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sabato 1 dicembre 2018

Giocare a Poker con Gesù

 Il Texas Hold'em nel nome di Dio


Esimio Prof. Girolamo, mi chiamo Antonio, vengo da Milano e sono un cattolico con una grande passione per il gioco d’azzardo. Lo amo in tutte le sue forme;  baccarà, blackjack, roulette, pusoy, scommesse sportive, ma soprattutto amo il poker, principalmente nella sua variante americana del Texas Hold’em, ma anche nella classica e comunque emozionante, versione italiana a cinque carte.

Quattro anni fa, passai un brutto periodo di depressione a causa di una lunga e travagliata crisi matrimoniale, e così da episodico ed oculato frequentatore di casinò che ero, diligente conoscitore della letteratura tecnica, ma anche persona attenta ai valori della religione e della famiglia, finì per diventare più assiduo ed incauto, giungendo ad investire gran parte delle mie finanze in favore dell’unico pensiero ossessivo che mi voleva seduto ad un tavolo verde con un enorme stack davanti e due carte in mano.

Senza rendermene conto, però, il tempo volava via, e mia moglie un bel giorno se ne andò, lasciandomi sulla scrivania soltanto gli incartamenti per l’avvocato e la richiesta per assegni di mantenimento, che la sentenza puntualmente le elargì fin troppo generosamente. 
I miei affetti pian piano si diradarono, ma a me poco importava: nel mio rifugio scintillante mi sentivo libero, mi sentivo vivo. Al tavolo cessava ogni mia angoscia ed inquietudine; potevo finalmente distogliere il pensiero dalle mie tormentate afflizioni e rivolgerlo soltanto al calcolo probabilistico, ma soprattutto potevo annullarmi nell'estasi impetuosa della sorte, e naufragare in quella maestosa ondata di adrenalina che pervade l’anima al seguir dell’attesa euforica intimazione: “show down!”.

E ridevo sguaiatamente, e bevevo, e battevo le mani quando la fortuna si voltava a sorridermi, proprio poco prima che la vita decidesse di infliggermi, da quel momento in poi, soltanto pesanti batoste. 
La sconsiderata fuga della mia amata consorte, mi scosse così profondamente, che anche la mia Fede fu gravemente compromessa. Convinto che Dio mi stesse punendo per le mie mancanze, gli chiedevo: “anche tu mi volti le spalle?” Ma lui non rispondeva, non rispondeva mai.

Abbandonato e pieno di debiti, fui costretto a vendere il mio bel appartamento in centro, e a tenere soltanto il garage ad uso scantinato nel quale vivo ora, arredato alla buona con un letto singolo, un tavolo, una sedia, un piccolo fornello da campo ed una stufa alogena. 
Attualmente svolgo qualche lavoretto occasionale, ma faccio fatica ad arrivare a fine mese, e se penso al tenore di vita al quale ero abituato solo una manciata d’anni or sono, resto interdetto e mi manca il respiro. Sono oggi un uomo solo. Non ho un lavoro stabile, e quel che è peggio, ho perso l’affetto dei miei figli, che propendono per la loro madre e si rifiutano ormai di vedermi, così come i parenti, che non rispondono neanche più al telefono. Gli amici presero il volo già all'epoca in cui iniziai a chiedergli in prestito ingenti somme di denaro che poi puntualmente non riuscivo a restituirgli. 

Sono passato dai più prestigiosi Casinò del mondo, al frequentare fumose e modeste bische di terz’ordine popolate da gente assai poco raccomandabile, pur di continuare a sentire il brivido del rischio. Ho perso tutto, è vero, ma sa che c’è, caro professore? Io la partita con la Vita voglio vincerla. 
Ora ho smesso di giocare da ben dieci mesi e mezzo e non compro neanche più un Gratta e Vinci. 
È stato difficile, è stato spaventosamente difficile, ma ne sono uscito per sempre; sono libero da quell'infame demone che mi tiranneggiava.

Mi creda, Prof. Di Dio, (o De Dieu, non so come debbo chiamarla): ho conservato una grande fede nel mio cuore rugginoso, perciò è mia ferma intenzione mettere in pratica, oltre ai propositi di cui sopra, il mio tanto auspicato riscatto spirituale. 
Mi affido senza indugio a Lei e ai suoi ricercati consigli; so che saprà indicarmi un cammino di redenzione per ricongiungermi lietamente col Signore che è nei Cieli.

