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martedì 30 ottobre 2012

Celiachia e Santa Eucaristia



«Caro Joseph,
siamo una coppia di coniugi osservanti e timorati di Dio, e troviamo molto utili i consigli di questo blog, uno dei migliori nel suo campo per serietà e professionalità. Il nostro matrimonio è stato benedetto dalla nascita di Emanuele, che cresce felice ed amato e che tra tre settimane compirà 9 anni. Nostro figlio frequenta regolarmente il Catechismo, e l'anno prossimo vivrà la gioia di mangiare per la prima volta alla Mensa del Signore. C'è solo una nube che si addensa ad oscurare il suo sereno futuro. Ad Emanule è stata diagnosticata una forma particolarmente grave di celiachia, per cui non può ingerire nemmeno una piccola quantità di glutine senza essere esposto ad effetti collaterali. Ne abbiamo ovviamente parlato con un sacerdote, che ci ha informati che purtroppo tutte le ostie contengono glutine, e che lui sappia non ne producevano per celiaci. Cercando in rete, abbiamo scoperto che la Congregazione per la Dottrina della Fede (tramite una lettera firmata dall'allora cardinale Ratzinger) considera le ostie completamente prive di glutine come materia invalida per la comunione. Questa notizia ci addolorava molto, perché temevamo che Emanuele sia impossibilitato a prendere parte al SS. Sacramento. Il prete ci ha assicurato che, visto che l'ostia si trasforma nel Corpo di Cristo, a sua opinione non dovrebbero esserci complicazioni. E poi, certamente la salute fisica di nostro figlio è importante, ma lo è ancor di più quella ultraterrena. Visto che però il pediatra di Emanuele continua a sconsigliarci animosamente di fargli ingerire glutine, gradiremmo come ultima conferma un vostro illuminato parere in merito.
Cordiali saluti,
Giacomo & Mariangela
»
 
Cari Giacomo e Mariangela,
la vostra domanda riguarda tutti i milioni di persone che, sventuratamente, non possono assimilare il glutine. Molti di loro, voi compresi, esprimete una legittima perplessità nei confronti del sacramento dell'Eucarista, considerando che esso adopera come materia prima un cibo contenente glutine e talvolta (certamente non nel vostro caso) arrivando addirittura a contestare le posizioni del Santo Magistero della Chiesa in proposito. Non dubito che nel vostro caso sia superfluo ricordarlo, ma vi rammento che gli uomini di Chiesa si adoperano incessantemente per il nostro bene, e che se esistesse una possibilità di commutare l'eucarista usando prodotti senza glutine non l'avrebbero lasciata intentata. Le gerarchie ecclesiastiche non consentono l'uso di pane senza glutine per la transustanziazione non perché mossi da qualche forma di sadismo, o di conservatorismo, posizioni del tutto ingiustificate dato che certamente il pane usato originariamente da Gesù Cristo nell'Ultima Cena era molto diverso dal pane azzimo usato attualmente, e persino la varietà di grano che presumibilmente usò è oggigiorno estinta.
Lo fanno perchè c'è una ragione molto precisa, per la quale un'ostia priva di glutine non può transustanziare. Il resto della mia risposta sarà alquanto tecnico, e facilmente la parte di voi lettori che si è fermata al semplice catechismo di base avrà difficoltà a comprendere alcuni concetti. Non è necessario che comprendiate tutto: ai fini pratici basterà afferrare l'idea di fondo, e cioè che il glutine è un componente indispensabile affinché la transustanziazione si verifichi, almeno quanto il sacerdote.
E qualcuno pretenderebbe forse di avere un'eucaristia senza sacerdote?


