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mercoledì 13 febbraio 2013

Sesso cristiano e funghetti allucinogeni



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 Caro Moreno, cari Illuminati Cristiani,
sono una devota casalinga e vivo con mio marito in una casa di campagna nella provincia di Belluno. Conduciamo una vita tranquilla e non manchiamo mai di frequentare la parrocchia ogni domenica. Nel corso di una delle nostre escursioni nei bellissimi boschi che circondano il nostro paesello, abbiamo incontrato dei funghi che non avevamo mai visto prima. Li abbiamo raccolti e, una volta a casa, abbiamo cercato su google ed abbiamo scoperto che si trattava di un fungo della specie Psilocybe Semilanceata, ovvero un "magic mushroom" (fungo magico). Spinti dalla curiosità, abbiamo seguito le istruzioni trovate su internet per il consumo dei funghetti e dopo circa 40 minuti, dopo una breve nausea, abbiamo provato delle sensazioni bellissime, specialmente quando ci siamo tolti i vestiti ed abbiamo iniziato ad accarezzarci!
Fare l'amore con i funghetti va oltre ogni capacità immaginativa: è la cosa più dolce che una mente divina possa concepire. L'eccitazione che provo è altissima e la sensibilità dei genitali è aumentata... sento mio marito dentro di me e non riesco a smettere, un orgasmo dietro l'altro! Dèi, animali, personaggi di ere lontane, creature dei boschi, puttane, corti orientali, mitologie dei mari più profondi, tutto viene attraversato dai flussi di desiderio che trasformano me e mio marito continuamente, in un percorso in cui non riusciamo mai a percepire i nostri corpi separatamente. Un unico corpo è stato creato, un corpo che gode di se stesso e della propria autosufficienza! Sì, è stato partorito l'Ermafrodito, e le nostre piccole menti partecipano della sua unità: due menti che ormai abitano nello stesso corpo. La cosa più bella è fermarsi un momento e, ancora l'uno dentro l'altra, dirci ad alta voce: "Come siamo perfetti così!"
Da quel bellissimo giorno ogni domenica, dopo la Santa Messa, facciamo una passeggiata nei boschi e nelle valli vicino casa, dove troviamo grandissime quantità di funghetti che crescono spontaneamente sulla corteccia degli alberi, tra i muschi o tra gli escrementi dei bovini che vengono allevati in zona. A volte quando troviamo dei funghi non resistiamo all'eccitazione e facciamo l'amore nel bosco, e poi lo facciamo di nuovo a casa dopo aver mangiato i funghi, e facciamo l'amore tutta la notte... ti lascio immaginare che mio marito Luigi è felicissimo delle ricette che gli preparo! Spesso gli cucino un bel risotto oppure delle tagliatelle fatte in casa! Quindi siamo felici... ci resta solo un dilemma, che ci ha motivato a scrivere questa lettera a te, Moreno. Ti scriviamo, infatti, perché abbiamo un po' di timidezza nel parlare di queste cose al parroco... l'uso dei funghetti allucinogeni è consentito dalla Bibbia? È permesso fare sesso quando si è sotto l'effetto di sostanze psichedeliche? Rischiamo di allontanarci da Dio? Grazie Moreno, spero che vorrai aiutarci a mantenere pura e cristiana la nostra vita spirituale e il nostro matrimonio.
Distinti Saluti,
Graziella e Luigi
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Carissimi Graziella e Luigi,

nella vostra missiva mi parlate di "funghetti allucinogeni". Con il termine generico di funghi allucinogeni s'indicano alcune specie di funghi dalle caratteristiche psicoattive. Ne esistono circa duecento specie, diffuse in tutto il mondo, e ogni anno i micologi ne classificano di nuove. Quella che avete trovato voi è la specie più diffusa in Italia, la più nota e la più potente, il fungo Psilocybe semilanceata, che cresce in habitat erbosi sulle Alpi e sull'Appennino tosco-emiliano ed è presente anche sui massicci montuosi dell'Italia centrale. In quasi tutte le regioni, sia nelle zone di pianura che in quelle montuose, si incontrano altre specie allucinogene meno note o meno frequenti, quali ad esempio Psilocybe cyanescens o Panaeolus subbalteatus. Alcune specie hanno un habitat coprofilo, per cui sono presenti sopra o in prossimità di sterco animale, per lo più bovino ed equino. 


Evidenze storiche, bibliche e archeologiche dimostrano che una pluralità di culti e tradizioni, sia a scopo religioso sia terapeutico, si è sviluppata intorno ad essi.
I cactus e i funghi allucinogeni erano e sono tuttora tradizionalmente diffusi presso le popolazioni indigene di diverse zone dell'America e il loro uso, legato a riti sacri e fatto risalire al 2000 a.C., si è perpetuato presso le culture degli Inca, degli Aztechi e dei Maya.
L'uso di funghi allucinogeni si è sviluppato presso diverse popolazioni antiche delle Americhe e ancora oggi è perpetuato presso popolazioni tradizionali del Messico centrale. Il loro uso non era estraneo neanche alle culture europee, africane e asiatiche fin dall'età della pietra.


Più volte nell’Antico Testamento viene citata la “manna”, in riferimento al cibo di cui si nutrì il popolo d’Israele durante il cammino nel deserto dopo la liberazione dalla schiavitù in Egitto. Questa strana sostanza, che cresce dallo strato di rugiada nel deserto (e non piove dal cielo come erroneamente si crede), è in realtà costituita da funghetti allucinogeni, o funghi magici.

