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sabato 17 novembre 2012

T'amo, Pio Bove

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Esimio Dott. Girolamo, 
ho avuto il piacere di conoscerla nella scorsa Conferenza Teologica di Lugano, ero il suo vicino di poltrona, spero non si sia dimenticato di me, sono il Dott. Enrico Maria Omissis
Le racconterò dell’amaro calice da cui mio malgrado debbo abbeverarmi in questo lugubre periodo della mia vita, confidando in Suo stimatissimo consiglio e pregandola di intercedere presso il Padreterno affinché Egli dia ascolto alle mie sofferte richieste. 
Poco più d’un anno or sono, l’azienda di cui sono fondatore, fu costretta a chiudere i battenti, facendomi rimanere a corto di liquidità e con non pochi debiti da onorare.
Per alcuni mesi riuscii a contenere i danni servendomi del denaro proveniente dalla vendita della mie due vecchie auto d’epoca e di parte dei miei beni immobili. 
In questo modo potei continuare a garantire alla mia seconda e giovane moglie Svetlana, un tenore di vita consono al nostro status quo, rinunciando tuttavia faticosamente a tutta una serie di agi e comodità ai quali eravamo abituati.
Ben presto però, come d'altronde prevedibile, la situazione si aggravò, e la mia consorte cominciò ad accusare un intenso stress dovuto al periodo di ristrettezze economiche, divenendo senza motivo guardinga e misteriosa.
Una notte, la sorpresi nel lasciare la casa in punta di piedi, inconsapevole che non dormivo affatto, ma pregavo ad occhi chiusi. 
Rincasò circa tre ore più tardi, e come prima finsi di sonnecchiare, restando preda dei morsi del dubbio.
Questi, si fecero incontenibili quando in più occasioni, nella sua borsetta, tra le varie cianfrusaglie femminili, trovai una gran quantità di contante ingiustificato, frammisto a valuta estera di grosso taglio, perlopiù russo ed ungherese.
Una sera, notai un particolare che mi lasciò di stucco. 
Un segno inconfondibile sul suo esile corpo: un fulgido rossore ad ambedue le ginocchia. 
Screpolature, abrasioni e graffi che non lasciavano adito ad alcun dubbio.
Ricollegai in un istante tutte le enigmatiche ambiguità accadute nei mesi precedenti. 
Era chiaro che la mia povera moglie Svetlana, avesse segretamente trovato una occupazione part-time per sopperire alla crisi economica famigliare, ed a giudicare dal suo guadagno, doveva trattarsi di un lavoro assai faticoso, ecco il perché delle reticenze dimostrate nel volermelo confessare. 
Ma quello che trovai inconcepibile è che passava evidentemente ore in preghiera sull'inginocchiatoio parrocchiale, sicuramente implorando il nostro risollevamento finanziario che ogni giorno di più, tardava ad arrivare.
Sono contrario al lavoro femminile poiché ritengo che il nobile ruolo della donna debba esser soltanto quello di regina delle mura domestiche, ma nonostante abbia chiuso un occhio su tale vicenda, continuo a vedere le ginocchia di mia moglie, divenire sempre più rosse, notte dopo notte. 
Posso capire che il Signore sia adirato con me e non risponda alle mie preghiere, ma perché ignora anche le sue? 
Mi son sempre ritenuto uomo di Fede, ma ora questa sta fortemente vacillando, ho gran timore di perderla per sempre. Perdoni lo sfogo, scrivo in preda alla disperazione.

Enrico Maria
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Egregio Dott. Enrico Maria,
sarà per via del fatto che ha omesso la sua descrizione, ma con rammarico le debbo confessare che non ho ricordo alcuno del nostro incontro, spero non si offenda, ma inizio ad avere un’età, e la memoria comincia a barcollare.
Ho letto con attenzione il suo racconto, dal quale trasuda una profonda ansia ed emerge tutta la sua inquietudine per il futuro.
Tutto ciò è senz'altro comprensibile, ma trovo che il suo maggior problema non sia esattamente quello lavorativo.
Non si crucci più di tanto per la perduta occupazione: Dio opera per vie misteriose ed ha già certamente qualche magnifico progetto in serbo per lei.
Detto ciò, mi preme sottolineare un argomento di estrema importanza.
Leggevo che è già il secondo matrimonio, e sebbene non sia previsto un limite massimo, le ricordo che è d’obbligo tra l’uno e l’altro, l’annullamento del sacramento per mezzo del Tribunale della Sacra Rota Romana.
Questo ente, per un cifra che si aggira tra i 4000 e i 6000 €, dichiarerà il primo matrimonio mai accaduto e le renderà la libertà di risposarsi in Grazia di Dio, evitando alla sua ex-moglie, il fastidioso titolo di “adultera”.
Presti ascolto a Luca d’Antiochia: 

Luca 16,18
“Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio”.

È chiaro che l’annullamento del fatto storico, semmai non l’aveste ancora fatto, è la prima pratica da espletare.
Ho già insistito su questo tema ma vale la pena di ricordarlo, visto che è spesso completamente ignorato sia dal credente medio che dal cattolico praticante.
Passiamo ora all'argomento più “delicato”, la questione della sua onorata signora.
Le confido che è per me un compito estremamente oneroso, poiché dal candore dei suoi scritti  presagisco che lei non abbia ben chiara la situazione, pertanto invocherò il nome di Sua Santità Giovanni Paolo II, affinché mi doni la sensibilità ed il tatto necessari per non ferirla o addolorala.
Tutti noi abbiamo nel cuore il ricordo del Santo Padre, che già tremolante ed affaticato, con un leggero accenno di sorriso, disse: 

“Semo romani: volemose bene!”

ma in pochi ricorderanno un altro suo eccelso insegnamento, nella successiva udienza del Mercoledì, quando con lo stesso delizioso accento polacco-romanesco, disse:

“Le corna so come li denti: fanno male quanno spunteno, ma poi serveno pe' magnà”

La prenda con filosofia, le corna sono sinonimo di indulgenza e tolleranza ma anche di solenne prestigio, valgono quale preziosa opportunità per mettere in pratica il perdono Cristiano, portano bene e rappresentano un mirabile segno distintivo con il quale noi Cristiani ci fregiamo da sempre.
Dalla testimonianza del mio omonimo S.Girolamo, nella sua edizione latina “Vulgata” della Bibbia, possiamo evincere che persino Mosè, gran capostipite dei legislatori, fu effettivamente un ignaro cornuto.

Exodus 34:29 
"cumque descenderet Moses de monte Sinai tenebat duas tabulas testimonii et ignorabat quod cornuta esset facies sua ex consortio sermonis Dei"

Letteralmente: “scese dal Monte Sinai ignorando d’avere una faccia cornuta”. 
È evidente che si era trattenuto troppo a lungo sul quel monte, subendo da sua moglie la stessa sorte che è toccata a lei, con rispetto parlando, per carità.
Di seguito, ulteriori testimonianze:

Exodus 34:30
"videntes autem Aaron et filii Israhel cornutam Mosi faciem timuerunt prope accedere"

Exodus 34:35
"qui videbant faciem egredientis Mosi esse cornutam sed operiebat rursus ille faciem suam si quando loquebatur ad eos"

Come sappiamo, nelle successive manipolazioni della Bibbia (inclusa l’odierna edizione C.E.I.) l’epiteto “cornuto” venne cambiato per ingiustificato pudore, in “raggiante”, inficiando sul concetto e compromettendo l’intero senso dei tre capoversi latini.
Per fortuna, attraverso molte opere fra cui la grandiosa scultura di Michelangelo Buonarroti, esposta nella Basilica di San Pietro in Vincoli in Roma, vediamo riemergere quell'antica e perduta tradizione dalla quale il Cristianesimo prese forma. 
Non si dimentichi che anche San Giuseppe falegname, padre terreno del Signore Gesù Cristo, fu fra i primi, che per benevola concessione dello Spirito Santo, poterono fregiarsi del nobile titolo di "Cornuto".

