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lunedì 28 maggio 2018

Big bang theory e ambiguità sessuale: la settimana della creazione

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Esegeti della mia cippa!
Ma non capite una mazza! Ma davvero credete che la Bibbia dica cose serie? Guardate la Genesi ad esempio: Dio prima crea la luce e poi il Sole e le stelle. Ma vi sembra possibile? E da dove usciva la luce? Dal nulla? Ahahahaha
E l’uomo? Maschio e femmina li creò vero? E basta? Ma se in natura esistono centinaia di specie animali in cui l’omosessualità è diffusa ed esistono persino specie di uccelli dove è normale l’adozione da parte di coppie omosessuali che salvano le uova di troppo dai nidi ove verrebbero abbandonate o buttate a terra per covarle e crescerne amorevolmente i piccoli? Ma vi sembra possibile credere ancora a un libro del genere? Un libro di favole scritto da pecorai ignoranti che fumavano roba strana e poi credevano di sentire il loro Dio che gli parlava dai cespugli.
Sveglia!!!!111
Teo
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Inconsapevole fratello in Cristo Teo, ti sei dimenticato la A davanti?
E quindi vorresti farci credere che la Bibbia non è un libro abbastanza scientifico per le tue somme conoscenze?
Quindi secondo te la luce viene emessa solo dalle stelle? O forse che i fotoni, elementi di luce, non vengono generati da scontri fra particelle elementari ad elevate temperature e velocità, un po’ come avviene oggi anche al CERN dove la mano del Signore guida le scoperte di una tribù di scienziati destinati a dannarsi l’anima per consegnare la conoscenza a chi giustamente pretende di restare ignorante nella fede?
Vediamo cosa dice la Genesi.
Provateci voi ad accendere la luce con tutte le lampadine fulminate!
3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu.

In effetti dal big bang emergono solo particelle elementari, prima quark, antiquark, leptoni e bosoni ma praticamente subito (dopo 10 alla meno quattro secondi!) arrivarono i fotoni e, quindi, la luce.
I fotoni esistevano ben prima delle stelle.
I pecorai, o chi dettava da dietro il cespuglio, ci avevano azzeccato senza avere preso una laurea in astrofisica. Però!

4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre

Ai tempi l'universo era piccolissimo, anche se si stava espandendo, la temperatura e le energie mostruose, e le velocità delle particelle tali che nel plasma era tutto un urtarsi l'una con l'altra con continua irradiazione e formazione di fotoni ed effimere particelle di ogni tipo, ma …
Torniamo indietro nel tempo: oscillazione del vuoto quantistico, il Vecchio con la barba si annoia e schiocca due dita ... 'na botta di energia! Le forze in gioco sono enormi (mica avete schioccato voi, inutili merde!), siamo solo a decimillesimi di secondo dalla creazione e c’è già un gran casino, plasma denso e appiccicaticcio in ogni dove, come la Benedittanza, così denso che i fotoni non riescono a venirne fuori.
Fiat lux! (che non è un nuovo modello di utilitaria). Certo che avvenne, ma non riusciva a venirne fuori: siamo in condizioni simili a quelle di un buco nero, mostruose forze tenevano la luce imprigionata ed occorreva fare qualcosa, ma cosa? Il Vecchio con la barba si impegna, butta giù velocemente due equazioni: come sgusciare fuori da una singolarità? ... c'è bisogno che quest'universo abbia urgentemente una vigorosa erezione. Occorre che questo cazzetto infreddolito si becchi una bella botta di sangue per raggiungere dimensioni degne di San Rocco. Fortunatamente ricorda una vecchia scena vista sul canale 666 di Paradise Network in cui Jenna Jameson praticamente risuscitava un morto e decide di imitarne la tecnica (qualche miliardo di anni dopo l'avrebbe adottata anche Suo Figlio con l'amico Lazzaro): ti spara lì, come se niente fosse, la teoria dell'inflazione, soffia nel palloncino e l'universo si espande d’un botto.
L'inflazione: Nostro Signore gonfia l'universo espandendolo più veloce della luce!
"These dicks!" si sente echeggiare: "sti cazzi!", Lucifer (l'angelo portatore di luce, viveva nella city anche se era un romanaccio ante litteram) esterna la sua gioia, "finalmente ho una missione da compiere!"; la luce finalmente filtra e l'angelo più bello, non ancora caduto in disgrazia, comincia a sparare fotoni a destra e a manca, come un camorrista contro i segnali stradali su una provinciale della Sila. 
Lucifer! Per la gioia delle nostre devote costole
Le distanze crescono enormemente perché l’inflazione espande il reticolo dello spaziotempo, quello disegnato sul palloncino, a velocità superiori a quelle della luce: fico il Nonnetto eh? Prima si era autoimposto la regola che la velocità della luce fosse insuperabile, come il tonno, poi si pente e per risolvere il problema allarga lo spazio prima che la luce ci arrivi! Dove non arrivano i fotoni rimane buio e così, finalmente tenebra e luce si separano, proprio come dice il vecchio libro.
Il Vecchio, ovviamente, non è che possa fare un trattato di matematica, la teoria delle stringhe non l'ha capita tanto bene neanche Lui, ci deve lavorare e, per ora, preferisce i mocassini che poco si addicono ai numeri arabi ancora ignoti ai suoi scribi prediletti. Detta ai pecorai qualcosa in termini comprensibili, tanto per avere due appunti da parte su cui lavorare in seguito, e per farsi capire fornisce un po' di nomenclatura che sarà utile più avanti dopo la creazione di stelle e pianeti:

