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mercoledì 8 maggio 2013

La dolcezza del missionario



«Caro fratello Joseph, mi chiamo Piro-Piro, che nella vostra lingua significa “Uomo il cui colore degli occhi ricorda le tinte dorate di un tramonto sul Bosforo, visto però dal quartiere di Beylerbeyi nella parte anatolica di Istanbul” (nella nostra, invece, significa “Dal passo felpato come i Monotremi dalla lingua vischiosa”) e faccio parte della tribù degli Anga (ramo cadetto), stanziata all’interno delle foreste pluviali tropicali più recondite della zona di Aseki (a Mumeng-Labuta, più precisamente), nel distretto di Menyamya della provincia di Morobe, in Papua Nuova Guinea. La nostra tribù è quasi del tutto sconosciuta, non ha fino a ora mai avuto rapporti con altri gruppi sociali (a parte il popolo dei Wau-Bulolu, nostri acerrimi nemici) e vive ancora come vivevano i nostri avi. Non conosciamo la scrittura e il nostro sistema di numerazione contempla solo quattro numeri: ashz-lebr (zero), ph (uno), phh (due) e yeyh (dal 3 fino al 17.474, poiché nelle nostre terre non c’è nulla che conti più di 17.474 unità, a parte forse le zanzare). Noi ci troviamo bene, anche se ciò forse spiega una certa animosità, specie nei commerci: l’altro giorno Bein-Trahkl, che mi doveva yeyh ciotole di taro, che gli avevo prestato mesi addietro, me ne ha restituiti, appunto, yeyh: ma il suo yeyh ammontava a phh + phh, mentre io era certo di avergliene prestati proprio yeyh, cioè 101. Abbiamo chiesto allo stregone, che funge anche da mediatore, che ha confermato che l’ammontare del debito era esattamente yeyh ciotole di taro. Non credo ne usciremo. Ma la cosa più importante è che pratichiamo il cannibalismo alimentare, sia nella forma endocannibalica sia in quella esocannibalica. Da poco tempo mi sono convertito al Cristianesimo e un problema mi angustia: sento il bisogno di parlarne con qualcuno. Tutto è cominciato 6 mesi fa, quando con alcuni membri della tribù mi trovavo a caccia vicino alla radura dell’albero morto. Mentre stavamo tendendo l’agguato al babirussa, che noi mangiamo con una certa voracità, abbiamo visto una piroga scendere lungo il fiume. A bordo vi erano tre esseri, molto strani sia per la foggia delle vesti sia per il colore dell’incarnato: erano bianchi come il latte del facocero. Subito abbiamo pensato fossero dei ropen (specie di mostri mangiabambini secondo la nostra religione, che è di tipo animista, temperata però da elementi di primitivo monoteismo) sotto mentite spoglie, e quindi li abbiamo bersagliati con frecce, zagaglie e pietre lanciate con la frombola, catturandoli. Ci siamo subito accorti che quei tre avevano l’apparenza di uomini, per quanto strani: li abbiamo perciò portati al nostro villaggio. Due erano morti e quindi li abbiamo subito mangiati, anche perché era giorno di festa; il terzo era solo ferito di striscio ed essendo magro come un chiodo, l’abbiamo rinchiuso in una gabbia per ingrassarlo un po’, prima di eviscerarlo e farne la pietanza principale del successivo banchetto. A me è stato affidato il compito di provvedere al suo nutrimento, dandogli specialmente foglie di aibika (Abelmoschus manihot, appartiene alla famiglia delle Malvacee) e uova di bilu (un volatile che fa parte degli uccelli passeriformi, nome scientifico Amblyornis macgregoriae), che sono molto caloriche. Vivendo accanto a lui mi sono accorto che parlava bene la nostra lingua e abbiamo conversato parecchio. In breve: era un missionario mandato nelle nostre terre per civilizzarci. Con me ci ha messo poco, anche perché non è che vivere in una foresta alluvionale e cacciare l’echidna dal becco lungo di Sir David sia tutto ‘sto spasso. Quindi mi ha battezzato (col nome di Emanuele Filiberto) e sono diventato cristiano. A forza di chiacchiere e ridendo e scherzando, ha però messo su un venti chili e quindi gli anziani della tribù hanno deciso di usarlo per il banchetto del 12 maggio (festa della mamma). Ho cercato di convincerli a non farlo, esortandoli alla moderazione e alla temperanza; ho invocato la misericordia divina e umana, invitandoli a pentirsi e a cambiare vita, seguendo l’esempio di Nostro Signore, che è morto anche per i peccati cannibaleschi, ma niente da fare: come parlare a quel muro. Anzi, ho persino rimediato, proprio dietro l’orecchio, un colpo di keteriya (un’ascia da battaglia molto diffusa da noi) da Iro-Nigo, notorio goloso. Morale della favola: padre Epitaffio, questo il suo nome, è finito arrostito sulle sacre pietre del fuoco del villaggio. Ora io mi sento colpevole per non averlo salvato e temo di andare all’inferno, argomentazione sulla quale il buon Epitaffio, nei momenti convulsi della sua estrazione dalla gabbia, insisteva con una certa vivacità dialettica, anche se non con la lucidità, la pacatezza e la bonomia che aveva dimostrato nei nostri lunghi conversari pre-eviscerazione, specialmente dopo una frittata di 12 uova di bilu. E fosse solo questo: mio padre e i miei fratelli sono stati tra i più entusiasti partecipanti al festino, tanto che la sacca testicolare del buon Padre ora fa bella mostra di sé al collo del mio papà come borsa da tabacco. Io sono in ambasce anche per la loro sorte eterna, perché sono comunque parenti e mi scoccerebbe saperli a bruciare nel fuoco inestinguibile. Vi chiedo perciò: siamo condannati tutti quanti ad arrostire nel luogo della sofferenza senza fine e senza requie? Grazie cari fratelli, se potete rispondetemi per posta, perché qui è meglio non venire, ché babirussa e facoceri ce ne sono pochi e la gente ha fame. Piro-Piro (Emanuele Filiberto), Papua Nuova Guinea.  
(scritto sotto dettatura - Ufficio postale di Port Moresby)» 

Caro Fratello nella Fede, non devi temere alcun male: questa è la prima cosa che mi sento di dirti. Nostro Signore Gesù Cristo non ha mai condannato il cannibalismo e quindi, sul punto, mi pare opportuno tranquillizzarti. C’è, è vero, un breve e probabilmente apocrifo accenno al cannibalismo in Le 26, 27-29, dove è aspramente condannata tale pratica, ma la miglior dottrina (fra i molti, puoi consultare: 
Holbrook F.B. (1986). Seventy weeks, Leviticus, and the nature of prophecy, Washington, D.C., Biblical Research Institute: 346-394;

Mayjee,  Philip (2011). Leviticus in Hebrews. A transtextual analysis of the tabernacle theme in the Letter to the Hebrews, Bern-Oxford, Peter Lang: 33-75;