Certo, è difficile distaccarsi dalla moderna accezione negativa riservata a questa parola, ma bisogna considerare che ciò era praticamente normale presso le popolazioni abramitiche della casa d’Israele, per le quali tale nomea suscitava grande rispetto ed ammirazione, essendo evidente segnale di autorità e centralità economica, a volte politica.
Il motivo è presto detto: ai capopopolo di villaggio era consentito giovare di una moltitudine di mogli, in genere fino a quattro, ma se la disponibilità economica lo permetteva, anche di più.
Ciò, oltre ad essere indubbiamente indice di un gran potere economico, dava anche adito ad un gran numero di tradimenti.

La maggior parte dei teologi, sostenendo la “fisicità” dei succitati bernoccoli, è d’accordo nel ritenere che una infedeltà coniugale provocasse di fatto, per motivi ancora non chiari, un reale accumulo cheratinico sul cranio del tradito. 
Anche il parere degli storici è unanime: Mosè era davvero un portatore di appendici cornee, così come il suo Popolo, almeno nella stragrande maggioranza.
In seguito il gene portatore di tale mutazione, diffuso ampliamente presso l’antica popolazione d’Israele, sia andato via via regredendo fino a scomparire del tutto, ma lasciando salvo nell'uso comune l’attributo di “cornuto” e nella tradizione pagana il simbolo di abbondanza per antonomasia, la cornucopia.
Non è un caso gli ebrei indossino per tradizione un piccolo copricapo proprio sulla sommità della testa, quasi a voler mimare l’antico emblema aristocratico, nel ricordo di quella peculiarità speciale ormai perduta.
Non è altresì un caso che i Pontefici stessi, come da tradizione abramitica, indossino il vistoso copricapo corniforme, la Santa Mitria.

Mi viene in mente che proprio come Maria, anche la sua omaggiata signora sia una donna assai virtuosa e retta, trovo ingiusto accusarla per la troppa veemenza con la quale mette in pratica la morale Cattolica.
Il sommo insegnamento di Gesù “Ama il prossimo tuo” implica anche questo genere di circostanze, quando l’amore di cui si può disporre è sì abbondante da rompere gli stretti argini del vincolo coniugale.

Diletto Fratello, metta da parte il rancore e faccia spazio al perdono ed alla misericordia Cristiana. Respinga l’indole di condanna e s’adoperi per l’assoluzione morale di sua moglie, come ci insegnò Nostro Signore Gesù Cristo, quando nel clamore del Tempio, perdonò la donna rea d’adulterio, benché non fosse la sua. 
Comprendo quando ciò possa esser difficile per lei; nella società moderna, il timore delle “corna” è assai presente perché ha radici antiche, difficili da estirpare. 
Dopo Adamo, il quale non aveva per ovvi motivi di che preoccuparsi, tutti i popoli e tutte le culture ne hanno sofferto.

Ma solo coloro che hanno Fede, solo i veri Cristiani riescono a portare dignitosamente il peso delle proprie corna, come Gesù portò faticosamente il peso della Croce.

In fin dei conti è il fardello più lieve che vi sia al mondo.
Pur essendo sotto gli occhi di tutti, chi l’ha in capo non lo avverte.

Con stima ed affetto, porgo i miei più distinti ossequi.

Girolamo

mercoledì 7 novembre 2012

La convivenza secondo Gesù


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Caro Moreno,

mi chiamo Roberto, ho cominciato a leggere il tuo blog mentre ero in prigione. Da ragazzo ho avuto una vita senza Gesù e senza regole e mi sono beccato 5 anni di galera per aver orinato sul portone del sindaco, dato fuoco ad una volante dei carabinieri e aver picchiato alcuni tifosi della Juve fuori dallo stadio con un tondino di ferro del 22 ad aderenza migliorata, insieme ad altri Ultras. In prigione ero disperato e continuamente partecipavo a delle risse con gli altri detenuti. Non avevo Fede, e avevo anche iniziato ad usare droghe pesanti con altri carcerati. L'anziano cappellano continuava a farmi visita in galera, cercando di aprire il mio cuore a Gesù, ma io ero ormai preda del maligno e le sue parole non avevano effetto su di me. Un bel giorno però, durante alcune ore di permesso, ho letto sul Facebook di un amico il link al tuo blog. Il sito ha cambiato la maniera di rapportarmi a Gesù. Ho stampato le tue risposte e poco a poco le ho lette nella solitudine spirituale della mia cella. Gradualmente, ho iniziato a riscoprire la mia Fede grazie a Risposte Cristiane. Ho smesso di sprecare il mio seme, e nell’ultimo anno di prigione ho riempito due bottigliette da mezzo litro.

Il mio compagno di cella, che era sempre stato ateo, all’inizio mi ha preso per matto, ma poi quando tra le macchie di muffa è apparsa l’immagine di Padre Pio, si è ricreduto ed ha iniziato a pregare anche lui.

Ho quindi deciso di mettere da parte la rabbia e il male, e diventare una persona rispettabile. Mentre ero dentro, ho iniziato a pregare tantissimo e a comportarmi bene ed ho avuto uno sconto di pena per buona condotta. Nei numerosi permessi premio che ho ricevuto da quel momento, sempre per buona condotta, ho anche conosciuto su internet una bella ragazza, Antonella. Anche lei è una seguace di Risposte Cristiane e proprio questo ci ha spinto a conoscerci e a condividere la nostra Fede in chat. Antonella mi mandava lunghissime lettere in prigione, con il suo profumo che, insieme all'Amore per Gesù, mi aiutava a passare le notti più fredde.

Quando sono uscito di prigione ci siamo fidanzati. Adesso sono una persona per bene e onesta e da qualche mese convivo con Antonella in una bella casa. 



Arrivo alla mia domanda: per caso commettiamo un peccato se viviamo sotto lo stesso tetto? 

Il nostro parroco, Don Giuseppe, ci ha detto che siamo dei peccatori, egoisti e depravati e ci siamo sentiti offesi! Noi ovviamente, anche se viviamo insieme, rispettiamo tutti gli insegnamenti della Bibbia e vogliamo aspettare il matrimonio per fare l’amore. 
Nel frattempo, pratichiamo il sesso orale e anale come ci hai spiegato sul blog e siamo felici e innamorati. Antonella è contenta di preservarsi vergine fino alle Nozze!

