberleffo nei confronti della divinità. Esiste un modo corretto di invocare il signore, ovvero di pregare? Lo stesso Paolo ci viene in aiuto, un paio di capitoli prima:

Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio. (Lettera ai Romani 8, 26s)

Quando comunichiamo con Dio e coi suoi ministri, lo Spirito Santo ci viene in assistenza assicurandoci di non stare sbagliando. La preghiera è sempre e comunque un atto di devozione, se fatta con sincerità e autentica fede.

Analizziamo ora nel dettaglio la forma di invocazione conosciuta
con il nome, forse improprio, di "bestemmia". Consiste solitamente nel pronunziare il nome di un animale seguito o preceduto da quello di Nostro Signore. Questo è, anche da molti catechisti dilettanti e persino da qualche sacerdote, considerato un peccato e una violazione del secondo comandamento.
Niente di più lontano dal vero. Vi offendereste, forse, se qualcuno pronunciasse il nome di un amato figlio seguito dal vostro? Certamente no. E allora perché Dio dovrebbe offendersi, se ode il suo nome anteposto a quella di una delle Sue creature, umana o animale? Egli ha lasciato una sua impronta in ogni cosa dell'universo, e ha concepito anche il più bieco dei peccatori e le più umili tra le forme di vita. Dio può essere glorificato attraverso tutte le sue creature, anche le più immonde, dacché l'odio e il disgusto che noi proviamo per queste bestie sono sentimenti originati dal demonio, e che non appartengono al Padre Eterno. Perfino la ricorrente polirematica che associa Dio a una materia organica fuoriuscente dal retto è, oltre le apparenze dissacratorie e blasfeme con cui talvolta viene usata, una forma breve per ricordare uno dei dogmi cardine su cui, dai tempi del Concilio di Trento, si basa la fede cattolica: il dogma  della Transustanziazione. Non ci pensiamo mai, ma dopo essere stato ingerito il Corpo di Cristo va incontro al regolare processo di  digestione (anch'esso un dono di Dio, affinché noi potessimo assorbire nutrimento materiale e, attraverso l'eucaristia, spirituale),  trasformandosi infine in Copro di Cristo. Esso sarà poi rilasciato, cosicché Cristo rinvigorisca col suo amore piante, animali e infine di nuovo l'uomo, attraverso il cibo ordinario che assumerà. Per inciso, è questo il motivo per cui non bisogna mai dimenticarsi di ringraziare Dio prima di un pasto: è il modo per beneficiare della piccola ma non nulla essenza di Cristo che vi si nasconde a seguito del ciclo alimentare, specialmente se nella vostra zona i depuratori non funzionano molto bene.
Sto però divagando, e penso che i lettori vogliano arrivare subito al dunque. È lecito per un cristiano ascoltare e magari pronunciare bestemmie? Sì e no. Il Signore deve essere invocato con autentica devozione, non con intenzioni blasfeme o di disprezzo nei confronti di determinate credenze. Lui legge infallibilmente nei nostri cuori e capisce se vogliamo glorificarlo attraverso determinate persone, animali o cose nella loro intrinseca perfezione, oppure disprezzarlo  associandolo al nostro personale concetto negativo di tali entità.
La fede ha ispirato innumerevoli opere in ogni campo dell'arte, e ancora oggi ci riempie di meraviglia l'abilità artistica unita alla devozione religiosa di Giotto, Michelangelo, Raffaello, Bernini, Povia, Nek, ecc. ecc. ecc. Ciascuno di costoro ha seguito, sulla base del suo talento, la sua personale strada per lodare il nostro Creatore.
In questi ultimi tempi anche l'invocazione a Dio, e in particolare la bestemmia, ha raggiunto splendide vette artistiche. I veri credenti non devono temere di ripetere filastrocche o canzoni con tali contenuti, perché Dio riconoscerà le loro intenzioni pure e gradirà molto l'essere associato ai suoi figli animali, il tutto a sua maggiore gloria. Questo dovrebbe anzi essere considerato un atto di preghiera e di diretto contatto con Dio.
Bisogna però stare attenti a non generalizzare. Quanto detto sopra vale certamente anche per Gesù Cristo, la Madonna, e tutti i Santi e i Beati; non vale però per lo Spirito Santo. Lo Spirito, come abbiamo visto, funge da mediatore tra l'uomo e il Padre nell'atto della preghiera (dove per preghiera si intende anche la bestemmia), ma non gradisce essere direttamente chiamato in causa.

chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna (Marco 3, 29)

Bestemmiare lo Spirito Santo è peccato mortale, forse perché rischia di mandare in loop il circuito Pregatore<=>Spirito Santo
→Oggetto della preghiera. Questo è il motivo per cui nei video invocanti reperibili in rete non ci sono mai accenni allo Spirito Santo, ma solo alle altre due persone della Trinità ed eventualmente a Madonna e Santi. Se ve ne sono, o se si pronuncia una bestemmia con intenzioni dispregiative e non contemplative o di preghiera, allora si commette peccato. Questo non vuol dire assolutamente che le bestemmie siano intrinsecamente un peccato: Dio ci ha dato l'intelligenza per costruire bisturi, ma essi possono essere usati sia per salvare una vita che per violare un comandamento. Allo stesso modo, uno strumento fondamentalmente positivo come la bestemmia può essere usato in maniera nefanda, se si segue la via di Satana. Non temete, però, perché Dio nella sua infinita misericordia non dà molto peso a questo tipo di ingiurie:

Perciò io vi dico: ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini (Matteo 12, 31)

Naturalmente i presupposti indispensabili del perdono sono il pentimento e l'espiazione. Se ci si trova di fronte ad un file video od audio bestemmioso contro lo Spirito Santo, e/o ad un file bestemmioso usato in maniera impropria o con intenti blasfemi, occorre immediatamente chiudere la pagina internet, cancellare la cronologia e formattare l'hard disk. Bisogna poi chiamare un esorcista qualificato per il trattamento dei rifiuti speciali, spiegandogli il problema e segnalandogli l'URL incriminato. Lo specialista saprà come rimuovere il peccato mortale dalla fedina penale della vostra anima. In questo processo sarà inevitabile la distruzione del vostro computer; ma non è forse un ben misero prezzo da pagare per la salvezza della vostra anima?


In fede,
Joseph