Bibb Bryan D. (2009) Ritual words and narrative worlds in the book of Leviticus, London-New York, N.Y., T & T Clark: 130-182)
ritiene che la maledizione si applichi solo al cannibalismo rituale. Mangiare un morto non sarà il massimo del bon ton, ma di sicuro non è contrario alle Verità della nostra Santa Fede. Diversa è la questione dell’omicidio, perché è questa, la faccenda principale. Su questo non si scherza: la nostra Santa Religione non ammette l’omicidio, se non nei casi previsti dal Catechismo della Chiesa Cattolica (d'ora in poi, per comodità, CCC) e dal Codice di diritto canonico, e tra questi la fattispecie da te descritta non rientra. Quindi: si può mangiare un morto, ma non si può uccidere un vivo solo per mangiarlo (a meno che la finalità edule non sia la conseguenza non voluta e non premeditata di una Santa Azione a Difesa dell’Unica Fede, come il rogo di un prete modernista o la soppressione di un celiaco). Qui, per scampare alla giusta punizione che il Signore ha stabilito, fin dai tempi di Mosè, per coloro che privano della vita un fratello, occorre seguire la procedura del caso: ammissione sincera e accorata del peccato mediante confessione auricolare a un presbitero, pentimento franco e leale (nella forma della contrizione, ci raccomandiamo, non dell’attrizione, che non serve a nulla, anzi, è quasi peggio), accettazione della pena inflitta dal sacerdote, espiazione secondo le modalità e i tempi indicati nell’irrogazione della penitenza, riparazione al male commesso, in forma specifica laddove possibile o in forma monetaria, se la via della riparazione per equivalente fosse impedita dalle circostanze fattuali: ad esempio, lo stupratore deve pagare le spese per la chirurgia plastica di ricostruzione dell’imene, se la congiunzione carnale forzata in vaso debito è avvenuta a danno e vituperio di una donna non già deflorata; ma se la verga fosse stata introdotta contro la volontà della femmina in una vagina che già fosse stata percorsa legittimamente e in profondità da uno o più peni o se l’inserzione del membro virile fosse avvenuta solo nel di lei ano e non ci fosse necessità di interventi medici (vuoi per le misere dimensioni dell’asta fallica, vuoi per la particolare cedevolezza del tessuto sfinterico della donna, vuoi per l’uso di specifici lubrificanti durante l’atto sodomitico, vuoi per la collaborazione della femmina, la quale avesse ad esempio rilassato il muscolo anale e assecondato, con sapienti allargamenti del pertugio escretore, la spinta propulsiva dell’asta carnosa e turgida), allora la riparazione assumerà la forma del risarcimento del danno monetizzato al tasso di cambio attuale e secondo l’andamento dello spread e dell’Euribor, oltre ai canonici dieci PaterAveGloria. Tornando a noi, dicevamo del cannibalismo praticato nei confronti di un uomo ucciso al solo scopo di volerlo divorare: e qui il peccato mortale è evidente. Bisogna però ricordare che, se la materia è, per il Catechismo della Chiesa Cattolica, indubitabilmente grave (CCC, n° 1858), per meritare l’inferno occorrono anche la piena avvertenza e il deliberato consenso (CCC, n° 1859): e non mi pare che dei selvaggi trogloditi, lussuriosi e compulsivi come dici siano i tuoi simili possano essere in grado di capire che uccidere il prossimo (per mangiarlo, per imbalsamarlo o per miniaturizzarne la testa come gli indios Yanomani, la cosa non rileva) è peccato. Vogliamo intendere: l’hanno sempre fatto, da che mondo è mondo, come possono sapere che è sbagliato? Nessuno gliel’ha detto, che è peccato: sono come degli animali, innocenti e puri, per quanto disgustosi.

Ci direte: e la legge naturale, eterna e immutabile? 

“Presente nel cuore di ogni uomo e stabilita dalla ragione, la legge naturale è universale nei suoi precetti e la sua autorità si estende a tutti gli uomini” (CCC, n.1956)

 E si deve forse ignorare la basilare affermazione della Chiesa del Signore (CCC, n° 1860), giusta la quale – se l'ignoranza involontaria può attenuare se non annullare l'imputabilità di una colpa grave – si presume però che nessuno ignori i principi della legge morale che sono iscritti nella coscienza di ogni uomo? Benedetti figlioli, ma il Catechismo lo si deve leggere tutto, mica lo si può spezzettare e becchettare a piacimento. 

“Perciò non potrebbero salvarsi quegli uomini, i quali, non ignorando che la Chiesa cattolica è stata da Dio per mezzo di Gesù Cristo fondata come necessaria, non avessero tuttavia voluto entrare in essa o in essa perseverare” (CCC, n° 846)

