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sabato 9 febbraio 2019

Ma davvero le altre religioni sono un dono di dio?


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Caro Fratello Tancredi,
ho letto sul giornale che papa Ciccio, dopo avere incontrato infedeli di ogni risma, ha affermato che "la pluralità di religioni è volontà divina".
Ma questo non è in contrasto con la nostra fede in un unico Dio?
Il dio degli eserciti non ci ordina di sterminare gli adoratori di falsi dei?
Liberami dal dubbio!
Devotamente
Renatino
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Caro fratello in Cristo Renatino, indubbiamente tutto è volontà divina quindi anche l'esistenza di altre religioni. Ma, la scrittura, almeno l'antico testamento, impone all'uomo di combattere gli adoratori di falsi dei.

Nessuno doveva sopravvivere fra i miscredenti: (1Sam 22,19) Passò a fil di spada Nob, la città dei sacerdoti: uomini e donne, fanciulli e lattanti; anche buoi, asini e pecore passò a fil di spada; ma anche (Lv 26,30) Devasterò le vostre alture, distruggerò i vostri altari per l'incenso, butterò i vostri cadaveri sui cadaveri dei vostri idoli e vi detesterò e 
(Dt 7,5) demolirete i loro altari, spezzerete le loro stele, taglierete i loro pali sacri, brucerete i loro idoli nel fuoco

Il Cristianesimo, ovvero il nuovo testamento cosa dice? Intanto i vangeli sono la storia di Cristo che si presenta un predicatore ebreo; egli non vuole fondare una nuova religione, si proclama Figlio del Dio della religione vigente, quindi nulla rinnega: (Mt 5,17) Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. Mi sembra evidente che per Nostro Signore, il fatto di essere sceso e nato da una vergine non cambia le cose, anzi, portare a compimento potrebbe essere interpretato come massacrare e cancellare dalla storia tutti i non ebrei!
Vero è che dice, infatti, di amare il prossimo: (Mt 19,19) onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso, ma come mai il prossimo è associato alla famiglia? Gesù ci parla di chi ci è vicino, dice di non litigare e nel caso fare subito la pace con chi ci è vicino, ovvero i parenti, i concittadini e correligionari mica gli stronzi miscredenti e forestieri!
Il Cristianesimo nasce in modo evidente con san Paolo: forte di un colpo di sole che gli illumina la mente, egli scavalca il figlio del Signore parlando direttamente col Padre che gli detta un sacco di lettere che abbiamo ricevuto tutte insieme quindi o erano le brutte copie o non sono mai state spedite, ma la cosa certa è che egli si beccò per primo il compito di diffondere il verbo, ma anche il soggetto e il complemento oggetto fra i gentili, (At 22, 21) Va’, perché io ti manderò lontano, tra i pagani, che sarebbero poi i politeisti, stranieri rispetto agli ebrei (detti gentili perché evidentemente i perorai ebrei erano più grossolani e sgarbati dei romani, in effetti molto più educati, colti ed eleganti tanto da riferirsi agli stranieri con il termine opposto di gentili: barbari!).
Diffondere il verbo perché? per portare la salvezza: (1Cor 9, 16) È per me una necessità il farlo. Guai a me, se non evangelizzassi.

Il problema delle altre religioni diviene quindi che semplicemente non avranno la salvezza: non c'è per Paolino di Tarso più la necessità di passare tutti a fil di spada maschi e bambini, e trombarsi le femmine, come ordinava Dio padre agli antichi ebrei, ma è semplicemente dovere del buon cristiano salvare più anime possibile dalle fiamme dell'inferno convertendole alla Buona Novella: 
(Ap 21,8) Ma per i vili e gli increduli, gli abietti e gli omicidi, gli immorali, i maghi, gli idolatri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. Questa è la seconda morte
(1Cor 6,9) Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolatri ... 