5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte.

Infatti cominciano ad emergere gli elementi base; se li è annotati su una tavola, detta tavola degli elementi.
Le tavole del profeta Mendeleev
Fortunatamente, visto che le altre, quelle dei comandamenti, andranno in frantumi, dimenticherà di darle a Mosè sul Sinai: verrà consegnata un po' più in là nel tempo ad altro profeta, un certo Mendeleev.
 
Dmitrij Ivanovič Mendeleev. è il caso di dire "Per la barba del Profeta!"
L’Idrogeno è fra i primi e ne esce in quantità: occorre ora fare in modo che, appiccicandone gli atomi a gruppetti, si formino poi gli altri elementi, prima i più leggeri e infine quelli più pesanti. 


Con un vecchio 8086 e schermo a fosfori verdi risolve tutto per l'ennesima volta: inventa la chimica delle reazioni termonucleari così da favorire l'aggregazione e il funzionamento delle prime stelle (appunto il firmamento). 
I primi atomi si attraggono e si aggregano fra di loro, formando le stelle, ma serve più energia, altrimenti si spegne tutto: che fare? Altro colpo di genio del buon Dio che alimenta la fusione nucleare grazie alle elevate energie sprigionate da un Suo semplice sfregamento delle mani (evita di schioccare ancora le dita visto il casino della botta iniziale): arrivano quindi i primi atomi di Elio e le stelle diventano fucine nucleari, bruciano a temperature spropositate, creando elementi ad minchiam.

Quattro nuclei di Idrogeno si fondono per formare un Elio: notoriamente fuso per volontà di Dio
6 Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque».
7 Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne.
8 Dio chiamò il firmamento cielo.


Con una bella accelerata, saltiamo alcune fasi particolarmente noiose, ci ritroviamo con H2O in abbondanza, qua e là nell'universo: vuol dire che ci siamo fulminati in poche righe di Bibbia qualche miliardo di anni di eventi durante i quali molte stelle muoiono, implodono e poi esplodono sparando materiali di ogni tipo verso l'infinito e oltre: appunto i materiali che oggi troviamo nella tabella degli elementi e loro aggregazioni in molecole, fra le quali, come appunto ci narra il Libro, idrogeno e ossigeno nella forma aggregata dell'acqua.

9 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne.
10 Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare.


Gli elementi pesanti si aggregano intorno ad altre stelle. Formano anelli orbitanti, si aggregano ulteriormente e formano asteroidi e pianeti. 
Riccioli d'oro
Quelli che ruotano nella Goldilocks zone (fascia dei riccioli d'oro), sono solitamente rocciosi ed è proprio su uno di questi che succede esattamente quello che è descritto nel Libro: inizialmente fa così caldo che i materiali pesanti sono fluidi, colate di acciaio fuso scorrono a fiumi come in una fonderia sovietica, una fucina calda e fumosa, vapori di zolfo e metano avvolgono il tutto, mentre l’acqua, ghiacciata nello spazio profondo, assume qui la consistenza del vapore.
Ma poi, raffreddandosi, la terra solidifica e l'acqua, prima evaporata  per il calore, adesso piove a terra diventando liquida: terra e mare quindi si separano proprio come ci ha detto Dio: che culo! Ci siamo beccati il pianeta giusto! (ah no, ringraziamo ancora il Vecchio con la barba).
Avvincente vero?
Vediamo come continua:

14 Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni
15 e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra».