Qui ci sono da precisare due cose. La prima è che Dio è Creatore di ogni cosa, vivente e non vivente, anche quindi dei membri della tribù di Emanuele Filiberto. È innegabile che a costoro la Rivelazione Cristica del Verbo Incarnato non è mai arrivata, visto che la Vera Religione si è sviluppata, nello spazio e nel tempo, secondo direttrici ben precise fissate fin dall’Eternità in conformità al Piano Divino, che non ci è dato conoscere nella Sua Complessità. Ora, se la direttrice Gerusalemme-Roma, tanto per dire, o quella Efeso-Corinto, sono state ampiamente percorse dai fedofori glossolalici itineranti fin dal tempo dei primi Apostoli, non pare che la tratta Cafarnao-Aseki-Mumeng-Labuta (distretto di Menyamya, provincia di Morobe, Papula Nuova Guinea) sia stata particolarmente trafficata. Il perché, Dio solo lo sa: quel che è certo che quei selvaggi non ne hanno mai saputo nulla, dei Misteri della Nostra Bella Fede. Quindi, se Dio li ha creati cannibali, chi siamo noi per dire che devono andare all’inferno? Che ne sapevano, loro, che non si mangia la gente? O vogliamo forse pensare che Dio ha voluto fare delle preferenze, rivelandosi inizialmente (e poi per lunghissimi secoli) solo agli ebrei, ai greci e ai romani e lasciando invece che i maori o i borneiani o i galapagosiani o i papuanuovaguineesi continuassero la loro vita peccaminosa per poi ficcarli nelle fiamme dell’inferno così, senza che loro nemmanco sapessero che ci fosse, l’inferno? Non vi parrebbe, questa, un’ingiustizia indegna della Perfetta Bontà e dell’Assoluta Misericordia di Colui che è, che era, che fu, che sarà, che sarà stato e che fu stato? Ma lo sapete che c’era una popolazione, in Patagonia, che aspirava il fumo sprigionatosi dallo sterco di guanaco essiccato (bruciato appositamente in specifiche cerimonie), raggiungendo in tal bizzarro modo una specie di trance? Qui le ipotesi sono due: o tra i patagonici regna satana, e quindi Dio non ha alcuna autorità su di essi, ciò che è blasfemo solo pensarlo; oppure anche i patagonici sono figli di Dio, com’è naturale che siano, e quindi a Dio va benone che i patagonici si pippino il fumo di sterco incandescente del guanaco. Avrà i suoi motivi per permetterlo: possiamo forse noi sindacare le scelte di Nostro Signore? O vogliamo forse pensare che tutto dipenda dal caso? Mettiamo che uno spericolato e ben palestrato missionario si spinga fin nelle foreste di Sarawak a portare la Buona Novella agli Iban: e se gli si rompe la pagaia? E se cozza contro un banco di sabbia e finisce a mollo, salvandosi per miracolo dal coccodrillo appostato per azzannarne le terga? Lo obbligate voi, a trovare un’altra canoa, se siete capaci: quello lì, secondo noi, chiederà di essere assegnato a una parrocchia di Centocelle, che sarà quel che è, ma almeno non si sbatte contro i coccodrilli e non si finisce a bagno tra i piranha. E se si prende uno stiramento al muscolo coracobrachiale e non riesce a raggiungere il villaggio dei cannibali e gli tocca fermarsi alla stazione di posta della Compagnia delle Indie e lì si becca la malaria e decede? Non penseremo mica che è colpa dei selvaggi se il missionario non aveva le braccia come i fratelli Abbagnale, si spera. E mettiamo pure il caso che il missionario ci arrivi, tra i selvaggi cannibali e questi, come sono soliti fare con gli estranei, gli tirano una cerbottanata al curaro: addio missionario e addio evangelizzazione, ma anche in questo caso non è colpa dei cannibali, che hanno solo fatto quello che Dio gli ha insegnato a fare: tirare frecce, mangiare babirussa e, se del caso, anche esseri umani. Quindi, secondo la nostra esperienza e la nostra conoscenza delle cose umane e divine, i parenti di Emanuele Filiberto possono stare tranquilli, giacché l’inferno è riservato ai peccatori veri. E qui veniamo alla seconda questione che volevamo affrontare. Il n° 846, sopra ricordato, recita: “non potrebbero salvarsi quegli uomini, i quali, non ignorando che la Chiesa cattolica è stata da Dio per mezzo di Gesù Cristo fondata come necessaria, non avessero tuttavia voluto entrare in essa o in essa perseverare”. Lo riproponiamo testualmente perché qui bisogna fare tanto di cappello all’estensore del Catechismo, tanto l’avvertimento è formulata in maniera straordinaria. A prima vista, sembra condannare all’inferno gli eretici, gli scismatici e gli apostati. Ma se lo si legge bene, se avrà la prova definitiva dell’assoluta bontà e misericordia della Santa Romana Chiesa. Perché ciò che l’Eterna Sposa del Signore vuol dire è che finiranno all’inferno solamente coloro che, pur sapendo (leggi: pur sapendo realmente) che la Chiesa è l’unico mezzo di redenzione, rifiutano la Chiesa medesima. Fuori di metafora: l’inferno è destinato a chi, pur sapendo che l’unica via per la Salvezza eterna è la Chiesa di Roma, ha consapevolmente rifiutato di far parte di quest’ultima; chi non lo sapeva, o non lo sapeva bene, o ne aveva un vago sentore ma non la certezza, o lo sospettava, costoro sono salvi e destinati al Paradiso. Quindi basterà dire, nell’ora del giudizio supremo: “Ma io mica lo sapevo, che la Chiesa era l’unica redentrice”. E se qualcuno ribattesse “Ma come non lo sapevi? Ma se te l’ha detto il parroco in persona, padre Epicarmo, c’ero lì anch’io, ricordo benissimo”, la risposta salvifica sarebbe a portata di mano: “Oh, a parte che quella volta lì avevo il raffreddore e non ci sentivo bene, per quello che ne sapevo il parroco poteva essere un impostore, e io agli impostori non ci credo. E comunque si sapeva benissimo che quel parroco lì era uno di cui ci si poteva fidare poco, mi avevano detto che faceva la cresta sulle offerte della san Vincenzo, ti pare che a uno così gli si possa credere? No, fratello carissimo, io non sapevo veramente che la Chiesa era l’unica salvezza: e se non lo sapevo veramente, non mi potete spedire all’inferno, che il Signore mi perdoni l’orgoglio presuntivo”. Eventuali repliche del tipo: “Ohé, giovine, troppo comodo, cavarsela così: tu lo sapevi, non puoi negarlo” sarebbero facilmente neutralizzabili: “No, dilettissimo fratello in Cristo e nella Fede: un conto è che te l’abbiano detto, un conto è saperlo: che me l’abbiano detto sarà anche vero, ma che io lo sapessi è tutto da dimostrare. Ad esempio: mi hanno detto più volte, anche quel santissimo ebdomadario che è Famiglia Cristiana, che Berlusconi va con le ragazze facili; ma io, che lo faccia o l’abbia fatto, non lo so realmente. Mica c’ero, io, nel privé. Quindi, come non posso dire di sapere veramente che Berlusconi paga le signorine (anche se magari lo suppongo; anche se lo posso ipotizzare: ma saperlo davvero, non lo so), allo stesso modo io non posso dire si sapere che la Chiesa cattolica è necessaria per la Redenzione: lo immagino; mi pare un’ipotesi corroborata da una sua solidità estrinseca e intrinseca; non mi riesce del tutto inimmaginabile; ci sono testimoni di questa eventualità dotati di una certa attendibilità: ma saperlo davvero (perché quel “non ignorando” vuol dire “sapendo”) mi pare eccessivo”. Poi dobbiamo aggiungere che, a mente del n° 847 del CCC, l’inflizione della dannazione eterna a quelli che “non ignorano” non si applica a coloro che, senza loro colpa, non conoscono Cristo e la Chiesa: infatti, quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, e tuttavia cercano sinceramente Dio, e sotto l'influsso della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di Dio, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna (Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 14). A noi pare che quei boscimani o ottentotti o zulù o daiaki o come si denominino comunque i selvaggi di cui parla il nostro Fratello Emanuele Filiberto siano sinceramente alla ricerca di Dio: se poi gli evangelizzatori si presentano non invitati, di soppiatto e vestiti in maniera strana, non è che poi si possono lamentare che gli hanno tirato la zagaglia nella schiena: dovevate avvisare con i segnali di fumo o con il tam-tam, mandare un dispaccio, farsi precedere da Zambo, la guida ammaestrata: insomma, un minimo di buon senso e di buona educazione. Quindi, caro Fratello, stai tranquillo, sia per te sia per i tuoi cari: finché arrostite uno zio morto di morte naturale o un avversario ucciso per legittima difesa, va bene, non è peccato; certo, esteticamente e culinariamente noi opteremmo per l’imbalsamazione, per l’incinerazione o per l’ordinaria inumazione in terra consacrata, ma l’importante è che non uccidiate un uomo per mangiarlo, perché non si può: il Decalogo parla chiaro. A presto, fratello caro: ci auguriamo tu ti sappia fare apostolo in quelle terre lontane, desolate, acquitrinose, malariche, infette e prive del Conforto della Lieta Novella, terre nelle quali però, da oggi, sappiamo essere germogliata la gemma delle fede: a te il compito di tenerla viva, e propagarla, ad maiorem Dei gloriam. A ciò noi innalzeremo auspici, lodi e intenzioni all’Altissimo. Buona fortuna. Che 20 kiloJesus di benedittanza si posino su di te,
Joseph

mercoledì 1 maggio 2013

Pregare Gesù per lo sviluppo del pene



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Caro Sig. Moreno,
io sono un giovane molto educato nella religione cristiana e vorrei chiederle se commetterò peccato per quanto ho intenzione di fare.
Sono un po' magrolino da sempre e invidio i miei amici robusti che piacciono alle ragazze. Molto spesso quando ci troviamo per la partita di calcetto, poi nello spogliatoio i miei amici fuori dalla doccia si misurano tra di loro la nerchia per vedere chi ce l'ha più lunga e più grossa. Certi di loro vedo che hanno la cappella come una brocca. Io ho un bigolino minuscolo in confronto e mi vergogno di mostrarlo così non mi faccio mai la doccia e arrivo a casa che puzzo.

martedì 9 aprile 2013

Come evitare di sprecare il seme

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Cari Illuminati Cristiani, ho un quesito.
La mia amata Svetlana è partita per andare a trovare i suoi genitori, e io nel pieno vigore ormonale nonostante l'età mi trovo sprovvisto di una giovane donna da Amare... premetto che io sono molto fedele alla mia giovane moglie di 23 anni ed infatti aborro le giovini che sono in cerca dell'uomo maturo come me.
Tornando al punto, per sfogare il mio Amore che sfocia da ogni poro della mia pelle ho creato un marchingegno che oltre che a soddisfare il mio istinto di Uomo raccoglie il sacro sperma così da non disperderlo ... poi dopo svariati rapporti, chiudo il guanto in sommità e facendo il forellino sul dito medio del guanto mungo il mio sperma nelle ampolline a forma di Madonnina.
Pensate che stia Operando nel nome del Signore?
Avete qualche consiglio da darmi ?
Allego una simpatica foto del marchingegno da me inventato ...

domenica 7 aprile 2013

Pasqua nelle Filippine


Mafalda: Eccomi nuovamente con l'amico Moreno Sponton, valente esegeta e studioso di Sacre Scritture. Il caro Moreno è appena tornato da un lungo viaggio in terre lontane, addirittura nelle Filippine. Cosa ci puoi raccontare della tua esperienza di viaggio, Moreno?

