Cerca le Santissime Risposte

martedì 18 ottobre 2011

Rapporti a tre in un matrimonio cristiano



«
Gentile Moreno,
siamo una coppia di credenti devoti e abbiamo sempre seguito la Via del Signore, nella reciproca fedeltà.
Ora vediamo che una nostra vicina di casa e cara amica, rimasta purtroppo vedova già da qualche anno, soffre molto la solitudine e, sebbene lei non voglia trovare un nuovo compagno, sappiamo che desidererebbe avere qualche momento di intimità.
Abbiamo pensato che potremmo invitarla nel nostro letto: sarebbe conforme alla dottrina cristiana questo tipo di carità?
Grazie del tuo consiglio e che il Signore ti illumini sempre,
Francesco e Laura
»

Carissimi,
ho studiato molto in profondità il quesito che mi proponete, e lo svolgo qui in un'ottica più generale.
Quando un uomo e una donna si sono congiunti in una amorosa e santa unione matrimoniale, qualche volta possono desiderare che il loro amore l'uno per l'altro e per Dio si espanda fuori dalla loro relazione. Oppure può accadere che altre persone siano attratte dalla gioia, dalla beatitudine, e dalla passione che essi irradiano. In tali situazioni, può sorgere il desiderio o l'opportunità di coinvolgere una terza persona nella loro relazione. È questa una tentazione peccaminosa, oppure una chiamata ad un amore spirituale più alto? La risposta non è chiara in ogni situazione, così dobbiamo rivolgerci alle Scritture per essere guidati.

La possibilità di formare un gruppo di tre persone, o "ménage a trois", evidenzia due principali problemi per un cristiano: omosessualità e adulterio. Molto è stato detto circa le proibizioni bibliche contro entrambi questi comportamenti, ma noi dobbiamo guardare attentamente a questa situazione nel suo contesto, per vedere come e se queste regole si debbano applicare. Consideriamo prima il problema dell'omosessualità in riferimento ad una relazione di tre persone. È conoscenza comune che in molti passaggi, sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento, la Bibbia proibisce atti omosessuali tra uomini. Sebbene due uomini che hanno simultaneamente una relazione sessuale con una donna possano non avere un contatto omosessuale diretto tra di loro, è pur vero che l'atto di condividere una donna ed essere insieme in una situazione sessuale è tuttavia omoerotico e suggerisce un'implicita omosessualità, e così pure può offrire una tentazione per sperimentare ciò che non si dovrebbe ordinariamente fare. Per questa ragione, ritengo che sia meglio per una coppia evitare di portare un altro uomo nel proprio contesto.

La maggior parte delle persone presume che la proibizione biblica contro l'omosessualità maschile includa anche il sesso tra donne, l'amore lesbico o la bisessualità femminile. Ma questa è una conclusione discutibile, dal momento che la Bibbia fa poca o nessuna menzione di donne riguardo a questo argomento, e perché la Bibbia, nel meglio o nel peggio, spesso considera diversamente uomini e donne riguardo al sesso e ai ruoli sessuali. Pertanto, credo che l'amore lesbico non vada considerato nella stessa luce dell'omosessualità maschile, secondo le Scritture.

L'unico passaggio che è frequentemente citato come condanna dell'omosessualità femminile si trova nella lettera di S. Paolo ai Romani: Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; infatti, le loro femmine hanno cambiato i rapporti naturali in quelli contro natura. Similmente anche i maschi, lasciando il rapporto naturale con la femmina, si sono accesi di desiderio gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi maschi con maschi, ricevendo così in se stessi la retribuzione dovuta al loro traviamento. (Rom 1,26-27). L'idea di donne che vanno "contro natura" è tipicamente interpretato per intendere la concupiscenza di una donna verso un'altra donna. Però, penso che ciò a cui si sta riferendo Paolo quando parla di donne che vanno contro natura non sia l'omosessualità femminile in sé, ma piuttosto l'inversione dei ruoli sessuali che vanno contro il naturale ordine stabilito da Dio.

Chiaramente, questo ha attinenza col problema dell'omosessualità femminile, dal momento che molte lesbiche assumono ruoli ed atteggiamenti maschili, adottano abbigliamento e gestualità maschili, ed interpretano la parte del maschio nelle loro relazioni con altre donne. Le donne che rientrano in questa categoria (le lesbiche "maschie") stanno davvero andando contro natura riguardo alla loro sessualità. Allo stesso tempo, comunque, ci sono molte donne che prendono parte ad attività lesbiche o bisessuali e tuttavia mantengono un ruolo ed un comportamento femminile tradizionale. Poiché non c'è alcuna specifica proibizione contro il sesso lesbico, finché queste donne rimangono entro i confini del ruolo femminile prescritto dalle Scritture, e si sottopongono all'autorità degli uomini nella loro vita quotidiana, si può presumere che ciò sia lecito. Chiaramente, se il loro marito o il padre obiettassero, allora dovrebbero astenersi.

