Mafalda: Caro Moreno, è un piacere rivederti e parlare con te. Purtroppo sono accaduti dei fatti terribili, e dobbiamo capire bene come comportarci.
Moreno: È così, Mafalda carissima, mio angioletto custode.
Moreno: È così, Mafalda carissima, mio angioletto custode.
Satana ha attaccato la pagina Facebook dei nostri devoti seguaci e sostenitori, e - per ora - ha vinto, distruggendo quella che era divenuta nel corso dei mesi la Casa di tante buone persone, dirò di più, quasi un Tempio dove tanti bravi cristiani si riunivano per condividere momenti di preghiera e soprattutto esperienze di vita religiosa, come i pellegrinaggi, che tanto successo hanno riscosso tra i cari fedeli.
Mafalda: Ma come è potuto succedere, esiste una spiegazione per questa improvvisa rovina?
Moreno: Certo che esiste la spiegazione: Satana ha approfittato della debolezza di Facebook. Devi sapere, cara Mafalda, che Facebook è stato ideato da un ateo. È facile immaginare che i collaboratori e i dipendenti dell'azienda siano stati selezionati tra gli atei! Figurati che semplicità, per il Principe del Male, prendere possesso di una compagine di persone prive di qualsiasi Fede, preda di chissà quali abominevoli vizi, senza virtù e senza morale alcuna.
Vedi, Mafalda, avere la Fede non è come vincere al "gratta e vinci". La Fede è un atto difficile e insidiato. L'uomo – lasciato solo alle prese con le potenze mondane che sono, più o meno tutte, al servizio dell'incredulità – corre il rischio serio di non reggersi in piedi: non può restare isolato. Per questo il Signore ha istituito la Chiesa: è il "corpo" vivo di Cristo, nel quale i singoli sono rianimati e sorretti.
Anche la Chiesa è umanamente debole. Però ha la garanzia che contro di essa le porte degli inferi (cioè le forze dell'errore e della malvagità) non prevarranno (Mt 16,18). La nostra è dunque sempre una Fede "ecclesiale": non è condizionata dalle opinioni anche geniali dei singoli, ma si fonda sull'insegnamento di Gesù come è proseguito e attualizzato da coloro cui il Signore ha detto: Chi ascolta voi ascolta me (Lc 10,16); cioè dagli apostoli e dai loro successori, che sono i vescovi, specialmente il vescovo di Roma, successore dell'apostolo Pietro. Appartenere alla santa Chiesa è una immensa fortuna: una fortuna per la quale non può mai venire meno in noi né una gioiosa fierezza né una grande riconoscenza verso il Padre. Ricordiamoci di implorare sempre il Signore (come si fa nella Messa) di non guardare ai nostri peccati, ma alla Fede della sua Chiesa.
Mafalda: Dunque, Moreno, il demonio è penetrato in Facebook, e in tal modo ha distrutto la pagina dei fedeli di "Risposte Cristiane"... ci sono prove di questo fatto?
Moreno: Sì, ci sono. Sono stato personalmente in contatto con il Sig. Leonardo dell'Ufficio "User Operations" di Facebook. Questo funzionario era in stato confusionale al punto da non riuscire a capire una sola parola di quanto gli ho spiegato: doveva essere posseduto dal demonio. Del resto, si sa che "Deus amentat quos perdere vult": Dio instupidisce quelli che vuole distruggere. Questo Sig. Leonardo sembrava come decerebrato: a questo espone il rifiuto di Dio. Il Signore ci lascia liberi: liberi di accettarlo come di ripudiarlo, si chiama "libero arbitrio". Dio "permette" le possessioni a causa della durezza di cuore dell'uomo. Petrus Thyraeus (De daemoniacis, I pars, XXX, 9-23) sottolinea come cause principali i peccati di infedeltà, di apostasia, di abuso dell'Eucaristia, di blasfemia, d'orgoglio, di eccesso di lussuria, di pigrizia, la persecuzione contro i servitori di Dio, la mancanza di rispetto verso i genitori, la violenza della collera, il disprezzo di Dio e delle cose sante.
Ma la sorte per quelli che si allontanano da Dio è tremenda! Il demonio conduce la sua vittima alla disperazione, forzandola a commettere dei peccati gravissimi. La vittima acquisisce un'immagine così detestabile di se stessa da non poterla più sopportare. E cade nella schizofrenia e nella depressione. Sovente la storia si conclude – ed è la vittoria del demonio – con un suicidio.
Temo fortemente che il Sig. Leonardo abbia fatto ormai una brutta fine, infatti da qualche giorno non replica più ai miei messaggi!