Moreno: Bentrovata carissima Mafalda, angelo del Signore, che tutti i Cherubini del Paradiso ti delizino con i loro canti melodiosi.

venerdì 5 aprile 2013

Vescovi che rifiutano di stringere la mano al Papa

Fratelli e sorelle in Cristo,

Abbiamo ricevuto, tra le numerose lettere che arrivano ogni settimana a Risposte Cristiane, una email in particolare che parlava di un fatto che mi ha lasciato allibita: sembra che molti vescovi tedeschi si siano rifiutati di stringere la mano al Papa Benedetto XVI in un'occasione ufficiale con vari capi di stato in Germania. 
Di solito non commentiamo fatti che non abbiano stretta attinenza con le sacre scritture, ma purtroppo questi tempi oscuri hanno portato la politica e la corruzione anche nella Santa Chiesa, ed è difficile non commentare fatti come questi per chi ha una Fede sincera.
 
Questa è la lettera che abbiamo ricevuto:

" ECCO COSA NON VI FANNO VEDERE... CONDIVIDETE PERCHE' ME LO CANCELLERANNO !!!!! Non è mai andato in onda in Italia; è stato ripreso dalla TV polacca durante la visita di Benedetto XVI in Germania il 22/9/2011.

Guardate quanti Vescovi (probabilmente gli stessi che l'hanno indotto a dimettersi) indietreggiano rifiutandosi di stringergli la mano e il Papa con quale umiltà affronta questa umiliazione ripugnante da parte di chi crede di servire Cristo.

Quanto aveva ragione quando diceva di quanta superbia e autosufficienza c’è dentro la Chiesa riferendosi a quanti da dentro non accettano il Magistero e pretendono di fare una Chiesa a modo loro."

L'email conteneva anche un link a un video di youtube che potete vedere qui.
http://www.youtube.com/watch?v=ygeG5WFzkV8

Effettivamente il video è tratto da una trasmissione in diretta su una tv polacca, c'è anche il logo di telepace, quindi a meno di un fotomontaggio fatto benissimo, il video sembra vero:



La lettera è il libero sfogo di una sorella cristiana che come noi è rimasta senza parole di fronte al Santo Padre trattato in quella maniera!
Noi di Risposte Cristiane non siamo certo qui per giudicare, ma trattare un uomo anziano, un servitore di Cristo, in quella maniera non fa certo fare bella figura a noi cristiani! Le divisioni che ci sono all'interno della Chiesa diventano evidenti e il video è stato fatto censurare per non amplificare lo scandalo, e cioè, "che i vescovi tedeschi si rifiutano di salutare il Papa e dunque non stringono la sua mano" (sic). 
Risposte Cristiane vi presenta con la morte nel cuore questo vero scoop giornalistico che per ora non è ancora arrivato alle televisioni e di cui si attende ancora conferma.
Le immagini tuttavia parlano da sole, alcuni vescovi addirittura si allontanano dal Santo Padre lasciandolo lì poveretto senza sapere cosa fare, snobbandolo. Continuiamo a sostenere il Santo Padre con la preghiera e speriamo che Papa Francesco riesca a far chiarezza su questa storia agghiacciante. Vi giuro che ho le lacrime agli occhi mentre scrivo, ad immaginare l'umiliazione subita da un uomo che sarà anche il capo di una istituzione, ma al quale si deve sempre rispetto come essere umano a prescindere dalle divisioni!
I vescovi tedeschi dovrebbero rendere conto a qualcuno di quello che hanno fatto, se tutto questo fosse confermato.

Mafalda

UPDATE
Dopo aver fatto qualche ricerca in internet, ho trovato alcuni siti cattolici che pubblicano la notizia, la rilanciano, e tessono sopra la difesa del Pontefice con dure critiche ai vescovi tedeschi. 
Tanto per fare esempi ecco due coraggiosi autori cattolici che hanno amplificato questa notizia scampando alla censura: Pat Archbold sul National Catholic Register e Francisco José Fernández de la Cigoña su Intereconomia.
In particolare è interessante leggere l'articolo su National Catholic Register, la fonte di notizie cattoliche più completa d'America, che conferma i dubbi parlando di "silent protest" (silenziosa protesta, in inglese) in cui nessuno vuole dare la mano al Pontefice.

Il sito parla della mano mancata al Papa descrivendo il  "video del papa che offre la sua mano alla stretta dei Vescovi in linea per salutare. Vescovo dopo Vescovo lasciano passare il Papa senza stringergli la mano. Uno o due potrebbero aver mancato, ma questo mi sembra piuttosto sospetto", "lo fanno apposta oppure tutti i vescovi sono diventati ciechi?".

Ecco uno screenshot della pagina chiarificatrice:


Io non ho parole è uno schifo! E si definiscono uomini di chiesa??

Mafalda

lunedì 1 aprile 2013

Metallo nel Corpo


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Illustre Padre Moreno,
sono un ragazzo di 21 anni che suona la chitarra elettrica, e ascolto e suono un genere di musica sicuramente non molto comune e commerciale: il Metal.

Ascolto gruppi musicali come lamb of god, metallica, trivium, meshuggah, slayer, pantera, amon amarth, opeth, e vari altri… (si può informare a riguardo).

Ho sentito parlare male di questo genere musicale ma non ho mai dato retta alle dicerie, a mio avviso prive di fondamenta e di senso logico. Tuttavia, sono una persona molto devota a Cristo nostro Signore, e vorrei sapere che ne pensa lei di questa passione musicale che ho. Inoltre io sono una persona che veste alternativa, ho un piercing al sopracciglio, uno al labbro, un espansione sul lobo sinistro, e 5 tatuaggi (braccio sinistro, gamba, collo, bacino e schiena), tutti raffiguranti figure oscure (morte, e sangue). Sono un mero peccatore? Io non pratico il satanismo, assolutamente. Io comunque prego ogni giorno, ed anche prima di ogni concerto metal che faccio, e suono meglio. Questo vuol dire che il nostro Cristo Signore mi da la forza, quindi è favorevole alla mia musica?

Rimanendo in quest'ambito, avrei un altro quesito: Gesù Cristo è raffigurato come un biondo con i capelli lunghi e barba, insomma un tipico personaggio trash/heavy metal, tendente al progressive (un chitarrista americano infatti gli assomiglia parecchio.. si chiama John Petrucci). Io ogni domenica vado a messa e il prete mi guarda male per l'applicazione dell'arte sul mio corpo (body art). Mi devo preoccupare? Perché la chiesa, e i suoi uomini mi disprezzano? Non capisco. Sono un ragazzo come tutti gli altri, solo con gusti e tendenze diverse dalla massa. Che ne pensa di tutto ciò? Dovrei smettere di suonare, togliermi i piercing dal corpo, cancellare i tatuaggi, e cambiare stile di vita? Attendo con ansia una Sua risposta, Padre.
Saluti
»

Cara anima perduta,
rispondo facendo le veci dell'Illuminatissimo Moreno (colgo l'occasione per ribadire che nessuno degli Illuminati è un chierico, siamo tutti laici appassionati studiosi di Sacre Scritture e Religione).

Tra i flussi marosi della tempesta della vita,  a tua salvezza Cristo ti ha dato un'età in cui il cambiamento è ancora possibile ma devi sbrigarti ché le grinfie demoniache dell'Oscuro Signore Tentatore tendono a stringere di più col passare del tempo.

La tua vita dissoluta e abbandonata ai piaceri della carne e alle nefandezze dello spirito ha da trovare un limite, ché anche il pentimento oltre a dover essere sincero deve essere rapido, non puoi soggiacere in tutta una vita di molle e lascivo perpetuarsi delle schifezze che dici di tenere come modus vivendi e sperare che con un mi pento in letto di morte poi tu possa cancellarle. 