Da quando ho conosciuto Risposte Cristiane non mi drogo più e il contenitore in argento dove tenevo le siringhe e l’eroina l’ho fatto benedire durante un pellegrinaggio a Santiago de Compostela, che ho fatto con Antonella appena uscito di prigione come prova del mio pentimento: adesso lo utilizzo per raccogliere il mio sperma. Infatti mai io e Antonella abbiamo sprecato una goccia del Sacro Seme! Il contenitore lo tengo vicino al letto come hai spiegato tu, anche se la maggior parte delle volte è la bocca di Antonella a non mandarlo sprecato, come descritto nella Bibbia.
Allora ho deciso di scriverti per ringraziarti, Moreno, hai salvato la mia vita! Con immensa gratitudine ti annuncio che io e Antonella vogliamo formare una famiglia numerosa dopo il matrimonio! La prima bambina vogliamo chiamarla Morena!
Grazie Illuminati Cristiani! Senza di voi avrei ancora Satana in me!
Roberto
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Caro Roberto, che Dio ti benedica, non devi ringraziare noi, chi devi ringraziare è il Signore, che ha reso tutto questo possibile! Noi esegeti di Risposte Cristiane ci limitiamo a leggere cosa dice la Parola dell’Altissimo e a rispondere alle vostre domande. Il merito è tutto Suo!
Moreno è una persona riservata e avrebbe voluto risponderti privatamente, ma noi altri Illuminati cristiani abbiamo pensato che il tuo racconto potesse servire di esempio ad altri giovani, la tua è davvero una storia a lieto fine come quella del Figliol Prodigo! A nome dello staff di Risposte Cristiane ti ringrazio delle tue dolci parole: abbiamo sacrificato in tuo onore sull’Altare del Signore il vitello più grasso della fattoria di Cristoforo (come la Bibbia prescrive in questi casi) e stiamo celebrando la Divina Provvidenza pregando per te, mangiando braciolette al sangue e bevendo vino rosso in onore del Padreterno! 

Per quanto riguarda tua domanda sulla convivenza, dobbiamo far riferimento al Nuovo Testamento, in cui Corinzi fanno a San Paolo una domanda simile a quella che mi poni tu, caro Roberto.
Devi sapere che nell'età del bronzo gli abitanti della città greca di Corinto non vivevano in Gesù. Credevano in una falsa religione e le coppie vivevano insieme senza essersi sposate davanti a Dio. Poco a poco però, grazie al miracolo della Resurrezione compiuto da Nostro Signore Gesù, a Corinto si stava formando una grande comunità cristiana. I Corinzi, uno ad uno, stavano aprendo il cuore a Gesù e si stavano convertendo al cristianesimo.
Avevano però moltissime domande, e a quell'epoca non esisteva Risposte Cristiane! Le nuove pecorelle cristiane inviarono numerose lettere a San Paolo, proprio come fate voi con il Blog, chiedendo tantissime cose al Santo sui più disparati argomenti. Infatti, San Paolo riceveva regolarmente apparizioni di Gesù e durante quelle visite, poteva chiedere tutto a lui e poi riferire ai Corinzi per via epistolare. La Verità Rivelata a San Paolo, contenuta nella Bibbia, è tra i pilastri della nostra religione. Infatti San Paolo ha scritto ben 13 libri del Nuovo Testamento, per quanto era ispirato dallo Spirito Santo e da Gesù.

La prima lettera ai Corinzi è di fondamentale importanza per il cristianesimo. Ispirata dallo Spirito Santo nel 55 DC, contiene nella risposta i fondamenti della religione cristiana: la purezza dei costumi (5,1-13;6,12-20), le regole su matrimonio e verginità (7,1-40), lo svolgimento delle assemblee religiose e celebrazione dell'eucaristia (11-12), l'uso dei carismi (12,1-14) e le regole sulle carni offerte in sacrificio (8-10).

Per quello che riguarda te, Roberto, ci interessa approfondire una cosa che i Corinzi chiedono a San Paolo: cosa deve fare una coppia che vive in concubinato, senza essere sposata? Devono i Corinzi separarsi dalle proprie fidanzate e tornare a casa dai propri genitori, oppure possono continuare a vivere sotto lo stesso tetto? Una coppia di conviventi deve separarsi quando uno dei due inizia a credere in Cristo?
San Paolo risponde, ispirato dallo Spirito Santo come lui solo sapeva fare, che i ragazzi che stavano scoprendo Gesù potevano continuare a vivere sotto lo stesso tetto senza problemi, e che nessuno doveva separarsi:

Corinzi 7:12-16, “ciascuno seguiti a vivere nella condizione assegnatagli dal Signore, e nella quale si trovava quando Iddio lo chiamò. E così ordino in tutte le chiese. 
E, aggiunge: 
“l’osservanza de’ comandamenti di Dio è tutto. 20 Ognuno rimanga nella condizione in cui era quando fu chiamato.”

La Bibbia ci spiega quindi che chi trova la Fede e sta convivendo, può continuare a farlo senza problemi. Anzi: i Corinzi devono evitare di compromettere quelle unioni d'Amore, obbligando la coppia a separarsi forzatamente. Dio consiglia di lasciar convivere queste coppie, sempre quando osservino i comandamenti.

"Se un fratello ha una moglie non credente, ed ella consente ad abitar con lui, non la lasci. E se una donna ha un marito non credente, ed esso consente ad abitar con lei, ella non lasci il marito"

E vi pare che Dio Onnipotente consiglierebbe di fare una cosa se questa cosa fosse proibita? In questo, come in ogni caso, quello che deve prevalere è sempre l'Amore. Rimanete pure nella condizione in cui vi trovate, la convivenza. E non affliggetevi con queste idee bigotte, non c’è niente di male nel vivere insieme con chi si ama, se si rispettano gli insegnamenti di Gesù e non si "consuma" prima del matrimonio.
Arrivare vergini al matrimonio è particolarmente importante:
Deuteronomio 22:21 Se la giovane non è stata trovata vergine, allora si farà uscire quella giovane all’ingresso della casa di suo padre, e la gente della sua città la lapiderà, sì ch’ella muoia, perché ha commesso un atto infame. Così torrai via il male di mezzo a te.

Ma, se la tua Antonella non perde la verginità, fate benissimo a vivere insieme se siete felici!
La Bibbia prescrive la verginità fino al Matrimonio ma di certo non impedisce a due persone che si amano di stare insieme! Anzi, il vostro Amore è simbolo dell’Amore di Gesù. Solo qualche estremista blasfemo, qualche falso profeta, potrebbe dire che vivere con la persona che si ama è un peccato. Quale contraddizione più grande! Il Signore è Amore, ma impedisce l’amore di due persone? Evidentemente sono idee strampalate inventate da qualche religioso che non capisce cos’è l’Amore. 

Il Nuovo Testamento, come abbiamo visto, ci spiega che non c’è problema nel convivere, se così si preferisce.

Inoltre, cari lettori, una convivenza permette alla coppia di potersi conoscere bene e più a fondo prima del matrimonio. Vivendo sotto lo stesso tetto, due giovani possono provare di persona come sia forte l’unione e l’amore di entrambi. La convivenza permette di sondare meglio il proprio carattere e il carattere del partner, e vedere se ci siano i presupposti per una unione duratura e forte come il Matrimonio, oppure separarsi.
L’importante è fare l’amore solo dopo il matrimonio e rispettare i comandamenti.

Un casto abbraccio da tutti noi di Risposte Cristiane, Roberto, siamo veramente felici per te e ti ringraziamo per averci raccontato la tua commovente storia. Mandiamo una benedizione collettiva a te e alla tua futura moglie Antonella, che è già famosa tra i nostri lettori!

