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martedì 24 settembre 2013

Coinquilini


«Caro Joseph,
sono una religiosa dell'ordine delle Suore Carmelitane Missionarie di Santa Teresa del Bambin Gesù, e sin da piccola ho sentito che la mia missione era quella di fare del bene al prossimo. Attualmente lavoro a tempo pieno nella Clinica della mia congregazione, assistendo con sensibilità e amore le mie sorelle e fratelli nell'infermità. Il nostro ospedale ospita numerosi degenti cronici bisognosi di continua assistenza per invalidità sia fisiche che mentali, e sono veramente fiera di contribuire, col mio compassionevole e pio operato di cui certamente il Cielo mi ricompenserà, a rendere loro la dignità di esseri umani e di cristiani. Mi sforzo di rendere la vita dei ricoverati il più possibile piena e serena, facendoli partecipare ad attività di svago e di preghiera, aiutandoli a passeggiare quotidianamente nel cortile della clinica proprio come se avessero una piena mobilità e consentendo loro di votare PdL, il partito che più di tutti si è mostrato sensibile alla difesa della sacralità della vita, della famiglia e dell'etica cristiana. Vorrei parlarti di un paziente che mi sta turbando molto ultimamente. Massimo è arrivato in ospedale due mesi fa circa, a causa di un glioblastoma che gli stava rendendo la vita terrena un inferno, e che rischiava seriamente di sottoporlo anzitempo al Giudizio dell'Onnipotente. Non essendosi le preghiere e i farmaci rivelati sufficienti, i medici hanno deciso di tentare il tutto per tutto con un intervento chirurgico, asportandogli il corpo calloso e parte del giro temporale inferiore sinistro.  Quel giorno ho pregato fervidamente affinché l'operazione riuscisse, e stavolta le nostre invocazioni sono state esaudite: l'operazione è riuscita, e molto probabilmente Massimo ce la farà. Gli attacchi epilettici sono scomparsi, già adesso è capace di camminare da solo e di frequentare con regolarità le sacre funzioni, e grazie alla riabilitazione sta recuperando la capacità di compiere tutti quei piccoli gesti quotidiani che coloro che non sono stati premiati dalla sofferenza - il bacio di Gesù - tendono a dare per scontati. Ultimamente, però, Massimo sta mostrando dei comportamenti strani: ogni tanto si prende a schiaffi, e volte sembra che il suo braccio sinistro cerchi di impedire freneticamente l'operato del destro, o viceversa. Quando gli si fa leggere un breviario, Massimo a volte salta delle parole senza accorgersene, con risultati alle volte persino imbarazzanti; inizialmente pensavamo che avesse perso la visione dall'occhio destro, ma poi si abbiamo visto che, se gli si mostra sul lato sinistro della faccia un santino, è in grado di prendere col braccio sinistro quello giusto in un gruppo di statuette predisposti davanti a lui. Però, e questo è ancora più inquietante, non ricorda di aver mai visto la foto, e si meraviglia del movimento del suo arto sinistro... Perdipiù, se invece di una foto gli si mostra un foglietto con su scritto "ROSARIO", non riesce a scegliere tra un rosario, un crocifisso e una madonnina, nonostante il suo lato destro sia perfettamente in grado di leggere e comprendere il significato della parola. Insomma, tutto fa pensare che le due metà in cui è stato diviso il suo cervello, non avendo più la possibilità di comunicare, si siano trovate ad avere pensieri ed esperienze autonome, anche in conflitto tra di loro, ma che solo una delle due sia in grado di leggere e parlare; ma questo lo trovo sconcertante. Se, come sembra, entrambi gli emisferi formulano pensieri autonomi, vuol forse dire che l'anima di Massimo non è più unica? Una callosotomia può davvero tanto? Non credo che sia possibile, l'anima deve essere una sola. Oltre che in parole, opere ed omissioni, si può peccare però anche in pensieri; come sarà allora giudicata la sua anima? E che senso ha tutto questo? Ti ringrazio anticipatamente per una tua risposta, che sono certa spazzerà via ogni dubbio dalla mente e mi chiarirà in che modo dovrei, da cristiana quale sono, considerare la sorte del mio confratello. Che i Santi veglino sempre su di te,
S.C.M.S.T.B.G. Irene»

Mia cara S.C.M.S.T.B.G. Irene, permettimi prima di tutto di complimentarmi con te per la dedizione al prossimo che trapela dalle tue righe. La storia che mi racconti mi ha profondamente colpito, ma mi preme già da subito tranquilizzarti: come vedremo, non c'è nessuna ragione per la quale preoccuparsi, perché lo spirito di Massimo non trarrà alcun nocumento dalla nuova condizione del suo corpo terreno, e anzi ne risulterà arricchito di potenti connotazioni simboliche e spirituali. Gli studi su pazienti in questa condizione, iniziati nei tardi anni '50 e proseguiti fintanto che la divisione del cervello è rimasta in uso come trattamento per l'epilessia, mi permettono di interpretare con precisione le osservazioni che mi riferisci. Privati delle formazioni commissurali interemisferiche, le due metà del cervello lesionato non possono più comunicare tra di loro, e agiranno pertanto autonomamente l'una dall'altra, controllando ognuna il lato del corpo opposto a quello in cui si trovano. Tipicamente, i centri del linguaggio sono localizzati nell'emisfero sinistro, che dopo l'amputazione del corpo calloso si ritroverà così ad essere l'unico in possesso di abilità linguistiche, e con il quale risulta indi più facile comunicare. Naturalmente, non bisogna tuttavia abbassarsi stoltamente al livello dei cultori dell'iatromeccanica; occorre tenere ben presente che l'uomo è provvisto di un'anima, donatagli dal Signore, e che ogni descrizione di ciò che avviene all'interno del suo corpo non può prescindere da questa verità.
«Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi.
» (Lettera ai Romani 8, 9)
Ora, tutti sanno che le anime sono incorporee, e sarebbe ben strano se un'operazione chirurgica potesse tagliare qualcosa di immateriale. Leggiamo dal libro di Giobbe:
«Di pelle e di carne mi hai rivestito, d'ossa e di nervi mi hai intessuto. Vita e benevolenza tu mi hai concesso e la tua premura ha custodito il mio spirito.
»  (Giobbe 10, 11-12)
Anche all'apice delle tribolazioni a cui Satana lo sottopone nel vano tentativo di scalfire la sua fedeltà al Signore, il patriarca edomita è ben consapevole che possiede un'anima al di sopra della materialità delle sue membra, che la malattia non ha potuto intaccare. La fede di Giobbe ha reso il demonio impotente nei confronti della sua anima, e questo basta a garantire che, per quanto Satana possa sfogarsi col suo corpo, prima o poi tutto gli sarà ricompensato. Non vi è ferita, non possono esservi lesioni, menomazioni od asportazioni di nessuna sorta, tali che l'anima ne risulti privata della sua integrità. Per convincersene, basterebbe anche solo considerare che dopo la morte ogni corpo va inevitabilmente incontro ad ogni tipo di degradazioni, ma che l'anima resta nonostante ciò unica. La presenza di due emisferi irrelati l'uno dall'altro, e quindi due soggetti senzienti autonomi all'interno della stessa persona, è compatibile con ciò? E sopratutto, è o meno una condizione desiderabile per un cristiano? Come cattolica, per definizione conoscerai e riporrai certamente la tua fede nei dogmi cristologici della tua confessione; sarà quindi puramente superfluo che ti ricordi quello sancito dal terzo concilio di Costantinopoli, nel 631:
«Predichiamo che in lui [Cristo] vi sono due volontà naturali e due operazioni naturali, indivisibilmente, immutabilmente, inseparabilmente e senza confusione, secondo l'insegnamento dei santi padri. I due voleri naturali non sono, come dicono gli empi eretici, in contrasto fra loro, tutt'altro.
»
Forse, un po' meno noto è che l'eresia monotelita - quella che sosteva che (ribrezzo e orrore) Cristo avesse una sola volontà - aveva precedentemente avuto tra i suoi fautori persino un papa, Onorio I. Ovviamente Nostro Signore si è adoperato con vari espedienti affinché Onorio non riuscisse a dichiarare ex cathedra e con tutti i crismi una tale falsità, preservando così l'infallibilità dell'istituzione papale.
Abbiamo dunque visto che l'unicità della persona non è per nulla incompatibile con la coesistenza di due volontà, e che anzi tale attributo è stato proprio dell'uomo più puro e perfetto che abbia mai solcato il nostro pianeta. Visto che il primo dovere di un cristiano e quello di cercare di rendersi il più possibile simile a Gesù Cristo, ne consegue che possedere un cervello diviso non sia per nulla un handicap, una limitazione o qualcosa di cui essere contrariati, dal punto di vista di un cristiano; è anzi, un po' come le stimmate, una lesione da accettare con gioia, perché rende il fedele più simile al Figlio. Vediamo ora come ci si può aspettare che cambino le possibilità di salvezza di Massimo col suo nuovo assetto cerebrale. A questo proposito, trovo che sia molto utile la consultazione dei Commentarî alla Metafisica di Aristotele scritti da Giovanni Filopono, un illustre teologo attivo ad Alessandria d'Egitto nel VI secolo. Filopono scrive (traduzione mia):
«[...] il secondo modo con cui la sacralità può procedere è per vicinanza. Il sacro abborre per natura ogni confinamento. [...]  Se la benedizione dello Spirito si spande da un primo luogo in un luogo vicino, la quantità di grazia divina acquistata da quest'ultimo sarà uguale a quella perduta dal primo. Le benedizioni che fuoriescono da un luogo formato da due parti sono quindi le stesse che avrebbero, complessivamente, quelle due parti prese separatamente, in modo che il limite finale di una delle due coincida col limite finale dell'altra. [...]
» 
(λλως ἱερότητα προβάινες διὰ τὰ γειτονεόντα. Φυσικῶς τὰ ἱερὰ στυγοῦσιν πάντα τὰ ὁρίσματα. [...] Eἰ τοῦ Πνεύματος ἡ εὐλογία ἐπιτρέχει εἰς πλησίον τόπον ἐκ τόπου, τὁ ἀλφανομένης τῷ δεύτερ χάπιτος τοῦ Θεο πλῆθος ἐξισοῖ τὁ ἀποβαλλομένης τῷ ἔτερ πλῆθος. Aἱ μεν ἐξοῦσαι ἐκ διμοίρου τόπου ἐυλογῖαι εσίν δε αὐταὶ αἳ ὁλοσκερῶς νομίζωσιν ἐκείνω δύο μέρει διιστείσα ὥστε τὁ πρότερου τελευταον ὅρισμα τὁ τερου τελευταον ὅρισμα ἔστι
Se non avete compiuto studi teologici di livello intermedio, potete saltare direttamente al paragrafo successivo. In caso contrario: in termini più moderni, Filopono sta dicendo che, se chiamiamo S1 ed S2 due superfici chiuse e parzialmente coincidenti, ed S la differenza simmetrica di S1 e S2 , allora  
dove Φ è la componente del flusso consacrante perpendicolare alla superficie presa in considerazione. Questa relazione è valida per qualunque scelta di S1 e S2 , per cui anche prendendo la scatola cranica come S e chiamando le sue due metà detra e sinistra, unite al piano sagittale intracranico, S1 ed S2. Come avrete immediatamente realizzato, ciò è sufficiente per affermare che, se V è il volume di cui S è la superficie limite: 

Ovverosia,

che può anche essere scritto come:

In un punto generico del telencefalo, il laplaciano della benedittanza sarà ovviamente determinato dalla spiritualità del pensiero o dell'azione a cui i neuroni circostanti stanno dando corpo, ma non immediatamente da ciò che avviene in regioni cerebrali lontane.