Il primo riferimento della Bibbia ai funghetti allucinogeni è nel libro dell'Esodo. Qui infatti è scritto che dopo sei settimane di vagabondaggio gli ebrei iniziarono a lamentarsi con Mosè di essere stanchi ed affamati: Allora il Signore disse a Mosè: "Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perché io lo metta alla prova, per vedere se cammina secondo la mia legge o no” (16:4).
Una mattina, grazie alle goccioline di rugiada, numerosi funghi del genere Psilocybe riuscirono a crescere nel deserto:
“Poi lo strato di rugiada svanì ed ecco che sulla superficie del deserto vi era una cosa minuta e granulosa, minuta come è la brina sulla terra. A tale vista i figli d'Israele si chiesero l'un l'altro: “Che cos'è questo?” perché non sapevano che cosa fosse. E Mosè disse loro: “Questo è il pane che il Signore vi ha dato per cibo”. (16:14,15)
La descrizione della manna coincide esattamente con la descrizione dei funghi psilocibinici. I funghi magici sono piccoli e rotondi e poiché germogliano così velocemente sembrerebbero comparire durante la notte, come se venissero dal cielo. Inoltre, chiunque li raccolga immediatamente noterebbe che si colorano d'azzurro e non hanno radici, ragioni in più per pensare che i funghi fossero d'origine celeste. Si noti che la manna non cade dal cielo, ma è descritta come un qualcosa che viene con il gelo e l'umidità, durante le stagioni delle piogge. Queste sono le condizioni atmosferiche precise affinché i funghi prosperino. Anche se le varie traduzioni medievali non hanno saputo spiegare esattamente cosa fosse in realtà la manna, il racconto della manna nella Bibbia è in realtà una descrizione di come trovare ed identificare la manna e distinguerla da altri funghi non psicoattivi (o mortali).

Gli Ebrei, guidati da Mosè, raccolgono la manna
E' inoltre interessante notare che Mosè dica agli ebrei che la manna viene direttamente dal cielo e se non la mangeranno non cammineranno nella legge di Dio. Questa è la prova che la manna è dotata di un potere spirituale insolito. Tuttavia, la manna non conferisce automaticamente potere spirituale. Invece, serve da prova. I funghi magici fornirebbero le esperienze visionarie che certamente assicurerebbero che tutti se ne sono cibati. Mosè inoltre ha detto che la manna è letteralmente "pane del signore", il che è notevolmente simile al nome azteco per i funghi psilocybe: "carne degli dei".
Ma come e perchè i funghetti sono comparsi improvvisamente? Ancora riferendosi alla Bibbia, è chiaro gli ebrei avevano viaggiato in una terra in cui vi era rugiada al mattino. Come una grande tribù nomade, gli israeliti avranno riunito molti bovini e ovini. E ciò ha significato la presenza di moltissimo concime. Il cambiamento del clima dalle terre aride dell'Egitto al clima umido della selva ha fornito i termini ideali per la propagazione e la diffusione dei funghi psilocybe nel concime del bestiame.
Nell’Esodo 16:19-21 troviamo altri riferimenti ai funghi magici: “Poi Mosè disse loro: "Nessuno ne faccia avanzare fino al mattino". Essi non obbedirono a Mosè e alcuni ne conservarono fino al mattino; ma vi si generarono vermi e imputridì. Mosè si irritò contro di loro. Essi dunque ne raccoglievano ogni mattina secondo quanto ciascuno mangiava; quando il sole cominciava a scaldare, si scioglieva”.
Chiunque sia esperto di funghi allucinogeni sa bene che essi vanno molto rapidamente a male e si raggrinziscono sotto il calore del sole, esattamente come la manna.

Successivamente, nei Numeri 11:6-9, la manna è descritta di nuovo. I termini usati sono esattamente gli stessi usati per descrivere i funghi magici: “Ora la nostra vita inaridisce; non c'è più nulla, i nostri occhi non vedono altro che questa manna. Ora la manna era simile al seme del coriandolo e aveva l'aspetto della resina odorosa. Il popolo andava attorno a raccoglierla; poi la riduceva in farina con la macina o la pestava nel mortaio, la faceva cuocere nelle pentole o ne faceva focacce; aveva il sapore di pasta all'olio. Quando di notte cadeva la rugiada sul campo, cadeva anche la manna”.

Qui troviamo la manna descritta come avente un gusto come quello dell’olio fresco (il gusto che hanno i funghetti allucinogeni) ed ancora una volta la Bibbia accenna a quella manna che compare alla mattina in cui è caduta la rugiada. Il vecchio Testamento ci dice persino che la manna assomiglia al seme del coriandolo ed ha il colore di questo. E quando i funghi psilocybe sono seccati, la loro gamma di colori è identica al seme secco del coriandolo. Inoltre notiamo che la manna è stata macinata in laminatoi o battuta in un mortaio. La poltiglia di psilocybe, nel racconto biblico, è stata seccata e macinata per essere usata per la cottura. Infatti i funghi magici secchi sono abbastanza duri e schiacciare il fungo secco e cuocerne la poltiglia assicurerebbe che le molecole psicoattive labili mantengano inalterata la loro potenza.