Profundo Martinez

martedì 30 ottobre 2012

Celiachia e Santa Eucaristia



«Caro Joseph,
siamo una coppia di coniugi osservanti e timorati di Dio, e troviamo molto utili i consigli di questo blog, uno dei migliori nel suo campo per serietà e professionalità. Il nostro matrimonio è stato benedetto dalla nascita di Emanuele, che cresce felice ed amato e che tra tre settimane compirà 9 anni. Nostro figlio frequenta regolarmente il Catechismo, e l'anno prossimo vivrà la gioia di mangiare per la prima volta alla Mensa del Signore. C'è solo una nube che si addensa ad oscurare il suo sereno futuro. Ad Emanule è stata diagnosticata una forma particolarmente grave di celiachia, per cui non può ingerire nemmeno una piccola quantità di glutine senza essere esposto ad effetti collaterali. Ne abbiamo ovviamente parlato con un sacerdote, che ci ha informati che purtroppo tutte le ostie contengono glutine, e che lui sappia non ne producevano per celiaci. Cercando in rete, abbiamo scoperto che la Congregazione per la Dottrina della Fede (tramite una lettera firmata dall'allora cardinale Ratzinger) considera le ostie completamente prive di glutine come materia invalida per la comunione. Questa notizia ci addolorava molto, perché temevamo che Emanuele sia impossibilitato a prendere parte al SS. Sacramento. Il prete ci ha assicurato che, visto che l'ostia si trasforma nel Corpo di Cristo, a sua opinione non dovrebbero esserci complicazioni. E poi, certamente la salute fisica di nostro figlio è importante, ma lo è ancor di più quella ultraterrena. Visto che però il pediatra di Emanuele continua a sconsigliarci animosamente di fargli ingerire glutine, gradiremmo come ultima conferma un vostro illuminato parere in merito.
Cordiali saluti,
Giacomo & Mariangela
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Cari Giacomo e Mariangela,
la vostra domanda riguarda tutti i milioni di persone che, sventuratamente, non possono assimilare il glutine. Molti di loro, voi compresi, esprimete una legittima perplessità nei confronti del sacramento dell'Eucarista, considerando che esso adopera come materia prima un cibo contenente glutine e talvolta (certamente non nel vostro caso) arrivando addirittura a contestare le posizioni del Santo Magistero della Chiesa in proposito. Non dubito che nel vostro caso sia superfluo ricordarlo, ma vi rammento che gli uomini di Chiesa si adoperano incessantemente per il nostro bene, e che se esistesse una possibilità di commutare l'eucarista usando prodotti senza glutine non l'avrebbero lasciata intentata. Le gerarchie ecclesiastiche non consentono l'uso di pane senza glutine per la transustanziazione non perché mossi da qualche forma di sadismo, o di conservatorismo, posizioni del tutto ingiustificate dato che certamente il pane usato originariamente da Gesù Cristo nell'Ultima Cena era molto diverso dal pane azzimo usato attualmente, e persino la varietà di grano che presumibilmente usò è oggigiorno estinta.
Lo fanno perchè c'è una ragione molto precisa, per la quale un'ostia priva di glutine non può transustanziare. Il resto della mia risposta sarà alquanto tecnico, e facilmente la parte di voi lettori che si è fermata al semplice catechismo di base avrà difficoltà a comprendere alcuni concetti. Non è necessario che comprendiate tutto: ai fini pratici basterà afferrare l'idea di fondo, e cioè che il glutine è un componente indispensabile affinché la transustanziazione si verifichi, almeno quanto il sacerdote.
E qualcuno pretenderebbe forse di avere un'eucaristia senza sacerdote?


Prima di tutto un rapido ripasso dei concetti di base, che risulterà verosimilmente superfluo per quelli di voi che si siano anche moderatamente già interessati a queste tematiche. La transustanziazione si configura a pieno titolo come un miracolo, e nei miracoli è fondamentale più d'ogni altra cosa la grazia divina. Negli ultimi tempi, in luogo di "grazia divina", sta sempre più prendendo piede il termine "benedittanza", una traduzione pedestre dall'inglese benedictance. Sebbene personalmente sia un nostalgico della vecchia terminologia, userò anche io qui la parola benedittanza, a beneficio del lettore che volesse approfondire queste tematiche consultando le riviste specialistiche che ormai sono passate al nuovo lemma (principalmente per depurare il concetto fisico dall'alone di significati sfumati che col tempo è andato acquisendo l'espressione "grazia divina").
Nel Sistema Internazionale, l'unità di misura della benedittanza è lo Jesus (simbolo IHS). 1 IHS corrisponde al favore divino che un corpo di massa 1 kg ottiene se un fedele laico prega in suo favore per 1 s. Prima del Concilio Vaticano II erano diffuse anche altre unità di misura della stessa grandezza, tra cui l'anemos (An), corrispondente a circa 47,61 IHS e definito come il favore ottenuto da un'anima media se essa stessa o un altro fedele prega per essa per un secondo. Oggi l'anemos è caduto in disuso, principalmente a causa del fatto che la massa di un'anima può ampiamente variare nel corso della sua vita terrena, appesantendosi per ogni peccato commesso (se si cede alle pulsioni del ben più pesante corpo, la risonanza d'interazione dell'anima cessa di essere casuale e si sbilancia verso un aumento della sua massa). Questo è il motivo per cui non bisogna condurre una vita dissoluta, pensando che tanto ci sarà sempre tempo per redimersi nella vecchiaia: con ogni peccato, la vostra anima diventa più pesante e rende sempre più difficile recuperare la grazia perduta. Un altro fattore che ha portato la totalità della Chiesa a orientarsi alle raccomandazioni del SI è stata la scarsità di prove sperimentali a suffragio dell'ipotesi che le anime del purgatorio conservino la stessa massa che avevano in vita, un quesito ancora oggi in attesa di risposta.
Dato che lo Jesus è un'unità di misura molto piccola, si utilizzano comunemente i suoi multipli, come il kiloJesus (kIHS), corrispondente a 1000 Jesus, e il MegaJesus (MIHS), corrispondente a 1000000 di Jesus. Tanto per dare un paio di esempi concreti, un comune Padre Nostro dona a chi prega una grazia di circa 0,8 kIHS. La madonna di Međugorje, per rilasciare un messaggio, richiede invece un innesto di circa 149 MIHS. Va notato che la quantità totale di benedittanza di un sistema non si conserva affatto, anzi si può generarne una quantità virtualmente illimitata: se per assurdo la benedittanza si conservasse, ciò corrisponderebbe a una simmetria tra l'uomo e Dio, un'enunciato chiaramente blasfemo dato che in realtà Dio è molto più potente degli uomini.

Veniamo ora all'evento miracoloso che ci interessa, la trasformazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo.
Naturalmente la preghiera di un laico qui non è sufficiente, ma occorre l'intervento di un sacerdote che benedica il pane e il vino. Con l'aiuto dello Spirito Santo, il prete può indirizzare un flusso di sacralità anche di 10-15 kIHS/s con un'incredibile precisione. Mi è capitato una volta di assistere a una prova pratica all'ultimo anno di corso in un seminario, e sono rimasto stupito dall'abilità con cui i candidati al sacerdozio riuscivano a far transustanziare solo alcune ostie prestabilite in un tubo di 100 ostie chiuso ermeticamente e a tre metri di distanza, oppure a colpire una singola ostia chiusa al centro di un bersaglio a dieci metri di distanza. Naturalmente questi risultati richiedono un intenso e costante allenamento.

Per vedere in dettaglio cosa succede in un'ostia al momento della transizione da pane a Corpo, mi servirò di un modello semplificato noto come consacrazione adiabatica (dal greco adiábatos, che significa impermeabile), nel quale si presuppone che l'oggetto da consacrare non possa scambiare nessuna forma di calore con l'esterno. Non si tratta di un'eccessiva mistificazione, perché per ragioni che vedremo in seguito la normale transustanziazione eucaristica si verifica in condizioni considerabili in buona approssimazione adiabatiche.