Ne dobbiamo dedurre che, per conoscere la benedittanza che un fedele sta donando al mondo, ci basta conoscere la (il laplaciano della) grazia divina di ogni pezzettino del suo cervello. Il corpo calloso è fondamentalmente una struttura connettiva, che può veicolare idee devote da un emisfero all'altro, ma non ne produce per conto suo; la sua perdita non costituisce quindi un grave deterioramento della capacità di un cervello di contemplare ed adorare il Signore. Se, come dovrebbe avvenire nel sistema nervoso di ogni buon cristiano, ogni settore del cervello collabora armoniosamente con gli altri e dà costantemente il massimo contributo che gli riesce alla cura delle sue relazioni con il Divino, allora la benedittanza totale prodotta non subirà virtualmente nessun calo. Massimo potrà continuare normalmente a condurre una vita piena e soddisfacente all'interno della Chiesa, se - cosa di cui non dubito - entrambe le sue volontà continueranno ad osservare ossequiosamente quella divina. Litanie e preghiere potranno essere recitate dal solo emisfero sinistro, che sarà almeno per qualche tempo anche l'unico in grado di comprendere a pieno la lettura e le omelie sulla Parola di Dio; ma anche l'emisfero destro potrà mettere a frutto le sue specificità, in particolare le sue maggiori competenze spaziali e figurative, per servire al meglio l'Altissimo, ad esempio disegnando con la mano sinistra immagini sacre. Per guadagnarsi la salvezza, due volontà potrebbero essere addirittura meglio di una, visto che tale possibilità è raccomandata da uno che di bipolarismo e di Salvezza certamente se ne intende:
«non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra
» (Matteo 6, 3)
Semmai, il problema sorgerebbe qualora, per malaugurata sorte, una delle due parti imboccasse la strada della perdizione, contrastando e rischiando di vanificare gli sforzi dell'altra per garantire all'anima un posto nel Regno dei Cieli. La circostanza sarebbe particolarmente grave se a peccare fosse l'emisfero destro, che non può avvalersi facilmente del sacramento della Riconciliazione, a meno che non sviluppi in seguito le abilità verbali che ora gli mancano. Cosa fare, allora, se una delle due volontà è corrotta da Satana e agisce in modo deleterio per la salute della sua anima? Ascoltiamo ancora le sagge parole del nostro Redentore:
«Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile.
» (Marco 9, 43)
Quando necessità impone, una volontà ha il diritto e il dovere di proteggere dalla dannazione eterna l'anima che le dà consapevolezza, facendo ciò che è necessario per impedire che proseguano gli atti blasfemi compiuti dalla controparte. Ancora:
«Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.
» (Matteo 5, 29)
Ogni emisfero ha accesso a metà del campo visivo di entrambi gli occhi, in modo che quello destro veda cosa c'è a sinistra e viceversa; ma una misura del genere può ugualmente lanciare un chiaro segnale alla metà in corso di corruzione, intimandole di riportarsi sulla retta via molto meglio di quanto farebbe un corpo calloso.
Sono nondimeno sicuro che nessuno degli emiferi di Massimo avrà bisogno di questo. Si trova in un ambiente capace di sorreggere prontamente la loro fede nel puramente ipotetico caso che essa dovesse vacillare, e anche dopo la dimissione dall'ospedale ci penserà la sua parrocchia ad assisterli in qualunque difficoltà, a beneficio del suo spirito per la gloria di Gesù Cristo.
A te, a Massimo e a tutti i tuoi assistiti, il cielo infonda una caterva di kiloJesus molari di benedittanza.
Joseph
 

sabato 14 settembre 2013

Gli atei possono salvarsi?



«
Egregio Sig. Moreno,
mi consenta di presentarmi: sono un ateo convinto, fin dall'età di sette anni, età in cui mi rifiutai di continuare a frequentare il catechismo. Ora ho cinquantanove anni; premetto che io ho sempre vissuto bene così, e in nessun momento ho sentito alcun bisogno di rivolgermi a Dio.

Ieri però ho letto la risposta di Papa Francesco ad una lettera di Eugenio Scalfari, il Direttore de "la Repubblica". Ciò che mi ha colpito e mi ha dato motivo di riflessione è stata questa affermazione: "la misericordia di Dio non ha limiti se ci si rivolge a lui con cuore sincero e contrito, la questione per chi non crede in Dio sta nell'obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c'è quando si va contro la coscienza."

martedì 3 settembre 2013

Condividere la stessa donna è un peccato di omosessualità?



«
Illustrissimo Sig. Moreno,
sono un buon cattolico praticante e devoto, sposato da due anni con Orietta, anche lei credente e devota. Io ho 27 anni e mia moglie 25, e, per ora, non abbiamo figli. Il nostro matrimonio è quanto di più ben riuscito: ci amiamo teneramente e siamo molto affiatati. Da circa un anno, però, nel nostro ménage si è inserito Fulvio, un mio amico d'infanzia del quale posso dire che ci sentiamo come fratelli. Fulvio non ha ancora trovato la sua anima gemella, ed è stato proprio il fatto di vederlo così solo e un po' triste che ci ha indotti a proporgli di partecipare alla nostra vita famigliare. Dapprincipio veniva spesso a cena da noi, si mangiava in compagnia e poi guardavamo una partita alla TV, ma, una sera, dopo che lui era andato a casa, Orietta mi ha detto che si stava affezionando a Fulvio e che aveva pensato di invitarlo ad unirsi più intimamente alla nostra vita coniugale, dato che era solo. È stato così che, dopo averne a lungo discusso tra di noi, abbiamo combinato di trattenere Fulvio a casa nostra dopo la solita cena. Con la scusa che faceva caldo ed eravamo tutti sudati, gli ho proposto di farsi una bella doccia rinfrescante nel nostro bagno. Quando è stato sotto il getto d'acqua, Orietta si è intrufolata, e gli ha chiesto se voleva che lei gli insaponasse la schiena.

Bhé, la faccio breve: quella notte Fulvio è stato con noi e abbiamo fatto l'amore tutti insieme, e dopo di allora quasi tutte le volte anche Fulvio partecipa ai nostri amplessi. Preciso però che Orietta riceve solo me nella vagina, perché quello è il genere di accoppiamento che è rigorosamente riservato ai coniugi, come la Bibbia prescrive e io ho imparato che c'è questa regola leggendo il blog. Perciò Fulvio si accoppia solo nell'ano o nella bocca. Anche con questo limite, ci divertiamo tantissimo. La nostra posizione preferita è quella che chiamiamo "spiedino": Orietta si mette a pecorina, e riceve contemporaneamente tutti e due, uno da tergo (in vagina o nell'ano) e l'altro nella bocca. Un'altra posizione che pratichiamo spesso è composta mettendomi io sdraiato sul letto, Orietta mi monta a cavalcioni e riceve il mio membro nella vagina, mentre Fulvio la penetra da dietro nell'ano.

Ed è proprio questo il punto che mi ha fatto venire qualche dubbio, e che mi ha indotto a scrivere a voi Illuminati per avere un saggio consiglio che mi permetta di non uscire dal sentiero del Signore Gesù. Succede infatti, che in questa posizione, io senta una stimolazione fortissima al punto che non mi muovo neppure, ma lascio che sia il membro di Fulvio, che sento premere contro il mio attraverso le sottili pareti della vagina e del retto, a sfregare avanti e indietro sul mio glande, finché non raggiungo l'orgasmo sborrando come un cavallo.

Ora, quello che vorrei capire è: non sarà per caso che questo tipo di stimolazione raffiguri un rapporto omosessuale? È possibile che io stia commettendo un peccato contro natura permettendo a Fulvio di eccitarmi con lo sfregamento del suo pene sul mio (sia pure attraverso le budella di Orietta)?

La prego tanto per il Sacro Cuore di Gesù, Sig. Moreno, mi liberi da questo dubbio atroce. Lei è un Santo. Grazie di quello che potrà fare per aiutarmi.

Che Dio la benedica sempre, suo
Danilo

»


Caro Danilo, buon fratello in Cristo, la generosità e l'altruismo che tu e Orietta operate con amore cristiano onora voi e rende lode al Signore.

Io non ravviso alcunché di sbagliato nel modo in cui vi comportate, nel corso dei vostri amplessi di gruppo. Ovviamente do per scontato che siate sempre ben attenti a non spargere il seme, che, come tante volte ho ribadito, è un peccato odioso al Signore Iddio.

Ma vediamo con maggior precisione cosa dicono le Scritture al riguardo.

Io e gli altri fratelli Illuminati abbiamo studiato a fondo questo problema trovando quanto segue.

Famosa è la condanna che Dio inflisse alla città di Sòdoma, dopo che i suoi abitanti si resero responsabili di un grave tentativo di aggressione nei confronti di due angeli inviati dal Signore. I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra. E disse: «Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada». Quelli risposero: «No, passeremo la notte sulla piazza». Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere gli azzimi e così mangiarono. Non si erano ancora coricati, quand'ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo. Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!». Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé, disse: «No, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all'ombra del mio tetto». Ma quelli risposero: «Tirati via! Quest'individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!». E spingendosi violentemente contro quell'uomo, cioè contro Lot, si avvicinarono per sfondare la porta. Allora dall'interno quegli uomini sporsero le mani, si trassero in casa Lot e chiusero il battente; quanto agli uomini che erano alla porta della casa, essi li colpirono con un abbaglio accecante dal più piccolo al più grande, così che non riuscirono a trovare la porta. Quegli uomini dissero allora a Lot: «Chi hai ancora qui? Il genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in città, falli uscire da questo luogo. Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandati a distruggerli». Lot uscì a parlare ai suoi generi, che dovevano sposare le sue figlie, e disse: «Alzatevi, uscite da questo luogo, perché il Signore sta per distruggere la città!». Ma parve ai suoi generi che egli volesse scherzare. Quando apparve l'alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: «Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città». Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città. Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse: «Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!». Ma Lot gli disse: «No, mio Signore! Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia. Vedi questa città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù - non è una piccola cosa? - e così la mia vita sarà salva». Gli rispose: «Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non distruggere la città di cui hai parlato. Presto, fuggi là perché io non posso far nulla, finché tu non vi sia arrivato». Perciò quella città si chiamò Zoar. Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar, quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. (Genesi 19,1-25).

Ma a cosa fu dovuta la distruzione di Sodoma e Gomorra? Dio volle punire gli abitanti perché commettevano il peccato di omosessualità? Non sembra che un peccato di così lieve entità potesse giustificare una punizione tanto severa. In realtà, gli abitanti di Sodoma si erano resi colpevoli di ben altre offese verso Dio: idolatria, ribellione, profanazione della sacralità dell'ospite, oltraggio e violenza. È l'ingenua tradizione popolare che, interpretando senza cognizione né scienza la Bibbia, ha esaltato questo solo aspetto il quale, invece, è del tutto secondario.

Perciò come primo punto va stabilito che il peccato di omosessualità è, se pure c'è, veniale.

Si ravvisa questo peccato nel tuo comportamento?

Nella Bibbia leggiamo queste prescrizioni: Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole. Non rendetevi impuri con nessuna di tali pratiche, poiché con tutte queste cose si sono rese impure le nazioni che io sto per scacciare davanti a voi. Chiunque praticherà qualcuna di queste abominazioni, ogni persona che le commetterà, sarà eliminata dal suo popolo. (Levitico 18,22;24;29). E ancora: Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte: il loro sangue ricadrà su di loro. (Levitico 20,13).

Dunque vediamo bene in dettaglio. "Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna": non è il tuo caso. Né è il tuo caso che tu abbia rapporti con un uomo come con una donna. Il tuo caso è che tu hai rapporti con una donna (tua moglie, dunque perfettamente leciti) e, accidentalmente, nello stesso tempo anche il tuo amico Fulvio ha rapporti con la stessa donna. Non c'è proprio alcun accenno, in tutte le Scritture, ad una proibizione di questa peculiare situazione. Pertanto possiamo ritenere che sia del tutto ammessa.

Inoltre, sempre nella Bibbia si trovano diversi passi che esaltano l'amore tra maschi. Per esempio, si descrive la relazione affettiva tra Davide e Gionata in questi termini: L'animo di Gionata si legò all'animo di Davide fino ad amarlo come se stesso. (1 Samuele 18,1). Tant'è che Davide, alla morte di Gionata esclama: Il tuo amore per me era più meraviglioso dell'amore delle donne. (2 Samuele 1,26).

Quindi caro Danilo, la conclusione è che quanto stai facendo va benissimo e non ti allontana di un passo dalla Via del Signore. Continua così, a godere della tua bella amicizia con Fulvio e tutt'e due dell'amorosa partecipazione di Orietta.

Ti abbraccio in Cristo, tanta benedittanza a te, Orietta e Danilo, vostro
Moreno

giovedì 29 agosto 2013

Perché aspettare il matrimonio per fare l'amore?