In un altro passaggio la Bibbia descrive la manna come se avesse il colore chiaro di una cialda, certamente una descrizione esatta del colore di un fungo psilocybe secco. Inoltre scopriamo che il gusto della manna non è più quello di olio fresco ma piuttosto quello di miele: “La casa d'Israele la chiamò manna. Era simile al seme del coriandolo e bianca; aveva il sapore di una focaccia con miele (16:31). Mosè disse: "Questo ha ordinato il Signore: Riempitene un 'omer' e conservatelo per i vostri discendenti, perché vedano il pane che vi ho dato da mangiare nel deserto, quando vi ho fatti uscire dal paese d'Egitto" (16:32).
E secondo l’etnobotanico Terence McKenna il miele è stato a lungo usato come mezzo per conservare la psilocibina contenuta nei funghi. Infatti i figli d'Israele avevano cominciato a mescolare il miele con la manna per conservarne intatta la potenza.
Un omer corrisponde a circa quattro litri; i funghi psilocybe sono costituiti da acqua per il 92% e quindi ne rimane soltanto l'8% quando sono seccati. Inoltre, il fungo fresco prende molto spazio, per via della sua forma. Così quattro litri di funghi magici freschi renderebbero meno che un decimo di un litro, o circa 1/4 di tazza di manna. Un quarto di tazza di manna, seccata e in polvere, corrisponde alla quantità di funghi magici richiesti per una dose moderatamente forte, una volta cotta.
Che cosa è stato detto da Mosè a proposito della manna che deve essere messa da parte per le generazioni future? In Ebrei 9:3-4 troviamo: Dietro il secondo velo poi c'era una Tenda, detta Santo dei Santi, con l'altare d'oro per i profumi e l'arca dell'alleanza tutta ricoperta d'oro, nella quale si trovavano un'urna d'oro contenente la manna...
Qui scopriamo dunque che la manna contenente i funghi allucinogeni doveva essere mantenuta nel più santo di tutti i luoghi: l'Arca del Patto!


Gli ebrei, i cristiani ed i musulmani devono dunque le loro radici ai figli d'Israele, che per quaranta anni hanno mangiato la manna e si sono visti come il popolo scelto da Dio. La descrizione della manna data nel Vecchio Testamento mostra effettivamente una perfetta corrispondenza con i funghi psilocibinici. Questo significa che il Corano, la Bibbia e la Torah sono stati ispirati dalle esperienze indotte dai funghi magici e che i fondamenti stessi su cui queste religioni si basano derivano dall'esperienza col fungo. Mosè ed i figli d'Israele (così come gli atzechi) hanno usato i funghi come sacramento per comunicare con una più alta potenza, anche conosciuta come Allah, Dio e Yahweh.

Allo stesso modo, fratelli, noi cristiani possiamo usare i funghetti per le nostre esperienze spirituali, così come fecero gli ebrei persi nel deserto seguendo i comandi del Supremo. Per avere una comunicazione ottimale con il Signore, noi di Risposte Cristiane consigliamo un antico rito ebraico per la sacra coltivazione dei funghetti biblici. Questo rito è rimasto pressoché sconosciuto agli europei fino agli anni '60, quando è stato reintrodotto in Italia da alcune comunità di fedeli che si erano recati in pellegrinaggio in Terra Santa. Vi scrivo qui sotto le istruzioni per portare a termine il Rituale per la Coltivazione dei Funghetti Biblici.

Rito per la Coltivazione dei Funghetti Biblici e della Manna Celeste

Come le normali piante crescono in un vaso di terra, i funghetti biblici crescono sulle pagine di una Bibbia. Nel nostro esempio, abbiamo usato una New King James Version Bible, ma qualsiasi tipo di Bibbia va bene come sostrato per la manna. L'importante è che si utilizzi una Bibbia nuova. Infatti, la grande differenza tra funghetti biblici e le normali piante è che per i funghi la Bibbia deve essere priva di altri batteri e muffe perché la coltura abbia successo. Ogni contaminazione porterà inevitabilmente al fallimento: una grande metafora della vita terrena.

Materiale necessario:
  • Una Bibbia
  • Un sacchetto di plastica sterile
  • Alcuni barattoli da 1/4 litro di acqua santa
  • Spruzzatore
  • Tazze con misurino
  • Alcune graffette
  • Una siringa di spore

Potete comprare le spore su internet e le riceverete comodamente a casa vostra. Tra i siti più affidabili per le spore, approvati come autenticamente cristiani dagli Illuminati Cristiani, troviamo TheHawksEye, Zamnesia.com, CactusPlaza, MycoSupply, Mushroom Grow Op, MushMagic.com, VapoShop, Out-Grow.com, Avalon Magic Plants, FreeSpores.com, RalphstersSpores, MagicMushrooms.org, Gaiana.nl, The Spore Depot, MycoPath, Sporeworks, Lil' Shop of Spores e il famoso Everything Mushrooms.

AVVISO: Le istruzioni che seguono vanno usate con la dovuta cautela e discernimento, con semplicità di cuore e rigettando ogni approccio superstizioso o magico. Per coltivare i funghetti biblici ed proteggerci con efficacia da Satana è necessario essere in stato di grazia, pertanto tutte le pratiche e le preghiere qui riportate, da devono accompagnarsi ad un adeguato livello di fede e maturità religiosa. E' anche consigliabile effettuare una preghiera di rinuncia a satana prima di cominciare: "Nel nome di Gesù Cristo rinuncio a Satana e ad ogni legame occulto, e alla sua opera sul mio spirito, e alla sua opera sul mio corpo, e alla sua opera sulla mia mente, e a tutti i legami con ogni suo seguace."