Muoviti e abbandona l'impurezza di codesta che chiami musica metalla e avvicinati alla melodia che libera lo spirito, quella delle campane a festa per Nostro Signore la domenica mattina. Libera il tuo corpo che Iddio rivuole cosi come lo ha donato a te, dai ferri e dalle catene in cui lo hai imprigionato con anelli, pirsing e altro, cancella dalle tue membra disegni e scarabocchi magari donacce postribolari, che hai tatuato inconsapevole della via che stavi intraprendendo.

Non è solo praticando il satanismo che ci si allontana dalla Parola di Nostro Signore, la vera Luce che deve illuminare il sentiero della nostra esistenza.
In altri tempi, la punizione sarebbe stata adeguata ai tuoi errori, la mano santa della Chiesa sarebbe scesa su di te guidata da uomini di alto valore e sapere e la Santa e Giusta Inquisizione avrebbe macerato la tua carne immonda per ripulire il tuo Spirito.

Vedi, l'Inquisizione nasce nel Concilio presieduto a Verona nel 1184 da papa Lucio III e dall'imperatore Federico Barbarossa, con la costituzione Ad abolendam diversarum haeresum pravitatem e tuttora sarebbe indispensabile, ma viviamo in tempi difficili, dove ai pastori di Domineddio sono stati tolti il bastone del Perdono, la lama della Compassione e la fiamma dell'Amore. E allora devo accontentarmi di riguidarti verso il sentiero della beatificazione con reprimenda accorate. Il disprezzo che i nostri fratelli provano non è solo per te, ma per tutto quello che il tuo corpo e quella tua musica infernale rappresentate: lo spregio più assoluto per i Sacri Dettami e il significativo esempio di come la corruzione possa dilagare: è giusta quindi la loro reazione, il disprezzo in tempi più assennati sarebbe stato seguito da afflizioni come l'essere messo sotto sale dopo essere stato spellato ma anche se oggi non vi sono più tali usanze care al Signore tuttavia possiamo ancora fare qualcosa.

Parla col Santissimo Vicario di Cristo che organizza la tua Diocesi e confida a lui tutti i tuoi angosciosi problemi, porta con te copia di questa nostra corrispondenza e fai si che possa leggerla, cogliendo appieno la Sua missione. Egli, guidato dallo Spirito Santo, colti i segni indicatori nascosti ai più tra queste righe, saprà cosa fare e se ha abbastanza spazio nelle cantine della Sagrestia della Casa Del Signore e se ha mantenuto in buono stato gli attrezzi per gli Esorcismi ti libererà una volta per tutte dal male che è in te.

Non dubitare, anche se il bene prende strade tortuose e di dubbia morale, almeno per quanto possa comprendere il volgo, se guidato dalla mano consacrata di un Soldato dell'Esercito di Dio infine troverà sempre il percorso migliore.

Che la catena ti cinga la vita e la corrente attraversi le tue membra se può alleviare le tue sofferenze.
Che la frusta dilani le tue carni e il bastone percuota le tue ossa se può condurti verso la Salvezza Eterna.

E se infine il tuo corpo sarà abbandonato dalla tua anima impura, grazie al dolore ti presenterai al cospetto del Padre Celeste mondato dalle impurità e libero da ogni peccato.

Infine sarai salvato a maggior gloria di Nostro Signore.

Ricorda certo prima di parlare con un notaio e lascia a pagamento, insufficiente ma dovuto, tutto quanto possiedi sulla terra alla Chiesa, intestando tutto alla Persona della Nostra Guida il Papa, Primo tra i Vescovi che un atto di generosità e devozione ti aiuterà una volta in Cielo ad alleggerirti dei tuoi Affanni e passare nella fila dei Peccatori tra le Corsie Preferenziali.


Tuo devotissimo Primiero.

lunedì 25 marzo 2013

Masturbazione segno di disordine?


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Caro Moreno, sono un fedele devoto a San Giovanni da Portorotondo, offro a lui i miei servigi e le mie preci ogni giorno, mattina e sera e cerco di vivere rettamente la mia vita dentro alla parola di Nostro Signore.
Ma nonostante l'impegno che ci metto la buona volontà viene meno nel mio giaciglio corporale allorché prima di coricarmi fisso attraverso le tende della mia finestra la mia vicina che si ignuda e non riesco a contenere la passione che provo e faccio grave peccato masturbandomi.
Naturalmente la mia confessione alla mattina è lesta ma la mia debolezza mi fa ricadere nell'errore già nella sera seguente e tutte le sere. Non riesco a dar pace al mio animo desiderando la donna d'altri ma so per certo che anch'essa civetta con me e lo fa apposta di denudarsi di fronte alla mia camera.
Mia madre temo che abbia capito qualcosa e che desideri affrontare l'argomento e non so davvero cosa potrei rispondere alla donna a cui devo tutto. Imploro perdono per i miei sbagli e chiedo umilmente non l'assoluzione ma un aiuto per trovare un'uscita da questa situazione più forte di me.
Mario
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Risponde l'Illuminato Primiero
 
Caro Mario,
vorrei innanzitutto citare S.Tommaso d'Aquino (1225-1274 dC), autore dei più famosi classici della teologia naturale, considerato da molti cattolici il più grande teologo della Chiesa. Il Teologo scriveva che Dio ha progettato il pene per essere inserito nella vagina di una donna e dar vita alla procreazione. Ogni altro uso del pene (tranne forse per la minzione) è innaturale ed è una "grave offesa al piano sagace" di Dio.
 
Quindi caro figlio mio, in te rivedo gli errori di mille pecorelle smarrite, tutte figlie di nostro signore che dal recinto della salvezza fuggono verso i pascoli della perdizione.

 
Non esiste meretrice peggiore della donna e so bene a quali bassezze riesce a giungere per intrappolare l'uomo nella sua tela di ragno. Non ti inganni quando affermi che ella sa di essere osservata, è propria della natura femminea il desiderare la perdizione umana e il tentare anche i più santi tra gli uomini. Ella sa e sapendo pecca e vuole condurti tra le fiamme devastanti della passione e del peccato.

 
Fai bene nella tua devozione al Santo di San Giovanni Rotondo, padre eremita, a riconoscere a lui il tuo bisogno, credi nella sua parola di mitezza, uomo che abbandonò il mondo e i piaceri della carne e le bassezze dell'umanità per un ritiro spirituale tra i boschi nella preghiera e nell'estasi mistica.

 
Ricorda le parole di Papa Paolo VI: "... la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato ... l'uso deliberato della facoltà sessuale al di fuori dei rapporti coniugali normali contraddice essenzialmente la sua finalità della facoltà per gli manca la relazione sessuale richiesta dall'ordine morale, cioè il rapporto che realizza 'il senso pieno della mutua donazione e della procreazione umana nel contesto di vero amore.' Ogni esercizio deliberato sulla sessualità deve essere riservata a questa relazione regolare ".

 
Oppure ancora, quello che ci ha detto il Reverendissimo E. Michael Jones: "La lotta con la tentazione di masturbarsi è la fucina in cui gli adolescenti costituiscono il loro carattere. Arrivare ad un controllo personale della Masturbazione è importante, il controllo non deve essere indotto da elementi esterni ma venire dal nostro interno".

 
Confida al tuo confessore nome e cognome della donna di malaffare che ti perseguita e lascia che sia lui stesso a portare termine alle tue sofferenze: inginocchiati di fronte all'uomo e afferra con mano salda quanto ti pone dinanzi con parole trascendenti la santità divina e fai entrare nelle tue carni quanto da quel sant'uomo ti giungerà come dono. La vita è sofferenza ma se credi nella guida del tuo pastore e ti lasci condurre per sentieri probi vedrai che ritroverai la tua serenità.