«
Caro Moreno,
mi chiamo Emma, sono una ragazza di 21 anni credente nella religione cristiana, che mi è stata insegnata sin da bambina. Seguo da tempo il tuo blog e leggo sempre con attenzione le risposte che tu e gli altri Illuminati date alle persone credenti che si rivolgono a voi. Oggi ti sottopongo il mio caso personale perché sono un po' confusa e non so bene come comportarmi.

Da tre mesi sono fidanzata con Leonardo, un mio coetaneo della mia stessa parrocchia, anche lui credente e devoto. Leo non conosce il vostro blog, anche se l'ho invitato più volte a leggervi lui insiste che solo gli insegnamenti della sua catechista, la signora Luisa, siano quelli da ascoltare. Bene, il problema è che la catechista gli ha inculcato l'idea che ci si debba astenere dal sesso fino a dopo il matrimonio. Superfluo dire che io vorrei tanto far l'amore con lui; lui dice che mi desidera, ma che il sacrificio che facciamo con la castità è gradito a Gesù e questo ci assicura la benevolenza del Signore.

Io non so cosa fare, in un primo tempo mi ero rassegnata ad aspettare, però la mia amica Manuela mi ha detto che Leo è gay, perché lo ha visto in atteggiamenti intimi con Gaetano che è un uomo maturo che fa parte del coro della parrocchia. Tu cosa mi consigli?

Grazie in anticipo della tua risposta, che Gesù ti benedica,
Emma

»


Carissima Emma, devota sorella in Cristo, il quesito che mi poni è molto delicato ma va affrontato con grande chiarezza perché è in gioco la tua vita futura.

In generale, è vero che il rapporto sessuale dovrebbe essere riservato soltanto ai coniugi la cui unione sia stata benedetta dal Signore. Infatti, il corpo della donna è il tempio del Signore, e la sua soglia può essere varcata solo dopo il Santissimo Sacramento: ... se la giovane non è stata trovata vergine, allora si farà uscire quella giovane all'ingresso della casa di suo padre, e la gente della sua città la lapiderà a morte, perché ha commesso un atto infame... (Deu 22,20-21).

D'altro canto è anche vero che non c'è alcuna ragione perché i fidanzati debbano astenersi dalle attività sessuali che non comportino la perdita della verginità. Nella Bibbia, per esempio, non ci sono restrizioni di sorta per il sesso anale, anzi in numerosi passi questo viene esaltato.

La Bibbia dice: curvano a terra il capo le vergini di Gerusalemme (Lam 2,10 Iod), indicando come una fanciulla dovrebbe posizionarsi per ricevere il membro nell'ano. Un altro passo molto suggestivo delle Sacre Scritture parla dell'orgoglio di una donna per le sue "valli" (riferendosi al solco tra le natiche) che stuzzica il suo innamorato a possederla da dietro: Perché ti vanti delle tue valli, figlia ribelle? Confidi nei tuoi tesori ed esclami: "Chi verrà contro di me?" (Ger 49,4).

Quindi da questi passi si deduce immediatamente che il sesso anale è perfettamente adeguato per le vergini (vedi la risposta ad Anna: Sesso anale secondo la Volontà di Dio), e infatti consente di mantenere intatta la verginità, in vista del matrimonio, pur dando soddisfazione alle naturali pulsioni della carne senza dispiacere all'Eterno.

Un altro modo possibile per dare soddisfazione ad un maschio è quello di praticargli il sesso orale. Questo è raccomandato da Gesù in persona.

Infatti Giovanni ci racconta dell'incontro di Gesù con una donna di Samaria: Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva?...» Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna».  «Signore – gli dice la donna –, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui». (Gio 4,10-16). "Acqua viva" in questo contesto si riferisce allo sperma che letteralmente è il liquido della vita. Come indica Cristo, bere l'acqua viva offre un ristoro spirituale per l'anima. Quando la donna chiede a Gesù dove lei possa trovare quest'acqua, lui le dice di portare suo marito, chiaramente con l'intenzione di istruirla su come praticargli la fellatio e ingoiare il suo sperma.

Attenzione solo ad un dettaglio, cara Emma: l'unico peccato che potrebbe venir commesso è quello di spreco del seme. Qualunque tipo di attività sessuale si pratichi, è importantissimo evitare di spargere il seme: questo è un peccato che fa orrore a Dio e che spesso viene punito con grande severità.

Racconta infatti la Bibbia che Onan peccò contro Dio spargendo il proprio seme sulla terra: Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva il seme per terra, per non dare un discendente al fratello. Ciò che egli faceva era male agli occhi del Signore, il quale fece morire anche lui. (Gen 38,9-10). Questo passaggio scritturale è inteso tradizionalmente come una condanna della masturbazione. Ma ad una lettura più attenta, diviene evidente che la situazione descritta non ha nulla a che fare con la masturbazione. Onan non si stava masturbando: lui si stava accoppiando con la moglie di suo fratello (vedova, dopo che Dio aveva fatto morire il fratello di Onan a causa di un grave peccato). Il peccato di Onan era ritirarsi ed eiaculare sul pavimento anziché nella donna. Lui faceva così per evitare di ingravidarla: Onan avrebbe potuto evitare facilmente la collera di Dio (e il castigo mortale), se avesse semplicemente messo il pene nella bocca della donna e lei avesse ingoiato il suo sperma, oppure se avesse copulato nell'ano. Questo gli avrebbe permesso di evitare di ingravidarla, e allo stesso tempo di prevenire lo spargimento del seme che è un'offesa agli occhi di Dio.

Fin qui dunque ho spiegato in linea generale come e perché la castità assoluta non sia affatto richiesta ai fidanzati che abbiano serie e ben meditate intenzioni di convolare a giuste nozze, e che si amino nella luce del Signore. Ma positivamente si possono altresì portare anche delle ottime ragioni che rendono conto di come anzi sia altamente raccomandabile praticare almeno una qualche forma di attività sessuale prima del matrimonio.

Il motivo più ovvio è che ciò serve a conoscersi meglio. I promessi sposi possono cominciare a condividere alcuni aspetti della vita in comune che saranno parte essenziale della loro unione futura. Poiché il matrimonio è indissolubile, questa conoscenza anticipata è cruciale per scongiurare la scoperta tardiva e irreparabile di incompatibilità non manifeste a prima vista. Aggiungo che un poco di sana attività sessuale fa bene alla coppia, rispetta e promuove l'intima natura del loro rapporto, aiuta i giovani a comprendere in profondità l'essenza del matrimonio.

Inoltre, il sesso unisce, crea cioè tra gli amanti un'unione affettiva, psichica, emotiva, intima e speciale che nessun'altra relazione è in grado di eguagliare. Il sesso produce un legame, poiché il corpo parla un linguaggio che va anche al di là delle intenzioni coscienti del partner. Ciò rafforza fin da subito l'affinità della coppia.

Altre buone ragioni sono che il rapporto sessuale è qualcosa che i giovani condividono solo l'uno con l'altro, e ciò quindi fa crescere la stima l'un per l'altro; e come accennato sopra, il fidanzamento è tempo di verifica della scelta, tant'è vero che si può ancora ripensarci. Ecco che la verifica della compatibilità sessuale può essere un elemento di giudizio importante.

Teniamo presente poi che, come tutti i sacramenti, anche il matrimonio cristiano è una comunicazione alla comunità di un avvenimento. Ai tempi dei primi cristiani, il matrimonio era l'annuncio della avvenuta costituzione di una coppia, non era l'annuncio della futura costituzione della coppia.

Pertanto la sostanza del sacramento è precedente al sacramento stesso: l'annuncio alla comunità è successivo. Infatti il percorso del tuo rapporto con Dio è innanzitutto tuo personale: in questo caso è personale del marito e della moglie che possono essere già tali ben prima della cerimonia. Tu puoi tranquillamente convivere e fare l'amore con il tuo partner se l'impegno che avete assunto è definitivo, consapevole e conforme alla fede che hai. L'annuncio alla comunità è opportuno ma i tempi sono ragionevolmente discrezionali.

Vedi dunque che gli insegnamenti della signora Luisa sono decisamente erronei. Purtroppo molti si arrogano la pretesa di conoscere la Parola di Dio ma ben pochi sono quelli realmente competenti e, soprattutto, realmente ispirati direttamente da Dio, come noi Illuminati.

Ora, per venire al tuo caso personale, penso che avrai già intuito quale sia la strada per risolvere il problema. Appartati con il tuo Leo e, in un momento di tenerezza e di coccole, inizia a praticargli una fellatio. Se reagisce positivamente e ti sembra contento, sarà un buon indizio. Se invece dovesse respingerti, il sospetto della tua amica Manuela potrebbe essere fondato!

Che la benedittanza di Gesù si riversi su di te, un abbraccio fraterno,
Moreno

mercoledì 31 luglio 2013

Giochi e balocchi: attenzione a quelli pericolosi



«Gentile Joseph,
mi chiamo Maria Pina e scrivo da Macerata. Sono sempre stata una buona cristiana, faccio la corista nella mia parrocchia e mi impegno a diffondere il vostro blog tra tutti coloro che conosco. Sei anni fa Gesù Cristo mi ha regalato il più bel momento della mia vita, concedendomi in dono un bellissimo bimbo proprio nel giorno del Sabato Santo. In memoria di ciò che quel giorno successe a Nostro Signore, e piena di gratitudine per l'immeritata espiazione da parte sua delle nostre colpe, ho dato a mio figlio il nome di Sepolcro. Sepolcro - soprannominato Pepi - è un bambino allegro e socievole, e con la sincera volontà di servire Dio e di non commettere peccati. Ad aprile ha ricevuto molti regali di compleanno, che ha accolto con la gioia e la purezza di cuore che solo i bambini sanno avere. Ha ricevuto in particolare diversi pupazzetti di plastica dei "Gormiti", di "Dragonball" e di altri personaggi di mondi fantastici commerciali, alcuni "magici" o con "superpoteri", ma all'epoca non vedevo nulla di male nel fatto che ci giocasse, e fino ad una settimana fa non avevo nessun sospetto che questi giochi potessero in qualche modo sviarlo dalla sana educazione impartitagli da me e dall'asilo delle suore. Immaginate quindi la scossa che ho preso quando, una sera, Sepolcro mi si è avvicinato e mi ha candidamente chiesto chi fosse più potente tra Goku e Gesù. Lì per lì, per la costernazione, non ho saputo cosa dire e l'ho mandato nella sua stanza con un paio di meritati ceffoni. Il giorno dopo, a mente fresca, ho cercato di spiegargli la gravità del peccato di blasfemia, e di fargli rendere ben conto che i suoi giocattoli preferiti rappresentano personaggi di fantasia, e non possono essere paragonati al Messia che invece esiste realmente ed è accanto a noi. Sepolcro continuava però ad esclamare convintamente che "Dragonball esiste!" e che "Anche Goku può risorgere, l'ho visto in televisone". Non ho potuto fare altro che sequestrargli il pupazzetto di Goku e impedirgli di vedere il cartone che gli stava evidentemente causando tanti perigliosi turbamenti: mi è dispiaciuto averlo fatto piangere per questo, ma era necessario per il suo bene. Per consolarlo, ho regalato a Sepolcro come portafortuna una statuina di Padre Pio, raccomandandogli ovviamente di tenerla con cura. Si è rapidamente affezionato al Santo, al quale siamo tutti molto devoti in famiglia, e gli ho concesso di portarlo con sè al parco giochi. L'altro ieri, però, l'ho scoperto con un suo amichetto mentre rappresentavano, per così dire, un combattimento tra San Pio e un'altra figura che non ho riconociuto, ma che mi è stato detto chiamarsi "Wonder Woman". Fortunatamente ha vinto Padre Pio, ma temo che questo tipo di comportamenti sia altamente nocivo sia per la sua psiche che per la sua anima. I mass media generano sempre più confusione nella testa nei nostri piccoli, e ho tardivamente compreso che bisogna essere più che mai attenti a quello con cui lasciamo giocare i nostri piccoli, e a chi lasciamo loro frequentare. Sono sicura però che dei genitori risoluti possano ancora fare molto per i loro bambini. Come mi dovrei regolare?
Grazie in anticipo per i vostri consigli, che Gesù vi benedica,
Maria Pina»

Cara Maria Pina, devota sorella in Cristo, sono lieto che il modesto servizio che rendiamo attraverso il nostro blog sia utile a te e ai tuoi conoscenti. Grazie di cuore dell'attenzione che ci dedichi.