Coltivazione dei funghetti biblici - Istruzioni per la manna

1) Preparazione - Procurati una Bibbia nuova. Apri la confezione delicatamente, senza l'ausilio di coltelli o lame, che potrebbero danneggiarla. Non toccarla con le tue mani, per evitare contaminazioni. Riponi la Bibbia in un sacchetto di plastica sterile, facendo in modo che l'apertura del sacchetto guardi verso l'alto.
Irrora la Bibbia di Acqua Santa fino a che la superficie delle pagine non appaia leggermente umida. In questa fase l''acqua santa non deve essere versata direttamente sulla Bibbia, ma spruzzata. Inserisci le spore tra le pagine con la siringa, delicatamente. Chiudi il sacchetto ripiegandone i bordi superiori di circa 5 centimetri, e sigillalo con delle graffette. 




2) Conservazione - Conserva la Bibbia nel sacchetto al riparo dalla luce diretta del sole, ma non al buio. Se non vivi in aree (sub)tropicali, vicino al termosifone andrà benissimo. La temperatura ottimale oscilla tra i 20 e i 23 gradi centigradi. Non preoccuparti se non rimane costante: la Bibbia non teme le temperature più basse che si manifestano di notte. Non avvicinare troppo la Bibbia al calorifero, perché comunque la temperatura non deve superare i 35 gradi centigradi. Le temperature più elevate presenti naturalmente nelle aree tropicali non costituiscono invece un problema. 

Ruota la Bibbia ogni due o 3 giorni, per esporla uniformemente al calore del termosifone. In questo modo le fioriture saranno più graduali. 

Dopo alcuni giorni vedrai comparire il micelio bianco, che si allarga a ricoprire la superficie della Bibbia; dal micelio nascerà la manna. Non aprire il sacchetto prima che i funghi abbiano raggiunto un'altezza di 1,5 cm. Quando i funghi avranno raggiunto tale altezza, apri parzialmente il sacchetto e lascialo aperto per circa un'ora e mezza, in modo da consentire un buon ricambio d'aria alla Bibbia.



3) Raccolta - Dopo alcuni giorni vedrai spuntare i primi funghi. Raccogli completamente la prima fioritura prima dell'apertura dei cappelli dei funghi più grandi. Raccogli anche gli esemplari di manna più piccoli, perché non è consigliabile interferire troppo spesso con la Bibbia. Prima di fare una nuova raccolta, attendi che la fioritura sia completa. Non raccogliere la manna più piccola di un centimetro. Non appena avrà avuto inizio la crescita, controlla la Bibbia tutti i giorni, perché i funghetti biblici si sviluppano con rapidità. Ricorda di raccogliere i funghi con movimento rotatorio, senza strapparli o tagliarli, perché solo così non si danneggiano le Sacre Scritture. Se il gambo assume un colore marrone, significa che l'umidità presente nel sacchetto è eccessiva. Favorisci l'aerazione del microclima biblico interno al sacchetto aprendolo per 1 o 2 ore. Se invece le pagine della Bibbia appaiono secche, sarà tempo di versare un po' d'acqua santa nel sacchetto. Comprimi delicatamente un'estremità, in modo da creare un'apertura attraverso la quale poter versare dell'acqua santa sul fondo del sacchetto. Non versare l'acqua santa direttamente sulla Bibbia! 

In circostanze ottimali è possibile raccogliere 175 - 250 gr di funghi freschi (17 - 25 gr di prodotto secco) da una sola Bibbia, con tre o più fioriture. Piccole dosi di manna sono sufficienti per l'effetto spirituale desiderato. Per il raccolto della prima fioritura di manna bisogna attendere circa 3 settimane; la seconda fioritura richiederà una settimana e un'altra settimana passerà prima di un'eventuale terza fioritura. Ma spesso spuntano nuovi funghi sulla Bibbia anche dopo un mese. In questa foto puoi vedere una Bibbia su cui ancora stanno spuntando nuovi funghetti, dopo più di un mese dalla terza fioritura! 

La Bibbia dopo un mese dalla terza fioritura


ATTENZIONE: Il micelio deve sempre essere di colore chiaro. Se il micelio inizia ad assumere una colorazione verde o violacea, si tratta di un'infezione incurabile mandata da Satana in persona! Butta via il sacchetto senza aprirlo, e chiedi consiglio al tuo esorcista su come procedere per estirpare i demoni dalla tua anima.
Mi raccomando, non fate l'errore di mangiare funghi contaminati. Se vedi che la Bibbia è contaminata da Satana e dalle tossine, non mangiare i funghi che essa produce! Che divertimento ci può essere in una brutta reazione allergica a qualche tossina o in una possessione demoniaca mente viaggi pesante e stai facendo l'amore con tua moglie? Le email che riceviamo al proposito suggeriscono che non è per niente divertente. Butta via e brucia ogni Bibbia contaminata e butta anche ogni manna che è cresciuta su quella Bibbia anche prima di notare la contaminazione.