Mafalda: Però il demonio ha vinto anche su di noi che siamo devoti cristiani... come si spiega questo?
Moreno: No! Non è una vittoria del demonio, perché la nostra forza spirituale e la nostra Fede sono intatte! Non bisogna confondere le miserabili vittorie del demonio al livello delle cose terrene, con il livello delle cose spirituali!
Seguimi attentamente: quando si tratta di religione, la parola che deve per forza entrare nel discorso è la parola "salvezza". Senza il tema della salvezza la religione diventa un insieme di concetti astratti, di comandi morali, di divieti, di cerimonie rituali: un insieme che di solito suscita poca curiosità e poco interesse. Se invece si percepisce che nella religione vi è in gioco la salvezza, allora sentiamo che la cosa ci tocca da vicino. Che cosa vuol dire che uno è "salvo"? Salvo – dice il vocabolario – è chi ha superato un pericolo senza danno ed è stato liberato da un male incombente.
Ogni uomo – che non sia del tutto intorpidito e perso – avverte di essere "insidiato": c'è il male che sovrasta. Perciò diventa spontaneo e necessario il pensiero, il desiderio – anzi l'ansia – di riuscire a cavarsela. Ci sono dei mali universali e assoluti, ad esempio: il non sapere se la vita abbia un'ultima verità, l'ignorare il perché dell'esistere; il non essere stati all'altezza, nel nostro comportamento, di ciò che è giusto e doveroso; il dover incontrare la realtà inevitabile della morte, che vanifica tutto.
Abbiamo dunque tutti bisogno di essere "salvati". E per fortuna un Salvatore esiste e ci è stato donato! È il nostro Signore Gesù!
Mafalda: Sì, capisco quello che intendi dire... bhé, io ho la Fede, lo sai...
Moreno: Certo, Mafalda carissima, ma non basta coltivare la Fede in modo saltuario... chi va in chiesa solo la notte di Natale, non si può certo definire un cristiano esemplare. Però, se sta attento, riceve un messaggio che è la sintesi di tutto ciò che all'uomo importa sapere: Vi è nato un salvatore (Lc 2,11). È grande la notizia che il cielo regala alla terra. Questo Salvatore – dice ai pastori l'angelo – è il Cristo nostro Signore. Di Gesù la cosa più elementare e più necessaria che bisogna sapere è che egli è il Salvatore: il Salvatore di tutti e quindi anche il mio.
Questa prerogativa in lui è costitutiva e intrinseca: tanto è vero che il suo nome vuol dire "il Signore salva". Ed è un nome che Egli non porta a caso: è stato pensato e voluto direttamente da Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù (Lc 1,31). Così è stato detto a sua Madre. E similmente a Giuseppe, il capo della famiglia di Nazareth, è stato ordinato: Lo chiamerai Gesù; egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati. (Mt 1,21). Dal segreto dell'eterna vita divina, il Creatore ha pensato a Cristo come a uno che può e vuole salvare tutti; e a me, come a qualcuno che, se non si opporrà, sarà infallibilmente salvato da lui. Nessuna paura, dunque, e nessun avvilimento può togliermi più la speranza.
Mafalda: Però l'ateo Zuckerberg, il capo di Facebook, evidentemente è fuori da questa Grazia, non sente il richiamo del Salvatore...
Moreno: È così, Mafalda. Il messaggio natalizio – "Vi è nato un Salvatore" – purtroppo non è raccolto da tutti. C'è chi, a proposito di salvezza, non ritiene di aspettarsi aiuto da qualcuno: l'uomo vuole spesso salvarsi con le sole sue forze. Ci sono stati e ci sono tra gli uomini diversi tentativi di autoredenzione. Gli scientisti dell'Ottocento pensavano che per salvare l'uomo fosse sufficiente insegnargli la teoria copernicana, il darwinismo e il sistema metrico decimale. Altri hanno creduto che bastasse l'attesa del "sol dell'avvenire": il "sole" di una società senza classi e senza ingiustizie. Oggi alcuni sembrano essere convinti che la salvezza dell'uomo sta nel "salutismo" (e così si impongono le diete ferree che li fanno vivere malati in modo da farli morire da sani); o nelle tecniche sessuali (e così riducono l'amore a una specie di ginnastica senza significato e senza finalità); o nell'informatica sempre più sofisticata (e così in tempo reale ci fanno sapere tutto, tranne ciò che davvero conta). Questa "salvezza laica" davanti alla realtà autentica si dissolve. All'apparire del vero – tu misera cadesti, per dirla col Leopardi. La salvezza va cercata altrove, e precisamente nell'unico Salvatore che Dio nostro Padre ci ha dato.