Il problema che poni è importante, e va trattato con la massima cautela. L'educazione dei figli è uno dei compiti essenziali che Dio assegna alla famiglia cristiana, e dunque deve essere svolto rigorosamente secondo i dettami della dottrina. Fortunatamente, Egli ci ha concesso ampie e precise indicazioni su questo tema. Vediamo assieme cosa dicono le Scritture al riguardo, e come dobbiamo regolarci.

La prima cosa che la Bibbia ci insegna, è che i fanciulli vanno educati sin da piccolissimi:
Insegna al ragazzo la condotta che deve tenere; anche quando sarà vecchio non se ne allontanerà. (Proverbi 22,6).
Il grande filosofo de Maistre riteneva che fosse sufficiente dare un'educazione cristiana ai bambini dai cinque ai dieci anni, affinché si salvassero. Purtroppo le cose non sono così semplici, ma senza dubbio si tratta di un periodo della vita fondamentale nel quale, vogliamo che i nostri figli evitino la dannazione eterna, dobbiamo noi stessi per primi dare l'esempio. Infatti, Dio vuole che i genitori siano esempio di condotta pia e devota:  
Questi comandamenti, che oggi ti do ti staranno nel cuore; li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. (Deuteronomio 6,6-7).
Nello stesso tempo, non si deve calcare troppo la mano esagerando in severità:
Padri, non irritate i vostri figli, affinché non si scoraggino. (Colossesi 3,2).

Stabilite queste linee-guida, vediamo più in dettaglio cosa compete a te, come madre:
Apre la bocca con saggezza, e ha sulla lingua insegnamenti di bontà. (Proverbi 31,26).
Ecco perciò che hai fatto benissimo a raddrizzare la cattiva inclinazione di Sepolcro verso gli eroi dei cartoni. E bene hai fatto anche a somministrargli delle punizioni corporali, che sono sempre necessarie:
Chi risparmia la verga odia suo figlio, ma chi lo ama, lo corregge per tempo. (Proverbi 13,24)
E ancora, sullo stesso tema: 
La verga e la riprensione dànno saggezza; ma il ragazzo lasciato a sé stesso, fa vergogna a sua madre. (Proverbi 29,15).

Certamente tu non vuoi che tu figlio sia una vergogna per te, dunque è bene che tu lo guidi con mano ferma. E non ci sono dubbi che il suo dovere è obbedirti, questa è la Volontà di Dio:
Figli, ubbidite nel Signore ai vostri genitori, perché ciò è giusto. (Efesini 6,1).
Se un ragazzo non obbedisce ai sui stessi genitori terreni, del resto, come potrà mai servire adeguatamante il suo Padre Celeste?

Ora dobbiamo capire quanto siano nocivi questi giocattoli moderni. Qual è il pericolo insito in questi giocattoli, con tanta forza propagandati oggigiorno dalla televisione e non solo? In buona sostanza, i personaggi rappresentati dai giocattoli hanno dei "superpoteri" che altro non sono se non... poteri magici! Ossia stregoneria o pratica diabolica! Ecco qual'è il pericolo gravissimo, da cui la Bibbia ci ammonisce a stare lontani: stregoneria, astrologia e altre superstizioni nefaste.

Ecco qualche passo che dimostra quanto affermato.

Quando sarai entrato nel paese che il Signore, il tuo Dio, ti dà, non imparerai a imitare le pratiche abominevoli di quelle nazioni. Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante, perché il Signore detesta chiunque fa queste cose; a motivo di queste pratiche abominevoli, il Signore, il tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni dinanzi a te. Tu sarai integro verso il Signore Dio tuo. (Deuteronomio 18,9-13).

Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio. (Galati 5,19-21).

Se vi si dice: "Consultate quelli che evocano gli spiriti e gli indovini, quelli che sussurrano e bisbigliano", rispondete: "Un popolo non deve forse consultare il suo Dio? Si rivolgerà forse ai morti in favore dei vivi?" (Isaia 8,19).

Non dimentichiamo che la punizione per chi si ostina nell'errore sarà durissima, come ci ricorda il libro dell'Apocalisse:
E il resto degli uomini, che non furono uccisi da queste piaghe, non si ravvide ancora dalle opere delle loro mani e non cessarono di adorare i demoni e gli idoli d'oro, d'argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare; essi non si ravvidero dei loro omicidi né dalle loro magie né dalla loro fornicazione né dai loro furti. (Apocalisse 9,20-21).
E chiunque abbia frequentato un minimo di catechismo sa come va a finire per il "resto degli uomini".

Saggiamente, la Bibbia ci invita ad astenerci del tutto dalla produzione di manufatti destinati ad essere impiegati come feticci, mettendone a nudo l'assurdità in questi versi: Infelici sono coloro le cui speranze sono in cose morte e che chiamarono dei i lavori di mani d'uomo, oro e argento lavorati con arte, e immagini di animali, oppure una pietra inutile, opera di mano antica. Se insomma un abile legnaiuolo, segato un albero maneggevole, [...]. Quanto avanza ancora, buono proprio a nulla, legno distorto e pieno di nodi, lo prende e lo scolpisce per occupare il tempo libero; senza impegno, per diletto, gli dà una forma, lo fa simile a un'immagine umana oppure a quella di un vile animale. Lo vernicia con minio, ne colora di rosso la superficie e ricopre con la vernice ogni sua macchia; quindi, preparatagli una degna dimora, lo pone sul muro, fissandolo con un chiodo. Provvede perché non cada, ben sapendo che non è in grado di aiutarsi da sé; esso infatti è solo un'immagine e ha bisogno di aiuto. Eppure quando prega per i suoi beni, per le sue nozze e per i figli, non si vergogna di parlare a quell'oggetto inanimato; per la sua salute invoca un essere debole, per la sua vita prega un morto: per un aiuto supplica un essere inetto, per il suo viaggio chi non può neppure camminare; per acquisti, lavoro e successo negli affari, chiede abilità ad uno che è il più inabile di mani. (Sapienza 13,10-19).

Ma facciamo bene attenzione! Non avrebbe alcun senso proibire a Pepi di giocare con il pupazzetto di Goku, se poi quando sarà più grandicello gli sarà permesso leggere, ad esempio, i libri della saga di Harry Potter, di Twilight!

Nel mondo di oggi i bambini vengono addestrati alla violenza e alla magia, e la magia segue lo stesso percorso della violenza. Sempre più giochi, cartoni animati e videogiochi fanno apparire la magia bella e accattivante. Fin da piccoli i bambini vengono manipolati a trovare eccitante poter fare le magie, avere poteri magici o essere stregoni, in questo modo crescono con un approccio positivo verso la magia. Ma la magia fondamentalmente è sbagliata in quanto la magia vera è solo nera e ha origine dai demoni. Un bambino non distingue la differenza tra la magia del cartone animato che sconfigge i mostri e la magia usata per prevedere il futuro, lanciare un malocchio o abiezioni simili. Più il bambino cresce circondato di cose (cartoni, giocattoli, videogiochi) magiche più svilupperà un grado di tolleranza verso tali cose.

Cosa farà quando gli verrà proposto di partecipare ad una seduta spiritica? Cosa farà quando gli si parlerà di cure contro il cancro possibili grazie all'energia sprigionata dalle mani dei pranoterapeuti? Cosa farà quando per caso leggerà un oroscopo? Cosa farà se un giorno si dovesse trovare in una situazione che apparentemente puo essere risolta solo con la magia?
Se i suoi educatori non saranno sufficientemente risoluti, è triste ammettere che cederà alle lusinghe di assurde superstizioni e di credenze senza alcun fondamento logico, finendo con lo smarrire la vera strada per risolvere i suoi problemi in questa e nell'altra vita. Ecco: in tutti questi casi, anziché pregare ferventemente il Signore Iddio, lui si rivolgerà a maghi, guaritori, fattucchiere e altri cialtroni simili, che lo imbroglieranno o peggio lo trascineranno verso la possessione diabolica!

Perciò, cara Maria Pina, non esitare a distruggere, senza indugio, tutti i giocattoli diabolici con cui tuo figlio sta giocando! Devi salvare la sua anima, non c'è tempo da perdere! Se strilla e protesta, un bel ceffone o anche una cinghiata risolveranno brillantemente l'intoppo.

Che Gesù ti guidi sempre sulla retta via, una grande aspersione di benedittanza,
Joseph

mercoledì 24 luglio 2013

Un cristiano può cibarsi come un musulmano?

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Caro Moreno,
il mio nome è Marco, ho trent'anni e sono un cristiano praticante e devoto. Penso che l'unica vera religione sia quella Cristiana ma sono convinto che Dio abbia sparso "semi di Verità" nelle altre religioni. Mi sembra perciò che non ci sia niente di male nel frequentare i fedeli di un'altra religione, con senso di rispetto e di amicizia e vicinanza per il comune senso di Fede. Così è successo che sia entrato in confidenza con un mio collega di lavoro che è un immigrato musulmano.

Ora, questo giovane, che ha portato in Italia tutta la sua famiglia, mi ha invitato a pranzare a casa sua in occasione della festa di fine Ramadan, il prossimo 8 agosto. Io ho accettato con piacere, sia per l'opportunità di fraternizzare con questa brava gente, sia per l'aspetto culinario, visto che a quanto ne so, questa festa viene celebrata con una grande abbuffata di ottime pietanze.

Mi è sorto però un dubbio. Ho letto su internet che gli animali di cui si cibano gli islamici, vengono macellati in un modo particolare. Vorrei essere sicuro perciò, che questa pratica islamica non determini una incompatibilità con i precetti del Cristianesimo.

Che Gesù ti benedica sempre per i preziosi consigli che sai dare a noi cristiani, un abbraccio fraterno,
Marco

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Caro Marco, devoto fratello in Cristo, è una cosa buona e giusta che tu cerchi di essere gentile e disponibile con tutti, anche con i fedeli di altre religioni, ma debbo metterti in guardia, perché gli islamici sono un caso particolare e si deve sempre diffidare di loro. Infatti il loro "libro sacro", il Corano, stabilisce che è perfettamente lecito per loro dimostrarsi amichevoli con i cristiani al solo scopo di trarli in inganno. Stai molto attento dunque!

E vedi bene che l'invito a pranzo potrebbe essere una trappola. Ecco perché.

La carne degli animali uccisi secondo il rito islamico si chiama "Halal". Ma cosa significa questo in pratica? L'uccisione halal (cioè "lecita") di animali, viene effettuata dal macellaio pronunciando la "basmala", orientando la testa dell'animale in direzione della Mecca.

La basmala è la formula araba "Bi-smi 'llahi al-Rahmani al-Rahimi" (In nome di Dio, Clemente, Misericordioso) con cui si aprono tutte le sure del Corano, salvo la sura IX. E quindi in questa maniera la carne viene dedicata al dio dei musulmani che essi chiamano Allah, ma che non è l'Iddio di cui parla la Bibbia!

Bisogna sapere che la Mecca è una città dell'Arabia Saudita occidentale, che è per antonomasia la città santa (prima di Medina e Gerusalemme) per i musulmani. È la città in cui è nato Maometto (colui che i musulmani chiamano "il profeta di Dio"), che è il fondatore dell'Islam. Al centro della Mecca si trova la Ka'ba, talvolta scritta Kaaba, ossia "cubo", una costruzione che costituisce il luogo più sacro dell'Islam. Incastonata a circa un metro d'altezza nell'angolo est della Ka'ba c'è la "Pietra Nera", che è una roccia nera, grande circa come un pallone da calcio, che è considerata dai musulmani l'ultimo frammento della "Casa Antica", fatta scendere da Dio direttamente dal Paradiso sulla Terra e andata pressoché interamente distrutta dal Diluvio Universale. Per i musulmani, la Pietra Nera fu messa in salvo da Noè all'interno di una caverna nei pressi della Mecca e da lì l'oggetto sarebbe stato recuperato da Abramo nel momento in cui questi, con l'aiuto del figlio Ismaele, si sarebbe messo a costruire la nuova Ka'ba. Secondo una tradizione popolare islamica piuttosto diffusa, la Pietra Nera è invece l'occhio di un angelo incaricato di prender nota dei pellegrini che adempiono il comandamento islamico di effettuare almeno una volta nella loro vita il pellegrinaggio alla Mecca e nei suoi immediati dintorni. La Ka'ba viene nella pratica adorata dai musulmani, perché è un idolo.