Il secondo concetto fondamentale da sottolineare è che, a differenza della preghiera la quale a parità di massa induce sempre la stessa variazione di benedittanza, la ben più potente tecnica della consacrazione ha un'efficacia variabile a seconda del materiale che si vuole benedire. Per ogni materiale esistono due grandezze, chiamate conducibilità spirituale (C) ed entalpia di transustanziazione (HT), che dipendono esclusivamente dalla sua struttura, quindi in ultima analisi dal concetto che Dio ha di tali sostanze. La conducibilità spirituale esprime l'attitudine di un corpo a diffondere il Carisma divino. Per un Dio immanente la distanza non è un problema, quindi la sua benedizione si diffonde tra due punti indipendentemente da quanto siano lontani; tutto ciò che ci occorre sapere è quanta potenza debba profondere il parroco officiante per far aumentare di un dato valore la benedittanza di una particolare massa. Di seguito sono elencati i valori di conducibilità spirituale di alcune sostanze.


MaterialeConducibilità spirituale [W·kg-1·IHS-1]
Aria in un ambiente consacrato8,56 · 10-4
Aria1,02 · 10-2
Colla vinilica7,40 · 10-2
Amido8,86· 10-1
Acqua3,44
Incenso aromatico4,01
Lipidi4-7 · 101
Cloruro di ferro (III)1,99 · 102
Liquido seminale3,65 · 102
Etanolo2,12 · 103
Glutine2,12 · 103

Grazie a Dio (è proprio il caso di dirlo), l'aria che si può trovare nelle chiese ha una conducibilità molto bassa, in modo che le benedizioni che si ricevono al suo interno vengano assorbite quasi del tutto dai corpi ospitanti. È per questo che la transustanziazione di un'ostia, se svolta regolarmente, si può approssimare ad adiabatica. Il Signore ha invece conferito a due sostanze, evidentemente ritenute da Lui rappresentative degli alimenti che furono serviti nell'Ultima Cena, un valore molto alto di conducibilità spirituale: l'etanolo per il Sangue di Cristo, ed il glutine per il Suo Corpo.

Conducibilità spiritiali diverse mutano di molto la quantità di grazia che le molecole acquisiscono. Il cicloeptano, col suo anello omociclico di sette atomi di carbonio che simboleggiano le sette virtù, presenta una conducibilità molto più elevata rispetto a composti lineari come l'n-butanolo.
Un corpo transustanzia quando le sue molecole raggiungono un valore fisso di benedittanza, che è storicamente noto come costante di Dievas-Suo e vale, secondo le ultime raccomandazioni CODATA, 33,1155 ZIHS/mol. Un ZIHS corrisponde a 1021 IHS: sembra una soglia proibitiva, ma come vedremo è tranquillamente e quotidianamente raggiungibile con un piccolo, grande aiuto della fede.
Prima di continuare, mi sembra opportuno chiarire un dubbio che mi è stato spesso formulato da coloro che iniziano ad avvicinarsi a questa materia. Visto che Cristo è unigenito, anche il Suo corpo può esistere in uno e  in un solo modo, un unico e beato stato fondamentale non degenere; ma questo non corrisponderebbe ad un annullamento dell'entropia, che sebbene sia chiaramente nelle possibilità dell'Onnipotente sembra non essere contemplato nelle Sue volontà?
La soluzione salta all'occhio consultando questa immagine:
Una volta superata la soglia critica, il sistema si pone spontaneamente nello stato di assoluta comunione e identità con Cristo.


Presumo che tutti noi preghiano frequentemente: quando preghiamo, affidiamo al Signore le nostre aspirazioni, i nostri sentimenti, le nostre paure, insomma rendiamo ogni preghiera un'esperienza unica e irripetibile di incontro intimo con Lui. Lo stesso vale per il flusso consacratorio evocato dal sacerdote officiante: esso è come una silente e ferventissima preghiera, nella quale vengono concentrati non solo le sue sensazioni, le sue simpatie ed antipatie, la sua voglia di salvarsi dall'inferno; ma si uniscono anche quelle dei fedeli che in quel momento partecipano all'assemblea nel nome di Cristo. Con l'aumentare della benedittanza, aumenta sempre più il numero di configurazioni sentimentali diverse che avrebbero potuto condurre fino a quel valore. Le due rette si intersecano in coincidenza con la costante di Dievas-Suo, e a quel punto si compie il miracolo: il corpo muta in Corpo, a imperitura memoria del Figlio dell'uomo.

Quando una molecola raggiunge lo stato di estasi di essere un tutt'uno con Cristo, è come se essa stessa aiutasse il parroco a completare la transustanziazione: il passaggio di stato comporta infatti un rilascio di energia, che facilità la consacrazione delle molecole vicine. Questa quantità è nota come entalpia di transustanziazione (dal greco enthalpos, "scaldare dentro"), ed è data da

Dove M è la massa molare, NA è la costante di Avogadro, e fd sta per "frequenza divina". Trattasi della frequenza con la quale l'Altissimo predilige interagire con noi umani, il ritmo con cui si relaziona con gli uomini: il suo valore è 1,05·108 Hz, anche se nulla vieta che in futuro decida di modificare questa costante, come del resto potrebbe fare con qualunque delle costanti fondamentali della Sua creazione.
La dimostrazione di questa formula ci distoglierebbe troppo dall'argomento, ma si può trovare in qualunque buon testo universitario di teologia dei sacramenti. Ai fini pratici, l'entalpia di transustanziazione si applica solo ai composti contenuti in pane e vino, ma la relazione ha validità universale e andrebbe bene anche per eventuali altri composti disciolti nel vino o nell'impasto del pane eucaristico.

Sapendo che l'aiuto fornito da Cristo per completare la transustanziazione è, come sarebbe logico aspettarsi, fornito nella stessa frequenza di cui sopra, si può facilmente ricavare il contributo per unità di massa che la parte di ostia già diventata Cristo dà al flusso consacrante:
(Φ0 rappresenta il contributo già presente del parroco).



Transustanziazione a 10, 20, 30 e 35 millisecondi

Questa elaborazione mostra la distribuzione della grazia divina tra le varie molecole dell'ostia. A t=0 non vi è benedittanza; col procedere della benedizione, il suo valore comincia a crescere, per qualche molecola più e per qualche molecola meno. La "coda" che vedete allungarsi a destra del grafico è il glutine: esso si consacra tanto facilmente che un numero non infinitesimo di sue molecole raggiunge, poco dopo il trentacinquesimo millisecondo, la soglia critica della transustanziazione. Va notato che 55 milliJesus sono poco più della benedittanza di un fugace segno della croce; ciò che è straordinario è che tutta questa sacralità sia concentrata in una piccolissima molecola. A partire da questo momento, mirabile dictu, guardate voi stessi cosa accade:

Dopo i 38 ms, il circolo virtuoso si fa sempre più serrato, e sempre più molecole varcano la soglia di transustanziazione. Dopo 40.2 millesimi di secondo dall'inizio, la particola è completamente consacrata.

È Cristo in persona, attraverso il suo Santissimo Corpo, a consacrare la parte del pane ancora non consacrata. E, come abbiamo visto, il primo componente dell'ostia a consacrarsi è proprio il glutine. Per questo dicevo che un'eucaristia senza glutine è come un'eucaristia senza sacerdote: i sacerdoti sono gli umili ministri di Cristo, ma senza il contributo del Figlio possono fare ben poco.

In conclusione, cari genitori, non preoccupatevi per la celiachia di vostro figlio: il glutine sarà la prima frazione dell'ostia a trasfigurarsi in Corpo di Cristo, e sebbene esista l'allergia al glutine, non ho mai visto nessun caso di allergia a Cristo. Abbi fede, piccolo Emanuele, e la tua mucosa resterà intatta.