Gli effetti dei funghetti biblici sulla sessualità cristiana

La manna può effettivamente migliorare la sessualità all'interno della coppia cristiana in varie maniere, funzionando come un afrodisiaco. Aumentando la consapevolezza di sé, i funghi biblici sono in grado di dare una sensibilità maggiore e un'esperienza più intensa, e possono dare una sensazione di dissoluzione dei confini tra individui che rende l'esperienza più intima, emozionante e profonda. I funghetti biblici portano la dimensione spirituale nel sesso, provocando esperienze di unione con Dio. Rendendo le persone più altruiste, il sesso con la manna è più intimo e psicologicamente salutare. Inoltre, i funghetti distorcono la percezione del tempo, facendoti sentire che un eternità di amore con il tuo sposo o sposa, così come avverrà dopo la morte in Paradiso, è possibile anche in terra. Un'enorme quantità di energia si libera da ogni fibra del tuo corpo quando hai mangiato i funghetti biblici. In particolare, l'energia sessuale è moltiplicata da questi potenti afrodisiaci divini, utilizzati da re e imperatori con le loro mogli e concubine. Nella coppia cristiana il sesso coniugale, con la manna, aumenta di livello spirituale e si intensifica. Non intendo dire che semplice viene generata "energia genitale". Anzi, i funghetti biblici non necessariamente regalano ai fedeli un'erezione più durevole. Piuttosto, aumentano la sensibilità del mille percento. 

Mettiamola così, fratelli e sorelle in Cristo: in confronto al sesso con la manna, la maniera in cui avete fatto l'amore finora, a prescindere da quanto piacere ne avete ricevuto, è nulla. Con i funghetti biblici, in una comunione sensoriale e spirituale, potrete spendere mezz'ora a fare l'amore con il respiro, un'ora facendo l'amore con colori, e un'ora con i profumi celesti. Mentre vi contorcete tra mille girandole sensoriali e sessuali, la vostra partner farà lo stesso. 

Infatti, mentre il normale sesso utilizza le sostanze chimiche prodotte dal nostro corpo per dare piacere, i funghetti biblici vi mettono direttamente in contatto con la Divinità. Quando fate l'amore con la manna, è come se ogni singola cellula del corpo, sta facendo l'amore con ogni singola cellula del corpo del vostro marito o moglie. La tua mano non accarezza semplicemente pelle, fianchi e gambe, ma si immerge in essi e si confonde in essi con antiche e celesti forme di piacere dentro di lei.

Graziella prova quindi a coltivare tu stessa i funghetti biblici e mi raccomando, scrivici per farci sapere com'è andata!

Che il Signore Vi Benedica,


Profundo Martinez

mercoledì 9 gennaio 2013

Intervista a Girolamo




Mafalda: Eccomi di nuovo in questo elegante salotto, a conversare con uno degli Illuminati di Risposte Cristiane, il Dott. Girolamo, insigne studioso delle Sacre Scritture ed esperto esegeta. Vuol spendere due parole su di lei?

Girolamo: Innanzitutto vorrei ringraziarla a nome dei miei colleghi Illuminati per la sua cortesia e disponibilità, e perché ci offre questo gradevole momento di scambio di opinioni e perché no, di crescita spirituale e consolidamento del nostro Credo religioso. 
Possiamo cominciare.

Mafalda: Bene, ci racconti un po’ di lei.

Girolamo: Mi chiamo Girolamo, ho 42 anni, appartengo alla Confessione Cristiano Cattolica, sono nato in Svizzera, ma vivo in Italia ormai da molti anni.
Conobbi Moreno durante una delle numerose conferenze Teologiche che si svolgono ogni anno nel mio Cantone d’origine, ricordo che ne fui subito rapito; la sua persona emanava un'energia spirituale che mai avevo percepito in vita mia, nel suo sorriso scorgevo la luce della Virtù e nella sua parola, la poderosa forza della Fede, quella che spacca le montagne, che non si arresta neanche davanti all'evidenza.

Il mio percorso spirituale però, arriva da ben più lontano. 
Fin da ragazzino ho sempre manifestato una grande predisposizione per la liturgia, scaturita anche per merito di mia madre, la quale mi leggeva ogni sera una pagina della Bibbia per addormentarmi, come fosse la favola della buona notte.
I miei libri preferiti erano il Levitico ed il Deuteronomio, ricordo che quando mamma terminava il racconto, ero così desideroso di sapere il resto, che stentavo a prender sonno, e così di nascosto prendevo una piccola torcia, e nel buio delle coperte leggevo ore ed ore.

Fui un bambino prodigio, ad appena cinque anni imparai a leggere sul breviario parrocchiale che i miei nonni mi regalarono per il Santo Natale, e in soli due anni, passai alla lettura ed alla prima interpretazione, seppur certamente infantile, dell’Antico Testamento.
Alla mia istruzione, dall'età prescolare a quella adolescenziale, fu deputato un rinomato Collegio Cristiano, nel quale potei proseguire fino alla chiusura del secondo ciclo di studi, al conseguimento della Licenza in Teologia.
Il terzo ciclo invece, lo conclusi in Italia, acquisendo al termine, il tanto agognato Dottorato in Sacra Teologia.

Mafalda: C’è un motivo particolare per il quale, nonostante questo vasto curriculum, lei non abbia mai preso i Voti?

Girolamo: In realtà no, il mio era vero e sincero sentimento per Cristo, non ho mai pensato che dovesse divenire un mestiere remunerato, mi bastava la Fede ed il sentirmi uno dei prediletti di Dio. Tanto è vero che per vivere svolgo un lavoro, come tutti.

Il motivo invece che mi spinse a cominciare gli studi accademici così in anticipo è presto detto, e ben più cupo: mia madre ritenne di allontanarmi da mio padre poiché questo fu improvvisamente colpito da una grave ossessione psicologica, e c’era il rischio che io ne subissi l’influenza, divenendo a mia volta, preda della sua ebbra dipendenza.

Mafalda: Suo padre aveva problemi di alcolismo?