Ora, le nostre Sacre Scritture dicono che noi ci dobbiamo astenere dalle carni sacrificate o dedicate agli idoli, secondo ciò che è scritto: Infatti è parso bene allo Spirito Santo e a noi di non imporvi altro peso all'infuori di queste cose, che sono necessarie: di astenervi dalle carni sacrificate agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati, e dalla fornicazione; da queste cose farete bene a guardarvi. State sani. (Atti 15,28-29), e questo perché sono sacrificate o dedicate ai demoni e noi non dobbiamo avere comunione con i demoni per non provocare Dio a gelosia, secondo ciò che dice Paolo ai Corinzi: Che cosa sto dicendo? Che la carne sacrificata agli idoli sia qualcosa? Che un idolo sia qualcosa? Tutt'altro; io dico che le carni che i pagani sacrificano, le sacrificano ai demòni e non a Dio; ora io non voglio che abbiate comunione con i demòni. Voi non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; voi non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni. O vogliamo forse provocare il Signore a gelosia? Siamo noi più forti di lui? (1 Corinzi 10,19-22).

La carne halal rientra quindi tra quelle carni che i pagani dedicano ai demoni, da cui ci dobbiamo astenere.

Nessuno ti tragga in errore, citandoti tutti quei passi biblici che ci permettono di mangiare ogni cibo, perché il divieto - confermato dagli apostoli e dagli anziani a Gerusalemme - di mangiare carni sacrificate agli idoli permane tuttora.  E nessuno ti tragga in errore neppure dicendoti che alla fin fine il dio dei musulmani è lo stesso Dio di cui parla la Bibbia, perché non è assolutamente così, in quanto il loro Allah è un dio straniero in quanto nega di avere un figlio il cui nome è Gesù Cristo, e nega che Egli sia morto per i nostri peccati e risorto per la nostra salvezza. Per l'Allah dei musulmani, Gesù non morì sulla croce e neppure nacque per morire sulla croce.

Caro Marco, è bene che tu sappia questo, e cioè che Paolo dice: Mangiate di tutto quello che si vende al mercato, senza fare inchieste per motivo di coscienza; perché al Signore appartiene la terra e tutto quello che essa contiene. Se qualcuno dei non credenti v'invita, e voi volete andarci, mangiate di tutto quello che vi è posto davanti, senza fare inchieste per motivo di coscienza. Ma se qualcuno vi dice: "Questa è carne di sacrifici", non ne mangiate per riguardo a colui che vi ha avvertito e per riguardo alla coscienza. (1 Corinzi 10,25-28).

Quindi, è evidente che nel momento che vieni a sapere che quella carne che ti viene messa davanti affinché la mangi è carne halal, hai il dovere di astenerti da essa. Piuttosto, ti suggerirei, pur partecipando alla festa, di portarti qualcosa da mangiare per conto tuo: un bel panino con crudo di Parma o Speck del Trentino; ovvero, se c'è un barbecue, qualche costicina di maiale o una fettina di lonza, o magari del pastin, chiedendo agli ospiti la gentilezza di poter cucinare le tue pietanze sul loro focolare. Misurerai così, anche la loro reale amicizia.

Una grande aspersione di benedittanza si riversi su di te, ricambio il fraterno abbraccio,
Moreno

venerdì 12 luglio 2013

Testimonianza di un attacco diabolico


Mafalda: Caro Moreno, è un piacere rivederti e parlare con te. Purtroppo sono accaduti dei fatti terribili, e dobbiamo capire bene come comportarci.

Moreno: È così, Mafalda carissima, mio angioletto custode.

Satana ha attaccato la pagina Facebook dei nostri devoti seguaci e sostenitori, e - per ora - ha vinto, distruggendo quella che era divenuta nel corso dei mesi la Casa di tante buone persone, dirò di più, quasi un Tempio dove tanti bravi cristiani si riunivano per condividere momenti di preghiera e soprattutto esperienze di vita religiosa, come i pellegrinaggi, che tanto successo hanno riscosso tra i cari fedeli.

Mafalda: Ma come è potuto succedere, esiste una spiegazione per questa improvvisa rovina?

Moreno: Certo che esiste la spiegazione: Satana ha approfittato della debolezza di Facebook. Devi sapere, cara Mafalda, che Facebook è stato ideato da un ateo. È facile immaginare che i collaboratori e i dipendenti dell'azienda siano stati selezionati tra gli atei! Figurati che semplicità, per il Principe del Male, prendere possesso di una compagine di persone prive di qualsiasi Fede, preda di chissà quali abominevoli vizi, senza virtù e senza morale alcuna.

Vedi, Mafalda, avere la Fede non è come vincere al "gratta e vinci". La Fede è un atto difficile e insidiato. L'uomo – lasciato solo alle prese con le potenze mondane che sono, più o meno tutte, al servizio dell'incredulità – corre il rischio serio di non reggersi in piedi: non può restare isolato. Per questo il Signore ha istituito la Chiesa: è il "corpo" vivo di Cristo, nel quale i singoli sono rianimati e sorretti.

Anche la Chiesa è umanamente debole. Però ha la garanzia che contro di essa le porte degli inferi (cioè le forze dell'errore e della malvagità) non prevarranno (Mt 16,18). La nostra è dunque sempre una Fede "ecclesiale": non è condizionata dalle opinioni anche geniali dei singoli, ma si fonda sull'insegnamento di Gesù come è proseguito e attualizzato da coloro cui il Signore ha detto: Chi ascolta voi ascolta me (Lc 10,16); cioè dagli apostoli e dai loro successori, che sono i vescovi, specialmente il vescovo di Roma, successore dell'apostolo Pietro. Appartenere alla santa Chiesa è una immensa fortuna: una fortuna per la quale non può mai venire meno in noi né una gioiosa fierezza né una grande riconoscenza verso il Padre. Ricordiamoci di implorare sempre il Signore (come si fa nella Messa) di non guardare ai nostri peccati, ma alla Fede della sua Chiesa.

Mafalda: Dunque, Moreno, il demonio è penetrato in Facebook, e in tal modo ha distrutto la pagina dei fedeli di "Risposte Cristiane"... ci sono prove di questo fatto?

Moreno: Sì, ci sono. Sono stato personalmente in contatto con il Sig. Leonardo dell'Ufficio "User Operations" di Facebook. Questo funzionario era in stato confusionale al punto da non riuscire a capire una sola parola di quanto gli ho spiegato: doveva essere posseduto dal demonio. Del resto, si sa che "Deus amentat quos perdere vult": Dio instupidisce quelli che vuole distruggere. Questo Sig. Leonardo sembrava come decerebrato: a questo espone il rifiuto di Dio. Il Signore ci lascia liberi: liberi di accettarlo come di ripudiarlo, si chiama "libero arbitrio". Dio "permette" le possessioni a causa della durezza di cuore dell'uomo. Petrus Thyraeus (De daemoniacis, I pars, XXX, 9-23) sottolinea come cause principali i peccati di infedeltà, di apostasia, di abuso dell'Eucaristia, di blasfemia, d'orgoglio, di eccesso di lussuria, di pigrizia, la persecuzione contro i servitori di Dio, la mancanza di rispetto verso i genitori, la violenza della collera, il disprezzo di Dio e delle cose sante.

Ma la sorte per quelli che si allontanano da Dio è tremenda! Il demonio conduce la sua vittima alla disperazione, forzandola a commettere dei peccati gravissimi. La vittima acquisisce un'immagine così detestabile di se stessa da non poterla più sopportare. E cade nella schizofrenia e nella depressione. Sovente la storia si conclude – ed è la vittoria del demonio – con un suicidio.

Temo fortemente che il Sig. Leonardo abbia fatto ormai una brutta fine, infatti da qualche giorno non replica più ai miei messaggi!

Mafalda: Però il demonio ha vinto anche su di noi che siamo devoti cristiani... come si spiega questo?

Moreno: No! Non è una vittoria del demonio, perché la nostra forza spirituale e la nostra Fede sono intatte! Non bisogna confondere le miserabili vittorie del demonio al livello delle cose terrene, con il livello delle cose spirituali!

Seguimi attentamente: quando si tratta di religione, la parola che deve per forza entrare nel discorso è la parola "salvezza". Senza il tema della salvezza la religione diventa un insieme di concetti astratti, di comandi morali, di divieti, di cerimonie rituali: un insieme che di solito suscita poca curiosità e poco interesse. Se invece si percepisce che nella religione vi è in gioco la salvezza, allora sentiamo che la cosa ci tocca da vicino. Che cosa vuol dire che uno è "salvo"? Salvo – dice il vocabolario – è chi ha superato un pericolo senza danno ed è stato liberato da un male incombente.

Ogni uomo – che non sia del tutto intorpidito e perso – avverte di essere "insidiato": c'è il male che sovrasta. Perciò diventa spontaneo e necessario il pensiero, il desiderio – anzi l'ansia – di riuscire a cavarsela. Ci sono dei mali universali e assoluti, ad esempio: il non sapere se la vita abbia un'ultima verità, l'ignorare il perché dell'esistere; il non essere stati all'altezza, nel nostro comportamento, di ciò che è giusto e doveroso; il dover incontrare la realtà inevitabile della morte, che vanifica tutto.

Abbiamo dunque tutti bisogno di essere "salvati". E per fortuna un Salvatore esiste e ci è stato donato! È il nostro Signore Gesù!

Mafalda: Sì, capisco quello che intendi dire... bhé, io ho la Fede, lo sai...

Moreno: Certo, Mafalda carissima, ma non basta coltivare la Fede in modo saltuario... chi va in chiesa solo la notte di Natale, non si può certo definire un cristiano esemplare. Però, se sta attento, riceve un messaggio che è la sintesi di tutto ciò che all'uomo importa sapere: Vi è nato un salvatore (Lc 2,11). È grande la notizia che il cielo regala alla terra. Questo Salvatore – dice ai pastori l'angelo – è il Cristo nostro Signore. Di Gesù la cosa più elementare e più necessaria che bisogna sapere è che egli è il Salvatore: il Salvatore di tutti e quindi anche il mio.

Questa prerogativa in lui è costitutiva e intrinseca: tanto è vero che il suo nome vuol dire "il Signore salva". Ed è un nome che Egli non porta a caso: è stato pensato e voluto direttamente da Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù (Lc 1,31). Così è stato detto a sua Madre. E similmente a Giuseppe, il capo della famiglia di Nazareth, è stato ordinato: Lo chiamerai Gesù; egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati. (Mt 1,21). Dal segreto dell'eterna vita divina, il Creatore ha pensato a Cristo come a uno che può e vuole salvare tutti; e a me, come a qualcuno che, se non si opporrà, sarà infallibilmente salvato da lui. Nessuna paura, dunque, e nessun avvilimento può togliermi più la speranza.

Mafalda: Però l'ateo Zuckerberg, il capo di Facebook, evidentemente è fuori da questa Grazia, non sente il richiamo del Salvatore...

Moreno: È così, Mafalda. Il messaggio natalizio – "Vi è nato un Salvatore" – purtroppo non è raccolto da tutti. C'è chi, a proposito di salvezza, non ritiene di aspettarsi aiuto da qualcuno: l'uomo vuole spesso salvarsi con le sole sue forze. Ci sono stati e ci sono tra gli uomini diversi tentativi di autoredenzione. Gli scientisti dell'Ottocento pensavano che per salvare l'uomo fosse sufficiente insegnargli la teoria copernicana, il darwinismo e il sistema metrico decimale. Altri hanno creduto che bastasse l'attesa del "sol dell'avvenire": il "sole" di una società senza classi e senza ingiustizie. Oggi alcuni sembrano essere convinti che la salvezza dell'uomo sta nel "salutismo" (e così si impongono le diete ferree che li fanno vivere malati in modo da farli morire da sani); o nelle tecniche sessuali (e così riducono l'amore a una specie di ginnastica senza significato e senza finalità); o nell'informatica sempre più sofisticata (e così in tempo reale ci fanno sapere tutto, tranne ciò che davvero conta). Questa "salvezza laica" davanti alla realtà autentica si dissolve. All'apparire del vero – tu misera cadesti, per dirla col Leopardi. La salvezza va cercata altrove, e precisamente nell'unico Salvatore che Dio nostro Padre ci ha dato.