Ma un rapporto a tre non configura l'adulterio? Questa è un'altra area grigia della Bibbia, perché nelle Sacre Scritture e nei Codici della Legge Biblica, l'adulterio è rappresentato sempre come rapporto tra un uomo e una donna, specificamente tra un uomo e la moglie di un altro uomo. In Numeri si descrivono in dettaglio le procedure per processare e punire una donna colpevole di adulterio, un procedimento che può essere iniziato dal marito della donna se sospetta che sua moglie sia infedele. Parla agli Israeliti dicendo loro: “Se un uomo ha una moglie che si è traviata e ha commesso un’infedeltà verso di lui e un altro uomo ha avuto rapporti con lei, ma la cosa è rimasta nascosta agli occhi del marito ed ella si è resa impura in segreto, non vi sono testimoni contro di lei e non è stata colta sul fatto, qualora uno spirito di gelosia si impadronisca del marito e questi diventi geloso della moglie che si è resa impura, oppure uno spirito di gelosia si impadronisca di lui e questi diventi geloso della moglie che non si è resa impura... (Num 5,12-14). Dal momento che la gelosia di un marito può essere suscitata sia che sua moglie abbia avuto sesso con un altro uomo, sia che non lo abbia avuto, quello che è pertinente qui non è l'atto del rapporto extramaritale, ma il marito che si sente offeso. Quindi le attività lesbiche di una moglie, anche se non rientrano nei parametri di quello che la Bibbia definisce come comportamento adultero, potrebbero ciononostante essere considerate adulterio, se rendono geloso il marito.

In realtà, molti uomini eterosessuali, anziché sentirsi minacciati dal sesso lesbico, ne sono affascinati, ed in questo caso, l'esplorazione della sessualità della moglie con un'altra donna potrebbe davvero servire a portare marito e moglie più vicini. In questa situazione ci si deve chiedere però, quale grado di partecipazione sia adeguato per il marito, e che condotta lui debba tenere per non commettere adulterio contro sua moglie. Questa è una domanda delicata, ma se guardiamo alle Sacre Scritture, possiamo stabilire degli orientamenti per quello che è lecito.

Il Vecchio Testamento è pieno di riferimenti ad uomini come Salomone, Davide, ed altri, che non solo avevano numerose mogli, ma anche un harem di concubine a loro disposizione. Oggi la pratica della poliginia (un uomo che ha più mogli) è illegale in molti Paesi. Sebbene si possano riconoscere i meriti della poliginia in generale, bisogna onorare il primato e la priorità del vincolo di matrimonio tra un marito ed una moglie.

Ogni qualvolta una terza persona venga ad inserirsi in una relazione coniugale, deve essere solamente per sostenere e fortificare l'unione matrimoniale esistente tra i coniugi. Quindi, se introdurre un'altra persona può in qualche modo minare la relazione tra marito e moglie, ciò non dovrebbe essere fatto.

Se, d'altronde, una coppia sposata sente che la loro relazione trarrebbe profitto da un coinvolgimento amoroso di un'altra persona, si può dar seguito a tale iniziativa, a patto di attenersi a certi limiti e condizioni:
  1. Per evitare il rischio dell'omosessualità maschile, una coppia non deve in alcun caso formare un gruppo di tre persone con un altro uomo, ma solo con un'altra donna.
  2. Le due donne dovrebbero avere una relazione di tipo lesbico.
  3. Ambo le donne coinvolte nel gruppo devono essere disposte a mantenere un ruolo femminile (cioè, nessuna delle due deve comportarsi da "maschio" sia dentro che fuori della camera da letto), e devono riconoscere il maschio come guida nella relazione.
  4. Se la donna aggiunta alla coppia non è sposata, il marito può avere rapporti con lei col beneplacito della moglie.
  5. Se la donna aggiunta alla coppia è sposata, il marito di questa deve essere informato e non avere obiezioni alla relazione.
  6. Se la donna aggiunta alla coppia è sposata, il marito dovrebbe evitare di avere rapporti con lei, e dovrebbe anche controllare le sue fantasie su di lei, concentrando l'attenzione sulla propria moglie.
L'ultimo caso è quello più arduo per il marito, perché lui non solo deve evitare di avere rapporti con l'altra donna sposata per non commettere entrambi adulterio, ma deve anche frenarsi dall'avere pensieri concupiscenti su di lei. Infatti nelle Scritture si legge: Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. (Mat 5,28).
In questa situazione è raccomandabile che per evitare le tentazioni, il marito e la seconda donna concentrino le loro attenzioni sulla moglie.

In conclusione, cari Francesco e Laura, la vostra situazione si adatta perfettamente al caso in cui un rapporto a tre, nell'ambito del matrimonio cristiano, è del tutto accettabile. Non dimenticate che lo scopo della relazione deve essere quello di fortificare il legame esistente tra marito e moglie, e permettere a tutt'e tre di celebrare insieme l'amore verso Dio.

Che Gesù vi assista sempre,
Moreno