Che Gesù ti protegga,
Primiero

mercoledì 13 febbraio 2013

Sesso cristiano e funghetti allucinogeni



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 Caro Moreno, cari Illuminati Cristiani,
sono una devota casalinga e vivo con mio marito in una casa di campagna nella provincia di Belluno. Conduciamo una vita tranquilla e non manchiamo mai di frequentare la parrocchia ogni domenica. Nel corso di una delle nostre escursioni nei bellissimi boschi che circondano il nostro paesello, abbiamo incontrato dei funghi che non avevamo mai visto prima. Li abbiamo raccolti e, una volta a casa, abbiamo cercato su google ed abbiamo scoperto che si trattava di un fungo della specie Psilocybe Semilanceata, ovvero un "magic mushroom" (fungo magico). Spinti dalla curiosità, abbiamo seguito le istruzioni trovate su internet per il consumo dei funghetti e dopo circa 40 minuti, dopo una breve nausea, abbiamo provato delle sensazioni bellissime, specialmente quando ci siamo tolti i vestiti ed abbiamo iniziato ad accarezzarci!
Fare l'amore con i funghetti va oltre ogni capacità immaginativa: è la cosa più dolce che una mente divina possa concepire. L'eccitazione che provo è altissima e la sensibilità dei genitali è aumentata... sento mio marito dentro di me e non riesco a smettere, un orgasmo dietro l'altro! Dèi, animali, personaggi di ere lontane, creature dei boschi, puttane, corti orientali, mitologie dei mari più profondi, tutto viene attraversato dai flussi di desiderio che trasformano me e mio marito continuamente, in un percorso in cui non riusciamo mai a percepire i nostri corpi separatamente. Un unico corpo è stato creato, un corpo che gode di se stesso e della propria autosufficienza! Sì, è stato partorito l'Ermafrodito, e le nostre piccole menti partecipano della sua unità: due menti che ormai abitano nello stesso corpo. La cosa più bella è fermarsi un momento e, ancora l'uno dentro l'altra, dirci ad alta voce: "Come siamo perfetti così!"
Da quel bellissimo giorno ogni domenica, dopo la Santa Messa, facciamo una passeggiata nei boschi e nelle valli vicino casa, dove troviamo grandissime quantità di funghetti che crescono spontaneamente sulla corteccia degli alberi, tra i muschi o tra gli escrementi dei bovini che vengono allevati in zona. A volte quando troviamo dei funghi non resistiamo all'eccitazione e facciamo l'amore nel bosco, e poi lo facciamo di nuovo a casa dopo aver mangiato i funghi, e facciamo l'amore tutta la notte... ti lascio immaginare che mio marito Luigi è felicissimo delle ricette che gli preparo! Spesso gli cucino un bel risotto oppure delle tagliatelle fatte in casa! Quindi siamo felici... ci resta solo un dilemma, che ci ha motivato a scrivere questa lettera a te, Moreno. Ti scriviamo, infatti, perché abbiamo un po' di timidezza nel parlare di queste cose al parroco... l'uso dei funghetti allucinogeni è consentito dalla Bibbia? È permesso fare sesso quando si è sotto l'effetto di sostanze psichedeliche? Rischiamo di allontanarci da Dio? Grazie Moreno, spero che vorrai aiutarci a mantenere pura e cristiana la nostra vita spirituale e il nostro matrimonio.
Distinti Saluti,
Graziella e Luigi
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Carissimi Graziella e Luigi,

nella vostra missiva mi parlate di "funghetti allucinogeni". Con il termine generico di funghi allucinogeni s'indicano alcune specie di funghi dalle caratteristiche psicoattive. Ne esistono circa duecento specie, diffuse in tutto il mondo, e ogni anno i micologi ne classificano di nuove. Quella che avete trovato voi è la specie più diffusa in Italia, la più nota e la più potente, il fungo Psilocybe semilanceata, che cresce in habitat erbosi sulle Alpi e sull'Appennino tosco-emiliano ed è presente anche sui massicci montuosi dell'Italia centrale. In quasi tutte le regioni, sia nelle zone di pianura che in quelle montuose, si incontrano altre specie allucinogene meno note o meno frequenti, quali ad esempio Psilocybe cyanescens o Panaeolus subbalteatus. Alcune specie hanno un habitat coprofilo, per cui sono presenti sopra o in prossimità di sterco animale, per lo più bovino ed equino. 


Evidenze storiche, bibliche e archeologiche dimostrano che una pluralità di culti e tradizioni, sia a scopo religioso sia terapeutico, si è sviluppata intorno ad essi.
I cactus e i funghi allucinogeni erano e sono tuttora tradizionalmente diffusi presso le popolazioni indigene di diverse zone dell'America e il loro uso, legato a riti sacri e fatto risalire al 2000 a.C., si è perpetuato presso le culture degli Inca, degli Aztechi e dei Maya.
L'uso di funghi allucinogeni si è sviluppato presso diverse popolazioni antiche delle Americhe e ancora oggi è perpetuato presso popolazioni tradizionali del Messico centrale. Il loro uso non era estraneo neanche alle culture europee, africane e asiatiche fin dall'età della pietra.


Più volte nell’Antico Testamento viene citata la “manna”, in riferimento al cibo di cui si nutrì il popolo d’Israele durante il cammino nel deserto dopo la liberazione dalla schiavitù in Egitto. Questa strana sostanza, che cresce dallo strato di rugiada nel deserto (e non piove dal cielo come erroneamente si crede), è in realtà costituita da funghetti allucinogeni, o funghi magici.

Il primo riferimento della Bibbia ai funghetti allucinogeni è nel libro dell'Esodo. Qui infatti è scritto che dopo sei settimane di vagabondaggio gli ebrei iniziarono a lamentarsi con Mosè di essere stanchi ed affamati: Allora il Signore disse a Mosè: "Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perché io lo metta alla prova, per vedere se cammina secondo la mia legge o no” (16:4).
Una mattina, grazie alle goccioline di rugiada, numerosi funghi del genere Psilocybe riuscirono a crescere nel deserto:
“Poi lo strato di rugiada svanì ed ecco che sulla superficie del deserto vi era una cosa minuta e granulosa, minuta come è la brina sulla terra. A tale vista i figli d'Israele si chiesero l'un l'altro: “Che cos'è questo?” perché non sapevano che cosa fosse. E Mosè disse loro: “Questo è il pane che il Signore vi ha dato per cibo”. (16:14,15)
La descrizione della manna coincide esattamente con la descrizione dei funghi psilocibinici. I funghi magici sono piccoli e rotondi e poiché germogliano così velocemente sembrerebbero comparire durante la notte, come se venissero dal cielo. Inoltre, chiunque li raccolga immediatamente noterebbe che si colorano d'azzurro e non hanno radici, ragioni in più per pensare che i funghi fossero d'origine celeste. Si noti che la manna non cade dal cielo, ma è descritta come un qualcosa che viene con il gelo e l'umidità, durante le stagioni delle piogge. Queste sono le condizioni atmosferiche precise affinché i funghi prosperino. Anche se le varie traduzioni medievali non hanno saputo spiegare esattamente cosa fosse in realtà la manna, il racconto della manna nella Bibbia è in realtà una descrizione di come trovare ed identificare la manna e distinguerla da altri funghi non psicoattivi (o mortali).