Ecco, forse questo andava un pelino prima, o forse è solo una ripetizione: in effetti la formazione di sistemi stellari continua a succedere di continuo, anche oggi, ... diciamo che mentre acqua e terraferma si separano sul nostro pianeta, il Sole stava già lavorando da un pezzo, ma sicuramente altrove nell’universo altri soli si stavano formando e se ne formeranno.
La Luna invece in effetti arriva dopo: Lucifero giocando a biliardo con il Vecchio stecca violentemente e, oltre a strappare il panno, spara un grosso asteroide contro la Terra, la prende di “spaccio” per cui la Terra inizia a ruotare velocissima: siccome la terraferma non è ancora perfettamente solidificata, nella zona dell’attuale oceano Pacifico se ne stacca un pezzo che vola via e diventa il nostro satellite (la teoria della fissione assimila la creazione della Luna a quella della Donna: entrambe costole, l’una della Terra, l’altra del Maschio!).
La Luna, costola della Terra, coma la Donna lo è dell'Uomo!
E infatti leggiamo dalla Bibbia che, grazie al colpo di spaccio, le terra inclina l’asse di rotazione e gira, sia su se stessa, che intorno al Sole; e così, quando non si vede il Sole, grazie alla precedente separazione di luce e tenebra, emerge il buio della notte (termine anticipato dal Signore qualche versetto in anticipo con grande lungimiranza) e si vedono le stelle più lontane! Esattamente come ci dice Genesi:

16 Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle.
17 Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra
18 e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre
.

Passa ancora un qualche tempo (un qualche milione di anni) e finalmente:

20 Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo».
21 Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie.


Non penserete che il Vecchio si sia messo lì a creare le bestie una per una! Anche in questo caso fa tentativi in provetta: scalda gli elementi nel microonde, mette catalizzatori, agita, ... quando azzecca il processo giusto lo programma. Su alcuni pianeti viene bene, su altri meno ...
Col solito culo che ci contraddistingue da noi c'è l'acqua, ci sono proteine, ci sono aminoacidi, chimica del carbonio! è il brodo primordiale che, diversamente da quello Knorr non ha data di scadenza: rimane lì a ribollire finché dopo qualche milione di anni, come previsto dai calcoli del Vecchio, spurgano fuori virus e batteri e, piano piano, forme di vita più complesse.

Brodo primordiale
Possiamo quindi affermare, caro Teo, che in fondo Genesi contiene molte meno cazzate scientifiche di altre parti della Bibbia e di altri testi di mitologia religiosa (pensate solo alle storie di corna in cima all'Olimpo, Zeus che si tromba qualunque cosa abbia parvenza di respirare, tutti che si trombano fra loro a giro, che Brooke Logan di Beautiful, a confronto, è una suora di clausura!).

Ma arriviamo in fondo:

27 Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.


Oh! E finalmente arriviamo noi, maschio e femmina quindi si parla di sesso, ragazzi, si tromba! Nel nome del Signore, ovviamente. Non che le bestie create precedentemente non avessero vita sessuale e non se la spassassero, anzi, in natura troviamo ermafroditismo, partenogenesi, travestitismo ed omosessualità; ma di loro non ce ne frega una beneamata mazza, ricordiamo che la creatura prediletta del Signore siamo noi, e che cazzo!
E qui la Bibbia mette in chiaro dettagli importanti: per noi è diverso dalle bestie, si dichiara esplicitamente che godiamo degli stessi attributi sessuali di Nostro Signore! Maschio e femmi ... ah! ... quindi (giustamente) Egli è sia maschio, sia femmina e lo è allo stesso tempo: d’altra parte dovendo essere contemporaneamente Padre e Madre della vita che altre possibilità c’erano? Insomma, un bel travone ermafrodita con la barba! Se fosse sceso in terra in questo periodo gli avrebbero fatto vincere l’Eurofestival della canzone! 