Che Dio la benedica, un abbraccio sincero,
Antonio

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Carissimo Antonio,
la sua storia mi ha commosso e stupito a tal punto, che ho per un attimo stentato a credere fosse vera. 
Dice di voler cercare Dio, ma non si rende conto che è stato Lui a trovare lei, perché questa preziosa opportunità di riscatto non può venire da altri che dall'Onnipotente; Egli dona una chance in più solo a chi dimostra di meritarsela, e visto che lei ha pagato il dovuto pegno, non ha più ragione di ritenersi misero e sfortunato. Innanzitutto possiede uno scantinato nel quale dormire, e lei ben sa che al mondo c’è tanta gente che non può permettersi d’avere un tetto sopra la testa.

Ma un’occasione non va mai sciupata, e perciò il primo consiglio che vorrei darle, e la prego di prestare bene ascolto, è quello di vendere quell'ultima unità immobiliare che le resta. 
Ora lei sarà giustamente incredulo, ma non salti a conclusioni affrettate, stia a sentire e si fidi di me. Dunque, lei scrive di vivere in Milano, molto bene: in questa splendida città, uno scantinato, seppur di modeste dimensioni, può valere attorno ai 10.000 €. 
Il mio spassionato consiglio, è quello di prendere il ricavato di quella vendita, recarsi di corsa al Bellagio di Las Vegas ed investirlo iscrivendosi al Main Event delle World Series of Poker, che guarda caso, ha un costo d’iscrizione perfettamente in linea con le sue ritrovate disponibilità.

Si dice che non sia facile aggiudicarsi gli 8,8 milioni di dollari del primo premio, ma con la forza della Fede, sono pronto a scommettere che lei ci riuscirà.
E potrà così tornare in auge, possedere una immensa e lussuosa villa, la supercar dei suoi sogni, l’amore vero di una nuova bellissima conoscenza femminile, l’affetto dei suoi amici e soprattutto dei suoi figli, che l’accoglieranno con rinnovato entusiasmo, nel vederla così cambiato. 

Rispetto alla sua sconsiderata decisione di abbandonare il gioco, la prego di tornare sui suoi passi; come crede che possa aiutarla il Signore, se lei non gli lascia una porta aperta? Servono concretezza ed audacia anche da parte sua; da voi si dice: “aiutati che Dio t’aiuta”, ma nella mia patria Svizzera, terra di prestigiose case da gioco, si dice: “non puoi pretendere di vincere il jackpot, se non metti qualche monetina nella macchina".
Parole di saggezza, parole Sante.

Il jackpot più ambito è il Regno dei Cieli

Negli ultimi anni, qualche psicologo buontempone è arrivato a coniare il bizzarro termine “ludopatia” per descrivere una ipotetica e stravagante smania di giocare, come se l’attività ricreativa non fosse una naturale inclinazione dell’essere umano ma bensì una pratica aberrante e sconsiderata.
Famosa, per esempio, è la sbruffonata del mediocre fisico (non a caso teorico) Albert Einstein, che deformato mentalmente dalla tremenda malattia di Asperger, arrivò ad affermare con supponenza che: “Dio non gioca a dadi”, ignorando scioccamente che, non solo l’Onnipotente può giocare a dadi dove e come vuole, ma può giocare a qualunque altro skill-game con un’aspettativa di vincita praticamente infinita.
Ovviamente fu schernito dall'intero mondo accademico e non solo, tantoché persino lo scrittore di fantascienza Stephen Hawking, benché anch'egli mentalmente ritardato, lo corresse dicendo che: “la considerazione dei buchi neri, suggerisce infatti non solo che Dio gioca a dadi, ma che a volte ci confonda gettandoli dove non li si può vedere”.
In pratica l’Onnipotente ha un’impeccabile poker face: può confonderci facilmente senza lasciar trasparire alcuna emozione, e senza il bisogno di quei ridicoli occhialetti da sole che molti indossano durante le sessioni.

La benedizione dell'ultima chip prima dell'all-in!


Mi sembra di capire che lei ritenga il gioco d’azzardo inviso alle Sacre Scritture, ma si sbaglia di grosso, perché già prima della nascita di Cristo Nostro Signore, la schiera mosaica di santi Profeti, che in quanto ebrei possedevano spiccate doti nell'amministrazione del denaro, ci lasciavano inestimabili testimonianze di devozione al gioco di ventura:

Neemia 10,34 (Nuova R.)
“Noi, sacerdoti, Leviti e popolo, abbiamo stabilito per sorteggio quando ognuna delle nostre famiglie deve portare alla casa di Dio, nei tempi stabiliti, ogni anno, un contributo di legna da bruciare sull'altare del Signore nostro Dio”

È chiaro come concetti di investimento delle risorse economiche (legna da bruciare) e di luogo fisico delle contrattazioni finanziarie (altare del Signore) siano già stati ben eviscerati tanto da gettare le basi, nei secoli a seguire, dei concetti di “buy-in” e di “tavolo da gioco”, sul quale come è prescritto, devono disputarsi le interazioni economiche in ambienti ad alta aleatorietà.