Mafalda: Quindi non c'è speranza per Zuckerberg e il personale di Facebook?

Moreno: No. Nessuna speranza, senza conversione. Gesù di Nazaret, il Figlio di Dio nato a Betlemme, crocifisso per noi e risorto, non è "un" salvatore: è "il" Salvatore, unico e necessario. È dai primordi della nostra Fede una certezza fondamentale. La raccogliamo dalle labbra dell'apostolo Pietro: In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati (At 1,12). Gesù è dunque il Salvatore indispensabile per tutti gli uomini senza eccezioni.

Questo è un punto un po' controverso: molti cristiani, dal giusto apprezzamento dei molti valori presenti nella realtà extra­ecclesiale e extra-cristiana, deducono indebitamente che c'è una pluralità di strade che conduce alla salvezza. E invece Dio nostro Padre non ha pensato a Cristo come a un "redentore facoltativo", ma come a un salvatore sostanziale e insostituibile. Il disegno del Creatore non è schizofrenico: tutto è unificato in Cristo, nel quale tutte le cose sussistono.

Dice san Paolo: Cristo è il salvatore del suo corpo che è la Chiesa. (Ef 5,23). Ci salva uno ad uno, e non da lontano: ci salva restando vicino a noi, immanente e attivo entro la comunità dei suoi fratelli. Il mezzo con cui il Signore Gesù raggiunge la massima intensità della sua presenza è il sacramento del "Corpo dato" e del "Sangue versato", posto tra le nostre mani sotto i segni del pane e del vino.

Davvero nell'Eucaristia si realizza, con una pienezza che noi non avremmo nemmeno saputo immaginare, l'ultima promessa del Crocifisso vivo e glorificato: Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. (Mt 28,20). Dall'Eucaristia, riscoperta e assimilata come il sacramento di ogni salvezza, tutto potrà rifiorire; e noi, Chiesa del Signore e Redentore che rimane con noi, potremo vivere nella gioia, nella gratitudine, nella fierezza di essere per una insperata misericordia il popolo dei salvati.

Mafalda: Ah, ecco... dunque anche la pagina dei fedeli di "Risposte Cristiane" potrà salvarsi e riprendere?

Moreno: Certamente! La pagina tornerà a funzionare quanto prima. Il Signore Gesù è con noi e non ci abbandonerà. In Lui avremo la Salvezza, avremo ogni gioia, beatitudine, letizia e pace, per sempre! Sia Gloria a Dio! Vivano gli Illuminati, nella benedizione del Signore!


Un kiloJesus di benedittanza a tutti voi!

mercoledì 10 luglio 2013

Nuovi consigli per evitare di sprecare il seme



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Cari Illuminati Cristiani, sono Massimo Candotti, il vostro affezionato lettore che tre mesi fa vi ha presentato una semplicissima invenzione, realizzabile con oggetti di uso comune in casa, che permette di evitare che venga commesso il grave peccato di spreco del seme quando ci si masturba.

Vi scrivo di nuovo perché la mia Svetlana è partita già da qualche settimana per trascorrere una vacanza presso i suoi genitori, e io sono di nuovo solo e senza una donna con cui accoppiarmi. Superfluo aggiungere che in questo periodo mi sono masturbato regolarmente circa tre volte al giorno, ben s'intende sempre utilizzando la mia ingegnosa invenzione per raccogliere il seme, e lo sacro sperma accumulato ha già raggiunto un volume cospicuo.

Visto che le ampolline a forma di Madonna in cui conservo lo sperma sono ormai tutte colme, ho pensato di spedire l'eccedenza alla cara Svetlana affinché lei possa consumarlo secondo i dettami della buona dottrina. Non so però come fare per confezionarlo! Potete gentilmente darmi un piccolo aiuto?

Con grande Fede, Dio vi benedica,
Massimo Candotti

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Caro Massimo, è una gioia ricevere tue nuove e sapere che continui a seguire la giusta Via del Signore Gesù. Questa rettitudine ti fa onore e, ciò che più conta, ti riserva un posto sicuro nei Cieli a fianco del buon Gesù.

Per i lettori che ci seguono solo sporadicamente, richiamo la precedente lettera del caro fratello in Cristo Massimo, e relativa risposta: come evitare di sprecare il seme.
Ricordiamo insieme per quale ragione è importantissimo non disperdere il seme. Nella Bibbia, è la storia di Onan che insegna come Dio abbia in odio questo peccato.

Giuda prese una moglie per il suo primogenito Er, la quale si chiamava Tamar. Ma Er, primogenito di Giuda, si rese odioso al Signore e il Signore lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan: «Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così una posterità per il fratello». Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare una posterità al fratello. Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui. (Genesi 38,6-10).

Ecco: Onan disperdeva il seme per terra, e perciò il Signore lo fece morire. Facciamo molta attenzione! Che non ne vada mai in terra neppure una gocciola!

Invece, un buon uso del seme è quello di darlo da bere alla propria consorte. Ci sono diversi passi della Bibbia che lo indicano.

Come un melo tra gli alberi del bosco, il mio diletto fra i giovani. Alla sua ombra, cui anelavo, mi siedo e dolce è il suo frutto al mio palato. (Cantico dei Cantici 2,3).

Chiaramente il "frutto doce al palato" non è altro che l'emissione seminale dell'amato.

Sono venuto nel mio giardino, sorella mia, sposa, e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo; mangio il mio favo e il mio miele, bevo il mio vino e il mio latte. Mangiate, amici, bevete; inebriatevi, o cari. (Cantico dei Cantici 5,1).

"Sono venuto" ossia "ho eiaculato": questo è chiaro da interpretare, mentre è meno chiaro se il seme venga poi raccolto in un apposito recipiente per essere gustato collettivamente da tutti i commensali. Sembrerebbe così, e dunque questa pratica sarebbe antesignana del moderno "bukkake".

In una sola occasione la Bibbia accenna all'ingestione dello sperma con un connotato vagamente negativo: Farà bere alla donna quell’acqua amara. (Numeri 5,24).

Sappiamo infatti che lo sperma può avere un sapore non grato, quando l'uomo che lo emette ha mangiato cibi impuri. Per evitare questo inconveniente, è buona norma mangiare molta frutta, in particolare fragole.

È importante che, oltre a non disperdere il seme, tu lo possa conservare per farne dono alla tua amata come simbolo ed espressione del tuo amore. Ma come fare per inviarlo alla tua Svetlana che si trova in un Paese lontano?

Sappiamo che il freddo conserva a lungo ogni sostanza biologica. Questo ce lo insegna la scienza, e la scienza non è mai in contrasto con la religione, perché anche il sapere scientifico proviene da Dio e perciò è conforme al Suo Verbo.

Dunque potresti congelare lo sperma, preparandolo in modo che sia pronto alla consumazione da parte della tua Svetlana. L'ideale sarebbe versarlo negli appositi stampi per ghiaccioli, completi di bastoncino, e quindi congelarlo nel freezer per almeno 48 ore.





Poi dovrai effettuare la spedizione dei ghiaccioli di sperma con un servizio di consegna refrigerato, ovviamente per via aerea celere. Avrai preventivamente imballato i ghiaccioli in una scatola di polistirolo.

Quando Svetlana avrà ricevuto il pacco, potrà a sua volta metterlo nel frigo, e gustare un po' alla volta i ghiaccioli nelle calde serate estive succhiandoli lentamente.

Ricordale di fare attenzione a non far sgocciolare il seme sulla pelle o sui vestiti: Ogni veste o pelle su cui vi sarà un’emissione seminale dovrà essere lavata nell’acqua e resterà impura fino alla sera. (Lev 15,16-17).

Un kiloJesus di benedittanza a te e a Svetlana, cari devoti amici, e che il Signore Gesù vi sorrida, vostro
Moreno

domenica 16 giugno 2013

Ave Maria


«Carissimo Joseph,
ancora non riesco a rendermi bene conto di quello che è successo. Ti scrivo perché mi hanno parlato molto bene di questo blog, e confido che saprai guidarmi nel rendere tutti partecipi di ciò di cui sono stata l'immeritata testimone. Ammetto che nello scrivere questa mia lettera mi sto facendo aiutare da un uomo di chiesa, perché purtroppo non sono andata molto a scuola. Per le Sue oscure vie, il Cielo ha scelto di dare a me e ad alcuni miei amici un onore che mi sembra troppo grande, e nella sua euforica gioia forse anche troppo gravoso. Veniamo al dunque: sono amministratrice di "Uniti In Cristo", un piccolo forum nel quale cerchiamo di condividere e rafforzare la nostra fede cristiana. Qualche giorno fa, mentre stavamo tutti insieme pregando in questo thread per chiedere una guarigione a cui tenevo molto, una nuova utente si è iscritta con un indirizzo IP che, mi dicono, non appartiene a nessun protocollo conosciuto. Ella si è presentata come la Nostra Signora, la Santa Madre di Cristo, e si è manifestata a noi dandoci dei messaggi per il mondo. All'inizio, devo confessarglielo, ero diffidente, e mi chiedevo se non fosse lo scherzo di cattivo gusto di qualche buontempone. Poi, però, mi sono sentita toccare il cuore dalla benevolenza di Maria, mentre una sensazione di esaltazione si originava e cresceva gradualmente in me, e ho capito con sicurezza che non poteva che essere lei! Le parole non possono descrivere quello che è successo. Il ronzio del PC si era di colpo trasformato in una musica celestiale, da ogni tasto che battevo sulla tastiera si sprigionava un arcobaleno e mi è sembrato che il monitor si espandesse tutto intorno a me, quasi a volermi abbracciare. Non distinguevo più tra sopra e sotto, o tra destra e sinistra: la cucina dove scrivevo era un tutt'uno col computer, che levitava a mezz'aria risplendendo della luce della Vergine. La prova definitiva me l'ha data la subitanea guarigione del bimbo per cui stavamo pregando. La Madonna ha rilasciato in totale 14 messaggi, di cui 11 nel thread pubblico e altri 3 in una sezione riservata, che noi utenti usavamo per discussioni attinenti alla sfera religiosa più personale. Ho scritto allo staff di Altervista, e anche loro non sono riusciti a capire da dove provenisse questa utenza. Stiamo ancora cercando di comprendere a fondo ciò che Maria ha voluto dirci ma è impressione comune, soprattutto per i 3 post segreti, che si tratti di qualcosa di urgente di cui l'intera umanità dovrebbe essere messa a conoscenza. Per favore, dimmi come devo fare affinché l'apparizione riceva le attenzioni che la Beata Vergine merita.
Con affetto,
Antonella
»