Vostro,
Joseph

lunedì 22 ottobre 2012

Lo Spam di Satana




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Caro Cristoforo, 
Mi chiamo Concetta e scrivo da Napoli. Sono una Catechista, e quando non sono a contatto con Cristo nell'insegnamento della religione, mi dedico alla gestione del sistema informativo della Parrocchia. Uso tenermi in contatto via mail con le altre catechiste per lo scambio del materiale da utilizzare a lezione, fra cui preghiere, libri e riviste cristiane. L'altro giorno, fra le mail, ne ho trovata una senza oggetto, con un link. Pensavo riguardasse una delle newsletter dei tanti siti cristiani a cui sono iscritta, ma non è stato così, purtroppo. Si trattava di un link malefico, che si diramava in altrettanti link demoniaci. Aprendo i link sono stata reindirizzata su Youtube dove ho potuto assistere in preda al panico alla visione di "The Best Of Mosconi", "Mosconi Compilation", e tanti altri. Tutti link che si sono aperti uno dopo l'altro, e senza avere la possibilità di chiuderli. Più ne chiudevo infatti, e più questi aumentavano. Ho passato minuti di terrore, minuti di inferno... e ancora tremo dal terrore. Mosconi? Chi è costui? Chi manda questa mail? E intanto vivo nella disperazione... Dal Pc percepisco rumori che prima non avevo mai udito, il Pc è diventato bollente e a volte percepisco puzza di bruciato. Il tutto con improvvisi riavvii con schermate rosse. Non ce la faccio più. Non riconosco più il mio Pc, il mio strumento di lavoro e di contatto con Cristo, anche. Sono una fedele cattolica, e negli anni ho cercato di essere sempre più vicina a Cristo. Cosa ho fatto di male per meritarmi questo? Di chi è la responsabilità? È una pena inevitabile a cui devo incorrere per non avere svolto bene il mio ruolo nel gregge di Dio o cosa? Non mi viene nulla in mente! Prima di chiamare un tecnico per Pc ho bisogno di queste risposte! La mia coscienza viene prima di tutto! La prego, mi fornisca una risposta. Che Dio la benedica, Cristoforo!

Concetta

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Carissima Concetta,

Il fenomeno in cui sei caduta è diffuso fra le Catechiste, o comunque nelle persone che seguono da vicino il Cammino verso la Salvezza in Cristo. Ricordo ancora quel lontano 2008... se non vado errato. Comprai un nuovo Pc, e dopo qualche giorno vidi questa mail. Beh, anch'io ci cascai. È normale cliccarci. Una persona vicina a Cristo non ha paura di nulla! Ma questo concetto è corretto finché noi ci scontriamo con gli stessi ostacoli che Dio ci pone davanti. Ostacoli che come tu ben sai, da Catechista, Dio pone perché una volta superati possiamo meglio aspirare alla Salvezza e alla vicinanza con Dio. Il problema è che quella mail non è un ostacolo posto da Dio, per testare la tua sicuramente immensa fede. Quella mail è qualcosa di più complesso, più particolare e che solo alcuni studiosi sono riusciti a decifrare. Si tratta dello "Spam di Satana". È lo stesso Satana che invia questi link dalla sua postazione demoniaca. In altri tempi agiva diversamente. Si è sempre ingegnato per raggiungere e colpire la sensibilità e la fragilità del fedele. È evidente che lo Spam ricevuto da te è l'ultima versione, quello con i link dei video del Mosconi. Una delle versioni, a mio avviso, peggiori e più di cattivo gusto. Un vero colpo al cuore. Lo Spam che invece colpì il mio Pc, di cui ti accennavo poc'anzi, riguardava il rutto di un signore durante la Santa Messa. Sono comunque tante le versioni dello Spam, perché cambiano in continuazione. In ogni caso comunque, i più sensibili, visti i video, ma possono essere anche immagini, siti (anche porno), rimangono paralizzati a vita o cadono in una profonda depressione, e solo dopo molte cure si liberano da questo masso. Tranquilla, i più ritornano più in forma di prima, per seguire ancora più attivi il Cammino di Cristo! E Satana ancora una volta perde! Lui non lo capirà mai quant'è forte la Fede in Cristo. Tu comunque hai mantenuto la Fede salda, sai che Dio è con te e comunque ti sta vicina. Complimenti. Adesso, una volta che sai cos'è lo Spam di Satana e come agisce, ti voglio indicare come debellarlo. Ti dico sin da subito che i fenomeni che riscontri nel tuo Pc sono l'effetto dello Spam, e tutto ciò svanirà dopo il procedimento che adesso ti suggerirò. Prima di tutto prepara dei lumini e posizionali tutti intorno al Pc, soprattutto vicino al router. Dopo aver recitato 2 Rosari, clicca il seguente link. Una volta fatto, recita un'Ave Maria. Illumina bene la stanza prima di fare tutto ciò, e non farlo mai la sera o la notte. Io consiglio di attuare tutto il procedimento dopo essere andata alla Santa Messa, la Domenica mattina. Si è più motivati. Sta' tranquilla. Tutto ciò avrà successo, e Satana, ancora una volta, ne uscirà con le ossa rotte.

Che Dio ti benedica, 
Cristoforo.

mercoledì 17 ottobre 2012

Una ricetta per amore di Gesù


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Caro signor Moreno,
sono Egidio, il suo affezionato lettore che le ha scritto già lo scorso mese di giugno, chiedendole istruzioni su come smaltire lo sperma che ormai da quasi un anno tengo conservato in alcune bottiglie. Per darle un'idea della quantità di seme che ho raccolto, le invio una foto con dedica delle mie bottiglie. In ordine di tempo, a sinistra nella foto si vede la bottiglia con lo sperma più vecchio, mentre a destra c'è l'ultima bottiglia, che ho appena iniziato a riempire.
Il motivo per cui la disturbo di nuovo, confidando nella sua pazienza, è che davvero mi manca il cuore di vuotare le mie bottiglie nello scarico, come lei mi ha detto che potrei fare trascorsa una settimana dal completo riempimento.
Il fatto è che mi ci sono affezionato, perché in quelle bottiglie c'è il ricordo di tanti momenti piacevoli e pieni di amore che ho condiviso con la mia ragazza.
Ho pensato perciò, che ci deve essere un utilizzo migliore per tutto questo ben di Dio, piuttosto che gettarlo nello scarico! Visto che, come lei insegna, per scongiurare ogni comportamento peccaminoso il seme va ingerito, ho pensato di utilizzarlo per la preparazione di una torta, che offrirei alla mia ragazza per festeggiare il nostro prossimo anniversario da che stiamo insieme.
Mi rivolgo a lei perciò, per chiederle se può indicarmi una ricetta che sia rispettosa dei precetti della Bibbia nel trattamento del seme, e che permetta di ottenere un dolce gustoso. Ho notato da diversi indizi che lei è anche un fine buongustaio, oltre che un esperto esegeta, e credo che sia la persona più qualificata per darmi un valido consiglio.
La ringrazio in anticipo dell'aiuto che mi vorrà ancora dare, e prego sempre il Signore che conservi in salute di corpo e di spirito tutti gli Illuminati.
Con affetto cristiano,
Egidio
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Carissimo Egidio, devoto fratello in Cristo, sono contento che tu abbia deciso di scrivermi nuovamente, perché è compito del buon pastore seguire con assiduità le sue pecore in modo che non smarriscano la retta via. E bene hai fatto ad interpellarmi per sapere come utilizzare lo sperma che non hai disperso ma conservato in bottiglie ben chiuse. Così conservato (e spero anche che le bottiglie tu le abbia tenute in frigo), lo sperma rimane commestibile a distanza di molto tempo. Del resto questo è proprio quello che si fa nelle "banche del seme".