Prima di tutto un rapido ripasso dei concetti di base, che risulterà verosimilmente superfluo per quelli di voi che si siano anche moderatamente già interessati a queste tematiche. La transustanziazione si configura a pieno titolo come un miracolo, e nei miracoli è fondamentale più d'ogni altra cosa la grazia divina. Negli ultimi tempi, in luogo di "grazia divina", sta sempre più prendendo piede il termine "benedittanza", una traduzione pedestre dall'inglese benedictance. Sebbene personalmente sia un nostalgico della vecchia terminologia, userò anche io qui la parola benedittanza, a beneficio del lettore che volesse approfondire queste tematiche consultando le riviste specialistiche che ormai sono passate al nuovo lemma (principalmente per depurare il concetto fisico dall'alone di significati sfumati che col tempo è andato acquisendo l'espressione "grazia divina").
Nel Sistema Internazionale, l'unità di misura della benedittanza è lo Jesus (simbolo IHS). 1 IHS corrisponde al favore divino che un corpo di massa 1 kg ottiene se un fedele laico prega in suo favore per 1 s. Prima del Concilio Vaticano II erano diffuse anche altre unità di misura della stessa grandezza, tra cui l'anemos (An), corrispondente a circa 47,61 IHS e definito come il favore ottenuto da un'anima media se essa stessa o un altro fedele prega per essa per un secondo. Oggi l'anemos è caduto in disuso, principalmente a causa del fatto che la massa di un'anima può ampiamente variare nel corso della sua vita terrena, appesantendosi per ogni peccato commesso (se si cede alle pulsioni del ben più pesante corpo, la risonanza d'interazione dell'anima cessa di essere casuale e si sbilancia verso un aumento della sua massa). Questo è il motivo per cui non bisogna condurre una vita dissoluta, pensando che tanto ci sarà sempre tempo per redimersi nella vecchiaia: con ogni peccato, la vostra anima diventa più pesante e rende sempre più difficile recuperare la grazia perduta. Un altro fattore che ha portato la totalità della Chiesa a orientarsi alle raccomandazioni del SI è stata la scarsità di prove sperimentali a suffragio dell'ipotesi che le anime del purgatorio conservino la stessa massa che avevano in vita, un quesito ancora oggi in attesa di risposta.
Dato che lo Jesus è un'unità di misura molto piccola, si utilizzano comunemente i suoi multipli, come il kiloJesus (kIHS), corrispondente a 1000 Jesus, e il MegaJesus (MIHS), corrispondente a 1000000 di Jesus. Tanto per dare un paio di esempi concreti, un comune Padre Nostro dona a chi prega una grazia di circa 0,8 kIHS. La madonna di Međugorje, per rilasciare un messaggio, richiede invece un innesto di circa 149 MIHS. Va notato che la quantità totale di benedittanza di un sistema non si conserva affatto, anzi si può generarne una quantità virtualmente illimitata: se per assurdo la benedittanza si conservasse, ciò corrisponderebbe a una simmetria tra l'uomo e Dio, un'enunciato chiaramente blasfemo dato che in realtà Dio è molto più potente degli uomini.

Veniamo ora all'evento miracoloso che ci interessa, la trasformazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo.
Naturalmente la preghiera di un laico qui non è sufficiente, ma occorre l'intervento di un sacerdote che benedica il pane e il vino. Con l'aiuto dello Spirito Santo, il prete può indirizzare un flusso di sacralità anche di 10-15 kIHS/s con un'incredibile precisione. Mi è capitato una volta di assistere a una prova pratica all'ultimo anno di corso in un seminario, e sono rimasto stupito dall'abilità con cui i candidati al sacerdozio riuscivano a far transustanziare solo alcune ostie prestabilite in un tubo di 100 ostie chiuso ermeticamente e a tre metri di distanza, oppure a colpire una singola ostia chiusa al centro di un bersaglio a dieci metri di distanza. Naturalmente questi risultati richiedono un intenso e costante allenamento.

Per vedere in dettaglio cosa succede in un'ostia al momento della transizione da pane a Corpo, mi servirò di un modello semplificato noto come consacrazione adiabatica (dal greco adiábatos, che significa impermeabile), nel quale si presuppone che l'oggetto da consacrare non possa scambiare nessuna forma di calore con l'esterno. Non si tratta di un'eccessiva mistificazione, perché per ragioni che vedremo in seguito la normale transustanziazione eucaristica si verifica in condizioni considerabili in buona approssimazione adiabatiche.