Mia cara Antonella, non posso che essere onorato di essere uno dei primi a venire a conoscenza di un evento che dev'essere fonte di grande giubilio per tutta la cristianità. Dopo aver letto la tua missiva, il mio cuore è assolutamente sicuro della veridicità di quanto scrivi, ma comprenderai che la mia testa debba attendere il riconoscimento della Commissione d'Indagine della Chiesa prima di proclamare fermamente, e come articolo di fede, l'autenticità dell'apparizione. Ti esorto quindi a contattare al più presto un'autorità competente (il tuo Vescovo andrà benissimo) affinché avvii l'iter procedurale volto a purgare da ogni possibile incertezza il miracolo che hai raccontato. Dal canto mio, non posso che rallegrarmi per la rinnovata solerzia colla quale la nostra Vergine Incoronata concede la sua presenza e la sua saggezza a noi indegni peccatori, e si preoccupa costantemente di salvare l'umanità dalle insidie demoniache.
Il fenomeno delle apparizioni mariane è troppo diffuso e conosciuto perché valga la pena di riparlarne qui, ma forse qualcuno potrebbe essere meravigliato da questa probabile mariofania, avvenuta in un forum di discussione online. Deterrebbe infatti un bel primato, trattandosi della prima apparizione avvenuta in un luogo virtuale anziché concreto; ma non cadiamo mai nel comune errore di guardare all'operato di Dio (e della Sua madre) con gli occhiali distorcenti della mente umana, attribuendo al Signore punti di vista sin troppo umani.
Ricordo che quando ero un giovane dottorando, con molta meno esperienza e meno dubbi di adesso, ricevetti una borsa di studio per uno stage al Max-Planck-Institut für Computational Theologie (MPI-CT) di Karlsruhe, nell'allora Germania Occidentale. Stavamo lavorando a una simulazione numerica del Santo Sepolcro, ottenuta incrociando le Scritture coi dati archeologici, che ci avrebbe dovuto permettere di comprendere meglio alcuni particolari relativi alla Resurrezione di Cristo. 3500 unità di elaborazione avrebbero lavorato in parallelo per modellizzare la biochimica dell'evento con un dettaglio mai raggiunto prima. Nella mia ingenuità, ero convinto che la simulazione sarebbe stata un successo, e mi offrii volontario per il turno di sorveglianza notturna del sistema di raffreddamento dei processori. Fu così che, verso le due meno un quarto della quinta nottata dall'inizio dell'elaborazione, fui tra coloro che videro il supercomputer bloccarsi e presentare (lo ricordo ancora vividamente) una schermata gialla con scritto
PROG ERR 50-20-29
Ora, "PROG ERR" stava ad indicare un errore di programma; il problema è che nessuno di noi ricordava quel codice, e non avevamo nessuna idea di cosa significasse. Buttammo il direttore del laboratorio giù dal letto, e intanto iniziammo a compulsare l'indice dei messaggi d'errore per capire dove stesse il problema. L'indice si fermava però alla sezione 23, e non contemplava nessun code che iniziasse con il numero 50. Non ce ne raccapezzavamo; qualcuno ipotizzava che esistesse un secondo volume di errori, finito chissà dove. Fu, infine, un ragazzo inglese a vederci più chiaro di tutti: l'elenco che stavamo sfogliando era certamente un utile tomo, ma dopo tutto non poteva che essere solo un surrogato, scritto sacrificando la profondità per la chiarezza interpretativa, di un altro libro, quello a cui ogni uomo dovrebbe rivolgersi per trovare tutto quello di cui ha bisogno. Afferrammo quasi all'unisono le nostre bibbie in formato tascabile dai nostri camici, e andammo a leggere ciò che diceva il cinquantesimo libro delle Sacre Scritture, il Vangelo secondo Giovanni, al capitolo 20, versetto 29:
Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!».
Se avessimo continuato in quella simulazione, avremmo avuto l'evidenza incontestabile dell'avvenuta resurrezione di Nostro Signore, e la nostra fede sarebbe per questo divenuta un atto un po' meno meritorio, e di conseguenza un pochettino meno premiabile; ma Dio, nella sua infinita bontà, e leggendo la bontà delle nostre intenzioni, ha impedito che questo accadesse, dandoci una lezione di umiltà per la vita. Come vedi, Antonella, Dio non è affatto alieno dall'operare in spazi digitali, se le circostanze lo richiedono. E non c'è dubbio che, attenta com'è da sempre alle transuenti dinamiche sociali, la Madonna non abbia colto la necessità di servirsi anche di nuovi mezzi di comunicazione sociale per far risuonare nel mondo la Novella di Suo Figlio. Mi piace pensare che, tra le tante realtà cattoliche presenti nei social media, Ella abbia scelto la tua per via della sua rara purezza: difatti, a differenza di ciò che -bisogna sconsolatamente prenderne atto- avviene in forum più grandi, nessuno degli utenti di "Uniti In Cristo" mi è sembrato ottenebrato da dubbi o idee demoniache riguardo alla Vera Fede.


Ho prima accennato alla limitatezza della mente umana come possibile limitazione nel cammino verso una consapevole contemplazione dei Misteri della Fede. In effetti, le poche informazioni che i nostri sensi ci danno sul mondo sono organizzate dalla nostra mente in un unico spazio, che proprio per questo siamo soliti chiamare lo "spazio" per antonomasia: quello in cui le distanze si misurano in metri. Così, quando entrando in un duomo gotico una mattina d'inverno ci soffermiamo un attimo sullo scioglimento di un ghiacciolo formatosi su una guglia, e poi nel calduccio dell'interno osserviamo il fumo dell'incenso, che dapprima risale in maniera ordinata, spezzarsi in un mirabile disordine di vortici e volute, non ci sfiora nemmeno la mente l'idea che potremmo stare assistendo allo stesso fenomeno, soltanto da una prospettiva differente. In realtà (senza scendere qui nel dettaglio, visto che a quanto mi sembra non hai avuto occasione di ricevere una preparazione specifica, e temo che tu possa non seguirmi), quello di spazio è un concetto molto più generale, e molti altri sono gli spazi che la ragionevolezza donataci dall'Altissimo può permetterci di concepire, allo scopo di operare al meglio secondo le Sue volontà. Teniamo quindi ben presente che l'occhio di Dio percepisce simultaneamente tutti gli infiniti possibili spazi, definibili e indefinibili, e chi risiede accanto a Lui nel regno dei Cieli può operare senza problemi in ognuno di essi. Quando vediamo un nostro confratello commettere un peccato mortale, oppure apprendiamo alla televisione di una calamità naturale che ha provocato centinaia di vittime, viene spontaneo chiedercene il perché; ma forse, in un altro spazio definibile a partire dagli stessi valori che le varie grandezze fisiche e spirituali vengono contingentemente ad assumere, lo stesso evento fisico verrebbe a costituire un miracolo, una manifestazione della potenza e della bontà divine secondo modalità che non non riusciamo nemmeno ad immaginare. Se ci fosse data per un attimo la visione globale di tutte le concepibili relazioni intercorrenti nel Creato, comprenderemmo in un attimo la bontà e l'assoluta perfezione di ogni dettaglio del Disegno Divino. Cherubini svolazzano lietamente e incessantemente nello spazio delle quantità di moto, e noi possiamo renderecene conto osservando ad esempio la traiettoria dell'empio proiettile che colpì il compianto beato Giovanni Paolo II, evitando accuratamente tutti gli organi vitali; è una suggestiva tradizione popolare che Dio sia solito rilassarsi passeggiando nello spazio delle fasi, come appare evidente esaminando la periodica liquefazione del sangue di San Gennaro; e gli esempi potrebbero continuare.


Abbiamo quindi visto come la Regina Ausiliatrice possa agire nello spazio informatico di un forum non meno naturalmente che nel convenzionale spazio geografico. Immagino tuttavia che, per gli esperti della Santa Sede, potrebbe costituire una novità l'incombenza di dover certificare un'apparizione avvenuta in un luogo di Internet. Molto probabilmente sarà opportuno limitare o interdire l'accesso ai server di Altervista durante gli accertamenti, di modo che chi di dovere possa indagare scrupolosamente su tutte le circostanze connesse al caso. Dovresti inoltre dare pieno accesso al forum ai prelati che lì si iscriveranno, concedendo loro gli strumenti di cui hanno bisogno per concludere senza ombra di dubbio la sovrannaturalità dell'utenza in questione. Non ho dubbi sul fatto che ben presto la verità su questa Rivelazione Privata risplenderà fulgidamente, e raggiungerà un vasto pubblico. Fossi in te mi metterei già in contatto con l'UNITALSI, per un'eventuale cogestione di un'inevitabile aumento di potenza del database mySQL, che si renderà necessario per gestire il flusso di fedeli che si recheranno in pellegrinaggio sul tuo benedetto sito. Se, come spero, la verità dell'apparizione verrà definitivamente confermata dalla Chiesa, dovresti considerare con la tua diocesi l'idea di trasformare il forum in un vero e proprio santuario, rendendo non indicizzate le aree attualmente pubbliche e richiedendo un pagamento (anche comodamente via PayPal o carta di credito) ai fedeli che volessero bearsi contemplando il thread miracolato. La grazia di Dio non si conquista senza sacrifici.

Permettimi, stavolta, di chiedere io a te umilmente qualche kiloJesus di benedittanza.

Che la Madonna continui ad accompagnarti,
Joseph

sabato 25 maggio 2013

La masturbazione verginale



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Cari Illuminati,

mi chiamo Mara, ho 36 anni e vorrei sottoporvi quello che per me sta diventando un problema: spero, col vostro aiuto, di poterlo risolvere o di riuscire a riconoscerlo come un’ordinaria vicenda della vita. Da sempre il mio più grande desiderio è di formare una famiglia e di avere dei figli: credo sia normale, per una donna, voler trovare così la sua realizzazione, in modo da potere anche, in tale maniera, crescere delle nuove creature nella fede cristiana.

Purtroppo finora non sono riuscita ad incontrare l’uomo con il quale condividere questo progetto. Ho avuto due fidanzati (il primo dai 19 ai 24 anni, il secondo dai 27 ai 29 anni), ma con nessuno dei due ho provato quell’affinità che sola può trasformare una coppia in una santa alleanza. Mi rendo conto che il Signore ha per ciascuno una strada segnata e può darsi che la mia non sia quella che conduce al matrimonio: ma intanto sento questo desiderio dentro di me fortissimo e lo sento crescere giorno dopo giorno: soprattutto per questo non riesco, nonostante le preghiere, a interpretare la volontà del Signore. Perché darmi questo desiderio inesausto, se non riesco a realizzarlo? Inoltre non posso attendere ancora molti anni: per fare figli occorre anche essere abbastanza giovani e non vorrei incontrare l’uomo giusto a 40 anni, quando potrei non avere più le capacità fisiche.

Come vedete, sono nel dubbio e nell’ansia. Inoltre, e mi vergogno nello scriverlo ma voglio essere sincera con voi, desidererei provare il piacere fisico che si accompagna all’amplesso coniugale e che alcune amiche sposate mi dicono essere, quelle volte che riescono a ottenerlo, bellissimo. È una cosa naturale, quello che chiamano orgasmo, e credo non sia peccato desiderarlo.

Ogni tanto mi càpita, del tutto involontariamente, di sentire qualcosa che secondo me è il preludio a quel piacere fisico di cui parlano le mie amiche: magari guardando un film o immaginando il volto e il corpo di colui con il quale vorrei condividere la vita, provo – e pur arrossendo al solo pensiero, voglio dire tutto sinceramente per avere da voi una risposta chiara e precisa – uno strano formicolio sulla pelle, la vagina si inumidisce, i capezzoli si inturgidiscono, il respiro si fa affannoso e, stringendo le cosce, sento un calore che inizia a irradiarsi all’interno del mio sesso. Allora mi alzo, respiro a fondo, mi lavo la vagina con acqua fredda, cambio gli slip che sono intrisi di una sorta di umore vischioso e piano piano questa cosa passa e torno la ragazza di sempre, che cerca il suo destino ma che è disposta ad accettare la volontà del Signore, anche se sarà diversa dal suo desiderio. Ma come capire la volontà di Dio? Grazie.

Mara
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Sorella Mara,
amatissima nella fede, le questioni che poni sono due.

La prima si risolve brevemente. Io non so se tu sia troppo esigente, nella ricerca dell’uomo della tua vita, o se quelli che incontri sono dei lazzaroni debosciati, dei tipacci dediti solo alla ricerca del piacere o degli eterni mammoni indecisi, come purtroppo succede spesso, data la morte del Padre nella nostra società: per saperlo, dovrei conoscerti. Quindi quello che ti posso dire è: se incontri un uomo che non sia troppo imbecille, che abbia uno spirito passabilmente cristiano, che non sia orribile al tatto e alla vista e che sappia farti sorridere almeno una volta al giorno, sposalo, ché poi il matrimonio è al 90% abitudine; se poi fai due-tre figli, stai sicura che non avrai tempo di pensare all’orgasmo: è già tanto se arriverai viva la sera. Quindi buttati e lascia fare al Signore.

La seconda questione è anch’essa semplice, ma richiede qualche parola in più. Come tu ben sai, il corpo è il tempio dello Spirito e quindi non dobbiamo insozzarlo o danneggiarlo. Però bisogna intendersi sulle parole. Dio ci ha creati capaci di orgasmo e quindi l’orgasmo può essere puro, se esperito nel modo giusto. È come la lingua: la puoi usare sia per lodare il Signore o per insolentire il fratello. Eppure la lingua è sempre la medesima. Quindi, un orgasmo ottenuto con la violenza, la minaccia o la costrizione fisica o morale è peccato, perché Dio ci ha creati liberi; così come vivere per avere orgasmi uno di seguito all’altro è peccato, perché non avremmo il tempo di lodare Dio e di servire il prossimo, oltre a trasformare il nostro corpo in una macchina inconsapevole.