Maschio e femmina, a Sua immagine e somiglianza!
Quindi, dicevamo, ci ha creati maschio e femmina, come Se stesso: ma se Lui lo è contemporaneamente, cosa impedisce di esserlo allo stesso tempo anche agli umani? Maschio ... femmina ... maschio-e-femmina ... un po' più ... un po' meno ... perché se Egli può e siamo a sua immagine e somiglianza non può che essere così ed, anzi, possiamo affermare che solo i trans raggiungono la perfezione della perfetta somiglianza al Creatore, Padre e Madre ad un contempo del creato intero!
Tutto questo spiega, peraltro l'attrazione del Figliolo per Maddalena/Giovanni di cui abbiamo scritto ampiamente da poco (Giovanni o Maddalena? Drag queen e transessualità alle radici del Cristianesimo).
E tutto questo in una settiman … va beh, sulla questione del tempo tralasciamo: d’altra parte come minchia facevano a misurare i giorni se la rotazione della Terra intorno al Sole ed al suo asse è stata creata verso giovedì? Se considerassimo come anno il periodo di rivoluzione del Sole intorno al centro della Via Lattea, l'universo avrebbe più o meno, solo 60 anni lattei (240 milioni di anni terrestri per fare un solo giro panoramico della galassia)! Einstein, sincero teista, anche se invero un po' bacchettone, visto che voleva impedire a Nostro Signore il gioco d'azzardo, diceva inoltre che il tempo è relativo e dipende dalla velocità, più vai veloce e più scorre lentamente, quindi se sei seduto su un fotone il tempo è fermo e siccome Dio è luce, chissà che casino succede al suo orologio ogni volta che sale e scende dal suo scooter fotonico!

Benedittanza

Quanta i fotoni creati prima della Terra
Quanta le costole umane che ci rallegrano la vita e le costole planetarie che ci illuminano la notte

Quante le paia di scarpe tacco dodici nella cabina armadio di Dio

Tancredi

6 commenti:

  1. Carissimo fratello Tancredi,
    Ti devo raccontare un fatto inquietante accadutomi nel corso del mio recente viaggio in Asia e più precisamente in Indonesia che, come si sa, è un Paese di religione islamica.
    Dovevo recarmi in una città lontana circa 150 kilometri dalla capitale Giacarta e percorrevo in taxi una strada ad un’unica corsia, in coda, senza poter sorpassare un camion carico di pecore.
    Ho impiegato tre ore per arrivare a destinazione e fino a qua niente di strano, viste le scadenti infrastrutture di quel Paese.
    Poiché nessuna delle pecore indossava il chador ho pensato che fossero ciò che la nostra Santa religione definisce peccatrici, destinate a soddisfare negli harem la lussuria di facoltosi personaggi.
    Ma ciò che ha creato maggior turbamento al mio cuore di cristiano è che una di quelle pecore continuava a fissarmi con sguardi audaci e lascivi. Oltre al fascino degli occhi a mandorla, le labbra rifatte e di un rosso acceso le conferivano un aspetto provocatorio e ammaliante.
    Ho capito allora che il demonio stava attentando alla mia purezza ed ho ricordato che Gesù comanda di vegliare e pregare per non cadere nella tentazione della carne, perché ci sono momenti in cui solo la vigilanza e la preghiera possono salvarci.

    Ecco la preghiera giusta per queste pericolose occasioni.

    Mio Signore mio Signore
    Stammi sempre dentro al cuore
    Quando la donna davanti si sbraca
    Fuggi lontano stordisci e caca.
    E se di notte mi prode il membrano
    Fammelo stringere con la mia mano
    Fino allo spasimo fino al delirio
    Come un cocente dolce martirio
    E se di notte il sesso si sveglia
    Alzati e mettilo dentro una teglia
    E con del sale del pepe e lo strutto
    Fanne un decotto piccante e asciutto.

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    1. Caro fratello Zaratù, questo tuo turbamento è dono del Signore: d'altra parte se il linguaggio nostro benedetto da Dio ci parla di sesso alla "pecorina" ci sarà pure un motivo. La splendida ispirazione che ti ha fatto scrivere questa dolce preghierina ne sia riprova al mondo intero!
      Cercheremo di dare più spazio a questa tematica, ché il mestiere di pastore e la sua vita sessuale sono tema caro al Signore.
      Benedittanza!

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  2. L’ultima fatica di Mauro Biglino, “Non c’è creazione nella Bibbia: la Genesi ci racconta un’altra storia”, implica una radicale rivisitazione di consolidati criteri interpretativi. L’autore, nella restituzione della Bibbia al contesto storico e sociale in cui nacque e si formò, disconosce che la Torah includa un livello simbolico. Ha ragione? Crediamo proprio di sì. I significati esoterici e cabalistici scaturiscono da successivi interventi: sono ingegnosi e persino mirabili, ma estranei al testo. Sono simili alle decorazioni barocche con cui si nasconde la sobria architettura di una chiesa romanica: potranno pure essere pregevoli, ma non appartengono al manufatto originario.