Oppure:
Numeri 26,55
“Ma la ripartizione del Paese sarà gettata a sorte; essi riceveranno la rispettiva proprietà secondo i nomi delle loro tribù paterne”

E ancora:
Neemia 11,1
“I capi del popolo si sono stabiliti a Gerusalemme; il resto del popolo ha tirato a sorte per far venire uno su dieci a popolare Gerusalemme, la città santa”

Chiara è l’importanza che il gambling rivestiva presso le popolazioni bibliche, ma non meno importante è lo sforzo di promuovere i corretti principi del gioco responsabile descritti anche nel Nuovo Testamento; principi che ogni buon cristiano deve pedissequamente osservare pena essere bruscamente allontanati dal Regno dei Cieli.

Matteo 27,34
"Gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma Egli, assaggiatolo, non ne volle bere. Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte"

Stiamo parlando delle Sacre vesti di Gesù, un premio molto ambito per l’epoca, e probabilmente quello di affidarsi alla sorte per la loro spartizione, era un tentativo arcaico ma funzionale di splittare una vincita sostanziosa ponendo fine anzitempo all'ostilità della competizione.
Oltretutto questo passo contiene un altro prezioso insegnamento, ovvero che questa Passione non va d’accordo con i cocktail: anche se fossero offerti dalla casa, ci si dovrebbe limitare ad assaggiarli per buona educazione, ma poi andrebbero cortesemente rimandati indietro perché la loro assunzione influenzerebbe negativamente la lucidità e la concentrazione.

Papa Francesco durante l’EPT di Vienna: la mano 102 lo consacrò campione

È un bene che lei si sia applicato nello studio della letteratura tecnica, ma sappia che la Sacra Bibbia contiene più nozioni di qualsiasi "Doyle Brunson’s Super System", ed è universalmente riconosciuta come il miglior manuale di poker mai scritto, anche se alcuni passi possono risultare oscuri e sibillini senza un’appropriata padronanza della dottrina teologica.

Basteranno brevi e sparse citazioni, e tutto le apparirà più chiaro:




Visto? I dettami biblici sono così autentici e sempiterni validi, che possono con profitto essere trasposti anche agli ambiti più moderni, tanto è vero che persino il matematico e giocatore professionista David Sklansky, fortunato editore del celebre “Theory of Poker” ed ideatore del popolare schema decisionale di gioco che da lui prende il nome, fu ispirato da una antica iscrizione, rielaborata poi in chiave matematica, nota come Tabella di Giuda, contenuta nella raccolta dei rotoli del Mar Morto e scoperta per puro caso da una operosa equipe di archeologi degli anni ’50, impegnata negli scavi di Cisgiordania, presso Qumran.

La scoperta di questi manoscritti di straordinaria importanza, ci ha permesso di comprendere in che modo i popoli d’Israele approcciassero alle carte e su cosa fondassero le loro strategie di gioco.
Abbiamo potuto capire come non adottassero il calcolo delle probabilità, (al contrario di quanto si era creduto in passato), ma si affidassero alla somma benevolenza di Yahweh, che d'altronde era solito avvantaggiare il Suo popolo non solo sterminando i vicini rivali, ma anche elargendo a richiesta, virtù e grazie immediatamente spendibili o convertibili in denaro contante.

Yehudah Tabūleh, traduzione CEI 1968



Se seguirà questi antichi dettami, non riuscirà soltanto ad arricchirsi spaventosamente grazie al gioco d’azzardo, ma riprenderà fermamente in mano la sua vita e si incamminerà in quel radioso sentiero di realizzazione personale e fama che la porterà ad essere ciò che sogna da sempre: un Uomo.

Le svelerò infine una indiscrezione, ma la prego però di non farne parola con nessuno, almeno fin quando il tutto non verrà ufficializzato in una prossima conferenza stampa. 
Grazie ad un crowdfunding promosso da Risposte Cristiane, e ad un consistente finanziamento del Casinò Gran Lisboa di Macao, la Santa Basilica di San Pietro in Roma, diverrà il più importante e prestigioso Casinò europeo ospitante il circuito VPT, (Vatican Poker Tour), dove grandi celebrità del poker da tutto il mondo, si sfideranno per vincere l’ambito rosario d’oro che sarà in palio.


Rendering del Gran Casinò St. Peter™ in Vatican City –  Vietata la riproduzione

È una grande occasione anche per lei, non la perda.
In attesa di ricevere quanto prima sue notizie, voglia gradire le mie più cordiali benedizioni.



Prof. Girolamo Di Dio - Prof. Girolamo De Dieu