Il secondo concetto fondamentale da sottolineare è che, a differenza della preghiera la quale a parità di massa induce sempre la stessa variazione di benedittanza, la ben più potente tecnica della consacrazione ha un'efficacia variabile a seconda del materiale che si vuole benedire. Per ogni materiale esistono due grandezze, chiamate conducibilità spirituale (C) ed entalpia di transustanziazione (HT), che dipendono esclusivamente dalla sua struttura, quindi in ultima analisi dal concetto che Dio ha di tali sostanze. La conducibilità spirituale esprime l'attitudine di un corpo a diffondere il Carisma divino. Per un Dio immanente la distanza non è un problema, quindi la sua benedizione si diffonde tra due punti indipendentemente da quanto siano lontani; tutto ciò che ci occorre sapere è quanta potenza debba profondere il parroco officiante per far aumentare di un dato valore la benedittanza di una particolare massa. Di seguito sono elencati i valori di conducibilità spirituale di alcune sostanze.


MaterialeConducibilità spirituale [W·kg-1·IHS-1]
Aria in un ambiente consacrato8,56 · 10-4
Aria1,02 · 10-2
Colla vinilica7,40 · 10-2
Amido8,86· 10-1
Acqua3,44
Incenso aromatico4,01
Lipidi4-7 · 101
Cloruro di ferro (III)1,99 · 102
Liquido seminale3,65 · 102
Etanolo2,12 · 103
Glutine2,12 · 103

Grazie a Dio (è proprio il caso di dirlo), l'aria che si può trovare nelle chiese ha una conducibilità molto bassa, in modo che le benedizioni che si ricevono al suo interno vengano assorbite quasi del tutto dai corpi ospitanti. È per questo che la transustanziazione di un'ostia, se svolta regolarmente, si può approssimare ad adiabatica. Il Signore ha invece conferito a due sostanze, evidentemente ritenute da Lui rappresentative degli alimenti che furono serviti nell'Ultima Cena, un valore molto alto di conducibilità spirituale: l'etanolo per il Sangue di Cristo, ed il glutine per il Suo Corpo.

Conducibilità spiritiali diverse mutano di molto la quantità di grazia che le molecole acquisiscono. Il cicloeptano, col suo anello omociclico di sette atomi di carbonio che simboleggiano le sette virtù, presenta una conducibilità molto più elevata rispetto a composti lineari come l'n-butanolo.
Un corpo transustanzia quando le sue molecole raggiungono un valore fisso di benedittanza, che è storicamente noto come costante di Dievas-Suo e vale, secondo le ultime raccomandazioni CODATA, 33,1155 ZIHS/mol. Un ZIHS corrisponde a 1021 IHS: sembra una soglia proibitiva, ma come vedremo è tranquillamente e quotidianamente raggiungibile con un piccolo, grande aiuto della fede.
Prima di continuare, mi sembra opportuno chiarire un dubbio che mi è stato spesso formulato da coloro che iniziano ad avvicinarsi a questa materia. Visto che Cristo è unigenito, anche il Suo corpo può esistere in uno e  in un solo modo, un unico e beato stato fondamentale non degenere; ma questo non corrisponderebbe ad un annullamento dell'entropia, che sebbene sia chiaramente nelle possibilità dell'Onnipotente sembra non essere contemplato nelle Sue volontà?
La soluzione salta all'occhio consultando questa immagine:
Una volta superata la soglia critica, il sistema si pone spontaneamente nello stato di assoluta comunione e identità con Cristo.