Ecco perciò che non è affatto una cattiva idea, quella di impiegarlo nella preparazione di un dolce! Per essere giustamente rispettosi del seme, che è una sostanza sacra, bisogna però osservare alcune regole. Il dolce perciò andrà preparato solo con ingredienti puri, e usando stoviglie assolutamente pulite.
Ma quali sono questi ingredienti puri? Troviamo spiegato con precisione nella Bibbia, al capitolo 11 del Levitico, quali cibi si possono mangiare e quali no, nel rispetto dei precetti del Signore. Ai fini della preparazione del dolce, a noi interessa sapere che la gallina è un animale puro, e perciò le uova di gallina sono pure; e lo stesso dicasi per la mucca, perché ha lo zoccolo spaccato e rumina: Potete mangiare di ogni animale che ha lo zoccolo spaccato e il piede diviso e che rumina. (Lev 11,3). Quindi anche il latte di mucca è consentito. Per i prodotti di origine vegetale non c'è alcuna proibizione.

Valutate queste considerazioni, ti propongo la ricetta della:

"Torta Biblica farcita di Crema Sacra".

Ecco gli ingredienti necessari:

Per il Pan di Spagna
  • 150 gr di farina
  • 150 gr di zucchero
  • 5 uova
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaio di sperma
Per la crema
  • ½ litro di latte
  • ½ litro di sperma
  • 150 gr di farina
  • 8 tuorli
  • 150 gr di zucchero
  • la scorza di un 1 limone
  • 120 gr di torrone bianco
Per la decorazione
  • 125 ml di panna da montare
  • 125 ml di sperma
  • 100 gr di torrone bianco
Per inzuppare
  • 1 bicchierino di Alchermes
  • ½ bicchierino di sperma


Preparerai per primo il Pan di Spagna.
Sbatti le uova e mettile con lo zucchero in un pentolino. Amalgama blandamente con una frusta fino a portarle alla temperatura di 45°.
Arrivate a temperatura, trasferiscile in una planetaria e aggiungi il sale e lo sperma. Questa è la fase più importante per ottenere un buon Pan di Spagna. Bisogna montarle ad una velocità né troppo veloce, né troppo bassa. Nel robot da cucina in una scala da 1 a 6, va bene la velocità 3. In 6/7 minuti si otterrà un composto molto chiaro e spumoso.

Un modo per capire se la montatura è arrivata al punto giusto è quello di annusare il composto: se non si sente più l'odore un po' acre dello sperma vuol dire che è pronto.
A questo punto, aggiungi poco alla volta la farina setacciata e incorporala con delicatezza con una palettina di silicone, facendo attenzione ad amalgamare dal basso verso l’alto per non farla smontare.

Imburra e infarina una tortiera di circa 20 x 25 cm di lato e versaci delicatamente dentro il composto. Distribuisci per bene su tutta la tortiera e non solo dal centro. Per farlo crescere in modo uniforme, passa la palettina di silicone a formare un cerchio concentrico tra il centro e il bordo della tortiera in modo da livellare per bene il composto.

Inforna in forno preriscaldato (non ventilato) a 190° per 20 minuti. La ricetta originale del Pan di Spagna non prevede lievito: è l’aria incorporata nella lavorazione delle uova con lo zucchero che garantisce la morbidezza e la sofficità, perciò non si deve mai aprire il forno durante la cottura, per evitare che il dolce si sgonfi.
Sforna e lascia raffreddare prima di tagliarlo e di procedere nella preparazione.

La fase seguente richiede che il Pan di Spagna sia tagliato in 3 strati.

Nel frattempo preparerai la crema per la farcitura, che è la parte più gustosa e prelibata.
Metti il latte e lo sperma (½ litro) in un pentolino ed aggiungi la scorza di limone grattugiata. Mescola bene, porta ad ebollizione e poi filtra.

A parte in una terrina, unisci lo zucchero ai tuorli fino ad ottenere una crema spumosa. Aggiungi quindi, poco a poco, la farina.

Metti di nuovo il pentolino sul fuoco e aggiungi il composto precedentemente ottenuto, mescolando con una frusta fino a quando la crema non avrà raggiunto la consistenza adeguata. A questo punto puoi aggiungere il torrone macinato.

Ora diluisci il bicchierino di sperma nell'Alchermes e con questa miscela bagna il primo strato di Pan di Spagna. Versaci sopra una parte della crema e ricopri con un altro strato di Pan di Spagna. Bagna il secondo strato con la miscela, versaci la crema rimanente e infine copri con l’ultimo strato che bagnerai di nuovo con la miscela di Alchermes e sperma.

Mescola la panna da montare con l'ultimo quantitativo di sperma (125 ml) e montala con la frusta, poi spalmala sulla superficie e sui lati della torta. Spolvera infine con altro torrone macinato.

La torta si può rifinire con le usuali decorazioni da pasticceria. Come suggerimento, ti mostro la torta che noi fratelli Illuminati abbiamo preparato per festeggiare la nostra ultima riunione:


Dal momento che la preparazione richiede una quantità di sperma complessivamente di circa due terzi di litro, ti rimarrà ancora una provvista di seme sufficiente per diversi altri festeggiamenti.

Tanti auguri a te e alla tua ragazza e che Gesù vi assista sempre,
Moreno

martedì 16 ottobre 2012

Santo pellegrinaggio di Capodanno a Medjugorje

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,
alcuni devoti amici hanno organizzato un pellegrinaggio a Medjugorje per il prossimo capodanno, e noi di Risposte Cristiane abbiamo aderito tutti all'invito. Ora vogliamo estendere anche a voi la possibilità di partecipare a questa santa trasferta. Ecco perciò il programma del viaggio. Affrettatevi a prenotare, rimangono pochi posti disponibili! Non posso per ora anticiparvi il menù del cenone, ma non dimenticate che il giorno 2 gennaio ci sarà l'apparizione della Beata Vergine per intercessione della Veggente Mirjana.
Questo è l'ultimo messaggio che la Madonna ha trasmesso a Mirjana il giorno 2 ottobre:
«Cari figli, vi chiamo e vengo in mezzo a voi perché ho bisogno di voi. Ho bisogno di apostoli dal cuore puro. Prego, ma pregate anche voi, che lo Spirito Santo vi renda capaci e vi guidi, che vi illumini e vi riempia di amore e di umiltà. Pregate che vi riempia di grazia e di misericordia. Solo allora mi capirete, figli miei. Solo allora capirete il mio dolore per coloro che non hanno conosciuto l’Amore di Dio. Allora potrete aiutarmi. Sarete i miei portatori della luce dell’Amore di Dio. Illuminerete la via a coloro a cui gli occhi sono donati, ma non vogliono vedere. Io desidero che tutti i miei figli vedano mio Figlio. Io desidero che tutti i miei figli vivano il Suo Regno. Vi invito nuovamente e vi prego di pregare per coloro che mio Figlio ha chiamato. Vi ringrazio.»