Girolamo: No, di ateismo, aveva smesso di credere in Dio tutto d’un tratto, senza neanche una giustificazione.
Ero molto piccolo e non ricordo il decorso del suo disturbo mentale, ma ho memoria del suo ingiustificato rancore verso l’iconografia sacra, che cresceva di giorno in giorno fino a divenire vera e propria rabbia, esplosiva ed incontenibile, che lo portava giornalmente a nominare il Signore in malo modo, soprattutto quando mia madre lo accusava di essere nato ateo e di essersi finto Cattolico per abbordarla, nell'oratorio ove si erano conosciuti.

L’educazione Cattolica impartitami da mia madre, si scontrava aspramente e spesso con la blasfemia di mio padre, il cui intento era sempre stato quello di indottrinarmi, di farmi il lavaggio del cervello affinché io smettessi di credere in Dio.
Per fortuna lei, instancabile donna di fede, pur di non rompere il sacro vincolo del matrimonio con un divorzio, preferì affidarmi alle cure di quella struttura, di nascosto, un giorno nel quale mio padre era all'estero per lavoro.

Al suo ritorno, appreso il fatto, lui andò su tutte le furie e commise il gesto più vile, varcando l’uscio per l’ultima volta.
Oggi, se mi trovo ad essere sano nel corpo e libero nello spirito, lo devo tutto alla mia cara madre, di cui porto il ricordo e la testimonianza. 
Se dentro di me custodisco i sani principi del Cristianesimo, se la mia devozione a Dio è totale, se il mio orientamento sessuale è ora retto e sano, devo ringraziare soltanto lei, mentre per il mio padre biologico, reo d’averci abbandonato al nostro destino, non provo altro che profondo disgusto.

Mafalda: Cosa c’è che non va nel suo orientamento sessuale?

Girolamo: Ora nulla, grazie a Dio. Ma c’è stato davvero un lungo periodo della mia vita in cui ho sofferto di una terribile malattia, che mi incatenava in una natura a me aliena, che istillava dentro la mia mente pensieri di lussuria insana, che mi rendeva preda di malevoli istinti morbosi.

Ebbene sì, fino ai ventotto anni d’età ho sofferto di omosessualità. Nel mio passato di ex-gay, ricordo l’insostenibile senso di colpa che mi attanagliava dopo ogni rapporto contro natura, ed i Padre Nostri di riparazione che puntualmente ne seguivano.
È stato sicuramente il periodo più nero della mia intera esistenza.
Ma ora è finito per sempre.

Mafalda: Vuole raccontare qualche dettaglio?

Girolamo: Certo, non ho alcun imbarazzo, fa parte della mia storia.
Eravamo in molti in quella struttura, ragazzi di tutte le età, abbandonati dai genitori per la loro condizione di diversi oppure semplicemente fuggiti, come reietti della società, costretti nella vergogna e nel segreto, in attesa di quel sacerdozio che li avrebbe resi refrattari alla pericolosa deriva gay, o almeno questo era quello che credevamo.

Alcuni ardevano all'idea di sposarsi figuratamente con il Cristo; erano convinti che per tenersi lontano dal vizio, bastasse una profonda fedeltà coniugale unita all'impossibilità di commettere, per ovvi motivi, peccati contro-natura con il Redentore.
Purtroppo per loro, quasi nessuno era dotato di cotanta lealtà, per cui taluni cedevano alla tentazione e tradivano Gesù, macchiandosi del peccato di sodomia.

Altresì, era convinzione diffusa che l’apostolato sollevasse in modo definitivo dalle tentazioni poiché si pensava inducesse gli stessi meccanismi psicologici che si manifestano in chi enuncia pubblicamente il desiderio di smettere di fumare o di cominciare una ferrea dieta dimagrante.
I giuramenti pubblici, che altro non sono che voti minori, costituiscono spesso ferrei deterrenti poiché obbligano chi li compie al massimo sforzo di volontà, onde non dover pubblicamente ammettere la sconfitta e il proprio fallimento. 

Inoltre, chi manifesta le proprie rette e probe intenzioni, si sente sollevato e moralmente incoraggiato dai testimoni davanti ai quali si è pronunciato, riuscendo ad acquisire un ulteriore aiuto a perseverare nel bene.
Anche se al giuramento del sacerdozio, assisteva il Testimone dei Testimoni, Dio in persona, inutile dire che queste idee, semplicemente non corrispondevano alla realtà, ma molti di noi lo scoprirono molto dopo.

Reprimendo i nostri istinti animaleschi, non facevamo che sostituire ad una piccola serie di modesti peccati, lavabili con semplice confessione, una grossa esplosione ritardata di omosessualità, con conseguenze catastrofiche su di noi stessi e sull'immagine della Chiesa, costretta purtroppo ogni giorno a minimizzare sulla questione, per salvaguardare giustamente l’onore di quei sacerdoti vittime di ricaduta.
Io era tra i più fortunati: sapevo che non occorreva prendere i voti per guarire dall'inversione, ma bastava soltanto preghiera e dedizione, oltre che concreto aiuto da parte delle nostre esperte guide spirituali.
Mi insegnarono che l’omosessualità andava respinta, combattuta, odiata, io imparati presto a farlo, partendo proprio da quella insita in me.

Mafalda: Lei odia gli omosessuali?