Mafalda: Quindi non c'è speranza per Zuckerberg e il personale di Facebook?
Moreno: No. Nessuna speranza, senza conversione. Gesù di Nazaret, il Figlio di Dio nato a Betlemme, crocifisso per noi e risorto, non è "un" salvatore: è "il" Salvatore, unico e necessario. È dai primordi della nostra Fede una certezza fondamentale. La raccogliamo dalle labbra dell'apostolo Pietro: In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati (At 1,12). Gesù è dunque il Salvatore indispensabile per tutti gli uomini senza eccezioni.
Questo è un punto un po' controverso: molti cristiani, dal giusto apprezzamento dei molti valori presenti nella realtà extraecclesiale e extra-cristiana, deducono indebitamente che c'è una pluralità di strade che conduce alla salvezza. E invece Dio nostro Padre non ha pensato a Cristo come a un "redentore facoltativo", ma come a un salvatore sostanziale e insostituibile. Il disegno del Creatore non è schizofrenico: tutto è unificato in Cristo, nel quale tutte le cose sussistono.
Dice san Paolo: Cristo è il salvatore del suo corpo che è la Chiesa. (Ef 5,23). Ci salva uno ad uno, e non da lontano: ci salva restando vicino a noi, immanente e attivo entro la comunità dei suoi fratelli. Il mezzo con cui il Signore Gesù raggiunge la massima intensità della sua presenza è il sacramento del "Corpo dato" e del "Sangue versato", posto tra le nostre mani sotto i segni del pane e del vino.
Davvero nell'Eucaristia si realizza, con una pienezza che noi non avremmo nemmeno saputo immaginare, l'ultima promessa del Crocifisso vivo e glorificato: Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. (Mt 28,20). Dall'Eucaristia, riscoperta e assimilata come il sacramento di ogni salvezza, tutto potrà rifiorire; e noi, Chiesa del Signore e Redentore che rimane con noi, potremo vivere nella gioia, nella gratitudine, nella fierezza di essere per una insperata misericordia il popolo dei salvati.
Mafalda: Ah, ecco... dunque anche la pagina dei fedeli di "Risposte Cristiane" potrà salvarsi e riprendere?
Moreno: Certamente! La pagina tornerà a funzionare quanto prima. Il Signore Gesù è con noi e non ci abbandonerà. In Lui avremo la Salvezza, avremo ogni gioia, beatitudine, letizia e pace, per sempre! Sia Gloria a Dio! Vivano gli Illuminati, nella benedizione del Signore!
Un kiloJesus di benedittanza a tutti voi!
Mafalda: Ma come è potuto succedere, esiste una spiegazione per questa improvvisa rovina?
Moreno: Certo che esiste la spiegazione: Satana ha approfittato della debolezza di Facebook. Devi sapere, cara Mafalda, che Facebook è stato ideato da un ateo. È facile immaginare che i collaboratori e i dipendenti dell'azienda siano stati selezionati tra gli atei! Figurati che semplicità, per il Principe del Male, prendere possesso di una compagine di persone prive di qualsiasi Fede, preda di chissà quali abominevoli vizi, senza virtù e senza morale alcuna.
Vedi, Mafalda, avere la Fede non è come vincere al "gratta e vinci". La Fede è un atto difficile e insidiato. L'uomo – lasciato solo alle prese con le potenze mondane che sono, più o meno tutte, al servizio dell'incredulità – corre il rischio serio di non reggersi in piedi: non può restare isolato. Per questo il Signore ha istituito la Chiesa: è il "corpo" vivo di Cristo, nel quale i singoli sono rianimati e sorretti.
Anche la Chiesa è umanamente debole. Però ha la garanzia che contro di essa le porte degli inferi (cioè le forze dell'errore e della malvagità) non prevarranno (Mt 16,18). La nostra è dunque sempre una Fede "ecclesiale": non è condizionata dalle opinioni anche geniali dei singoli, ma si fonda sull'insegnamento di Gesù come è proseguito e attualizzato da coloro cui il Signore ha detto: Chi ascolta voi ascolta me (Lc 10,16); cioè dagli apostoli e dai loro successori, che sono i vescovi, specialmente il vescovo di Roma, successore dell'apostolo Pietro. Appartenere alla santa Chiesa è una immensa fortuna: una fortuna per la quale non può mai venire meno in noi né una gioiosa fierezza né una grande riconoscenza verso il Padre. Ricordiamoci di implorare sempre il Signore (come si fa nella Messa) di non guardare ai nostri peccati, ma alla Fede della sua Chiesa.