Gli Ebrei, guidati da Mosè, raccolgono la manna
E' inoltre interessante notare che Mosè dica agli ebrei che la manna viene direttamente dal cielo e se non la mangeranno non cammineranno nella legge di Dio. Questa è la prova che la manna è dotata di un potere spirituale insolito. Tuttavia, la manna non conferisce automaticamente potere spirituale. Invece, serve da prova. I funghi magici fornirebbero le esperienze visionarie che certamente assicurerebbero che tutti se ne sono cibati. Mosè inoltre ha detto che la manna è letteralmente "pane del signore", il che è notevolmente simile al nome azteco per i funghi psilocybe: "carne degli dei".
Ma come e perchè i funghetti sono comparsi improvvisamente? Ancora riferendosi alla Bibbia, è chiaro gli ebrei avevano viaggiato in una terra in cui vi era rugiada al mattino. Come una grande tribù nomade, gli israeliti avranno riunito molti bovini e ovini. E ciò ha significato la presenza di moltissimo concime. Il cambiamento del clima dalle terre aride dell'Egitto al clima umido della selva ha fornito i termini ideali per la propagazione e la diffusione dei funghi psilocybe nel concime del bestiame.
Nell’Esodo 16:19-21 troviamo altri riferimenti ai funghi magici: “Poi Mosè disse loro: "Nessuno ne faccia avanzare fino al mattino". Essi non obbedirono a Mosè e alcuni ne conservarono fino al mattino; ma vi si generarono vermi e imputridì. Mosè si irritò contro di loro. Essi dunque ne raccoglievano ogni mattina secondo quanto ciascuno mangiava; quando il sole cominciava a scaldare, si scioglieva”.
Chiunque sia esperto di funghi allucinogeni sa bene che essi vanno molto rapidamente a male e si raggrinziscono sotto il calore del sole, esattamente come la manna.

Successivamente, nei Numeri 11:6-9, la manna è descritta di nuovo. I termini usati sono esattamente gli stessi usati per descrivere i funghi magici: “Ora la nostra vita inaridisce; non c'è più nulla, i nostri occhi non vedono altro che questa manna. Ora la manna era simile al seme del coriandolo e aveva l'aspetto della resina odorosa. Il popolo andava attorno a raccoglierla; poi la riduceva in farina con la macina o la pestava nel mortaio, la faceva cuocere nelle pentole o ne faceva focacce; aveva il sapore di pasta all'olio. Quando di notte cadeva la rugiada sul campo, cadeva anche la manna”.

Qui troviamo la manna descritta come avente un gusto come quello dell’olio fresco (il gusto che hanno i funghetti allucinogeni) ed ancora una volta la Bibbia accenna a quella manna che compare alla mattina in cui è caduta la rugiada. Il vecchio Testamento ci dice persino che la manna assomiglia al seme del coriandolo ed ha il colore di questo. E quando i funghi psilocybe sono seccati, la loro gamma di colori è identica al seme secco del coriandolo. Inoltre notiamo che la manna è stata macinata in laminatoi o battuta in un mortaio. La poltiglia di psilocybe, nel racconto biblico, è stata seccata e macinata per essere usata per la cottura. Infatti i funghi magici secchi sono abbastanza duri e schiacciare il fungo secco e cuocerne la poltiglia assicurerebbe che le molecole psicoattive labili mantengano inalterata la loro potenza.

In un altro passaggio la Bibbia descrive la manna come se avesse il colore chiaro di una cialda, certamente una descrizione esatta del colore di un fungo psilocybe secco. Inoltre scopriamo che il gusto della manna non è più quello di olio fresco ma piuttosto quello di miele: “La casa d'Israele la chiamò manna. Era simile al seme del coriandolo e bianca; aveva il sapore di una focaccia con miele (16:31). Mosè disse: "Questo ha ordinato il Signore: Riempitene un 'omer' e conservatelo per i vostri discendenti, perché vedano il pane che vi ho dato da mangiare nel deserto, quando vi ho fatti uscire dal paese d'Egitto" (16:32).
E secondo l’etnobotanico Terence McKenna il miele è stato a lungo usato come mezzo per conservare la psilocibina contenuta nei funghi. Infatti i figli d'Israele avevano cominciato a mescolare il miele con la manna per conservarne intatta la potenza.
Un omer corrisponde a circa quattro litri; i funghi psilocybe sono costituiti da acqua per il 92% e quindi ne rimane soltanto l'8% quando sono seccati. Inoltre, il fungo fresco prende molto spazio, per via della sua forma. Così quattro litri di funghi magici freschi renderebbero meno che un decimo di un litro, o circa 1/4 di tazza di manna. Un quarto di tazza di manna, seccata e in polvere, corrisponde alla quantità di funghi magici richiesti per una dose moderatamente forte, una volta cotta.
Che cosa è stato detto da Mosè a proposito della manna che deve essere messa da parte per le generazioni future? In Ebrei 9:3-4 troviamo: Dietro il secondo velo poi c'era una Tenda, detta Santo dei Santi, con l'altare d'oro per i profumi e l'arca dell'alleanza tutta ricoperta d'oro, nella quale si trovavano un'urna d'oro contenente la manna...
Qui scopriamo dunque che la manna contenente i funghi allucinogeni doveva essere mantenuta nel più santo di tutti i luoghi: l'Arca del Patto!


Gli ebrei, i cristiani ed i musulmani devono dunque le loro radici ai figli d'Israele, che per quaranta anni hanno mangiato la manna e si sono visti come il popolo scelto da Dio. La descrizione della manna data nel Vecchio Testamento mostra effettivamente una perfetta corrispondenza con i funghi psilocibinici. Questo significa che il Corano, la Bibbia e la Torah sono stati ispirati dalle esperienze indotte dai funghi magici e che i fondamenti stessi su cui queste religioni si basano derivano dall'esperienza col fungo. Mosè ed i figli d'Israele (così come gli atzechi) hanno usato i funghi come sacramento per comunicare con una più alta potenza, anche conosciuta come Allah, Dio e Yahweh.

Allo stesso modo, fratelli, noi cristiani possiamo usare i funghetti per le nostre esperienze spirituali, così come fecero gli ebrei persi nel deserto seguendo i comandi del Supremo. Per avere una comunicazione ottimale con il Signore, noi di Risposte Cristiane consigliamo un antico rito ebraico per la sacra coltivazione dei funghetti biblici. Questo rito è rimasto pressoché sconosciuto agli europei fino agli anni '60, quando è stato reintrodotto in Italia da alcune comunità di fedeli che si erano recati in pellegrinaggio in Terra Santa. Vi scrivo qui sotto le istruzioni per portare a termine il Rituale per la Coltivazione dei Funghetti Biblici.

Rito per la Coltivazione dei Funghetti Biblici e della Manna Celeste

Come le normali piante crescono in un vaso di terra, i funghetti biblici crescono sulle pagine di una Bibbia. Nel nostro esempio, abbiamo usato una New King James Version Bible, ma qualsiasi tipo di Bibbia va bene come sostrato per la manna. L'importante è che si utilizzi una Bibbia nuova. Infatti, la grande differenza tra funghetti biblici e le normali piante è che per i funghi la Bibbia deve essere priva di altri batteri e muffe perché la coltura abbia successo. Ogni contaminazione porterà inevitabilmente al fallimento: una grande metafora della vita terrena.

Materiale necessario:
  • Una Bibbia
  • Un sacchetto di plastica sterile
  • Alcuni barattoli da 1/4 litro di acqua santa
  • Spruzzatore
  • Tazze con misurino
  • Alcune graffette
  • Una siringa di spore

Potete comprare le spore su internet e le riceverete comodamente a casa vostra. Tra i siti più affidabili per le spore, approvati come autenticamente cristiani dagli Illuminati Cristiani, troviamo TheHawksEye, Zamnesia.com, CactusPlaza, MycoSupply, Mushroom Grow Op, MushMagic.com, VapoShop, Out-Grow.com, Avalon Magic Plants, FreeSpores.com, RalphstersSpores, MagicMushrooms.org, Gaiana.nl, The Spore Depot, MycoPath, Sporeworks, Lil' Shop of Spores e il famoso Everything Mushrooms.

AVVISO: Le istruzioni che seguono vanno usate con la dovuta cautela e discernimento, con semplicità di cuore e rigettando ogni approccio superstizioso o magico. Per coltivare i funghetti biblici ed proteggerci con efficacia da Satana è necessario essere in stato di grazia, pertanto tutte le pratiche e le preghiere qui riportate, da devono accompagnarsi ad un adeguato livello di fede e maturità religiosa. E' anche consigliabile effettuare una preghiera di rinuncia a satana prima di cominciare: "Nel nome di Gesù Cristo rinuncio a Satana e ad ogni legame occulto, e alla sua opera sul mio spirito, e alla sua opera sul mio corpo, e alla sua opera sulla mia mente, e a tutti i legami con ogni suo seguace."