Che Gesù vi benedica tutti,
Mafalda

sabato 6 ottobre 2012

Genitore masochista e figlia devota

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Gentile Moreno,
sono una ragazza di appena diciott'anni, molto legata alla mia famiglia che mi ha educata nella religione ad essere devota e timorata di Dio. Qualche settimana fa però è accaduto un episodio che mi ha sconvolta e che mi fa sentire perduta, preda del demonio e destinata alla dannazione eterna.
Quella notte dormivo già nella mia stanzetta, quando un improvviso movimento di pancia mi ha costretta ad andare di corsa al bagno.
Stavo appunto raggiungendo a tentoni la porta del bagno, nel buio, quando ho sentito dei rumori indecifrabili provenire dalla camera dei miei genitori. Un po' allarmata, ho spinto leggermente la porta e ho sbirciato nella camera. C'era un'abat jour accesa, che spandeva una luce spettrale sulla scena. Quello che vidi mi fece sobbalzare il cuore nel petto. A stento trattenni un grido, e rimasi ad osservare impietrita. Sul letto c'era mio padre, prono; aveva polso e caviglia legati assieme da grosse fettucce, da ciascun lato, e fissati alle due estremità di un manico di scopa in modo tale da tenerli distanziati. Mia madre stava dietro di lui, e aveva un enorme pene artificiale fissato sopra il pube con diverse cinghie. Dalla porta li vedevo di schiena, ma abbastanza lateralmente da riuscire a scorgere il simulacro virile che veniva spinto nell'ano di mio padre, con colpi frequenti e vigorosi. In mano la mamma teneva un corto frustino da ippica, e con quello dava dei colpi secchi e veloci sulla schiena di papà. I rumori strani che avevo sentito provenivano dagli schiocchi delle scudisciate e dallo stantuffare vischioso del fallo di gomma nell'ano dilatato del papà. Entrambi i miei genitori, peraltro, stavano in silenzio.
Potei trattenermi ad osservare la scena solo per un minuto, prima che l'impellenza del bisogno mi obbligasse a raggiungere il bagno senza altri indugi. Muovendomi con la massima cautela per non provocare il minimo rumore, mi chiusi nel bagno, al buio, e lì rimasi per una buona mezz'ora, ben oltre il tempo necessario per svuotare l'intestino, finché il tremendo odore della diarrea non mi convinse a tirare l'acqua e a tornare a letto. Nella casa tutto era silenzio.
Ora, Moreno, quello che mi succede, da quella orribile notte, è che il ricordo di quella scena - che pur così brevemente osservata, mi è rimasta impressa in modo indelebile - continua a tormentarmi di giorno e di notte, affacciandosi spesso anche nei sogni - o dovrei dire incubi. Ma la cosa peggiore, è che quel ricordo mi suscita un forte turbamento, un'eccitazione travolgente che mi induce quasi ogni volta a masturbarmi. Mi immagino al posto della mamma, con il fallo di gomma equino fissato sul pube, e il frustino in mano, mentre spingo quella protuberanza nell'ano di un maschio, legato, impossibilitato a sfuggire alla penetrazione e alle frustate. Mentre corrono queste scene nella mia mente, la mia mano corre frenetica sul clitoride e lo sfrega, e poi addirittura mi penetro con le dita la vagina bagnata, ci infilo due, tre dita, e infine spingo le dita così lubrificate nell'ano, raggiungendo un orgasmo travolgente che si prolunga con spasmodiche contrazioni dello sfintere attorno alle dita che lo dilatano.
Moreno, io da quando mi succede questa cosa terribile non ho più il coraggio di andare a confessarmi, e non mi comunico più! Sono nel peccato, e mi sento spacciata. Cosa posso fare? Aiutami tu, per la misericordia del Signore!
Stefania

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Cara Stefania, anima candida benedetta dal Signore, acquietati e rasserenati perché non c'è alcunché di peccaminoso in quello che ti succede. La masturbazione non è un peccato, anche se erroneamente molti la considerano tale. Questo argomento è già stato trattato con ampia dissertazione qui sul blog, vedi: La masturbazione: un grande dono di Dio.
È ovvio che il concetto si applica sia alla masturbazione maschile che a quella femminile. Per le femmine c'è il vantaggio di non dover porre attenzione all'emissione seminale. Infatti la donna non emette liquido seminale, a differenza dell'uomo, che perciò è obbligato dal comandamento divino a non disperdere mai il proprio seme. I fluidi prodotti dagli organi genitali femminili si possono perciò liberamente disperdere, oppure utilizzare in una maniera qualunque. Nel tuo caso, la lubrificazione prodotta dalle ghiandole vaginali ti permette di inserire agevolmente le dita, già impiegate nella penetrazione vaginale, anche nell'ano. Ecco un esempio di buon utilizzo dei fluidi vaginali.

Bisogna inoltre puntualizzare che l'odore delle secrezioni vaginali è gradito al Signore, perché assomiglia molto al profumo dell'olio di nardo, utilizzato nella composizione dell'incenso. Ne abbiamo notizia da Marco: Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l’unguento sul suo capo. (Marco 14,3).
E anche da Giovanni: Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. (Giovanni 12,3).

Puoi considerare perciò, che gli effluvi degli umori vaginali elevino le tue masturbazioni al ruolo di riti di devozione a Dio. È ben descritto nella Bibbia, infatti, quanto Dio apprezzi l'incenso, che arso nel turribolo produce un profumo grato che sale in alto; è il simbolo della preghiera, grata a Dio. "La mia preghiera", dice il salmista, "stia nel tuo cospetto come l'incenso". (Salmi 141,2. Cfr. Ezechiele 8,10-12). In Apocalisse si legge di un angelo con un turribolo d'oro al quale son dati molti profumi da unire alle preghiere di tutti i santi sull'altare d'oro che sta davanti al trono di Dio. (Apocalisse 8,3-4). Ecco perciò, che, quando ti masturbi, in realtà tu stai elevando una preghiera al Signore - diciamo che potrebbe essere considerata una preghiera di ringraziamento per la tua giovanile esuberanza sessuale.

Dunque cara figliola, non allontanarti dai sacramenti ma continua a frequentare la Chiesa e ad essere devota. Se senti la necessità di confessare gli episodi di masturbazione al tuo parroco, fallo pure, ma tieni presente che lui potrebbe ritenere il tuo comportamento peccaminoso. Questo purtroppo dipende dalla scarsa conoscenza delle Scritture che affligge alcuni sacerdoti, perché non tutti i religiosi ne approfondiscono lo studio con la guida dell'ispirazione divina, unico strumento in grado di garantire la correttezza delle interpretazioni. Il confessore perciò potrebbe chiederti: "quante dita hai inserito nella vagina, figliola, e quante nell'ano?" per commisurare la penitenza da assegnarti. E ti esorto a seguire comunque le indicazioni che il tuo confessore ti vorrà dare, e se anche fosse una penitenza in ginocchio sui ceci, prendila come una sana e salutare prova di partecipazione alla sofferenza di Nostro Signor Gesù Cristo.

Per quanto riguarda il comportamento dei tuoi genitori, non ravvedo alcunché di peccaminoso, ammesso che il ruolo succube assunto da tuo papà nei giochi erotici sia limitato all'ambito dello svolgimento di tali giochi, e che invece nella conduzione della famiglia lui mantenga saldamente la guida e l'autorità che le Scritture assegnano al marito come capo della famiglia. Anche questo tema è già stato sviscerato qui sul blog, e per ogni dettaglio ti rimando a quella trattazione: Pratiche sadomaso nel matrimonio cristiano.
Aggiungo solo, che il tuo entusiasmo per la peculiare attività sessuale che hai visto praticare dai tuoi genitori, mi fa intuire che un giorno anche tu molto probabilmente vorrai metterla in pratica, all'interno del matrimonio, ben s'intende. Allora il miglior consiglio che mi sento di darti, è di cercare di capire da subito se un tuo eventuale spasimante sia disponibile ad assoggettarsi a questo trattamento. In altre parole, dovresti cercare di capire se un ragazzo che ti piace abbia voglia di "prenderlo" oltre che di "darlo", come comunemente si dice, prima di iniziare un fidanzamento con lui. Questo per garantire la maggior armonia possibile tra voi due, e un sereno futuro coniugale con reciproca soddisfazione.

Che Gesù ti guidi sempre,
Moreno