Mafalda: Dunque, Moreno, il demonio è penetrato in Facebook, e in tal modo ha distrutto la pagina dei fedeli di "Risposte Cristiane"... ci sono prove di questo fatto?
Moreno: Sì, ci sono. Sono stato personalmente in contatto con il Sig. Leonardo dell'Ufficio "User Operations" di Facebook. Questo funzionario era in stato confusionale al punto da non riuscire a capire una sola parola di quanto gli ho spiegato: doveva essere posseduto dal demonio. Del resto, si sa che "Deus amentat quos perdere vult": Dio instupidisce quelli che vuole distruggere. Questo Sig. Leonardo sembrava come decerebrato: a questo espone il rifiuto di Dio. Il Signore ci lascia liberi: liberi di accettarlo come di ripudiarlo, si chiama "libero arbitrio". Dio "permette" le possessioni a causa della durezza di cuore dell'uomo. Petrus Thyraeus (De daemoniacis, I pars, XXX, 9-23) sottolinea come cause principali i peccati di infedeltà, di apostasia, di abuso dell'Eucaristia, di blasfemia, d'orgoglio, di eccesso di lussuria, di pigrizia, la persecuzione contro i servitori di Dio, la mancanza di rispetto verso i genitori, la violenza della collera, il disprezzo di Dio e delle cose sante.
Ma la sorte per quelli che si allontanano da Dio è tremenda! Il demonio conduce la sua vittima alla disperazione, forzandola a commettere dei peccati gravissimi. La vittima acquisisce un'immagine così detestabile di se stessa da non poterla più sopportare. E cade nella schizofrenia e nella depressione. Sovente la storia si conclude – ed è la vittoria del demonio – con un suicidio.
Temo fortemente che il Sig. Leonardo abbia fatto ormai una brutta fine, infatti da qualche giorno non replica più ai miei messaggi!
Mafalda: Però il demonio ha vinto anche su di noi che siamo devoti cristiani... come si spiega questo?
Moreno: No! Non è una vittoria del demonio, perché la nostra forza spirituale e la nostra Fede sono intatte! Non bisogna confondere le miserabili vittorie del demonio al livello delle cose terrene, con il livello delle cose spirituali!
Seguimi attentamente: quando si tratta di religione, la parola che deve per forza entrare nel discorso è la parola "salvezza". Senza il tema della salvezza la religione diventa un insieme di concetti astratti, di comandi morali, di divieti, di cerimonie rituali: un insieme che di solito suscita poca curiosità e poco interesse. Se invece si percepisce che nella religione vi è in gioco la salvezza, allora sentiamo che la cosa ci tocca da vicino. Che cosa vuol dire che uno è "salvo"? Salvo – dice il vocabolario – è chi ha superato un pericolo senza danno ed è stato liberato da un male incombente.
Ogni uomo – che non sia del tutto intorpidito e perso – avverte di essere "insidiato": c'è il male che sovrasta. Perciò diventa spontaneo e necessario il pensiero, il desiderio – anzi l'ansia – di riuscire a cavarsela. Ci sono dei mali universali e assoluti, ad esempio: il non sapere se la vita abbia un'ultima verità, l'ignorare il perché dell'esistere; il non essere stati all'altezza, nel nostro comportamento, di ciò che è giusto e doveroso; il dover incontrare la realtà inevitabile della morte, che vanifica tutto.
Abbiamo dunque tutti bisogno di essere "salvati". E per fortuna un Salvatore esiste e ci è stato donato! È il nostro Signore Gesù!
Mafalda: Sì, capisco quello che intendi dire... bhé, io ho la Fede, lo sai...
Moreno: Certo, Mafalda carissima, ma non basta coltivare la Fede in modo saltuario... chi va in chiesa solo la notte di Natale, non si può certo definire un cristiano esemplare. Però, se sta attento, riceve un messaggio che è la sintesi di tutto ciò che all'uomo importa sapere: Vi è nato un salvatore (Lc 2,11). È grande la notizia che il cielo regala alla terra. Questo Salvatore – dice ai pastori l'angelo – è il Cristo nostro Signore. Di Gesù la cosa più elementare e più necessaria che bisogna sapere è che egli è il Salvatore: il Salvatore di tutti e quindi anche il mio.