Ma se l’orgasmo è frutto della purezza e della carità verso di noi e verso gli altri, Dio gioirà con te e benedirà il godimento del corpo. Tu ora non puoi arrivare all’orgasmo tramite il pene maschile perché non sei sposata e quindi da quella parte lì non c’è nulla da fare: non ti resta che la masturbazione. Che è perfettamente lecita: Dio, nella Bibbia (Gen 38, 6-10), condanna Onan non per essersi masturbato, ma per aver praticato il coito interrotto come mezzo di contraccezione; non è la masturbazione in sé a essere peccaminosa. E così il sesto comandamento non impone di astenersi dagli atti impuri, ma di evitare l’adulterio (“Non commettere adulterio”, si legge in Es 20, 14; e Gesù ricorda, in Mt 5, 27-28: “Avete inteso che fu detto: «Non commettere adulterio»; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore”). La faccenda della proibizione degli atti impuri è una manipolazione successiva alla vita di Gesù, forse dal 50 d.C. (Concilio di Gerusalemme): quindi, come vedi, è una costruzione del tutto umana, non certo divina. In ogni caso, comunque, Dio condanna solo la masturbazione maschile e solo se c’è dispersione di sperma; Gesù, poi, non spende una parola sull’autoerotismo, segno che non lo considerava rilevante (Gesù stesso si masturbava, come – se vuoi – ti spiegherò in altra sede).

Tu, comunque, essendo donna, non hai sperma ma solo umori vaginali e uretrali e quindi non ci sono problemi nel praticare la masturbazione, purché non diventi un’ossessione psicotica. Ma una manipolazione del clitoride o l’inserimento di uno o più dita nella vagina fino a raggiungere l’orgasmo, anche un paio di volte al giorno, va benissimo. Certo, il Catechismo della nostra Madre Chiesa (C.C.C., n. 2352) dice che la masturbazione è peccato, ma è una prescrizione che riguarda solo le persone che possono procurarsi il piacere sessuale in altro modo, come gli sposati (vedi Michael Angelus Grippini, Animadversiones in Benedicti 11. gloriosae recordat. Dinas Constitutiones de non absolvendo complice peccati contra sextum decaloghi perceptum commissi, Bononiae, apud Lonchi & a Vultae impressores archiepiscopales, 1763, pp. 456-477). La donna che non sia sposata (e non per sua colpa, com’è il tuo caso) può tranquillamente masturbarsi, davanti e dietro. Anche la donna sposata con un marito assente o impotente può praticare la masturbazione e rimanere in grazia di Dio.

Ma c’è un argomento ancora più forte, a favore della liceità della masturbazione. La Verginità perpetua di Maria è un dogma della nostra Fede dal Concilio di Costantinopoli del 553: il pene di Giuseppe, infatti, mai s’insinuò nella sua vagina (“Se qualcuno afferma che la santa gloriosa e sempre vergine Maria solo impropriamente e non secondo verità è madre di Dio […], costui sia anatema”, VI anatema del Concilio). Ma questo non vuol dire che la Madonna non si masturbasse, tutt’altro: come ha evidenziato Giovanni Cappelli, Autoerotismo. Un problema etico-morale nei primi secoli cristiani, Bologna, EDB, 1886, pp. 44-77, la masturbazione, se non praticata con oggetti che lacerino l’imene, lascia quella membrana intatta e quindi il dogma cattolico della verginità perpetua della Madonna non è incompatibile con l’attività masturbatoria di quest’ultima. Nel Vangelo apocrifo degli Ebioniti, secondo una controversa traduzione (Sakari Häkkinen, Köyhät kerettiläiset: ebionit kirkkoisien teksteissä, Helsinki, Suomalainen Teologinen Kirjallisuusseura, 1999), si legge che a Nazareth “molti andarono a protestare dal rabbino Aznachiele, perché dalla casa di Giuseppe si sentivano spesso provenire grida e lamenti, simili a quelli di una pubblicana quando è posseduta da uno o più abitanti di Gerico [i Gericani erano noti per avere membri grossi e nodosi, N.d.T.]: e ciò disturbava le attività circonvicine e lasciava nella costernazione grandi e fanciulli. Aznachiele bussò alla porta di Giuseppe e apparve Maria, rossa in viso e ansante, la quale disse che era sola in casa e che mentre raccoglieva acqua dal pozzo del cortile, le era caduto il secchio sul piede e per questo aveva urlato”. Ora, è provato che nella casa di Giuseppe non vivevano né pubblicani né Gericani e che il pozzo più vicino era dietro la sinagoga; dando per certo che Giuseppe non si congiungeva carnalmente con la sua casta sposa, ne consegue, necessariamente, che era la Madonna che si masturbava e che ricavava anche molto piacere dall’operazione.

Non è nemmeno improbabile pensare che San Giuseppe collaborasse con la moglie, praticandole il cunnilingus e l’anilingus, così da aumentare il piacere alla Madre del Signore: in un passo successivo dell’apocrifo sopra riportato, si legge – anche se il testo è lacunoso: “E arrivò un giorno in cui le urla e i gemiti salirono fino al cielo, al punto che il Sommo sacerdote mandò il Cireneo ed Eméro (figlio di Giuda, nipote di Betsabeo della progenie di Zaccheo della stirpe di Davide) a controllare che nella casa di Giuseppe non stessero sgozzando un capro nel tempo proibito: bussarono alla porta e Giuseppe, con le labbra e la barba luccicanti e stillanti di quello che a tutta prima pareva il liquido vischioso e appiccicaticcio che la donna secerne nelle sue parti impure quando il marito si congiunge con lei, si scusò con i messi, dicendo che stava costruendo una mensola di libreria per la casa che Maria di Cleofa possedeva sul Golgota e che si era martellato una falange per errore, erompendo così in strepiti di dolore”. Che Maria di Cleofa avesse una casa sul Golgota pare da revocarsi in dubbio: secondo gli esegeti si tratterebbe di una scusa, mentre in realtà san Giuseppe stava leccando la vagina della Madonna. In ogni caso, l’importante era che non perforasse con la lingua l’imene della Madonna, così da preservare intatta la possibilità di proclamare il dogma della verginità perpetua.

Vi sono Autori (vedi, per tutti, Shinoah Lettermayer, I am a mannish muff diving size queen, Boston, Maccademosh, 1976, pp. 121-156) che si spingono fino a ipotizzare che Giuseppe e Maria amassero particolarmente la stimolazione orale reciproca: la Madonna succhiava il pene di San Giuseppe mentre san Giuseppe mordicchiava le grandi labbra della Madonna, facendola venire in abbondanza – lo squirting era noto fin dai tempi di Assalonne. Questo parrebbe provato dalle reliquie, conservate a Cosenza fino al 1764, conosciute come “Labbra della Vergine” e “Santo bottoncino”. Non c’è da stupirsi: reliquie del prepuzio di Nostro Signore ce n’erano decine, e fino a poco tempo fa era rimasto quello di Calcata (si veda, per tutti: Racconto come fosse ritrovato il santissimo prepuzio di Nostro Signore Gesù Cristo nella terra di Calcata feudo dell'illustrissima casa Sinibaldi, in Ronciglione, nella stamperia di Clemente Mordacchini, 1759): anche le “Labbra della vergine” e il “Santo bottoncino” sono andati perduti, ma chi poté visitarli accuratamente (Nicola Vigorito, Memoria su di una straordinaria elefantiasi tuberosa della clitoride e delle grandi labbra: Letta nella Real Accademia Medico- Chirurgica di Napoli, Napoli, Stab. tip. di G. Gioja, 1865, vol. 1, 345-412) dichiarò che le grandi labbra presentavano tracce di piccoli morsi e una certa usura dovuta probabilmente a sfregamenti continui e che il clitoride aveva la tipica conformazione che esso assume dopo decenni di succhiamenti, titillamenti e schiacciamenti persistenti e diuturni.

La Madonna era vergine ma era consapevole che il corpo non è stato creato da Dio per la macerazione: sapeva trarne pertanto le delizie che tu finora ti sei negata. Ella godeva spesso e in gran copia, benedicendo il nome di Dio per questo dono magnifico e invocando il suo Santissimo Nome negli sconquassi e nel delirio che precede il godimento fisico. Pare che i suoi umori vaginali profumassero di violetta, anche se l’igiene intima, a quei tempi, non era granché tenuta in conto: per questo san Giuseppe beveva vogliosamente dalla Sacra Fessura della moglie i liquidi orgasmici che lui stesso provvedeva a far secernere, masturbandola con le dita e con la lingua; e lei, intinte le mani delle Santissime Secrezioni vaginali, se le spalmava sul Santo Seno e sui Vergini Capezzoli Turgidi, sì che il di Lei Sposo potesse leccarli e succhiarli, causandole intenso piacere.

Quindi, Mara, sorella carissima nella carità che ci unisce, attendi in pace e fiducia quel che Dio ti manderà: che per te Egli abbia in serbo uno sposo o che ti abbia riservato un’altra via per renderGli lode, lo capirai. Ma non lasciare che una falsa e ristretta visione della sessualità, regalo gratuito e immenso del Signore, ti privi del naturale piacere che Dio ha inserito nel tuo corpo, si tratti della vagina, del clitoride, dell’ano, dei capezzoli o di qualche altra parte che generi godimento e profusione liquida dal condotto vaginale. Se – per pudore o scarsa dimestichezza col tuo corpo – non riesci a toccarti e a eccitarti, ti do questo consiglio, che mi è stato spesso di grande utilità. Sdraiati nuda sul letto, con un cuscino sotto le natiche, spalanca le cosce e cerca di immaginare nella tua mente questa scena: la Madonna, accucciata a gambe aperte sopra il Venerabile Volto di san Giuseppe, sdraiato sotto di lei (cfr. Aaron Mutalbesky, Face-sitting in the Holy Bible, New York, Lazarus & Co., 1999, pp. 7-85, spec. le illustrazioni delle pp. 67-82), che gli spalanca con le dita l’apparato ano-vaginale, mostrandoGli l’ampia e netta visione della sua vagina spalancata e di tutta la zona perianale; immagina la lingua del Suo Castissimo Sposo che percorre il perineo, che titilla l’ano, che vellica il clitoride eretto e tremante, che si attarda nelle pieghe delle natiche estroflesse, che saetta nella vagina con sapienti e lancinanti guizzi; immagina il Padre putativo di Gesù, nella cui bocca colano – dalla profondità vaginale – come cascata i succhi torbidi e impregnati, che lecca la vagina fradicia e fremente, che ne succhia golosamente i contorni, che fa ergere con la lingua l’Ineffabile Clitoride e che alla fine fa esplodere la Sua diletta Sposa nell’urlo liberatorio dell’orgasmo, mentre i fiotti dei fluidi espulsi durante la Santa Eiaculazione Virginale (tra i quali, abbondantissimi, i liquidi di godimento prodotti dalla Santissima Uretra) lo inzuppano e la acquietano.

Immagina la Santa Vergine, stremata dalla successione orgasmica, che si abbandona sul petto del suo amatissimo sposo, cosciente sia della necessità della preservazione della sacra membrana sia del doveroso e gioioso compito di condividere con il Suo compagno i piaceri carnali che Dio, nella sua immensa bontà, ha riservato agli sposi che in Lui vivono. Immagina san Giuseppe, che ancora attarda le dita tra le grandi labbra, che ancora accarezza il Monte di Venere della Sua Compagna di Santità, che sfila il medio dall’Ano Santo ancora caldissimo della Sua Sposa, che si succhia le dita impregnate dell’odore e del sapore di quei meravigliosi liquori secreti da Colei che fu scelta dal Signore e che raccoglie con la lingua le ultime stille d’umore che ancora gocciolano dalla rossa ferita pulsante che si apre tra le gambe spalancate di Maria Santissima; immagina la Sacra Coppia che sorride nel sentire il buffo rumorio dell’aria che fuoriesce borbottando allegra dal pertugio vaginale della Sempre Vergine, così dolcemente straziato e appagato.

Immagina questo e lascia che la tua mano vaghi sicura verso il giardino delle delizie che ti fiorisce tra le cosce: Dio, che di questo portentoso dono è il Fabbro Supremo, non l’ha certo fatto perché appassisse intatto e disseccato.

Ti abbraccio in Cristo,
Mafalda