Presumo che tutti noi preghiano frequentemente: quando preghiamo, affidiamo al Signore le nostre aspirazioni, i nostri sentimenti, le nostre paure, insomma rendiamo ogni preghiera un'esperienza unica e irripetibile di incontro intimo con Lui. Lo stesso vale per il flusso consacratorio evocato dal sacerdote officiante: esso è come una silente e ferventissima preghiera, nella quale vengono concentrati non solo le sue sensazioni, le sue simpatie ed antipatie, la sua voglia di salvarsi dall'inferno; ma si uniscono anche quelle dei fedeli che in quel momento partecipano all'assemblea nel nome di Cristo. Con l'aumentare della benedittanza, aumenta sempre più il numero di configurazioni sentimentali diverse che avrebbero potuto condurre fino a quel valore. Le due rette si intersecano in coincidenza con la costante di Dievas-Suo, e a quel punto si compie il miracolo: il corpo muta in Corpo, a imperitura memoria del Figlio dell'uomo.

Quando una molecola raggiunge lo stato di estasi di essere un tutt'uno con Cristo, è come se essa stessa aiutasse il parroco a completare la transustanziazione: il passaggio di stato comporta infatti un rilascio di energia, che facilità la consacrazione delle molecole vicine. Questa quantità è nota come entalpia di transustanziazione (dal greco enthalpos, "scaldare dentro"), ed è data da

Dove M è la massa molare, NA è la costante di Avogadro, e fd sta per "frequenza divina". Trattasi della frequenza con la quale l'Altissimo predilige interagire con noi umani, il ritmo con cui si relaziona con gli uomini: il suo valore è 1,05·108 Hz, anche se nulla vieta che in futuro decida di modificare questa costante, come del resto potrebbe fare con qualunque delle costanti fondamentali della Sua creazione.
La dimostrazione di questa formula ci distoglierebbe troppo dall'argomento, ma si può trovare in qualunque buon testo universitario di teologia dei sacramenti. Ai fini pratici, l'entalpia di transustanziazione si applica solo ai composti contenuti in pane e vino, ma la relazione ha validità universale e andrebbe bene anche per eventuali altri composti disciolti nel vino o nell'impasto del pane eucaristico.

Sapendo che l'aiuto fornito da Cristo per completare la transustanziazione è, come sarebbe logico aspettarsi, fornito nella stessa frequenza di cui sopra, si può facilmente ricavare il contributo per unità di massa che la parte di ostia già diventata Cristo dà al flusso consacrante:
0 rappresenta il contributo già presente del parroco).



Transustanziazione a 10, 20, 30 e 35 millisecondi

Questa elaborazione mostra la distribuzione della grazia divina tra le varie molecole dell'ostia. A t=0 non vi è benedittanza; col procedere della benedizione, il suo valore comincia a crescere, per qualche molecola più e per qualche molecola meno. La "coda" che vedete allungarsi a destra del grafico è il glutine: esso si consacra tanto facilmente che un numero non infinitesimo di sue molecole raggiunge, poco dopo il trentacinquesimo millisecondo, la soglia critica della transustanziazione. Va notato che 55 milliJesus sono poco più della benedittanza di un fugace segno della croce; ciò che è straordinario è che tutta questa sacralità sia concentrata in una piccolissima molecola. A partire da questo momento, mirabile dictu, guardate voi stessi cosa accade:

Dopo i 38 ms, il circolo virtuoso si fa sempre più serrato, e sempre più molecole varcano la soglia di transustanziazione. Dopo 40.2 millesimi di secondo dall'inizio, la particola è completamente consacrata.

È Cristo in persona, attraverso il suo Santissimo Corpo, a consacrare la parte del pane ancora non consacrata. E, come abbiamo visto, il primo componente dell'ostia a consacrarsi è proprio il glutine. Per questo dicevo che un'eucaristia senza glutine è come un'eucaristia senza sacerdote: i sacerdoti sono gli umili ministri di Cristo, ma senza il contributo del Figlio possono fare ben poco.

In conclusione, cari genitori, non preoccupatevi per la celiachia di vostro figlio: il glutine sarà la prima frazione dell'ostia a trasfigurarsi in Corpo di Cristo, e sebbene esista l'allergia al glutine, non ho mai visto nessun caso di allergia a Cristo. Abbi fede, piccolo Emanuele, e la tua mucosa resterà intatta.

Vostro,
Joseph