Questa prerogativa in lui è costitutiva e intrinseca: tanto è vero che il suo nome vuol dire "il Signore salva". Ed è un nome che Egli non porta a caso: è stato pensato e voluto direttamente da Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù (Lc 1,31). Così è stato detto a sua Madre. E similmente a Giuseppe, il capo della famiglia di Nazareth, è stato ordinato: Lo chiamerai Gesù; egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati. (Mt 1,21). Dal segreto dell'eterna vita divina, il Creatore ha pensato a Cristo come a uno che può e vuole salvare tutti; e a me, come a qualcuno che, se non si opporrà, sarà infallibilmente salvato da lui. Nessuna paura, dunque, e nessun avvilimento può togliermi più la speranza.
Mafalda: Però l'ateo Zuckerberg, il capo di Facebook, evidentemente è fuori da questa Grazia, non sente il richiamo del Salvatore...
Moreno: È così, Mafalda. Il messaggio natalizio – "Vi è nato un Salvatore" – purtroppo non è raccolto da tutti. C'è chi, a proposito di salvezza, non ritiene di aspettarsi aiuto da qualcuno: l'uomo vuole spesso salvarsi con le sole sue forze. Ci sono stati e ci sono tra gli uomini diversi tentativi di autoredenzione. Gli scientisti dell'Ottocento pensavano che per salvare l'uomo fosse sufficiente insegnargli la teoria copernicana, il darwinismo e il sistema metrico decimale. Altri hanno creduto che bastasse l'attesa del "sol dell'avvenire": il "sole" di una società senza classi e senza ingiustizie. Oggi alcuni sembrano essere convinti che la salvezza dell'uomo sta nel "salutismo" (e così si impongono le diete ferree che li fanno vivere malati in modo da farli morire da sani); o nelle tecniche sessuali (e così riducono l'amore a una specie di ginnastica senza significato e senza finalità); o nell'informatica sempre più sofisticata (e così in tempo reale ci fanno sapere tutto, tranne ciò che davvero conta). Questa "salvezza laica" davanti alla realtà autentica si dissolve. All'apparire del vero – tu misera cadesti, per dirla col Leopardi. La salvezza va cercata altrove, e precisamente nell'unico Salvatore che Dio nostro Padre ci ha dato.
Mafalda: Quindi non c'è speranza per Zuckerberg e il personale di Facebook?
Moreno: No. Nessuna speranza, senza conversione. Gesù di Nazaret, il Figlio di Dio nato a Betlemme, crocifisso per noi e risorto, non è "un" salvatore: è "il" Salvatore, unico e necessario. È dai primordi della nostra Fede una certezza fondamentale. La raccogliamo dalle labbra dell'apostolo Pietro: In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati (At 1,12). Gesù è dunque il Salvatore indispensabile per tutti gli uomini senza eccezioni.
Questo è un punto un po' controverso: molti cristiani, dal giusto apprezzamento dei molti valori presenti nella realtà extraecclesiale e extra-cristiana, deducono indebitamente che c'è una pluralità di strade che conduce alla salvezza. E invece Dio nostro Padre non ha pensato a Cristo come a un "redentore facoltativo", ma come a un salvatore sostanziale e insostituibile. Il disegno del Creatore non è schizofrenico: tutto è unificato in Cristo, nel quale tutte le cose sussistono.
Dice san Paolo: Cristo è il salvatore del suo corpo che è la Chiesa. (Ef 5,23). Ci salva uno ad uno, e non da lontano: ci salva restando vicino a noi, immanente e attivo entro la comunità dei suoi fratelli. Il mezzo con cui il Signore Gesù raggiunge la massima intensità della sua presenza è il sacramento del "Corpo dato" e del "Sangue versato", posto tra le nostre mani sotto i segni del pane e del vino.
Davvero nell'Eucaristia si realizza, con una pienezza che noi non avremmo nemmeno saputo immaginare, l'ultima promessa del Crocifisso vivo e glorificato: Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. (Mt 28,20). Dall'Eucaristia, riscoperta e assimilata come il sacramento di ogni salvezza, tutto potrà rifiorire; e noi, Chiesa del Signore e Redentore che rimane con noi, potremo vivere nella gioia, nella gratitudine, nella fierezza di essere per una insperata misericordia il popolo dei salvati.
Mafalda: Ah, ecco... dunque anche la pagina dei fedeli di "Risposte Cristiane" potrà salvarsi e riprendere?
Moreno: Certamente! La pagina tornerà a funzionare quanto prima. Il Signore Gesù è con noi e non ci abbandonerà. In Lui avremo la Salvezza, avremo ogni gioia, beatitudine, letizia e pace, per sempre! Sia Gloria a Dio! Vivano gli Illuminati, nella benedizione del Signore!
Un kiloJesus di benedittanza a tutti voi!