Girolamo: Non l’ho mai affermato. E poi, che io li odi o no, mia cara Mafalda, non fa alcuna differenza, poiché è Dio in persona che li odia, e tanto basta.
A scanso di equivoci, è riportato sia nel Vecchio Testamento:

Levitico 20,13 «Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte: il loro sangue ricadrà su di loro.»

Che nel Nuovo Testamento:

Rom 1,24-28-32 «Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento. E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balia d'una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno. [...] E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa.»

Non c’è rischio di mal interpretazione tanto sono chiari e cristallini questi precetti.

Mafalda: L’atteggiamento della Chiesa sembra leggermente diverso però; si sente spesso parlare di indulgenza e assoluzione nei confronti di questi individui. 
Lei come giudica un sacerdote che accoglie al perdono una di queste persone, invocando l’amore infinito ed universale di Dio per tutte le sue creature?

Girolamo: È chiaro che i sacerdoti che adoperano quest’approccio, sanno bene di disattendere i precetti biblici.
Tuttavia è sempre consigliato rassicurare chi si sente colpevole ed è in cerca di consolazione perché soltanto attraverso questa bugia a fin di bene è possibile accaparrarsi la pecora smarrita, prima che il Demonio la marchi e ne faccia servitù.

L’assoluzione è ciò che l’omosessuale si aspetta, la fiducia guadagnata che ne deriva, costituisce il perfetto cavallo di Troia attraverso il quale il sacerdote ha accesso alla sfera emotiva del bisognoso.
In questo modo, senza neanche accorgersene, egli comincerà il suo cammino di confessione, redenzione e liberazione.

Questa prassi fa parte del bagaglio tecnico di qualunque buon pastore, ma purtroppo sempre più spesso mi capita di vedere sacerdoti che non resistono alla tentazione di dire subito la verità all'omosessuale  con il risultato che questi poi s’offende e lascia la Chiesa sbattendo la porta, per non farvi mai più ritorno.
Molte occasioni perse, dunque.

Mafalda: Perché si diventa gay?

Girolamo: Per moda, senza dubbio.
Viviamo in una società corrotta, così satura di benessere ma priva di valori che ai giovani d’oggi cosa resta, se non l’omofilia, come ultimo sfogo di trasgressione contro se stessi e contro Dio?

La colpa di ciò non ricade certo sulla Chiesa, ma su quei genitori che, magari in buona fede, non hanno saputo correggere gli atteggiamenti effeminati dei propri figli, o peggio, li hanno addirittura incentivati (come accade nella cultura atea, ad esempio), senza indirizzarli verso un’espressione dell’amore non in contrasto con le leggi della Natura.
Oltre a questi, ci sono casi rari di persone affette da questo disturbo fin dalla nascita, ed io ero incluso proprio questa categoria di soggetti.

Anche la scienza medica è d’accordo, ad oggi non si riesce a capire se ci si nasce o ci si diventa, ma questo poco ci importa: quello che conta è che questa patologia, al pari di tutte le altre (ed anche peggio, visto che è avversata dall'Onnipotente  sia estirpata dall'umanità attraverso la preghiera e la redenzione.

Mafalda: Quali sono i sintomi di questa patologia?

Girolamo: Vede, io non la chiamerei proprio “patologia”, bensì “psico-patologia”, poiché è un disturbo che riguarda soltanto la sfera psichica, non ha interazioni, se non molto lievi, sul piano fisico.
Sappiamo che colpisce gli esseri umani tra i 5 e i 50 anni, è probabilmente trasmissibile, (pur non conoscendosi ancora il veicolo di trasmissione), e si manifesta anche in molte specie animali.

I sintomi, che un bravo genitore deve saper riconoscere, per i maschi sono: uso di vestiti scuri o stretti, uso di accessori equivoci quali collane, orecchini, bracciali e spille, andatura ondeggiante, taglio di capelli a caschetto o con la frangia di lato a coprire un occhio, smalto per unghie, passione per la moda, narcisismo, cura eccessiva dell’igiene, padronanza linguistica, uso della mimica gestuale e tendenza a masticare a bocca aperta. Ah, non dimentichiamoci della locuzione "cioè", l'indizio più inequivocabile del passaggio all'altra sponda.
I genitori che riconoscano nel proprio figlio due o più di questi sintomi, farebbero bene a correre ai ripari, prima che sia troppo tardi.

Mafalda: Si può guarire dall'omosessualità?

Girolamo: Ovvio, altrimenti non sarei qui a raccontarlo!
Se non ci fossi riuscito, il virus dell’Aids mi avrebbe probabilmente mandato al Creatore.
La cura è dolorosa per il corpo e logorante per lo spirito, ma guarire è possibile, ed io ne sono la prova.

Mafalda: In che senso, dolorosa per il corpo?

Girolamo: Proprio nel senso letterale della parola.
Il trattamento curativo somministratomi, consisteva in una serie di clisteri d’acqua benedetta, per un totale di circa otto litri, una volta a settimana, dopo il Sacramento della confessione, coadiuvati giornalmente con una potente dose di lassativo a base d’olio di lino e tarassaco, a costante monito di corretto uso del deretano.

Il trattamento immunizzante invece, a difesa e tutela della mia integrità anale, consisteva nella pratica della fustigazione delle natiche mediante frasche d’olivo e successiva aspersione delle terga con olio battesimale misto a permanganato di potassio.
Il dolore che ne scaturiva era tanto fisico quanto spirituale, ed il bruciore dell’unguento sui graffi provocati dalle coriacee fronde, era volto ad impedire a chiunque di premere il ventre contro il fondo-schiena dolorante di chiunque altro.