    Ammiriamo coloro che si industriano nell’invenzione di sensi reconditi, di inediti accostamenti, di fantasiose etimologie: essi, però, sono degli artisti, non degli storici. È credibile che un rozzo popolo di pastori creò un’opera plurivoca e non piuttosto un resoconto volto a mettere in risalto la propria identità etnico-culturale? Sarebbe come pensare che l’Iliade e l’Odissea codifichino chissà quali valori ermetici, invece di essere l’espressione letteraria di una società aristocratica tra il II millennio a.C. e Medioevo ellenico. Ciò non toglie che nell’épos greco non enuclereemo alcune immagini simboliche, ma sono circoscritte a pochi versi e talora sono idee posteriori. Quando si menziona l’ethos omerico, si sottolinea proprio la sostanziale oggettività con cui il rapsodo ripercorre le vicende e delinea personaggi e luoghi.

    Sappiamo che il letteralismo non piace. Non piace soprattutto poiché rompe la magia, dissolve un alone incantevole: la verità nuda e disadorna è poco attraente. Bisogna, però, essere onesti e discernere le situazioni in cui un’interpretazione emblematica è non solo legittima, ma persino doverosa, e quei casi dove è, invece, arbitraria. Il letteralismo suscita tante scomposte reazioni, ma pochissimi tentativi di confutazione. Ecco allora la levata di scudi contro chi vede nell’arca dell’Alleanza un oggetto tecnologico. Ecco allora una pioggia di dardi infuocati contro i traduttori che scorgono nel termine Elohim un plurale. Ecco allora una scarica di tronitruanti cornigere allotrie ed esecrande puttanate.

    Ci sia permessa qui una breve digressione linguistica: Elohim è un plurale, ma non un pluralis maiestatis che fu introdotto dalla Chiesa nicena nel IV secolo d.C. Ci si rassegni, evitando di alambiccarsi per tentare di dimostrare ciò che dimostrabile non è. Agli esperti l’onere di giustificare il numero plurale all’interno del Pentateuco prodotto da una gente che, a torto, è ritenuta da molti monoteista ab origine. Noi possiamo solo constatare il dato morfologico.

    È naturale: i simboli esistono, ma in precisi campi. Gran parte dei libri biblici più antichi ne è priva. Questa è la premessa, a nostro modesto parere corretta, da cui è scaturita la ricerca rigorosa ed onesta di Mauro Biglino. È pacifico che tale approccio non esaurisce le indagini né scioglie tutti gli enigmi: ad esempio, la cultura ebraica conserva, anche se in modo confuso e grossolano, antiche conoscenze sumeriche ed egizie già criptate nell’alfabeto.

    È assodato che, una volta compiute investigazioni in àmbito storico, archeologico, paleontologico etc., resta la dimensione metafisica dove il Professor Biglino non vuole addentrarsi. Si leggano dunque gli autori che si avventurano in territori liminali, se si intende definire un disegno più ampio.

    Con queste note metodologiche, affidiamo a lettori dalla mentalità aperta il saggio del Nostro. Siamo consci che tutto si ha da guadagnare da un incremento della conoscenza, pure qualora sia una conoscenza che dapprincipio sovverte convincimenti inveterati. Con la nuova resa della parte iniziale del Genesi l’autore demolisce uno dei pregiudizi più radicati: è emozionante scoprire che cosa si cela dietro il racconto della “creazione ex nihilo”…

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    1. Fratello in Cristo Hara, ma sei proprio tu? Quale gioia leggere le tue sagge e sante parole! Hai meditato nel deserto? Hai visto le luci dell'alba dalle mura di Gerico? Bentornato fra noi. Purtroppo il fratello Biglino è un miscredente ed arderà fra le fiamme dell'inferno, ma non prima di averci reso buone traduzioni letterali della Parola del Signore.
      D'altra parte perché negare che Yaweh abbia sterminato gli altri inutili dei divenendo prima l'unico da adorare e poi l'unico esistente? Quale triste banalità essere l'unico dio dall'eternità mentre meravigliosa è l'epopea di un dio sterminatore che si conquista il campo giocando a scacchi usando come pedine i popoli della Terra? Ebrei contro Moabiti, Milanisti contro Interisti fino a restare Lui l'unico vincitore e quindi il Che Guevara delle religioni che dal banale politeismo fa evolvere la fede verso il monoteismo? Che la benedittanza del Signore ti ricopra appiccicaticcia e biancastra come la manna degli Ebrei che sbagliavano nel deserto!