Coltivazione dei funghetti biblici - Istruzioni per la manna

1) Preparazione - Procurati una Bibbia nuova. Apri la confezione delicatamente, senza l'ausilio di coltelli o lame, che potrebbero danneggiarla. Non toccarla con le tue mani, per evitare contaminazioni. Riponi la Bibbia in un sacchetto di plastica sterile, facendo in modo che l'apertura del sacchetto guardi verso l'alto.
Irrora la Bibbia di Acqua Santa fino a che la superficie delle pagine non appaia leggermente umida. In questa fase l''acqua santa non deve essere versata direttamente sulla Bibbia, ma spruzzata. Inserisci le spore tra le pagine con la siringa, delicatamente. Chiudi il sacchetto ripiegandone i bordi superiori di circa 5 centimetri, e sigillalo con delle graffette. 




2) Conservazione - Conserva la Bibbia nel sacchetto al riparo dalla luce diretta del sole, ma non al buio. Se non vivi in aree (sub)tropicali, vicino al termosifone andrà benissimo. La temperatura ottimale oscilla tra i 20 e i 23 gradi centigradi. Non preoccuparti se non rimane costante: la Bibbia non teme le temperature più basse che si manifestano di notte. Non avvicinare troppo la Bibbia al calorifero, perché comunque la temperatura non deve superare i 35 gradi centigradi. Le temperature più elevate presenti naturalmente nelle aree tropicali non costituiscono invece un problema. 

Ruota la Bibbia ogni due o 3 giorni, per esporla uniformemente al calore del termosifone. In questo modo le fioriture saranno più graduali. 

Dopo alcuni giorni vedrai comparire il micelio bianco, che si allarga a ricoprire la superficie della Bibbia; dal micelio nascerà la manna. Non aprire il sacchetto prima che i funghi abbiano raggiunto un'altezza di 1,5 cm. Quando i funghi avranno raggiunto tale altezza, apri parzialmente il sacchetto e lascialo aperto per circa un'ora e mezza, in modo da consentire un buon ricambio d'aria alla Bibbia.



3) Raccolta - Dopo alcuni giorni vedrai spuntare i primi funghi. Raccogli completamente la prima fioritura prima dell'apertura dei cappelli dei funghi più grandi. Raccogli anche gli esemplari di manna più piccoli, perché non è consigliabile interferire troppo spesso con la Bibbia. Prima di fare una nuova raccolta, attendi che la fioritura sia completa. Non raccogliere la manna più piccola di un centimetro. Non appena avrà avuto inizio la crescita, controlla la Bibbia tutti i giorni, perché i funghetti biblici si sviluppano con rapidità. Ricorda di raccogliere i funghi con movimento rotatorio, senza strapparli o tagliarli, perché solo così non si danneggiano le Sacre Scritture. Se il gambo assume un colore marrone, significa che l'umidità presente nel sacchetto è eccessiva. Favorisci l'aerazione del microclima biblico interno al sacchetto aprendolo per 1 o 2 ore. Se invece le pagine della Bibbia appaiono secche, sarà tempo di versare un po' d'acqua santa nel sacchetto. Comprimi delicatamente un'estremità, in modo da creare un'apertura attraverso la quale poter versare dell'acqua santa sul fondo del sacchetto. Non versare l'acqua santa direttamente sulla Bibbia! 

In circostanze ottimali è possibile raccogliere 175 - 250 gr di funghi freschi (17 - 25 gr di prodotto secco) da una sola Bibbia, con tre o più fioriture. Piccole dosi di manna sono sufficienti per l'effetto spirituale desiderato. Per il raccolto della prima fioritura di manna bisogna attendere circa 3 settimane; la seconda fioritura richiederà una settimana e un'altra settimana passerà prima di un'eventuale terza fioritura. Ma spesso spuntano nuovi funghi sulla Bibbia anche dopo un mese. In questa foto puoi vedere una Bibbia su cui ancora stanno spuntando nuovi funghetti, dopo più di un mese dalla terza fioritura! 

La Bibbia dopo un mese dalla terza fioritura


ATTENZIONE: Il micelio deve sempre essere di colore chiaro. Se il micelio inizia ad assumere una colorazione verde o violacea, si tratta di un'infezione incurabile mandata da Satana in persona! Butta via il sacchetto senza aprirlo, e chiedi consiglio al tuo esorcista su come procedere per estirpare i demoni dalla tua anima.
Mi raccomando, non fate l'errore di mangiare funghi contaminati. Se vedi che la Bibbia è contaminata da Satana e dalle tossine, non mangiare i funghi che essa produce! Che divertimento ci può essere in una brutta reazione allergica a qualche tossina o in una possessione demoniaca mente viaggi pesante e stai facendo l'amore con tua moglie? Le email che riceviamo al proposito suggeriscono che non è per niente divertente. Butta via e brucia ogni Bibbia contaminata e butta anche ogni manna che è cresciuta su quella Bibbia anche prima di notare la contaminazione.

Gli effetti dei funghetti biblici sulla sessualità cristiana

La manna può effettivamente migliorare la sessualità all'interno della coppia cristiana in varie maniere, funzionando come un afrodisiaco. Aumentando la consapevolezza di sé, i funghi biblici sono in grado di dare una sensibilità maggiore e un'esperienza più intensa, e possono dare una sensazione di dissoluzione dei confini tra individui che rende l'esperienza più intima, emozionante e profonda. I funghetti biblici portano la dimensione spirituale nel sesso, provocando esperienze di unione con Dio. Rendendo le persone più altruiste, il sesso con la manna è più intimo e psicologicamente salutare. Inoltre, i funghetti distorcono la percezione del tempo, facendoti sentire che un eternità di amore con il tuo sposo o sposa, così come avverrà dopo la morte in Paradiso, è possibile anche in terra. Un'enorme quantità di energia si libera da ogni fibra del tuo corpo quando hai mangiato i funghetti biblici. In particolare, l'energia sessuale è moltiplicata da questi potenti afrodisiaci divini, utilizzati da re e imperatori con le loro mogli e concubine. Nella coppia cristiana il sesso coniugale, con la manna, aumenta di livello spirituale e si intensifica. Non intendo dire che semplice viene generata "energia genitale". Anzi, i funghetti biblici non necessariamente regalano ai fedeli un'erezione più durevole. Piuttosto, aumentano la sensibilità del mille percento. 

Mettiamola così, fratelli e sorelle in Cristo: in confronto al sesso con la manna, la maniera in cui avete fatto l'amore finora, a prescindere da quanto piacere ne avete ricevuto, è nulla. Con i funghetti biblici, in una comunione sensoriale e spirituale, potrete spendere mezz'ora a fare l'amore con il respiro, un'ora facendo l'amore con colori, e un'ora con i profumi celesti. Mentre vi contorcete tra mille girandole sensoriali e sessuali, la vostra partner farà lo stesso. 

Infatti, mentre il normale sesso utilizza le sostanze chimiche prodotte dal nostro corpo per dare piacere, i funghetti biblici vi mettono direttamente in contatto con la Divinità. Quando fate l'amore con la manna, è come se ogni singola cellula del corpo, sta facendo l'amore con ogni singola cellula del corpo del vostro marito o moglie. La tua mano non accarezza semplicemente pelle, fianchi e gambe, ma si immerge in essi e si confonde in essi con antiche e celesti forme di piacere dentro di lei.

Graziella prova quindi a coltivare tu stessa i funghetti biblici e mi raccomando, scrivici per farci sapere com'è andata!

Che il Signore Vi Benedica,


Profundo Martinez