Purtroppo, a volte, ciò mi precludeva per qualche giorno la seduta, ma non ne feci mai una colpa alla mia guida-custode, che incarnava il motto “melius abundare quam deficere” per timore che, risparmiando nerbate, io potessi non urlare di dolore ma anzi sottacere in caso di misfatto.

L’ultimo metodo di contenimento dell’omosessualità, era di natura alimentare e consisteva in una particolare dieta collegiale molto ricca di peperoncino Habanero, la quale fungeva da deterrente poiché provocava in noi una fisiologica e costante piccola infiammazione del tratto rettale.
La capsaicina, veicolo della piccantezza e del bruciore, in caso di atto contro natura, si trasferiva dallo sfintere del ricevente al membro del donatore, inibendo la penetrazione ed evitando il peccato di sodomia.
Ancora oggi pensi, tant'è l’abitudine, non posso fare a meno dei miei adorati peperoncini, che coltivo con amore e dedizione.

Mafalda: Non conoscevo la sua passione botanica... 
Comunque i metodi da lei enunciati paiono molto cruenti, al limite della violenza, non le pare?

Girolamo: Non direi proprio, cara Mafalda.
Maniere ben più severe erano riservate alle “cripto-checche isteriche”, come venivano malignamente nominate le persone gay di quinto livello, anch'esse ospitate dal convitto ma in una apposita sezione della struttura.

Il loro trattamento sanitario, oltre che lunghi ed intensi periodi di raccoglimento liturgico, prevedeva anche percosse fisiche, castigo, umiliazioni psicologiche, e nei casi più gravi, di una o più sedute di esorcismo, volte a scacciare gli immondi demoni dell’inversione. Fui personalmente testimone di un estenuante rito alla fine del quale, il posseduto crollò a terra per un collasso cardiocircolatorio, espellendo con forza dall'ano l’infame spirito che lo abitava, sotto forma di gas nauseabondi. 

Lo vidi rinvenire poco dopo, completamente depurato. 
È alla luce di fatti come questi che io mi sento di difendere con tutta franchezza tali trattamenti che, pur potendo apparire brutali e spietati ai più, hanno permesso la salvezza di centinaia di persone che come me, ora possono ringraziare il Signore di essersi liberati per sempre dall'orrendo supplizio omofilo.

Mafalda: Consiglierebbe il ricovero presso quel suo Collegio ai ragazzi che oggi giorno soffrono di questo morbo?

Girolamo: Beh, proprio il mio stesso collegio certamente no, visto che è stato chiuso parecchi anni or sono.
Però vorrei cogliere l’occasione per svelarle in anteprima il mio progetto e quello di molti altri volontari con i quali collaboro, (non finirò mai di ringraziarli). 

Stiamo progettando in Svizzera, l’apertura di un centro di disintossicazione da omosessualità, una vera e propria clinica di recupero per gay, che avrà anche il compito di fornire assistenza concreta sul territorio (solo elvetico, per ora) e quello di fare prevenzione negli istituti scolastici medi e superiori, mediante corsi di educazione etero-sessuale.

Sarà dissimile dalle strutture collegiali in quanto, essendo più contenuto negli spazi, non permetterà l’alloggio dei pazienti, ma sarà altrettanto efficace, potendo contare sull'efficiente lavoro di molti Cristiani, quali illustri medici, psicologi o semplici volontari. Abbiamo già stanziato una grossa cifra per l’organizzazione e la struttura, siamo in attesa delle relative licenze di esercizio e contiamo di inaugurare il centro per Natale 2013.

Per il momento non posso dire di più, ma senz'altro lei sarà tra i primi ad essere informata degli ulteriori sviluppi.
Guarire dall'omosessualità non sarà mai stato così facile, solo per chi lo vorrà, ovviamente: nel rispetto della libertà di cura.

Mafalda: È un progetto straordinario, aspettiamo con ansia la sua realizzazione, intanto le faccio i miei più sinceri auguri!

Girolamo: Lo credo anche io. E tutti noi, se davvero vogliamo definirci Cattolici, dovremmo aspramente portare avanti la battaglia della Cristianità, che non è soltanto quella in favore della famiglia naturale e contro l’omofilia, ma anche quella contro l’aborto, contro l’uso di cellule staminali, contro l’eutanasia, contro il testamento biologico, contro le coppie di fatto, contro l’invasività della scienza e contro chi avversa il Signore nostro. 

Solo alle persone meno accorte sarà sfuggito infatti, che terremoti, tsunami, uragani, eruzioni vulcaniche ed altre manifestazioni violente della natura che portano morte e devastazione, altro non sono che giuste punizioni inflitteci da Dio per non aver rispettato i suoi comandamenti. 
Questi mali affliggono il mondo, lo porteranno al collasso, non dobbiamo dimenticarlo mai.

Mafalda: Amen, mi vien da dire. Professore, mi duole dirle che il tempo a nostra disposizione è ahimè terminato.
A nome mio e dei lettori, le porgo un sentito “grazie”, ed anche se oggi mi sarebbe piaciuto affrontare pure altre tematiche, devo dire che questo colloquio è stato davvero piacevole ed interessante.
Rinnovo i miei auguri per il suo progetto e le auguro di trascorrere una serena giornata. 

Girolamo: Ringrazio lei del suo tempo dedicatomi, ricambio cordialmente il saluto e che il Cielo la benedica.
La Grazia a lei, ma la Gloria tutta a Gesù.