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  3. A te, dell’essere principio immenso, materia e spirito, ragione e senso; mentre ne’ calici il vin scintilla sì come l’anima nella pupilla; mentre sorridono la terra e ’l sole e si ricambiano d’amor parole, e corre un fremito d’imene arcano da’ monti e palpita fecondo il piano; a te disfrenasi il verso ardito, te invoco, o Satana, re del convito. Via l’aspersorio, prete, e ’l tuo metro! no, prete, non torna in dietro!

    Vedi: la ruggine l’ode a Michele il brando mistico; ed il fedele spennato arcangelo cade nel vano. Ghiacciato è il fulmine a Geova in mano. Meteore pallide, pianeti spenti, piovono gli angeli dai firmamenti. Nella materia che mai non dorme, re dei fenomeni, e delle forme, sol vive Satana. Ei tien l’impero nel lampo tremulo d’un occhio nero, o ver che languido sfugga e resista od acre ed umido provochi insista.

    Brilla de’ grappoli nel lieto sangue, per cui la libera gioia non langue, che la fuggevole vita ristora, che il dolor proroga, che amor ne incora. Tu spiri, o Satana, nel verso mio, se dal sen rompemi sfidando il dio de’ rei pontefici, de’ re cruenti: e come fulmine scuoti le menti. A te, Agramainio, Adone, Astarte, e marmi vissero e tele e carte, quando le ioniche aure serene beò la Venere anadiomene.

    A te del Libano frernean le piante, dell’ alma Cipride risorto amante: a te ferveano le danze e i cori, a te i virginei candidi amori tra le odorifere palme d’Idume, dove biancheggiano le ciprie spume. Che vai se barbaro il nazareno furor dell’agapi dal rito osceno con sacra fiaccola i templi t’arse e i segni argolici a terra sparse? Te accolse profugo tra gli dei lari la plebe memore dei casolari.

    Quindi un femineo sen’ palpitante empiendo, fervido nume ed amante, la strega pallida d’eterna cura volgi a soccorrere l’egra natura. Tu all’occhio immobile dell’ alchimista, tu dell’indocile mago alla vista dischiudi i fulgidi tempi novelli del nero claustro oltre i cancelli. Alla Tebaide, te nelle cose fuggendo, il monaco triste s’ascose. O dal tuo tramite alma divisa, benigno e Satana: ceco Eloisa.

    In van ti maceri nell’aspro sacco: il verso ei mormora di Maro e Flacco tra la davidica nenia ed il pianto; e, forme delfiche, a te da canto, rosee nell’orrida compagnia nera, mena Licoride, mena Glicera. Ma d’altre immagini d’età più bella tal or si popola l’insonne cella. Ei, dalle pagine di Livio, ardenti tribuni, consoli, turbe frementi sveglia; e fantastico d’italo orgoglio te spinge, o monaco, su ’l Campidoglio.

    E voi, che il rabido rogo non strusse, voci fatidiche, Wiclef ed Husse, all’aura il vigile grido mandate: s’innova il secolo, piena è l’ etate. E già già tremano mitre e corone: move dal claustro la ribellione, e pugna e predica sotto la stola di fra’ Girolamo Savonarola. Gittò la tonaca Martin Lutero: gitta i tuoi vincoli, uman pensiero, e splendi e folgora di fiamme cinto; materia, inalzati: Satana ha vinto.

    Un bello e orribile mostro si sferra, corre gli oceani, corre la terra: corusco e fumido come i vulcani, i monti supera, divora i piani, sorvola i baratri; poi si nasconde per antri incogniti per vie profonde; ed esce; e indomito di lido in lido come di turbine manda il suo grido, come di turbine l’alito spande: ei passa, o popoli, Satana il grande; passa benefico di loco in loco su l’infrenabile carro del foco.

    Salute, o Satana, o ribellione, o forza vindice della ragione! Sacri a te salgano gl’incensi e i voti! Hai vinto il Geova de’ sacerdoti.



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    1. Caro fratello in Cristo Zaratù, una gioia rileggere questa dolce preghiera all'arcangelo più bello di Nostro Signore, dedicataGli da uno dei poeti cristiani più devoti della nostra letteratura. Che il Signore lo benedica!
      Benedittanza!

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