Un giorno però qualcuno si pose il problema: ma qualcuno che non ha mai saputo nulla del cristianesimo come potrà salvarsi? La risposta fu: non sapendone nulla, se è buono sarà lo stesso salvo! Ma allora se gli racconto tutto, ma non riesco a convertirlo? Ma ovvio: lo mando all'inferno!
E vai! Questo è il recondito significato delle parole del Nostro Papa: questo è lo scopo divino della moltitudine di religioni!
Il paradiso è posto molto freddo e le anime salve si troverebbero a patire e battere i denti per l'eternità!
Ovviamente sui libri di fisica dei miscredenti leggerete un sacco di minchiate a proposito, tipo che il paradiso è più caldo dell'inferno! 
Essi citano (Isaia, 30:26) Inoltre, la luce della Luna sarà come la luce del Sole e la luce del Sole sarà sette volte tanto quanto la luce di sette giorni e lo interpretano affermando che il Paradiso riceve dalla Luna tanto calore quanto oggi se ne riceve dal Sole più 7 x 7 ovvero ulteriori 49 volte ovvero 50 volte in tutto portando la temperatura oltre i 500 gradi.
(Rivelazioni, 21:8) invece ci dice che i peccatori nell'inferno avranno la loro parte nel lago ardente di fuoco e zolfo che, fuso ,ha una temperatura inferiore a 50 gradi.
Quello di cui non tiene conto il volgare fisico è che l'anima del credente dona continuamente tutto il suo amore e quindi calore a Nostro Signore e quindi ne ha bisogno di continuo!
I credente dona al Signore tutto il suo calore: fortunatamente ci sono
i miscredenti che, ardendo fra le fiamme dell'inferno, riscaldano il suo cuore!
Ma ecco come alimentare le caldaie che producono il riscaldamento a circuito chiuso per il paradiso: diffondere il verbo senza convertire!

Benedittanza!

Quanta i devoti cristiani che rischiano di patire il gelo eterno fra le alture del Paradiso
Quanta la genialità del Papa argentino nel procurarci materiale da ardere
Quanta i miscredenti che, non più ignari della vera fede, potranno alfine ardere in eterno per scaldare i nostri cuori santi e benedetti

Tancredi

1 commento:

  1. La dottrina patristica del Lógos spermatikòs risale ai contributi di Giustino (100-162), Ireneo di Lione (130-202) e Clemente Alessandrino (150-215). I semi del Verbo sono un concetto-immagine che, per quanto riguarda la metafora del “seme”, si ispira alla parabola narrata da Gesù sulla Parola di Dio, sparsa come i semi nel campo, che riceve accoglienza ed effetti differenti in corrispondenza del tipo di ricezione (Mt 13,3-9).
    Senza la pretesa di presentare in forma completa il pensiero di Giustino sul Lógos spermatikòs, mi limito a ricordare alcune chiare affermazioni sulle quali si basa la sua dottrina.
    Innanzitutto, il riconoscimento del radicamento nella struttura umana del rapporto con il Logos divino: «Gli stoici hanno stabilito in morale dei principi giusti; i poeti ne hanno parlato, poiché il seme del Verbo (spérma tu lógu) è innato (émphuton) in tutto il genere umano».
    «Gli scrittori hanno potuto vedere oscuramente (amudrôs) la Verità, grazie al seme (spora) del Verbo che è stato posto in loro. Ma altra cosa è possedere un seme (spérma) e una somiglianza proporzionale alle proprie facoltà, altra cosa la realtà stessa, la cui partecipazione e imitazione procedono dalla grazia che viene da Lui».
    È da tenere presente – e questo è un punto di capitale importanza – che Giustino distingue tra il Lógos spermatikòs e i “semi” del Logos.
    Il Logos insemina le intelligenze degli uomini e dà così una conoscenza aurorale e parziale di ciò che soltanto il Verbo incarnato porterà a perfezione. L’oggetto e la norma della verità in tal modo conosciuta è il Verbo stesso.
    La conseguenza è che, per quanto egli abbia un’alta stima del pensiero filosofico, considera decisamente superiore la fede cristiana, che è a suo avviso la vera filosofia. Scrive, infatti: «È dunque evidente che la nostra dottrina supera ogni umana dottrina, perché il principio razionale integrale è divenuto il Cristo apparso per noi, corpo, ragione e anima».

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